{"id":61413,"date":"2020-12-16T09:29:16","date_gmt":"2020-12-16T08:29:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61413"},"modified":"2020-12-14T18:34:47","modified_gmt":"2020-12-14T17:34:47","slug":"loccidente-non-e-un-modello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61413","title":{"rendered":"L\u2019Occidente non \u00e8 un modello"},"content":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Brullo)<\/p>\n<p>\u201cArcipelago Gulag\u201d \u00e8 il libro-monstre con cui Aleksandr Solzenicyn inchioda e denuncia il regime sovietico. Premio Nobel nel 1970, ad Harvard scagli\u00f2 una serie di salutari bordate contro il \u201csistema occidentale\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/aleksandr-isaevic-solzenicyn_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Aleksandr Solzenicyn<\/a>\u00a0ha ottenuto il Premio Nobel per la letteratura cinquant\u2019anni fa, nel 1970, ma lo andr\u00e0 a ritirare quattro anni dopo, dopo aver subito l\u2019esilio dall\u2019Unione Sovietica.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nobelprize.org\/prizes\/literature\/1970\/solzhenitsyn\/lecture\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nel suo discorso di accettazione,\u00a0tra l\u2019altro, Solzenicyn scrive: \u201cL\u2019arte, incontaminata dai nostri sforzi, non si allontana dalla sua vera natura, ma in ogni occasione e ogni volta che appare, ci mostra una parte della sua luce segreta.<\/a>\u00a0Riusciremo mai a cogliere l\u2019interezza di questa luce? Chi pu\u00f2 osare dire di aver definito l\u2019arte in tutte le sue innumerevoli sfaccettature?\u2026 Attraverso l\u2019arte siamo visitati a volte \u2013 brevemente, con fragilit\u00e0 \u2013 da rivelazioni che non possono darsi con il pensiero razionale\u201d.<\/p>\n<p>Rivelazione meridiana.\u00a0Tigg\u00ec di Rai 2. Un paio di anni fa. Ricordano i dieci anni dalla morte di Solzenicyn. Non \u00e8 neanche l\u2019ultima notizia, quella di scarto, che nessuno ascolta, con il boccone in gola. Come mai?, mi dico, di solito non ricordano lo scrittore neanche quando muore, figuriamoci lo scampanio dell\u2019anniversario. Nel servizio campeggia una sola immagine: Solzenicyn con un barbone tolstojano che dialoga amabilmente con Vladimir Putin. Al di l\u00e0 delle simpatie, la comunicazione mi pare semplice e aberrante: lo scrittore esiste se dialoga con l\u2019emblema del potere (poco importa che i valori siano ribaltati, che sia Putin a inchinarsi al cospetto di Solzenicyn), lo scrittore \u00e8 servo del potere. Che paradosso: Solzenicyn, infatti, semmai, \u00e8 l\u2019icona della lotta contro il potere. Quello sovietico comunista. Il genio di Solzenicyn \u2013 che avrebbe voluto essere il Tolstoj del sistema carcerario sovietico, il grande aedo degli inferi russi \u2013 \u00e8 aver inventato un \u2018genere\u2019.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/arcipelago-gulag-aleksandr-solzenicyn-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>Arcipelago Gulag\u00a0<\/em>\u00e8 un agghiacciante, informato, cinico, radicale reportage. Ma ha il passo appassionato del romanzo. La letteratura \u2018di denuncia\u2019 \u2013 per sua natura, storica e contingente, degradabile e degradante \u2013 diventa, qui, epica del dolore e della compassione.<\/strong>\u00a0<\/a>Sar\u00e0 imitatissimo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-135215\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/81YSdVhYX0L.