{"id":61399,"date":"2020-12-14T11:45:26","date_gmt":"2020-12-14T10:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61399"},"modified":"2020-12-14T11:37:07","modified_gmt":"2020-12-14T10:37:07","slug":"i-paradisi-fiscali-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61399","title":{"rendered":"I paradisi fiscali europei"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ECONOMIA E POLITICA<\/strong> (Vittorio Daniele)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019elusione fiscale internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Secondo le stime pi\u00f9 recenti, almeno il 40% dei profitti esteri delle multinazionali \u00e8 dichiarato in \u00abparadisi fiscali\u00bb, cio\u00e8 in paesi che applicano aliquote tra il 5 e il 10% o, in alcuni casi, pari a zero. Si tratta di almeno 800 miliardi di dollari di reddito sottratti alla tassazione in nazioni che non hanno regimi fiscali aggressivi, come Francia, Italia, Germania o Stati Uniti<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn1\" name=\"_ednref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. I profitti delle multinazionali non si dirigono solo verso paradisi\u00a0<em>offshore<\/em>\u00a0come le Isole Cayman, le Bermuda o le Seychelles. Nei complessi schemi dell\u2019elusione fiscale internazionale hanno un importante ruolo anche alcuni Stati membri dell\u2019Unione Europea: Lussemburgo, Olanda, Belgio e Irlanda, ai quali si aggiungono Malta e Cipro.<\/p>\n<p>Per ridurre il carico fiscale, le multinazionali utilizzano diverse tecniche. Quella pi\u00f9 semplice consiste nella creazione di una societ\u00e0 controllata con sede in un paradiso fiscale, in cui spostare gli utili conseguiti dalle altre societ\u00e0 del gruppo. Un\u2019altra tecnica \u00e8 quella del\u00a0<em>transfer pricing<\/em>, che consiste nell\u2019effettuare transazioni (prestiti, cessioni di marchi e brevetti o servizi) tra societ\u00e0 che fanno capo a una controllante che ha sede in un paradiso fiscale. In alcuni casi, le multinazionali possono beneficiare di accordi fiscali (<em>tax ruling<\/em>) con le autorit\u00e0 nazionali, come quelli al centro dello scandalo\u00a0<em>LuxLeaks<\/em>, scoppiato nel 2014.<\/p>\n<p>Sulla base di documenti riservati della societ\u00e0 di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC), il consorzio internazionale dei giornalisti d\u2019inchiesta (ICIJ), rivel\u00f2 come le autorit\u00e0 fiscali del Lussemburgo avessero concesso a 340 multinazionali (tra cui Apple, Deutsche Bank, Ikea, Nike, Pepsi) di poter beneficiare, tra il 2002 e il 2010, di aliquote effettive irrisorie, a volte inferiori all\u20191%, sui profitti realizzati in paesi a pi\u00f9 elevata tassazione<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn2\" name=\"_ednref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Lo scandalo\u00a0<em>LuxLeaks<\/em>\u00a0ebbe enorme risonanza, ma praticamente nessuna conseguenza. Lo attesta la \u201cRelazione sui reati fiscali, l\u2019evasione e l\u2019elusione fiscale\u201d, approvata dal Parlamento Europeo nel 2019, in cui si \u201cdeplora il fatto che, a quasi cinque anni dalle rivelazioni di\u00a0<em>LuxLeaks<\/em>, la Commissione abbia aperto un\u2019indagine formale solo in uno degli oltre 500\u00a0<em>ruling<\/em>\u00a0in materia fiscale concessi dal Lussemburgo\u201d<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Nessun paese europeo rientra nella cosiddetta \u00ablista nera\u00bb dei paradisi fiscali (ufficialmente giurisdizioni non-cooperative ai fini fiscali) adottata dal Consiglio d\u2019Europa<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>. Eppure, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che alcuni Stati membri della UE svolgano un ruolo centrale nel trasferimento di capitali verso giurisdizioni a fiscalit\u00e0 privilegiata.<\/p>\n<p><strong>Societ\u00e0 buca-lettere e investimenti fantasma<\/strong><\/p>\n<p>Uno degli indizi dell\u2019importanza di alcuni centri finanziari europei nel sistema internazionale dell\u2019elusione fiscale, \u00e8 dato dagli enormi flussi di investimenti diretti esteri che vi si dirigono. Lo conferma la citata \u00abRelazione sui reati fiscali e l\u2019evasione\u00bb del Parlamento Europeo, che evidenzia come l\u2019elevato livello di investimenti esteri rispetto al Pil in Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda sia solo in parte spiegato da attivit\u00e0 economiche effettive<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>. Parte degli investimenti esteri \u00e8 destinato, infatti, a sussidiarie o \u00absociet\u00e0 a destinazione specifica\u00bb. Si tratta, spesso, di