{"id":61566,"date":"2020-12-22T09:00:42","date_gmt":"2020-12-22T08:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61566"},"modified":"2020-12-21T14:31:34","modified_gmt":"2020-12-21T13:31:34","slug":"la-recita-o-la-vita-un-racconto-sullinterpretazione-della-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61566","title":{"rendered":"La recita o la vita: un racconto sull\u2019interpretazione della realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OLTRELALINEA (Lorenzo Merlo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-20d97c5e elementor-widget elementor-widget-theme-post-featured-image elementor-widget-image\" data-id=\"20d97c5e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large\" title=\"La recita o la vita: un racconto sull'interpretazione della realt\u00e0\" src=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Schermata-2020-12-17-alle-13.42.58-1024x614.png\" alt=\"Recita vita\" width=\"1024\" height=\"614\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-127e2ba8 elementor-widget elementor-widget-theme-post-title elementor-page-title elementor-widget-heading\" data-id=\"127e2ba8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-title.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-612d19b elementor-widget elementor-widget-breadcrumbs\" data-id=\"612d19b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"breadcrumbs.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p id=\"breadcrumbs\">Recita o vita. Pu\u00f2 capitare, osservando se stessi, di avvertire ci\u00f2 che alcuni chiamano <strong>risveglio<\/strong>. La magia che si compie comporta di vedere il reale diverso da come era prima, pur essendo lui, sempre identico. \u00c8 una magia a pi\u00f9 livelli, prospettive o combinazioni. Essa include infatti anche la chiara\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/\">comprensione<\/a>\u00a0che la realt\u00e0 esce \u2013 e non, entra \u2013 dai nostri occhi. Include che non ci si senta pi\u00f9 monadi separate dall\u00b4universo; che l\u00b4infinito che siamo \u00e8 sempre mortificato da quello che crediamo; che l\u00b4energia compone il cosmo, tra cui noi stessi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-23cccb5d elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"23cccb5d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2>La recita prima della vita<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abLa credenza che la realt\u00e0 che ognuno vede sia l\u2019unica realt\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 pericolosa di tutte le illusioni\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Paul Watzlawick<\/em><\/p>\n<p>Guardava i siti dei giornali del giorno. Leggeva qualche titolo e si soffermava sulle\u00a0<strong>immagini<\/strong>\u00a0dei personaggi come avesse aperto una scatola di ricordi. Non c\u2019era nessuna novit\u00e0 e cos\u00ec era stato nei giorni passati. Il tempo aveva cessato di correre avanti, tutto era gi\u00e0 noto. Nelle fotografie, i volti dei protagonisti del momento non corrispondevano a persone specifiche, non erano e non avevano niente di differente da tutti gli altri che li avevano preceduti. La differenza, era chiaro, era solo formale. Un involucro di carta di riso dentro il quale c\u2019era qualcuno identico al precedente e a tutti gli altri. E anche identico a noi. Non solo il tempo era morto lasciando il posto ad una sua eternit\u00e0, le cose del mondo non erano pi\u00f9 separate. Si sentiva un respiro solo ed era cosmico.<\/p>\n<p>L\u2019eterno ritorno gli si era svelato. Una chiarezza sorprendente lo trapass\u00f2. Le leggi relazionali tra tutte le parti gli apparivano come\u00a0<strong>evidenza<\/strong>. Il perch\u00e9 della storia gli si spiegava davanti. E cos\u00ec pure le ragioni dell\u2019impossibilit\u00e0 di una liberazione dal ciclo della storia erano tutt\u2019altro che incomprensibili. Vedeva che ruotavano da sempre intorno al perno imperituro dell\u2019egoismo. Vedeva che la celebrazione dell\u2019Io, che l\u2019uomo da secoli perpetuava soddisfatto, ignaro di dove lo avrebbe portato, mostrava ora il lato nascosto e spietato.