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Di Solzenicyn \u00e8 stato fatto un totem \u2013 forse con l\u2019intento di squalificare lo scrittore, di rabbonire le sue accuse. Solzenicyn, di norma, abbatteva i totem: \u00e8 spietato, ad esempio, contro Maksim Gor\u2019kij, il grande scrittore, \u201cil maggiore scrittore russo\u201d, l\u2019ideatore del \u2018realismo socialista\u2019. \u201cFu il 20 giugno 1929. Il celebre scrittore scese a terra nella baia della Prosperit\u00e0\u2026 lui s\u00ec che parler\u00e0 chiaro! lui s\u00ec che dar\u00e0 loro una lezione! lui s\u00ec che ci difender\u00e0! Gor\u2019kij era atteso quasi come un\u2019amnistia generale\u201d. Gor\u2019kij, invece, impaniato nel potere, \u201cattravers\u00f2 a grandi falcate i corridoi di alcuni convitti. Tutte le porte delle stanze erano spalancate, ma egli non vi entr\u00f2 quasi mai\u201d. Terribile lo sketch che racconta Solzenicyn poco dopo. \u201cArrivarono nella colonia infantile. Com\u2019\u00e8 tutto civile! Ognuno su una branda separata, con il materasso. Tutti sono timidi, tutti sono contenti. D\u2019un tratto un ragazzo di quattordici anni dice, \u2018Senti, Gor\u2019kij. Tutto quello che vedi non \u00e8 vero. Vuoi sentire la verit\u00e0? Te la devo raccontare?\u2019 S\u00ec, annuisce lo scrittore. S\u00ec, vuol conoscere la verit\u00e0. (Ah, ragazzino, perch\u00e9 guasti il benessere appena acquisito dal patriarca della letteratura\u2026 Un palazzo a Mosca, una tenuta nei dintorni della capitale\u2026)\u2026 Gor\u2019kij esce dalla baracca sciogliendosi in lacrime\u2026 Il 22 giugno, dopo la conversazione con il ragazzo, Gor\u2019kij lasci\u00f2 la seguente annotazione nel \u2018Libro dei visitatori\u2019, appositamente cucito per l\u2019occasione: \u2018Non sono in grado di esprimere in poche parole le mie impressioni. Non vorrei, e sarebbe vergognoso, ricadere in stereotipati elogi della stupefacente energia di uomini, i quali, essendo attenti e indefessi guardiani della rivoluzione sanno essere, insieme, creatori straordinariamente arditi della cultura\u2019.\u00a0Il 23 Gor\u2019kij part\u00ec. Non appena il suo piroscafo salp\u00f2 il ragazzino fu fucilato\u201d. Solzenicyn mette alla corda la protervia e l\u2019impudica ipocrisia di Gor\u2019kij, emblema di una intera classe di letterati sovietici, servi del potere costituito.\u00a0Solzenicyn non c\u2019era, quel giorno del 1929, aveva 11 anni, viveva l\u2019esproprio delle propriet\u00e0 familiari da parte dei \u2018rivoluzionari\u2019 rossi. La forza patetica del suo linguaggio, per\u00f2, ci fa vivere quel fatto in \u2018presa diretta\u2019.<\/p>\n<p>Gli scrittori russi sono eccentrici. Vladimir Nabokov fugg\u00ec dalla Russia poco dopo la Rivoluzione: riteneva che la letteratura fosse un affare \u2018formale\u2019, senza alcuna implicazione etica. Iosif Brodskij, il poeta premiato con il Nobel per la letteratura nel 1987, pur essendo ben pi\u00f9 giovane di Solzenicyn \u2013 nasce nel 1940 \u2013 fugge da Mamma Russia, dopo essere stato processato e mandato ai lavori forzati, prima di lui, due anni prima, nel 1972.\u00a0A Brodskij non piacevano i libri di Solzenicyn. Gli rimproverava la \u201cpalese incapacit\u00e0 di scorgere, dietro il pi\u00f9 crudele sistema politico di tutta la storia del cristianesimo, il fallimento umano, se non il fallimento della stessa dottrina religiosa\u00a0(e questo valga per il severo spirito dell\u2019ortodossia!). Data la sproporzione dell\u2019incubo storico che Solzenicyn descrive, questa incapacit\u00e0 \u00e8 di per s\u00e9 talmente vistosa da far sospettare un\u2019interdipendenza tra il conservatorismo estetico e la resistenza alla nozione di un\u2019intrinseca, radicale malvagit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d. Il poeta, come sempre, va all\u2019origine prima, al cuore delle cose.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-135216\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/febdf343-1855-4646-bf17-81122dc1742a_large.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>Nato l\u201911 dicembre 1918, morto nel 2008, Aleksandr Solzenicyn ha ottenuto il Nobel per la letteratura nel 1970<\/figcaption><\/figure>\n<p>Solzenicyn, pur riconoscendo la preminenza, la prelibatezza dell\u2019esperienza vissuta da Varlam Salamov (\u201cL\u2019esperienza di Salamov nei lager \u00e8 stata pi\u00f9 amara e pi\u00f9 lunga della mia\u2026 a lui e non a me \u00e8 stato dato in sorte di toccare il fondo di abbrutimento e disperazione verso cui ci spingeva tutta l\u2019esistenza quotidiana nei lager\u201d),\u00a0pur chiamandolo, in un istante, \u201cfratello\u201d, gli rimprover\u00f2 di aver \u2018abiurato\u2019 pubblicamente la propria opera (\u201cIl 23 febbraio 1972 ha ritrattato sulla\u00a0<em>Literaturnaja Gazeta\u00a0<\/em>\u2013 perch\u00e9, se tutte le minacce erano ormai passate? \u2013 \u2018La problematica dei\u00a0<em>Racconti di Kolyma\u00a0<\/em>\u00e8 ormai da tempo superata dalla vita\u2019\u2026 e cos\u00ec abbiamo tutti capito che Salamov era morto\u201d).