societ\u00e0 \u00abbuca-lettere\u00bb, cio\u00e8 entit\u00e0 giuridiche senza consistenza fisica e che non svolgono alcuna attivit\u00e0 economica reale, costituite per minimizzare il carico effettivo globale delle multinazionali. Secondo la Banca Centrale olandese, le societ\u00e0 \u00abbuca-lettere\u00bb costituite in Olanda da imprese multinazionali sarebbero ben 15.000<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>. Attraverso queste societ\u00e0 transitano investimenti esteri \u00abfantasma\u00bb<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Nonostante si tratti di due nazioni piccole per dimensioni economiche e demografiche, Lussemburgo e Olanda attraggono pi\u00f9 investimenti diretti esteri della Cina (Fig. 1). Nel complesso, i livelli degli investimenti esteri nei due paesi europei sono di poco inferiori a quelli degli Stati Uniti, la pi\u00f9 grande economia al mondo. Per avere un\u2019idea, si consideri che, nel 2019, lo\u00a0<em>stock<\/em>\u00a0(livello) di investimenti esteri in ingresso in Olanda era di 4.445.969 milioni di dollari, in Lussemburgo di 3.422.838 milioni, mentre in Italia di 445.715 milioni di dollari. Ma quanti di questi sono effettivi e quanti, invece, investimenti fantasma?<\/p>\n<p><strong>Fig. 1. Investimenti esteri in entrata (stock) nel 2019<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13481\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Investimenti.png\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"286\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p>Importi in milioni di dollari. I dati comprendono gli investimenti diretti nelle SDS. Per il Belgio, 2018. Fonte: OECD,\u00a0<em>FDI in Figures,\u00a0<\/em>April 2020.<\/p>\n<p>I dati della tabella 1 offrono una prima risposta. Nel 2019, il livello (stock) degli investimenti esteri in entrata rappresentava il 4.928% del Pil del Lussemburgo e il 490% di quello dell\u2019Olanda. Valori stratosferici che, per\u00f2, scendono al 185% e al 193% del Pil quando si escludono gli investimenti verso le societ\u00e0 a destinazione specifica.<\/p>\n<p><strong>Tab.\u00a0 1. Investimenti diretti esteri in entrata (stock) rispetto al Pil nel 2019 (%)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td>IDE (escluse le societ\u00e0 a destinazione specifica)<\/td>\n<td>IDE (incluse le societ\u00e0 a destinazione specifica)<\/td>\n<td>Rapporto %<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lussemburgo<\/td>\n<td>185<\/td>\n<td>4.928<\/td>\n<td>3,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Olanda<\/td>\n<td>193<\/td>\n<td>490<\/td>\n<td>39,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Svizzera<\/td>\n<td>166<\/td>\n<td>192<\/td>\n<td>86,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Belgio<\/td>\n<td>46<\/td>\n<td>102<\/td>\n<td>44,7<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>Per il Belgio, i dati si riferiscono al 2018. Fonte: OECD,\u00a0<em>FDI in figures,\u00a0<\/em>April 2020.<\/p>\n<p>In altri termini, ben il 96% dello stock di investimenti esteri in entrata in Lussemburgo, il 60,6% di quelli in Olanda e il 55% di quelli in Belgio \u00e8 riconducibile a societ\u00e0 a destinazione specifica, molte delle quali sono, come detto, societ\u00e0 \u00abbuca-lettere\u00bb. Mancano i dati per l\u2019Irlanda, Malta e Cipro, anche se \u00e8 riconosciuto che questi paesi hanno un ruolo importante per l\u2019elusione fiscale internazionale. Se Lussemburgo e Olanda sono ai primi posti al mondo nell\u2019attrazione di investimenti fantasma, l\u2019Irlanda \u00e8 tra le prime dieci destinazioni<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Le tasse perdute delle nazioni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019elusione e l\u2019evasione fiscale internazionale sottraggono annualmente entrate ai bilanci degli Stati: risorse che potrebbero essere destinate al finanziamento di servizi essenziali. Secondo le stime pi\u00f9 recenti, l\u2019elusione e l\u2019evasione internazionali causano agli Stati della UE una perdita di entrate fiscali di 170 miliardi di euro all\u2019anno. Di questi, 60 miliardi derivano dall\u2019elusione delle societ\u00e0 multinazionali, 46 dal trasferimento di patrimoni da parte di individui e 64 miliardi da frodi dell\u2019Iva. Mentre la maggior parte dei paesi si impoverisce, sei Stati europei (Belgio, Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda) traggono, invece, benefici dall\u2019elusione dei profitti da parte delle imprese multinazionali<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>Secondo il\u00a0<em>Tax Justice Network<\/em>\u00a0(Rapporto 2020), a causa