{"id":61598,"date":"2020-12-23T09:48:14","date_gmt":"2020-12-23T08:48:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61598"},"modified":"2020-12-22T19:50:39","modified_gmt":"2020-12-22T18:50:39","slug":"lera-dello-storytelling-la-cina-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61598","title":{"rendered":"L\u2019era dello storytelling, la Cina e noi"},"content":{"rendered":"<p>di SINOSFERE (Marina Miranda)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molto interessanti sono gli sviluppi di questo dibattito avviato su\u00a0<em>Sinosfere\u00a0<\/em>grazie all\u2019appello lanciato da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/10\/01\/marco-fumian-sinologi-nella-nuova-era\/\">Marco Fumian<\/a>, che ci ha stimolati a un confronto sulle nuove sfide poste oggi al nostro ruolo di studiosi e conoscitori sotto vari aspetti della contemporaneit\u00e0 cinese. Assolutamente condivisibile \u00e8 la maggior parte delle riflessioni sin qui proposte da vari colleghi e amici; allo stesso modo lo \u00e8 l\u2019esigenza di fissare innanzitutto i termini della discussione, evitando possibili tranelli derivanti da semplicistiche categorizzazioni in quanto anti-cinesi o filocinesi, come affermato da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/14\/guido-samarani-noi-e-la-cina-ne-filocinesi-ne-anti-cinesi\/\">Guido Samarani<\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia, a rendere insidioso il campo \u00e8 l\u2019accentuazione di una polarizzazione sempre pi\u00f9 esasperata nella percezione che si ha oggi della Repubblica popolare, presentata come una minaccia o esaltata quale fulgido esempio di grandezza e modernit\u00e0. Tale dualismo non \u00e8 comunque nuovo, come gi\u00e0 sostenuto da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/08\/fabio-lanza-nuova-era-vecchi-dualismi\/\">Fabio Lanza<\/a>; difatti non \u00e8 un caso che un tipo di immagine molto simile fosse veicolata gi\u00e0 alla fine degli anni \u201950, secondo quanto dichiarava Teng Ssu-y\u00fc, prominente figura della cosiddetta \u201cscuola di Harvard\u201d.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/p>\n<p>Ma oltre che a un periodo storico segnato dalla guerra fredda, questa dicotomia pu\u00f2 essere riconducibile anche a un certo approccio \u2018orientalista\u2019, il prisma deformato attraverso cui spesso si guarda ancora alla Cina: considerare questo Paese e la sua civilt\u00e0 come \u2018altro\u2019 scaturisce da una sorta di substrato inconscio, connesso a una falsa percezione delle reciproche diversit\u00e0 storiche e culturali. Ma la Cina non pu\u00f2 essere ritenuta diversa o \u2018eccezionale\u2019 rispetto a noi, in quanto essa si confronta con le stesse istanze e problematicit\u00e0 nella complessit\u00e0 di un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, come gi\u00e0 argomentato da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/10\/ivan-franceschini-cina-globale-appunti-per-una-critica-sistemica\/\">Ivan Franceschini<\/a>.<\/p>\n<p>Per esempio a livello globale, seppur con le debite differenze, stiamo assistendo a un utilizzo molto diffuso della narrazione come strumento caratterizzante della comunicazione politica e delle dinamiche di ricerca del consenso. Sulla scia di questo\u00a0<em>narrative turn<\/em>, negli ultimi decenni la dimensione narratologica ha permeato ormai quasi ogni aspetto della politica contemporanea, con la capacit\u00e0 di presentarne i contenuti in quanto \u2018storie\u2019, che si rafforzano trovando sponda nelle paure, nei desideri e nei bisogni di coloro ai quali sono indirizzate.