\u00a0<em>Arcipelago Gulag\u00a0<\/em>contiene un discreto numero di \u2018frecciate\u2019 a Salamov: come mai? Cosa d\u00e0 diritto a un uomo come Solzenicyn di giudicare la vita e le scelte di Salamov? Esiste forse una classifica nel dolore? Probabilmente Solzenicyn riconosce nei\u00a0<em>Racconti di Kolyma<\/em>\u00a0un\u2019opera formalmente \u2013 e perci\u00f2, eticamente \u2013 pi\u00f9 alta di\u00a0<em>Arcipelago Gulag.<\/em><\/p>\n<p>Quando Solzenicyn pubblica\u00a0<em>Una giornata di Ivan Denisovic<\/em>, nel 1962, il libro con cui, per la prima volta, viene raccontata la vita nei Gulag, Varlam Salamov piglia carta e penna. \u201cCos\u2019\u00e8 quel\u00a0<em>gatto<\/em>\u00a0che secondo lei gira per l\u2019infermeria? Perch\u00e9 non \u00e8 stato ancora sgozzato e mangiato?\u201d. A Boris Pasternak \u2013 il suo idolo poetico, ma a cui rimproverer\u00e0 la modestia del\u00a0<em>Dottor Zivago<\/em>\u00a0\u2013 Salamov scrive: \u201cL\u2019essenziale \u00e8 nella corruzione della mente e del cuore, quando giorno dopo giorno l\u2019immensa maggioranza delle persone capisce sempre pi\u00f9 chiaramente che in fin dei conti si pu\u00f2 vivere senza carne, senza zucchero, senza abiti, senza scarpe, ma anche senza amore n\u00e9 senso del dovere.\u00a0Tutto viene a nudo, e l\u2019ultimo denudamento \u00e8 tremendo\u2026 la nostra epoca \u00e8 riuscita a far dimenticare all\u2019uomo che \u00e8 un essere umano\u201d.\u00a0Imperdonabili, gli scrittori russi non perdonano nulla se stessi e agli altri. Ricoverato dal 1979 in una casa di riposo, gravemente turbato, Salamov vi mor\u00ec nel 1982.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-2\">\n<div class=\"image\">\n<p>Sia Solzenicyn che Salamov si rivolgono a Nadezda Mandel\u2019stam, la moglie del poeta Osip Mandel\u2019stam, arrestato e morto, nel 1938, in un campo di concentramento russo. Nadezda Mandel\u2019stam, che diventa il simbolo della resistenza della poesia al morso sovietico, ha scritto il devastante libro di memorie,\u00a0<em>L\u2019epoca e i lupi<\/em>, che secondo Iosif Brodskij \u00e8 la testimonianza letteraria pi\u00f9 alta dell\u2019era sovietica, in Italia, ora, dopo le edizioni Mondadori (1971), Serra e Riva (1990) e della Fondazione Liberal (2006), introvabile (perch\u00e9?). Solzenicyn si rivolge testualmente a Nadezda (citando passi del suo libro), mentre Salamov dedica a Nadezda il racconto\u00a0<em>Sentenza.\u00a0<\/em>\u201cNon era l\u2019indifferenza, ma la rabbia l\u2019ultimo sentimento umano, quello pi\u00f9 vicino alle ossa\u2026 ero al di fuori della verit\u00e0, al di fuori della menzogna\u2026\u00a0Ah, com\u2019\u00e8 lontano l\u2019amore dall\u2019invidia, dalla paura, dalla rabbia. Com\u2019\u00e8 poco necessario all\u2019uomo! L\u2019amore viene quando tutti gli altri sentimenti umani sono gi\u00e0 tornati. L\u2019amore arriva per ultimo, torna per ultimo, se davvero ritorna\u201d.\u00a0Se Solzenicyn fa la storia, ha la marcia epica, Salamov raffina la nostra anima, d\u00e0 un nuovo senso ad essa e ai suoi vizi. Solzenicyn va sulla biga trainata da frotte di sauri; Salamov cavalca il giaguaro.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019esilio comminato a Solzenicyn,<a href=\"http:\/\/aconservativemind.blogspot.com\/2007\/11\/larticolo-del-compagno-giorgio.