{"id":61459,"date":"2020-12-16T10:00:44","date_gmt":"2020-12-16T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61459"},"modified":"2020-12-16T01:13:29","modified_gmt":"2020-12-16T00:13:29","slug":"chi-comanda-cose-listituto-di-cybersicurezza-e-perche-e-al-centro-dello-scontro-tra-renzi-e-conte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61459","title":{"rendered":"Chi comanda. Cos\u2019\u00e8 l\u2019Istituto di cybersicurezza e perch\u00e9 \u00e8 al centro dello scontro tra Renzi e Conte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60983\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_20201125_102752-300x82.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"82\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_20201125_102752-300x82.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG_20201125_102752.jpg 548w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>di Alberto Bellotto &#8211; 15 dicembre 2020<\/p>\n<p>L\u2019ente dovrebbe promuovere l\u2019acquisizione di competenze e capacit\u00e0 tecnologiche e favorirne un maggiore sviluppo nel sistema produttivo del Paese. Per due volte il premier ha provato a forzare la mano per la sua creazione senza informare il Parlamento e le opposizioni, che adesso pretendono chiarezza.<\/p>\n<div class=\"row width-normal article-header\">\n<div class=\"row-inner\">\n<div class=\"row-content\">\n<p>La mossa di Giuseppe Conte sulla Cybersicurezza \u00e8 riuscita a far arrabbiare quasi tutti in un colpo solo. Servizi segreti, Copasir e pezzi della sua maggioranza. Nei giorni in cui Matteo Renzi fustigava il premier per l\u2019ennesima Task Force in vista dei progetti per il NextGeneration Ue, c\u2019\u00e8 una questione che \u00e8 passata sotto silenzio, quella della creazione dell\u2019Istituto italiano di Cybersicurezza. Nel suo intervento in aula del 9 dicembre il senatore di Scandicci ha solo sfiorato il tema, ma lo ha fatto in modo abbastanza pesante, di fatto accusando il premier di voler accentrare troppi poteri su di s\u00e9 scavalcando il Parlamento.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row-container width-normal\">\n<div class=\"row-container-main\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"row-inner\">\n<div class=\"row-content\">\n<div class=\"article-content\">\n<div class=\"banner-inread\">\n<div id=\"amelie_container\">\n<div id=\"outbrain_widget_2\" class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2020\/12\/istituto-italiano-cybersicurezza-conte-renzi\/\" data-widget-id=\"AR_2\" data-ob-mark=\"true\" data-browser=\"chrome\" data-os=\"linux armv7l\" data-dynload=\"\" data-idx=\"2\">\n<div class=\"ob-widget ob-grid-layout CRMB_2 ob-cmn-CRMB_2\" data-dynamic-truncate=\"true\">\n<div class=\"ob-widget-footer\">\n<div class=\"ob-pixels\"><strong>Cos\u2019\u00e8 l\u2019Istituto italiano di Cybersicurezza<\/strong><\/div>\n<div class=\"ob-pixels\">Ma cos\u2019\u00e8 esattamente questo Istituto e perch\u00e9 ha fatto infuriare tutti? La risposta a queste due domande ci porta in direzioni diverse. L\u2019Istituto dovrebbe avere due scopi principali, da un lato promuovere l\u2019acquisizione di competenze e capacit\u00e0 tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica. E dall\u2019altro favorire un maggiore sviluppo di queste tecnologie da parte del sistema produttivo del Paese.