all\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale internazionale, l\u2019Italia perde annualmente 12,4 miliardi di dollari (circa 10 miliardi di euro), corrispondenti al 2% delle entrate fiscali. Un ammanco causato per 8,8 miliardi di dollari dal trasferimento di profitti delle multinazionali e, per 3,6 miliardi, dall\u2019evasione\u00a0<em>offshore<\/em>\u00a0dei privati. I mancati introiti equivalgono al 9% della spesa sanitaria italiana e al 15% della spesa per l\u2019istruzione. Nel complesso, le risorse perdute consentirebbero, all\u2019Italia, di assumere 379.380 infermieri<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre la maggior parte degli Stati \u2013 anche per fronteggiare le conseguenze della pandemia da coronavirus \u2013 accresce i debiti pubblici, l\u2019elusione e l\u2019evasione fiscale internazionali sottraggono risorse ai cittadini, in un sistema che genera profonde iniquit\u00e0.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a>\u00a0E. Saez, G. Zucman,\u00a0<em>Il trionfo dell\u2019ingiustizia<\/em>.\u00a0<em>Come i ricchi evadono le tasse e come fargliele pagare<\/em>, Einaudi, Torino, 2020.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a>\u00a0Oxfam Italia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Oxfam-Italia_media-brief_LuxLeaks-anniversary_04-11-15_branded-final-version.pdf\"><em>Giustizia fiscale: tallone d\u2019Achille dell\u2019Europa. Lo scandalo LuxLeaks: un anno dopo<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em>Oxfam Media Briefing<em>,<\/em>\u00a04 novembre 2015.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a>\u00a0Parlamento Europeo, Relazione sui reati finanziari, l\u2019evasione fiscale e l\u2019elusione fiscale, P8_TA(2019)0240.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0L\u2019ultima\u00a0<em>blacklist<\/em>\u00a0comprende American Samoa, Anguilla, Barbados, Fiji, Guam, Palau, Panama, Samoa, Trinidad and Tobago, US Virgin Islands, Vanuatu e le Seychelles.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a>\u00a0La citata Relazione del Parlamento Europeo \u00abinvita la Commissione a considerare attualmente almeno tali Stati membri come paradisi fiscali dell\u2019UE fino a quando non saranno attuate riforme fiscali sostanziali\u00bb (par. 330).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a>\u00a0Sul caso olandese, T. Gasparri,\u00a0<a href=\"https:\/\/nens.it\/archivio\/dossier\/l%E2%80%99olanda-paese-di-transito-e-sponda-d%E2%80%99approdo-strategie-di-profit-shifting-e-di#_ftn6\"><em>L\u2019Olanda, Paese di transito e sponda d\u2019approdo per strategie di profit shifting e di erosione delle basi imponibili<\/em><\/a><em>,\u00a0<\/em>Nens, maggio 2020,<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a>\u00a0J. Damgaard, T. Elkjaer, N. Johannesen, The Rise of Phantom Investments,<em>\u00a0Finance &amp; Development,\u00a0<\/em>September 2019.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a>\u00a0<a>J. Sawulski et al.,\u00a0<em>Tax unfairness\u00a0<\/em><\/a><em>in the European Union<\/em>, Polish Economic Institute, 2020.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a>\u00a0Cfr., J. Sawulski et al.,\u00a0<em>Tax unfairness, cit.<\/em>, p. 13. Secondo tale studio, questi paesi dovrebbero essere definiti paradisi fiscali della UE.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a>\u00a0Tax Justice Network,\u00a0<em>The State of Tax Justice 2020: Tax Justice in the time of COVID-19<\/em>, November 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/i-paradisi-fiscali-europei\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (Vittorio Daniele) &nbsp; L\u2019elusione fiscale internazionale Secondo le stime pi\u00f9 recenti, almeno il 40% dei profitti esteri delle multinazionali \u00e8 dichiarato in \u00abparadisi fiscali\u00bb, cio\u00e8 in paesi che applicano aliquote tra il 5 e il 10% o, in alcuni casi, pari a zero. Si tratta di almeno 800 miliardi di dollari di reddito sottratti alla tassazione in nazioni che non hanno regimi fiscali aggressivi, come Francia, Italia, Germania o Stati Uniti[1].&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":100,"featured_media":36537,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/economia-e-politica.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fYj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61399"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/100"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61399"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61401,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61399\/revisions\/61401"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}