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00a0il 20 febbraio del 1974, su\u00a0<em>l\u2019Unit\u00e0<\/em>, il futuro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all\u2019epoca \u201cmembro della Direzione del PCI e responsabile della Commissione culturale\u201d<\/a>, cerca di convincere i \u2018compagni\u2019 che la punizione \u00e8 buona e giusta, che in fondo lo scrittore se l\u2019\u00e8 cercata. \u201cL\u2019altra verit\u00e0 da ristabilire \u00e8 quella relativa al punto cui era giunto il rapporto tra Solgenitsyn e Io Stato sovietico. Nessuno pu\u00f2 negare che lo scrittore (come d\u2019altronde si ammetteva tra le righe degli stessi articoli scritti nei giorni scorsi per esaltarlo)\u00a0avesse finito per assumere un atteggiamento di \u00absfida\u00bb allo Stato sovietico e alle sue leggi, di totale contrapposizione, anche nella pratica, alle istituzioni, che egli non solo criticava ma si rifiutava ormai di riconoscere in qualsiasi modo.\u00a0Non c\u2019\u00e8 dubbio che questo atteggiamento \u2014 al di l\u00e0 delle stesse tesi ideologiche e dei gi\u00e0 aberranti giudizi politici \u2014 di Solgenitsyn, avesse suscitato larghissima riprovazione nell\u2019URSS\u201d. Tendenzialmente, uno scrittore deve sempre avere un \u201catteggiamento di \u2018sfida\u2019\u201d verso l\u2019ordine costituito: ora lo scrittore vive l\u2019esilio dell\u2019indifferenza.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-135217\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/arcipelago-gulag-3-volumi.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>\u201cEcco come scrivevo. In inverno nella stanza riscaldata, in primavera e in estate sulle impalcature, mentre lavoravamo: nell\u2019intervallo tra due secchi di malta appoggiavo il pezzetto di carta sui mattoni e con un mozzicone di matita (nascondendomi dai vicini) annotavo i righi che mi erano venuti in mente mentre posavo la malta del secchio precedente.\u00a0Vivevo come in sogno, seduto alla mensa davanti alla sacra sbobba non ne avvertivo il sapore, non udivo quelli che mi stavano intorno, non facevo che andare e venire tra i miei versi, adattandoli come mattoni di un muro\u2026 io passavo tutto il mio tempo in una lunga e lontana evasione, ma i guardiani non potevano scoprirla facendo il conto delle teste\u201d.\u00a0Cos\u00ec Solzenicyn descrive l\u2019ossessione della scrittura, una ossessione che perde e che salva. Raccontando la storia, Solzenicyn vive \u201ccome in sogno\u201d. Ogni gesto di scrittura, se grande, accade dal carcere, scavando il tempo dalle pareti, come i carcerati, gratificando le unghie, trovando anfratti nelle gambe delle sedie.<\/p>\n<p>Troppi anni dopo, Solzenicyn, residuo del secolo buio, andato, \u00e8 una icona buona per le conferenze e i servizi del tigg\u00ec: d\u2019altronde, chi ha oggi il coraggio di dire che il Gulag sono stati una azienda sovietica efficiente e che la sopraffazione \u00e8 un atto virtuoso?\u00a0Cos\u00ec, leggiamo\u00a0<em>Arcipelago Gulag\u00a0<\/em>come la testimonianza di un tempo che fu. Ma non \u00e8 oggi il Gulag, in una forma pi\u00f9 delicata, deliziosa, sagace, in questo sistema di spazientito servaggio, di frustrazione patente, di frementi ferie?<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-135218\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/91osVZ-ywJL.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><em>Si pubblica qui una porzione del discorso che Aleksandr Solzenicyn ha tenuto ad Harvard, l\u20198 giugno del 1978. Il testo \u00e8 pubblicato nel volume \u201cIl respiro della coscienza\u201d, edito da Jaca Book;\u00a0<a href=\"https:\/\/harvardmagazine.com\/sites\/default\/files\/1978_alexander_solzhenitsyn.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in origine su \u201cHarvard Magazine\u201d (July-August 1978) con il titolo \u201cThe Exhausted West\u201d.