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>I soggetti coinvolti nella nomina dell\u2019Istituto dovrebbero essere Palazzo Chigi, il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (Cisr), e il ministro dell\u2019Universit\u00e0 e della ricerca. In particolare a nominare la maggioranza dei componenti di questa fondazione di diritto privato dovrebbe essere il presidente del Consiglio su proposta del Cisr, mentre il lavoro dell\u2019Istituto verrebbe poi coordinato dal Dis, il Dipartimento informazioni e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>I blitz di Conte nella manovra<\/strong><br \/>\nPer ben due volte Conte ha provato a forzare la mano per creare questo Istituto. Il primo tentativo \u00e8 arrivato all\u2019inizio di novembre, con la prima bozza della nuova legge di bilancio. In particolare all\u2019articolo 96 dov\u2019era inserito il passaggio nel quale veniva indicata la nascita dell\u2019Istituto italiano di Cybersicurezza e ovviamente i fondi disponibili: 30 milioni di euro gi\u00e0 per il 2021, 70 per il 2022, 60 per il 2023, 50 per il 2024 e altri 30 per il 2025.<\/p>\n<p>Qualche settimana dopo una nuova bozza ridimensionava il provvedimento. Dall\u2019articolo 96 il provvedimento era passato al 104 e il portafoglio ridimensionato a 10 milioni per il solo 2021. Alla fine in una terza versione della Finanziaria il provvedimento \u00e8 saltato completamente. Una grossa fetta della maggioranza, Partito democratico e Italia Viva in testa, si \u00e8 lamentata che quella norma\u00a0era stata inserita senza informare nessuno.<\/p>\n<p>E il problema politico forse \u00e8 tutto qui. Il lavoro a fari spenti del premier \u00e8 suonato a tutti come l\u2019ennesimo blitz fatto senza passare da alleati di maggioranza e Parlamento. Non \u00e8 stata la prima volta che l\u2019avvocato degli italiani ha inserito norme all\u2019ultimo minuto e soprattutto in provvedimenti diversi da quelli in cui sarebbero previsti. In estate tra le pieghe del decreto sullo stato d\u2019emergenza era stata infilata una modifica alla legge del 2007, la norma che regola le attivit\u00e0 dei Servizi, modificando le modalit\u00e0 di rinnovo dei vertici, mossa che ha permesso, ad esempio, la conferma di Mario Parente alla guida dell\u2019Aisi, l\u2019Agenzia informazioni e sicurezza interna.<\/p>\n<p>Lo scontro sulla cybersicurezza non mostra solo le tensioni tra Conte e grosse fette della sua maggioranza, ma anche tra le diverse forze della coalizione di governo. La norma inserita nella prima bozza era piaciuta al Movimento 5 stelle. Mentre Italia viva ha salutato lo stralcio con favore perch\u00e9, come spiegato da Ettore Rosato, capogruppo del partito alla Camera, la norma \u00abera inopportuna e non si capiva a cosa servisse, se non a limitare l\u2019autonomia e la funzionalit\u00e0 dei nostri servizi di sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>I dem, invece, chiedono un passaggio parlamentare pi\u00f9 robusto, con nuove leggi o al massimo una modifica della legge 124\/2007. Non \u00e8 un caso che proprio un gruppo di deputati stia preparando un disegno di legge che intervenga sulla materia in modo pi\u00f9 organico. Una mossa che serve anche per vedere che carte ha in mano il premier, perch\u00e9 con lo stralcio della norma dalla finanziaria, la partita non \u00e8 finita.<\/p>\n<p><strong>Il peso della battaglia sulle nomine<\/strong><br \/>\nLa battaglia politica rischia di nascondere una serie di questioni intorno alla cybersicurezza non meno importanti. Sono almeno tre gli aspetti che influenzeranno il destino dell\u2019Istituto: il confronto sulle nomine dei manager di diverse societ\u00e0 pubbliche e di parte dei Servizi, i limiti legislativi della riforma e le pressioni che arrivano da Europa e mondo industriale per la creazione di un\u2019entit\u00e0 che gestisca la cybersicurezza.<\/p>\n<p>Sul fronte delle nomine ci sono oltre un centinaio di posti ancora da assegnare e tutti i partiti di maggioranza vogliono dire la loro. Uno dei settori pi\u00f9 sensibili \u00e8 quello dei servizi segreti. Il primo segnale \u00e8 arrivato il 24 novembre con la conferma di uno degli uomini di fiducia del Premier, Gennaro Vecchione, alla guida del Dis, il Dipartimento informazioni e sicurezza che dovrebbe supervisionare l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Istituto di sicurezza cibernetica.