{"id":61385,"date":"2020-12-14T09:30:45","date_gmt":"2020-12-14T08:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61385"},"modified":"2020-12-13T21:00:15","modified_gmt":"2020-12-13T20:00:15","slug":"stabilita-e-soft-power-perche-la-cina-lotta-contro-linquinamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61385","title":{"rendered":"Stabilit\u00e0 e soft power: perch\u00e9 la Cina lotta contro l\u2019inquinamento"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino prepara un nuovo piano per ridurre drasticamente le emissioni di Co2. Da ci\u00f2 dipende la qualit\u00e0 della vita dei cittadini, la sovranit\u00e0 del Partito comunista, il futuro di Xi e l\u2019immagine della Repubblica Popolare all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Repubblica Popolare torna a fare i conti con gli alti tassi d\u2019inquinamento. Con l\u2019arrivo dell\u2019inverno, la qualit\u00e0 dell\u2019aria nel paese \u00e8 nuovamente peggiorata. Al punto che a met\u00e0 novembre le autorit\u00e0 cinesi hanno chiesto a province settentrionali quali Hebei, Shanxi, Shandong ed Henan di prendere provvedimenti per ridurre le emissioni di diossido di carbonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale sviluppo si intravedeva gi\u00e0 lo scorso maggio, quando il quantitativo di Co2 prodotto dalla Repubblica Popolare era circa il 5% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Il dato \u00e8 ancor pi\u00f9 rilevante se si considera che la statistica aveva subito un crollo del 25% tra febbraio e marzo a causa del parziale blocco dell\u2019economia dovuto allo scoppio dell\u2019epidemia di coronavirus. Per il ministero dell\u2019Ecologia e dell\u2019Ambiente cinese, le \u201ccupe\u201d tendenze ambientali del paese non sono cambiate malgrado i miglioramenti registrati negli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il persistere di tali problemi spiega perch\u00e9 il piano quinquennale di sviluppo sociale ed economico 2021-2025 allestito da Pechino includa la lotta all\u2019inquinamento. Quest\u2019ultima si impernia sulla promozione della cosiddetta \u201ccivilizzazione ecologica\u201d (shengtai wenming). Il concetto, coniato dal presidente cinese Xi Jinping, implica che la crescita del paese non deve avvenire a danno dell\u2019ambiente. Nel concreto, l\u2019obiettivo di Pechino \u00e8 raggiungere il picco di emissioni di Co2 nel 2030, per poi azzerare quelle nette entro il 2060. Tale traguardo richiede il coordinamento sistematico di vari settori: industria, energia, trasporti, agricoltura e dei consumi. Il piano d\u2019azione sar\u00e0 divulgato il prossimo marzo e in base ad esso saranno allestiti progetti specifici per ambiti ed enti territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino non sottovaluta il problema. Il delicato equilibrio tra crescita economica e sostenibilit\u00e0 ambientale incide sulla qualit\u00e0 della vita della popolazione cinese. Quest\u2019ultima \u00e8 a sua volta condizione necessaria (ma non sufficiente) per la stabilit\u00e0 di lungo periodo della Repubblica Popolare e della legittimit\u00e0 del Partito comunista. Tutto ci\u00f2 \u00e8 decisivo anche per il futuro di Xi, che molto probabilmente rester\u00e0 alla guida del paese anche dopo il 2022, quando scadr\u00e0 il suo secondo mandato presidenziale. Nei prossimi due anni, il capo di Stato cinese cercher\u00e0 non solo di rafforzare il controllo sui centri di potere (Partito, Esercito popolare di liberazione e Stato), ma anche di catalizzare consenso popolare. Cos\u00ec da scongiurare qualsiasi opposizione alla sua leadership. In passato la lotta all\u2019inquinamento \u00e8 stata frenata dalla sovrapposizione di competenze tra governo centrale e amministrazioni locali e dall\u2019opposizione di coloro che nel Partito e nel tessuto imprenditoriale cinese traevano beneficio dallo status quo. Non \u00e8 escluso che tali problemi affiorino nuovamente qualora Pechino ordinasse una riforma drastica del settore energetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La difesa dell\u2019ambiente \u00e8 anche una questione di soft power. La Repubblica Popolare cercher\u00e0 di stare al passo con gli obiettivi prefissati per rafforzare la sua immagine all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201ccivilizzazione ecologica\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo i dati ufficiali cinesi \u2013 di cui in Occidente spesso si contesta la trasparenza \u2013 le emissioni di Co2 per unit\u00e0 di pil sono diminuite del 48% rispetto al 2005. L\u2019uso del carbone \u00e8 oggi pari al 58% del paniere energetico totale, il 10% in meno rispetto al picco del 2013. Anche la media dei giorni con una buona qualit\u00e0 dell\u2019aria si sarebbe alzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure la Repubblica Popolare \u00e8 ancora prima al mondo per emissioni di diossido di carbonio, seguita dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, la crescita economica cinese degli ultimi 40 anni ha provocato seri danni all\u2019ambiente, tra cui deforestazione, desertificazione, erosione del suolo e inquinamento dei fiumi. La Cina \u00e8 abitata dal 22% della popolazione mondiale ma dispone solo del 7% delle terre coltivabili del pianeta. In pi\u00f9, il 40% di queste ultime \u00e8 degradato. A ci\u00f2 si aggiunga che nel 2016, il ministero delle Risorse