<\/a><\/em><\/p>\n<p>La persistente cecit\u00e0 che deriva dalla presunta \u201csuperiorit\u00e0\u201d occidentale, continua a far mantenere la convinzione per cui tutte le vaste regioni del nostro pianeta dovrebbero sviluppare e maturare il livello del sistema occidentale contemporaneo, il meglio in teoria, e il pi\u00f9 attraente in pratica; si pensa che tutti gli altri mondi siano temporaneamente impediti (da leader malvagi o da gravi crisi o da barbarie e incomprensioni) a perseguire la democrazia pluralistica occidentale e ad adottare il modo di vita occidentale. I paesi sono cos\u00ec giudicati sul merito del loro progresso in questa direzione. Ma in realt\u00e0 tale concezione \u00e8 un frutto della incomprensione occidentale dell\u2019essenza degli altri mondi, ed \u00e8 il risultato sbagliato del volere misurare tutto con il metro occidentale. L\u2019immagine reale dello sviluppo del nostro pianeta ha poco a che vedere con tutto questo.<\/p>\n<p><strong>Il declino del coraggio.<\/strong>\u00a0Il declino del coraggio \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 sorprendente che un osservatore pu\u00f2 oggi riscontrare in Occidente. Il mondo occidentale ha perso il coraggio civile, sia nel suo insieme che separatamente, in ogni paese, in ogni governo, in ogni partito politico e, naturalmente, nell\u2019ambito delle Nazioni Unite. Il declino del coraggio \u00e8 particolarmente evidente tra le \u00e9lites intellettuali, generando l\u2019impressione di una perdita di coraggio dell\u2019intera societ\u00e0. Vi sono ancora molte persone coraggiose, ma non hanno alcuna determinante influenza sulla vita pubblica. Funzionari politici e classi intellettuali presentano questa caratteristica, che si concretizza in passivit\u00e0 e dubbi nelle loro azioni e nelle loro dichiarazioni, e ancor di pi\u00f9 nel loro egoistico considerare razionalmente come realistico, ragionevole, intellettualmente e persino moralmente giustificato il poter basare le politiche dello Stato sulla debolezza e sulla vigliaccheria.<\/p>\n<p><strong>Benessere.\u00a0<\/strong>Quando si formarono gli Stati occidentali moderni, \u00e8 stato proclamato come un principio, il fatto che i governi siano destinati al servizio dell\u2019uomo e che l\u2019uomo vive con l\u2019obiettivo di essere libero di perseguire la felicit\u00e0 (si veda, ad esempio, la dichiarazione di indipendenza americana). Finalmente, nel corso dei decenni, il progresso tecnico e sociale ha consentito la realizzazione di tali aspirazioni: lo stato sociale. Ad ogni cittadino \u00e8 stata concessa la libert\u00e0 desiderata e i beni materiali, in quantit\u00e0 e qualit\u00e0 tali da garantire in teoria il raggiungimento della felicit\u00e0, nel senso profondo di questa parola, entrata nella vita durante questi decenni senza perdere significato. Nel processo, tuttavia, un dettaglio psicologico \u00e8 stato trascurato: il costante desiderio di avere sempre pi\u00f9 beni e una vita sempre migliore, il che determina la lotta a questo scopo per molti occidentali, che si scontrano con una condizione di preoccupazione e talvolta di depressione, anche se \u00e8 consuetudine nascondere accuratamente tali sentimenti. Questa tendenza, molto attiva e forte, genera un dominio sul pensiero umano in generale, e impedisce un aperto e libero sviluppo spirituale\u2026 Cos\u00ec, adesso, chi mai rinuncerebbe a tutto questo, e per quali motivi rischiare la propria vita in difesa del bene comune, soprattutto nel caso in cui la sicurezza della nazione debba essere difesa in una terra lontana? La biologia ci insegna che un elevato livello di benessere abituale, non porta vantaggi a un organismo vivente. Oggi il benessere, nella vita della societ\u00e0 occidentale, ha cominciato a togliersi la sua pericolosa maschera.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>Dopo una sofferenza di decenni di violenze e oppressioni, l\u2019anima umana desidera cose pi\u00f9 elevate, pi\u00f9 calde e trasparenti, rispetto a quelle offerte dalle abitudini di massa della vita odierna, introdotte da un\u2019invasione rivoltante di pubblicit\u00e0 commerciale, da stupidi spettacoli tiv\u00f9 e da musica intollerabile\u2026 Il modo di vita occidentale ha le minori probabilit\u00e0 di diventare un modello leader<\/p>\n<p><cite><strong><em>Aleksandr Solzenicyn<\/em><\/strong><\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Vita legalistica.