<\/p>\n<p>Cap\u00ec che quel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/nichilismo\/\"><strong>nichilismo<\/strong><\/a>, che gli era sempre parso una morte insostenibile di vitalit\u00e0, corrispondeva a un\u2019interpretazione superficiale. Anch\u2019essa un abbaglio dal quale, in quel momento, si stava ravvedendo. Il segreto si era svelato e appariva nella sua banalit\u00e0 come la pelle vuota di un corpo scuoiato.<\/p>\n<p>L\u2019equiparazione di tutti i\u00a0<strong>valori della vita e della storia<\/strong>\u00a0non spaventava pi\u00f9. Non era pi\u00f9 un mostro che si nutriva delle nostre passioni, dei nostri entusiasmi. Non era pi\u00f9 una nebbia posata sull\u2019orizzonte nel quale avevamo creduto, nel quale ci eravamo riconosciuti. Il suo carattere, piuttosto, era un altro. Incredibilmente, opposto. Quella consapevolezza dell\u2019inutile immanente a tutto, quella mortificazione privata da ogni appello di liberazione, nulla aveva a che vedere con la peggiore sorte che un uomo potesse percorrere.<\/p>\n<p>Non credere a nulla di quanto la storia ci ha mostrato \u00e8 la nuce del passo mai compiuto dagli uomini. La loro centratura sulla dimensione egoica della vita, glielo aveva sempre impedito. Leggere il nichilismo in quel modo, faceva finalmente\u00a0<strong>luce<\/strong>\u00a0su quanto gli era rimasto da sempre nascosto. Su quanto si era sempre nascosto nell\u2019inconscio universale che ognuno ha nel s\u00e9.<\/p>\n<p>Tutti gli interessi meschini e tutte le prospettive parziali che l\u2019ego rincorre; tutte le energie che mette in campo per i suoi irrinunciabili progetti; tutto ci\u00f2 in cui si riconosceva, in cui inseguiva il suo futuro, era ora chiaro, non erano che piccole espressioni di nuclei di vita incapaci di vedere l\u2019intero al quale appartenevano.<\/p>\n<p>Ora gli era chiaro che l\u2019accesso alla dimensione della\u00a0<strong>natura<\/strong>, l\u2019interruzione della separazione da essa, corrispondeva all\u2019emancipazione di ci\u00f2 che aveva creduto di essere. Corrispondeva alla comprensione della dimensione energetica degli opposti e la loro necessit\u00e0 di conflitto. Gli era chiaro come uscire dalla storia. Ne comprese in un istante tutta la logica. Comprese che tutti i sentimenti sono identici in tutti noi e cos\u00ec le emozioni; che la loro variazione \u00e8 solo nel tempo e nel luogo, nell\u2019occasione opportuna; che sciamano tra noi. Comprese che in sostanza si riducono a due soltanto. Uno di attrazione e uno di repulsione. E che era quello il punto in cui si genera la scintilla del conflitto e del dolore.<\/p>\n<p>Comprese che ne eravamo completamente dominati: essi dettavano la legge e noi le ubbidivamo. Comprese che a causa di quel dominio la storia non poteva che avere un solo sbocco, una sola identit\u00e0: il conflitto. Le\u00a0<strong>eccezioni<\/strong>\u00a0erano apparenze: la pace \u00e8 una brace accesa pronta a riprendere vigore soggiogata dalla giusta circostanza. Cap\u00ec che credere che una buona etica sia il necessario per risolvere i problemi della storia era pensiero infantile rispetto al problema da trattare. Tutta la sua dedizione a perseguire la rettitudine, aveva da sempre comportato di oscurarne le contraddizioni. Comprese che, come si dedicava alle sue passioni, si dedicava anche a moralizzare il prossimo come avesse in s\u00e9 l\u2019ordine del mondo etico, che non poteva ottusamente sottrarsi dalla sua edificazione. Comprese che si considerava estraneo a quanto osservava.