<\/p>\n<div class=\"banner-dynamic\">\n<div id=\"ad_dyn5\" data-google-query-id=\"CL3gw_iW0e0CFTPBEQgdJVIO2A\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5180\/linkiesta\/onsite\/ros\/dynamic\/5_0__container__\">Sul piatto restano almeno tre vicedirettori da nominare. C\u2019\u00e8 un posto vacante all\u2019Aisi e due all\u2019Aise. La legge stabilisce che alla fine sar\u00e0 il presidente del Consiglio a scegliere, ma ovviamente i partiti proveranno a far sentire la loro voce. Non a caso alcuni posti sono vacanti da mesi, all\u2019Aise il posto lasciato libero da Gianni Caravelli promosso alla guida dell\u2019Agenzia \u00e8 vuoto dal 16 maggio scorso. Ma il risiko potrebbe essere ancora pi\u00f9 ampio. Nel giugno del 2021 scadr\u00e0 il mandato di Mario Parente alla guida dell\u2019Aisi e quindi nel grande baratto delle nomine potrebbe entrare anche il suo successore.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00c8 chiaro che la partita politica \u00e8 tutta da giocare e ognuno cercher\u00e0 di influenzare almeno una decisione. Le strategie per portare a casa il risultato sono diverse e passano non solo dai confronti in Aula, ma anche contestando nel merito l\u2019operazione messa in piedi dal presidente del Consiglio. Partito democratico e Italia Viva hanno infatti sottolineato inserire il tutto nella finanziaria non \u00e8 scorretto solo perch\u00e9 scavalca il Parlamento, ma perch\u00e9 introdurrebbe storture, sovrapposizioni e non rispetterebbe la legge del 2007.<\/p>\n<p>La riforma contenuta nelle prime bozze attribuisce un ruolo eccessivo al Dis e viola un passaggio chiave della legge 124, quello in cui si impone che \u00able funzioni attribuite al Dis, Aise e Aisi non possono essere svolte da nessun altro ente\u00bb. Persino il blocco dei 5 stelle, che in larga parte ha mostrato di essere favorevole alla norma, ha criticato alcune disposizioni, come il fatto che l\u2019organismo possa stipulare accordi o contratti con enti privati e che questi soggetti posso anche concorrere a finanziarlo.<\/p>\n<p>Ma i Servizi cosa pensano di questo Istituto? In un certo senso non hanno avuto il tempo di pensarci perch\u00e9 sono stati messi di fronte al fatto compiuto. Tutti hanno scoperto la volont\u00e0 di crearlo direttamente dalle bozze della manovra, persino i direttori di Aise e Aisi non ne sapevano nulla. E ovviamente nemmeno il Copasir.<\/p>\n<p>Il Comitato presieduto dal leghista Raffaele Volpi \u00e8 andato su tutte le furie e infatti ha met\u00e0 novembre ha convocato in audizione il capo del Dis Vecchione. Anche per il Copasir la mossa di Conte sbilancia i pesi e contrappesi della 124 facendo s\u00ec che il Dis assorba alcune competenze delle altre due agenzie. Chiaramente il ritiro della bozza a ridosso del colloquio ha calmato gli animi, come dimostrato dalla riconferma di Vecchione poco meno di 10 giorni dopo, ma il tema rimane sul tavolo.<\/p>\n<p><strong>Le prossime mosse verso una legge ad hoc<\/strong><br \/>\nGiuseppe Conte a inizio dicembre ha rilanciato l\u2019iniziativa attraverso un lettera inviata proprio al Copasir nella quale ha chiesto al comitato una sorta di via libera per rilanciare la creazione dell\u2019Istituto, magari attraverso un emendamento alla manovra, a un decreto o una legge ad hoc. Ma per ora il Copasir pare non voler fare concessioni.<\/p>\n<p>Con ogni probabilit\u00e0 si sapr\u00e0 qualcosa di pi\u00f9 dopo la partita delle nomine e con la presentazione dell\u2019iniziativa dem alla Camera. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che serve una soluzione. L\u2019idea di un ente per la sicurezza cibernetica, infatti, parte da lontano: gi\u00e0 nel 2017 un decreto dell\u2019allora governo Gentiloni ridisegnava l\u2019ecosistema cibernetico italiano prevedendo l\u2019introduzione di un centro nazionale per lo sviluppo di un cordone di cyber sicurezza tutto italiano.<\/p>\n<p>Poi tra il 2018 e 2019 sono arrivati altri due interventi. Il primo con un decreto che recepiva la direttiva europea Nis con lo scopo di elevare la sicurezza di reti e sistemi informativi; il secondo con un decreto che di fatto intendeva creare un \u201cperimetro di sicurezza nazionale cibernetica\u201d, cio\u00e8 mettere sul campo una serie di risorse per migliorare la sicurezza di enti pubblici e privati.<\/p>\n<p><strong>La pressione dell\u2019Europa sull\u2019Italia<\/strong><br \/>\nCome ha spiegato Arturo Di Corinto, del Center for Cyber Security and International Relations studies dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze, glieesperti sono molto favorevoli\u00a0a creare un\u2019entit\u00e0 che aiuti a sviluppare tecnologie per la sicurezza informatica nostrane. Come dimostrano i passaggi contenuti nella bozza, il nuovo soggetto dovrebbe anche fungere da volano per lo sviluppo di un\u2019industria italiana della cybersicurezza.<\/p>\n<p>Le ultime mosse dell&#8217;Unione Europea in materiadi sicurezza\u00a0e uso dei dati sono la prova di come a Bruxelles la cybersecurity sia uno degli argomenti pi\u00f9 caldi e importanti. Proprio in questi giorni Bucarest, in Romania, \u00e8 stata scelta come sede del futuro Eccc, European cybersecurity industrial technology and research competence centre.<\/p>\n<p>L\u2019Eccc, che aprir\u00e0 i battenti nel corso del 2021, operer\u00e0 in parallelo con l\u2019Agenzia dell\u2019Unione europea per la sicurezza delle reti e dell\u2019informazione (Enisa), e avr\u00e0 il compito di gestire i finanziamenti comunitari per i progetti di ricerca nel campo della cybersecurity. La creazione dell\u2019Eccc comporta anche che ogni Stato membro dell\u2019Unione si doti di un centro nazionale, e il famoso Istituto italiano di Cybersicurezza sarebbe il soggetto naturale per accogliere queste direttive europee.<\/p>\n<p>Ma il triangolo Conte-Maggioranza-Servizi segreti ha complicato tutto e forse inquinato il dibattito. Rester\u00e0 da scoprire se e quando il nuovo organo rientrer\u00e0 dalle finestre e soprattutto quale sar\u00e0 la sua dotazione. I quasi 250 milioni in cinque anni della prima bozza erano indicativi. Mentre i 10 stanziati nella seconda stesura del tutto insufficienti. Basti pensare che la Germania, nell\u2019agosto scorso, ha stanziato 350 milioni per una propria struttura con lo scopo di sviluppare tecnologie sicure per proteggere gli asset nazionali. La Francia invece ha puntato molto di pi\u00f9 sulla commistione coi privati. Nella primavera di quest\u2019anno ha annunciato la nascita del Campus Cyber, un\u2019entit\u00e0 a partecipazione pubblica e privata e che inizier\u00e0 ad operare nel settembre del 2021 con un costo annuale tra i 20 e 30 miliardi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alberto Bellotto &#8211; 15 dicembre 2020 L\u2019ente dovrebbe promuovere l\u2019acquisizione di competenze e capacit\u00e0 tecnologiche e favorirne un maggiore sviluppo nel sistema produttivo del Paese. Per due volte il premier ha provato a forzare la mano per la sua creazione senza informare il Parlamento e le opposizioni, che adesso pretendono chiarezza. La mossa di Giuseppe Conte sulla Cybersicurezza \u00e8 riuscita a far arrabbiare quasi tutti in un colpo solo. 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