<\/strong>\u00a0La societ\u00e0 occidentale ha scelto per s\u00e9 la migliore organizzazione possibile per le sue finalit\u00e0, che io chiamo\u00a0<em>legalistica<\/em>. I limiti dei diritti umani sono determinati da un sistema di leggi; tali limiti sono molto ampi. Alcune persone in Occidente hanno acquisito notevole abilit\u00e0 nell\u2019utilizzo, nell\u2019interpretazione e nella manipolazione del diritto. Ogni conflitto \u00e8 risolto in base alla legge, e questa \u00e8 considerata la soluzione definitiva\u2026 \u00c8 quasi inconcepibile pensare ad una autodisciplina volontaria: tutti si sforzano di ottenere una sempre pi\u00f9 grande estensione dei propri diritti, fino al limite estremo degli elementi giuridici\u2026 Ho trascorso tutta la mia vita sotto un regime comunista e vi dir\u00f2 che una societ\u00e0 senza alcun obiettivo o riferimento giuridico, \u00e8 una terribile realt\u00e0. Infatti una societ\u00e0 senza elementi giuridici, \u00e8 indegna umanamente. Ma una societ\u00e0 basata alla lettera sulla legge non permette di raggiungere traguardi elevati e non riesce a sfruttare l\u2019intera gamma delle possibilit\u00e0 umane. La legge applicata alla lettera \u00e8 troppo freddo e formale e non pu\u00f2 avere un influsso benefico sulla societ\u00e0. Se il tessuto della vita \u00e8 un tessuto di relazioni legalistiche, si crea un\u2019atmosfera di mediocrit\u00e0 spirituale che paralizza gli impulsi pi\u00f9 nobili dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>La tendenza della stampa.<\/strong>\u00a0Poich\u00e9 sono sempre necessarie informazioni immediate e credibili, diventa necessario per un giornalista attingere a supposizioni, a incognite, a chiacchiere, per riempire lo spazio, e non potr\u00e0 mai essere confutato, dopo essere entrato nella memoria dei lettori. Quante notizie affrettate, immature, superficiali e fuorvianti sono espresse ogni giorno, confondendo i lettori, senza che siano confutate? La stampa pu\u00f2 avere il ruolo di educazione o diseducazione dell\u2019opinione pubblica. Cos\u00ec \u00e8 possibile sostenere i terroristi rendendoli eroi, pubblicamente rivelare segreti di stato, realizzare spudorate intrusioni nella privacy delle persone note, secondo lo slogan \u2018tutti hanno il diritto di sapere tutto\u2019. Ma questo \u00e8 un falso. \u00c8 infatti maggiore il valore che deriva dal diritto di un popolo di non sapere, e di non riempire le loro anime di pettegolezzi, sciocchezze, discorsi vani. Una persona che lavora e conduce una vita significativa non ha bisogno di questo flusso di informazioni eccessive e menzognere. La superficialit\u00e0 \u00e8 una malattia del XX secolo, e pi\u00f9 che altrove si \u00e8 manifestata nel giornalismo. Un\u2019analisi approfondita di un problema \u00e8 anatema per la stampa; \u00e8 contrario alla sua natura. La stampa adotta solo formule sensazionali.<\/p>\n<p><strong>La moda nel pensiero.<\/strong>\u00a0Senza alcuna censura, in Occidente le tendenze e i pensieri di moda sono scrupolosamente separate da quelle che non sono di moda e questi, pur senza essere vietati, hanno scarse possibilit\u00e0 di trovare vita nella stampa, nei libri, o anche di essere in generale considerate. In Occidente gli studiosi sono liberi in senso giuridico, ma sono accerchiati e condizionati da idoli, prevalentemente dettati dalla moda\u2026 Nel mondo contemporaneo, a ben guardare, c\u2019\u00e8 come un\u2019armatura pietrificata intorno alla mente delle persone, che spesso impedisce lo sviluppo di nuove idee. Essa pu\u00f2 essere rotta soltanto dal rompighiaccio inesorabile generato dagli eventi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Occidente non \u00e8 un modello.