<\/p>\n<p>Riconobbe quanto inopportuna fosse la sua\u00a0<strong>dedizione<\/strong>\u00a0a cercare nella regolamentazione la sede della giustizia, cos\u00ec come nella punizione quella della redenzione e nel caso \u2013 o in dio \u2013 quella delle malattie e di tutte le sventure.<\/p>\n<p>Comprese che era lui stesso a fare il mondo che credeva di vedere; che la realt\u00e0 non era che in lui solo. Comprese il male che tanta inconsapevolezza implica; che tanto egoismo necessita. Comprese di avere sbagliato tutto. Ma non ne risent\u00ec, come accadeva prima per qualcosa che pareva andato perduto. Il crollo si era compiuto ed era totale, ma per nulla mortale, anzi.<\/p>\n<p><em>\u00abIl moderno non sa nulla dell\u2019individuo. [\u2026] La coscienza di s\u00e9 come individuo \u00e8 generalmente andata smarrita. Egli si sente come un atomo nell\u2019infinita, articolata catena dello Stato. Il moderno allontana da s\u00e9 la responsabilit\u00e0 per la creazione della felicit\u00e0 individuale e ne rende responsabile lo Stato, cio\u00e8 le relazioni con i suoi simili sono giuridicamente regolate. Le differenze individuali implicano una differenza nelle aspettative. Poich\u00e9 solo da qui sorgono inadeguatezze per l\u2019unit\u00e0 e l\u2019omogeneit\u00e0 legali dello Stato. Il moderno cerca di livellare le individualit\u00e0 con un\u2019istruzione il pi\u00f9 possibile uniforme, cio\u00e8 annientarle\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Carl Gustav Jung<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La vita<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abColui che vede tutti gli esseri in s\u00e9 e se stesso in tutti gli esseri non prova pi\u00f9 odio\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Isha Upanishad<\/em><\/p>\n<p>La sua nuova\u00a0<strong>condizione<\/strong>\u00a0elaborava il mondo e se stesso in una modalit\u00e0 del tutto nuova. Percepiva l\u2019energia, i nodi che le nostre pretese le creavano impedendole di scorrere, impedendoci di riunire gli opposti, sempre obbligandoci a identificarci con una delle parti, di liberarci dall\u2019arrogante maschera di un teatrante che sul palco della storia si chiama Io.<\/p>\n<p>Si accorse che aveva spesso vissuto con\u00a0<strong>paura<\/strong>. Si accorse che quell\u2019incertezza, cuore di ogni timore, gli depredava la vita, sempre, troppo coi freni serrati da un pastone di convinzioni e convenzioni, una ricetta il cui vero nome, ora lo comprendeva, era superstizioni.<\/p>\n<p>Si sent\u00ec leggero, ampio come non pensava la materia potesse concedere. Una quiete era scesa e la nebbia era svanita. Si rese conto di cosa fosse la vita senza pi\u00f9 anteporre se stesso alla sua interpretazione delle cose. Si accorse che ci\u00f2 che lo perturbava ora gli scivolava via. Si accorse di poter amare senza pensare anche di possedere.<\/p>\n<p>E si accorse anche che, da quel nichilismo \u2013 tanto incompreso da chi non ha conosciuto la disperazione \u2013 non era che la consapevolezza della futilit\u00e0 degli affanni. Non era perci\u00f2 che il prodromo al passo necessario per accedere all\u2019equilibrio, alla forza, al coraggio, alla bellezza, alla vera vita.<\/p>\n<p><em>\u00abFin da quando nasciamo, gli altri ci dicono che il mondo \u00e8 in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia cos\u00ec come gli altri hanno detto che \u00e9\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Carlo Castanera<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2020\/12\/17\/la-recita-o-la-vita-un-racconto-sullinterpretazione-della-realta\/\">https:\/\/oltrelalinea.news\/2020\/12\/17\/la-recita-o-la-vita-un-racconto-sullinterpretazione-della-realta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRELALINEA (Lorenzo Merlo) &nbsp; Recita o vita. Pu\u00f2 capitare, osservando se stessi, di avvertire ci\u00f2 che alcuni chiamano risveglio. 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