{"id":61505,"date":"2020-12-18T09:30:31","date_gmt":"2020-12-18T08:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61505"},"modified":"2020-12-18T00:01:06","modified_gmt":"2020-12-17T23:01:06","slug":"la-grecia-si-arma-contro-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61505","title":{"rendered":"La Grecia si arma contro Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> TERMOMETRO GEOPOLITICO <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Atene spende 5,5 miliardi di euro in armi, tra cui 18 caccia francesi Rafale. Alta tensione nel Mediterraneo orientale con la Turchia sulle frontiere marittime, il gas offshore ma anche molto altro: una partita geopolitica che coinvolge Francia, Egitto, Israele, Emirati. Italia, Germania e Spagna si defilano.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Venti di guerra nell\u2019era del Covid? Solo un possibile scontro con la Turchia pu\u00f2 spingere la Grecia _ in crisi economica nera anche per la pandemia _ a spendere 5,5 miliardi di euro in armi, tra cui 18 caccia francesi Rafale. Significa che la tensione nel Mediterraneo orientale ha raggiunto livelli molto alti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il punto di non ritorno con la Turchia di Erdogan \u00e8 stato superato da un pezzo ma si fa finta di nulla sperando che sotto la minaccia di sanzioni europee Ankara faccia dei passi indietro. In realt\u00e0 \u00e8 difficile immaginare che il Sultano della Nato rinunci alle sue provocazioni come fa periodicamente mandando altre navi nella zona economica esclusiva greco-cipriota disegnata secondo convenzioni che Ankara non ha mai firmato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">I leader dell&#8217;Unione europea riuniti a Bruxelles per il summit del 10 e 11 dicembre hanno deciso di sanzionare le azioni \u201cillegali e aggressive\u201d della Turchia nel Mediterraneo nelle acque territoriali di Grecia e Cipro, ma in realt\u00e0 Ankara non sembra affatto preoccupata. Le sanzioni sono per ora soltanto cosmetiche ed Erdogan le ha gi\u00e0 sbeffeggiate, come del resto quelle americane imposte per l\u2019acquisto da parte della Turchia dei sistemi antimissili russi S-400.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il fronte delle sanzioni dure e pure infatti appare piuttosto minoritario considerato che Germania, Spagna e Italia sostengono una linea pi\u00f9 morbida, mentre Francia, Grecia e Cipro vorrebbero invece imporre sanzioni economiche dure e un embargo sulla vendita di armi alla Turchia. Le divisioni dipendono ovviamente dal prevalere degli interessi nazionali su quelli comunitari.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il caso italiano ne \u00e8 un chiaro esempio. Secondo l\u2019esperto di Turchia, Michael Tanchum, analista presso l\u2019Istituto austriaco per gli studi europei e sulla sicurezza, \u201cper l&#8217;Italia la priorit\u00e0 sul piano della politica energetica \u00e8 la Libia. La compagnia Eni, in buona parte compartecipata dallo Stato italiano, controlla il 45% della produzione italiana di petrolio e gas. Tutto il gas della Libia, tutto il suo gas naturale va in Italia\u201d. Quindi, l\u2019Eni e l&#8217;Italia hanno un forte interesse ad allinearsi alle posizioni della Turchia in Libia visto che ormai i nostri interessi nazionali in Tripolitania sono sotto protettorato turco. Quanto alla Spagna, i legami con Ankara sono piuttosto economici. La Spagna ha comprato molti titoli di debito turco, la sua esposizione ammonta a 63 miliardi di dollari, che \u00e8 pi\u00f9 di Francia, Germania, Italia e Regno Unito messi insieme.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Per la Francia il discorso nel Mediterraneo orientale \u00e8 diverso. Macron ha forgiato un\u2019alleanza anti-turca con Grecia, Cipro, Egitto, Israele, Emirati, ovvero con i partner del possibile gasdotto East-Med che dovrebbe portare dalla coste elleniche all\u2019Europa le risorse di gas offshore di Egitto, Israele e Cipro.