<\/strong>\u00a0Ma se mi chiedono se propongo l\u2019Occidente, come \u00e8 oggi, come modello per il mio paese, francamente rispondo negativamente. No, io non posso raccomandare questa societ\u00e0 come ideale per la trasformazione della nostra. Attraverso una profonda sofferenza, le persone nel nostro paese hanno raggiunto uno sviluppo spirituale di una tale intensit\u00e0, per la quale il sistema occidentale nel suo attuale stato di esaurimento spirituale non \u00e8 attraente. Alcune caratteristiche della vita occidentale che ho considerato, sono estremamente tristi. Un fatto che non pu\u00f2 essere contestato \u00e8 l\u2019indebolimento della personalit\u00e0 umana in Occidente, mentre in Oriente \u00e8 diventata pi\u00f9 ferma e pi\u00f9 forte. In molti decenni siamo passati attraverso la formazione spirituale, molto in anticipo rispetto all\u2019esperienza occidentale. Contrasti e conflitti spesso mortali, hanno prodotto personalit\u00e0 pi\u00f9 forti, pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 interessanti di quelle generate dagli standard del benessere occidentale. Pertanto, se la nostra societ\u00e0 potesse trasformarsi nella vostra, questo significherebbe un miglioramento di certi aspetti, ma anche un cambiamento in peggio di alcuni punti particolarmente significativi. Naturalmente, una societ\u00e0 non pu\u00f2 rimanere chiusa in un abisso di illegalit\u00e0, come avviene nel nostro paese. Ma \u00e8 anche degradante restare su di un piano sociale senza anima e preda del legalismo, come avviene nel vostro. Dopo una sofferenza di decenni di violenze e oppressioni, l\u2019anima umana desidera cose pi\u00f9 elevate, pi\u00f9 calde e trasparenti, rispetto a quelle offerte dalle abitudini di massa della vita odierna, introdotte da un\u2019invasione rivoltante di pubblicit\u00e0 commerciale, da stupidi spettacoli tiv\u00f9 e da musica intollerabile. Tutto ci\u00f2 \u00e8 visibile per i numerosi osservatori provenienti da tutte le nazioni del nostro pianeta. Il modo di vita occidentale ha le minori probabilit\u00e0 di diventare un modello leader. Vi sono sintomi da cui si pu\u00f2 vedere come una societ\u00e0 sia in decadimento, quali ad esempio, il declino delle arti o la mancanza di grandi statisti. A volte i segnali sono molto espliciti e concreti. Ad esempio, se un paese resta senza energia elettrica per poche ore, e all\u2019improvviso una folla di cittadini americani produce saccheggi e devastazioni, la superficie sociale appare molto debole, e il sistema sociale instabile e malsano. Ma il conflitto materiale e spirituale, nel nostro pianeta, \u00e8 un conflitto di proporzioni cosmiche, e non una vaga questione nel futuro; esso \u00e8 gi\u00e0 iniziato. Le forze del male hanno iniziato la loro offensiva decisiva. Si pu\u00f2 sentire la loro pressione, eppure gli spettacoli sugli schermi e le pubblicazioni sono piene di sorrisi costruiti e la gente si \u00e8 tolta gli occhiali.\u00a0 Dov\u2019\u00e8 la felicit\u00e0?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[Fonte: https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/solzenicyn-occidente\/ ]<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Brullo) \u201cArcipelago Gulag\u201d \u00e8 il libro-monstre con cui Aleksandr Solzenicyn inchioda e denuncia il regime sovietico. Premio Nobel nel 1970, ad Harvard scagli\u00f2 una serie di salutari bordate contro il \u201csistema occidentale\u201d &nbsp; Aleksandr Solzenicyn\u00a0ha ottenuto il Premio Nobel per la letteratura cinquant\u2019anni fa, nel 1970, ma lo andr\u00e0 a ritirare quattro anni dopo, dopo aver subito l\u2019esilio dall\u2019Unione Sovietica.\u00a0Nel suo discorso di accettazione,\u00a0tra l\u2019altro, Solzenicyn scrive: \u201cL\u2019arte, incontaminata dai nostri&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":37731,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lintellettuale-dissidente.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fYx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61413"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61413"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61414,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61413\/revisions\/61414"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}