idriche cinese ha ammesso che l\u201980% dell\u2019acqua nel sottosuolo del paese \u00e8 inquinato. I danni all\u2019ambiente attanagliano i principali nuclei geopolitici cinesi: il bacino del Fiume Giallo, dove si trova Pechino; il delta dello strategico Yangtze, lungo cui \u00e8 sita Shanghai; il delta del Fiume delle Perle, in prossimit\u00e0 del quale sono ubicate la turbolenta Hong Kong, la pi\u00f9 mite Macao e la produttiva Shenzhen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dettagli pratici del piano quinquennale si sapranno solo tra qualche mese. Tuttavia, \u00e8 gi\u00e0 possibile identificarne gli elementi chiave nel campo ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino promette di ridurre ulteriormente la dipendenza dal carbone. Tale processo necessita un\u2019ulteriore riduzione della sovraccapacit\u00e0 industriale, argomento che la leadership cinese tratta con le pinze. La chiusura delle aziende di Stato inefficienti (definite \u201czombie\u201d) sarebbe la soluzione economicamente pi\u00f9 sensata. Eppure sinora Pechino ha preferito la loro fusione con altre imprese pi\u00f9 solide. La cessazione completa di pi\u00f9 attivit\u00e0 industriali infatti inciderebbe sulla rete di interessi economici domestici e determinerebbe il licenziamento di milioni di persone. Ci\u00f2 a sua volta alimenterebbe il malcontento sociale e quindi l\u2019instabilit\u00e0 domestica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banca centrale cinese intende accrescere i finanziamenti alle tecnologie verdi. Nella Repubblica Popolare, l\u2019energia idroelettrica rappresenta il 18% della produzione nazionale. Quella eolica e quella solare generano ciascuna l\u201911% di elettricit\u00e0; il nucleare (che non \u00e8 rinnovabile) solo il 2%. Incentivare l\u2019uso di queste risorse dovrebbe ammortizzare l\u2019effetto destabilizzante della chiusura delle fabbriche a carbone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pechino potrebbe annunciare nuove politiche di supporto al miglioramento dell\u2019efficienza delle grandi metropoli. La leadership cinese considera il processo di urbanizzazione indispensabile per favorire la crescita dell\u2019entroterra, alimentare i consumi domestici e ridurre la dipendenza dalle esportazioni. Eppure, l\u2019espansione degli agglomerati urbani accresce la densit\u00e0 demografica, l\u2019inquinamento e il traffico stradale. Di qui la necessit\u00e0 di ripensare lo spazio cittadino. In tale contesto, la megalopoli Jin-Jin-Ji (composta da Pechino, Tianjin e lo Hebei) \u00e8 un caso di scuola. Lo sviluppo della nuova area di Xiong\u2019an, a 100 chilometri da Pechino, lascia intendere che la leadership cinese vuole riprogettare lo spazio urbano per renderlo pi\u00f9 a misura d\u2019uomo, dotandolo di infrastrutture relativamente basse e pi\u00f9 spazi verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo cinese promette di ottimizzare le attivit\u00e0 di coltivazione e allevamento, con tre finalit\u00e0: favorire la crescita economica delle aree rurali; assicurarsi il rispetto degli standard di qualit\u00e0 messi in discussione dalla diffusione di malattie come la Sars, la febbre suina e il nuovo coronavirus; non compromettere ulteriormente il degradato suolo cinese e le scarse riserve d\u2019acqua. A met\u00e0 novembre, Pechino ha annunciato che nelle campagne nessuno vive pi\u00f9 al di sotto della soglia di povert\u00e0 assoluta, pari oggi a un reddito annuale di 4 mila yuan (500 euro). Il risultato \u00e8 certamente notevole, considerando che settant\u2019anni fa tale condizione caratterizzava circa 800 milioni di cinesi. Eppure la qualit\u00e0 della vita nelle campagne non \u00e8 ancora paragonabile a quella delle megalopoli costiere della Repubblica Popolare. La faglia sociale ed economica tra aree urbane e rurali \u00e8 una delle fragilit\u00e0 pi\u00f9 importanti che contraddistinguono la geopolitica cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Repubblica Popolare tenter\u00e0 di usare il suo piano di lotta all\u2019inquinamento anche per rilanciare la sua immagine all\u2019estero. L\u2019epidemia di coronavirus e il duello con gli Usa hanno infatti infragilito il soft power cinese, soprattutto in Occidente. Ora la Repubblica Popolare vuole dare una mano di verde alle nuove vie della seta, scoraggiando gli investimenti nelle fabbriche a carbone straniere e favorendo quelli in energie rinnovabili. L\u2019obiettivo \u00e8 respingere le accuse degli Usa e dei paesi occidentali sulla sostenibilit\u00e0 delle infrastrutture cinesi all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A prescindere da tale proposito, Pechino non potr\u00e0 proporsi come difensore globale dell\u2019ambiente se non riuscir\u00e0 a ridurre consistentemente gli alti tassi d\u2019inquinamento nella Repubblica Popolare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-inquinamento-co2-emissioni-piano-lotta?fbclid=IwAR2G5l7gGnL9lMF5ZJr_Kb30GVUwB-3VUCWi4dxJh6JNM6GAolVplcmJ7yo\">https:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-inquinamento-co2-emissioni-piano-lotta?fbclid=IwAR2G5l7gGnL9lMF5ZJr_Kb30GVUwB-3VUCWi4dxJh6JNM6GAolVplcmJ7yo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giorgio Cuscito) Pechino prepara un nuovo piano per ridurre drasticamente le emissioni di Co2. 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