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Questa alleanza poi ha una sua estensione ideologica e geopolitica con il patto tra la Francia e il generale Al Sisi recentemente decorato a Parigi con la Legione d\u2019Onore. I francesi sono i maggiori fornitori di armi del Cairo, hanno sostenuto il generale Haftar alleato di Al Sisi in Libia e inoltre come il generale egiziano sono schierati in rotta di collisione con Erdogan sul sostegno ai Fratelli Musulmani e all\u2019Islam politico. Una partita strategica in cui Israele rientra con il Patto di Abramo in quanto le monarchie del Golfo sostengono a piene mani, ovvero con dollari sonanti, il regime egiziano impegnato a contrastare i Fratelli Musulmani su tutti i fronti.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ecco perch\u00e9 questo conflitto tra greci e turchi \u00e8 cos\u00ec vasto e incandescente. Con radici storiche che da cent\u2019anni formano insieme agli interessi economici una miscela esplosiva.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">E\u2019 una contesa che va avanti da quasi un secolo, da quando, dopo il Trattato di Losanna del 1923, nacque la Turchia moderna. Fra il 1958 e il 1982 la Convenzione di Ginevra sul diritto del mare (Unclos) firmata da Atene, ma non da Ankara, ha dato vita a una stagione di tensioni pressoch\u00e9 continue fra i due Stati che oggi sono diventate ancora pi\u00f9 esplosive. La Grecia ha ratificato il trattato nel 1994 e dal quel momento ha facolt\u00e0 di aumentare il limite delle acque nazionali da 6 a 12 miglia marine, con la Turchia che \u00e8 arrivata a minacciare una dichiarazione di guerra se Atene dovesse mettere in atto quanto deciso dall\u2019Unclos. In realt\u00e0, la Grecia non ha mai applicato la Convenzione. Se il limite delle acque territoriali passasse realmente da 6 a 12 miglia nautiche, il 71% dell\u2019Egeo farebbe parte delle acque nazionali greche e le acque internazionali si ridurrebbero dal 48% a meno del venti per cento.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E Ankara lo ritiene inaccettabile, soprattutto dopo che ha adottato la dottrina strategica della \u201cMavi Vatan\u201d, la Patria Blu, che ha un obiettivo fondamentale e apparentemente irrinunciabile: controllare il mare per controllare le risorse energetiche e imporre la propria influenza. Scopo politico che ha un significato anche economico: sar\u00e0 il mare, la \u201cpatria blu\u201d, a sostenere i piani egemonici e di leadership di una Turchia che vuole riemergere dopo un secolo dai trattati di Sevr\u00e9s e Losanna.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Grecia teme lo scontro con la Turchia e ha stanziato 5,5 miliardi di euro per il suo programma di riarmo militare: si tratta di un aumento del 57 per cento rispetto al 2019 e riflette la necessit\u00e0 di Atene di garantire la propria sicurezza nel contesto sempre pi\u00f9 teso del Mediterraneo orientale. Si tratta di una cifra enorme vista nel contesto della crisi innescata dalla pandemia del Covid-19 che, tuttavia, non ha fermato i piani del governo di centro-destra. Uno dei primi sviluppi concreti sar\u00e0 proprio l\u2019acquisto di 18 aerei Rafale prodotti dalla francese Dassault ma anche di caccia americani F-16 e di fregate sia francesi che americane. La Grecia ha inoltre potenziato i rapporti militari con altri Paesi della regione, come Emirati Arabi, Egitto e Israele sempre nell\u2019ottica di consolidare un\u2019alleanza regionale contro la Turchia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Ecco come il mare sotto casa nostra sta cambiando ed \u00e8 questo uno dei motivi per cui le forniture di armi italiane all\u2019Egitto _ due fregate per 1,2 miliardi di euro e altri contratti per un totale di 10 miliardi _ sono importanti e da valutare con grande attenzione.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/story.php?story_fbid=1580157842169110&amp;id=100005247276544&amp;refid=17+\">https:\/\/www.facebook.com\/story.php?story_fbid=1580157842169110&amp;id=100005247276544&amp;refid=17+<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Alberto Negri) Atene spende 5,5 miliardi di euro in armi, tra cui 18 caccia francesi Rafale. 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