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<em>storytelling<\/em><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><em>\u00a0<\/em>\u00e8 quindi un fenomeno che si \u00e8 sviluppato non solo in Occidente, ma anche nel contesto cinese, dove si \u00e8 raffinato in modo peculiare, come pratica diffusa nella costruzione del messaggio politico. Il culmine di questo processo \u00e8 efficacemente esemplificato dallo slogan ufficializzato dal Presidente cinese Xi Jinping nel 2013: \u201craccontare bene la storia \/ le storie della Cina\u201d (<em>jiang hao Zhongguo gushi\u00a0<\/em>\u8bb2\u597d\u4e2d\u56fd\u6545\u4e8b);<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup>\u00a0un\u2019espressione, questa, in cui il termine \u2018storia\u2019 non \u00e8 riferito alla produzione storiografica, bens\u00ec all\u2019oggetto narrativo di un racconto relativo ad avvenimenti reali o fittizi, capace di attirare l\u2019attenzione del pubblico e di influenzarlo. Particolarmente rilevante in questa locuzione \u00e8 l\u2019avverbio\u00a0<em>hao<\/em>, nell\u2019accezione di una modalit\u00e0 \u2018corretta\u2019, cio\u00e8 conforme alla visione del Partito Comunista e adeguata pertanto a essere divulgata non solo su scala nazionale, ma soprattutto all\u2019estero. Le storie cos\u00ec diffuse non devono quindi essere necessariamente aderenti alla realt\u00e0, ma soltanto congruenti con la costruzione intenzionale di un\u2019immagine necessariamente positiva del Paese, che contenga messaggi espliciti circa obiettivi futuri e modalit\u00e0 di azione, arrivando talvolta a forzare gli eventi o a distorcere fatti scomodi e discordanti.<\/p>\n<p>Oltre che creare una forte empatia nei confronti del Partito al potere, questa narrazione possiede una ulteriore caratterizzazione strategica, finalizzata a rafforzare un\u2019identit\u00e0 individuale e collettiva come nazione e popolo, attraverso il coinvolgimento cognitivo ed emotivo del singolo cittadino in un racconto corale. Anche in Cina, prima dell\u2019avvento di internet e dei social media, la comunicazione politica procedeva con ritmi e intensit\u00e0 diverse; lo sviluppo delle nuove tecnologie ha agito come catalizzatore nell\u2019accelerazione dei processi che hanno determinato un nuovo ordine narrativo, finalizzato a una pi\u00f9 efficiente manipolazione e propaganda digitale.<\/p>\n<p>In tale nuovo contesto, rispetto a quelle cinesi, molte delle nostre attuali narrazioni appaiono fragili, parcellizzate, fluttuanti in un sistema \u2018liquido\u2019, privo di un baricentro definito e sfumato verso un contesto non ideologico, dopo il tramonto dei grandi \u2018racconti\u2019 della modernit\u00e0, consistenti e stabili soltanto fino ad alcuni decenni fa. Al contrario, le narrazioni della RPC si presentano come pi\u00f9 solide, compatte, congruenti, soprattutto perch\u00e9 incorporano al loro interno un elemento che di solito appartiene invece alla categoria della contro-narrazione: la cultura. Infatti, \u00e8 proprio da una prospettiva culturale e da basi cognitive pi\u00f9 solide che si riesce a confutare facilmente molte delle nostre narrazioni politiche meno ben costruite e raffinate, soprattutto quelle riconducibili a molti fenomeni di sovranismo e populismo di destra e di sinistra. In modo opposto, una indiscussa percezione di solidit\u00e0 e di inoppugnabilit\u00e0 \u00e8 apportata dal valore della millenaria civilt\u00e0 cinese, sebbene i leader del PCC effettuino di essa un uso strumentale, secondo gli interessi della propaganda ufficiale e del nazionalismo pilotato dallo Stato. Nonostante la memoria storica sia quindi manipolata e i valori tradizionali presentati in forma idealizzata e mitizzata, il peso della cultura classica cinese conferisce in ogni caso una valenza notevole ai prodotti narrativi cos\u00ec confezionati, mettendoli al riparo da facili confutazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 importante ricordare che la variabile culturale \u00e8 un ingrediente importante di un altro tipo di strategia elaborata dalla Repubblica popolare, quella del\u00a0<em>soft power,\u00a0<\/em>volta a veicolare un messaggio positivo e rassicurante del Paese all\u2019estero. Rispetto agli elementi individuati da Joseph Nye nella caratterizzazione del cosiddetto \u201cpotere morbido\u201d,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup>\u00a0gli ambienti accademici cinesi hanno favorito un\u2019interpretazione del concetto in cui l\u2019ambito culturale viene privilegiato come il nucleo fondante. Infatti, il primo lavoro accademico pubblicato in merito nella Repubblica popolare nel 1993 \u00e8 stato un saggio dal titolo \u201cLa cultura come potere nazionale: il\u00a0<em>soft power<\/em>,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup>\u00a0a firma di Wang Huning, docente dell\u2019Universit\u00e0 Fudan di Shanghai e teorico del PCC, oggi membro del Comitato permanente del Politburo. Un\u2019impostazione, questa, che \u00e8 stata ampiamente accettata dalla comunit\u00e0 scientifica, influenzando i lavori successivi, fino a essere poi recepita anche a livello ufficiale: infatti il Presidente Hu Jintao, nel suo rapporto al XVII Congresso del PCC nel 2007, utilizz\u00f2 pubblicamente il termine \u201c<em>soft power\u00a0<\/em>culturale\u201d (<em>we<\/em><i>nhua\u00a0ruan\u00a0shili\u00a0<\/i>\u6587\u5316\u8f6f\u5b9e\u529b).<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/p>\n<p>Quello appena descritto \u00e8 un chiaro esempio di come in Cina, a differenza di altri Paesi, le costruzioni narratologiche e propagandistiche non siano frutto di improvvisazioni del momento, ma il risultato di una attenta pianificazione in campo ideologico e dottrinale, programmata nel medio-lungo periodo. Per tali motivazioni, l\u2019elaborato\u00a0<em>storytelling\u00a0<\/em><em>made in the PRC\u00a0<\/em>\u00e8 pi\u00f9 difficile da decostruire e confutare, soprattutto da parte di chi non possiede una conoscenza adeguata di quel Paese, della sua cultura e delle sue dinamiche politiche e sociali.<\/p>\n<p>Proprio rispetto a tutto ci\u00f2 \u00e8 rilevante il ruolo di noi studiosi, anche nei confronti delle generazioni pi\u00f9 giovani, che spesso non riescono a sviluppare strumenti critici adeguati, diventando talvolta vittime inconsapevoli di una sorta di indottrinamento. Ma il nostro compito nell\u2019attivit\u00e0 di destrutturazione narrativa deve essere esteso ben oltre la Cina, verso tutti i tipi di\u00a0<em>storytellings\u00a0<\/em>che nei nostri Paesi pericolosamente popolano la comunicazione politica e non solo, evidenziandone fragilit\u00e0 e rischi. In conclusione, l\u2019auspicio \u00e8 quello di riuscire ovunque a portare alla luce quanto viene occultato dalle varie narrazioni dominanti, grazie all\u2019indagine critica sorretta da un\u2019autentica prospettiva culturale, che evidenzi le complessit\u00e0 nelle semplificazioni eccessive dello\u00a0<em>storytelling<\/em>, cercando di guardare oltre il \u2018fumo\u2019 e gli \u2018specchi\u2019, al di l\u00e0 delle distorsioni e delle manipolazioni narrative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marina Miranda \u00e8 professore ordinario di Storia della Cina contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cSapienza\u201d e responsabile scientifico della sezione Asia Orientale del Dottorato di ricerca in \u201cCivilt\u00e0 dell\u2019Asia e dell\u2019Africa\u201d, di cui \u00e8 stata Coordinatore per due mandati. \u00c8 inoltre autrice e curatrice dei seguenti volumi:\u00a0<em>L\u2019Identit\u00e0 Nazionale nel XXI Secolo in Cina, Giappone, Corea, Tibet e Taiwan\u00a0<\/em>(2012);\u00a0<em>La Democrazia in Cina: le Diverse Formulazioni dagli Anni \u201980 a Oggi<\/em>\u00a0(2013);\u00a0<em>La Cina dopo il 2012 \u2013 Dal centenario della prima repubblica al XVIII Congresso del Partito comunista\u00a0<\/em>(2013);\u00a0<em>Politica, societ\u00e0 e cultura di una Cina in ascesa \u2013\u00a0<\/em><em>L\u2019amministrazione Xi Jinping al suo primo mandato\u00a0<\/em>(2016);\u00a0<em>La Cina quarant\u2019anni dopo Mao \u2013 Scelte, sviluppi e orientamenti della politica di Xi Jinping\u00a0<\/em>(<em>2017<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[fonte:\u00a0 <a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/12\/20\/marina-miranda-lera-dello-storytelling-la-cina-e-noi\/\">Marina Miranda: L\u2019era dello storytelling, la Cina e noi \u2013 Sinosfere<\/a> ]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINOSFERE (Marina Miranda) &nbsp; Molto interessanti sono gli sviluppi di questo dibattito avviato su\u00a0Sinosfere\u00a0grazie all\u2019appello lanciato da\u00a0Marco Fumian, che ci ha stimolati a un confronto sulle nuove sfide poste oggi al nostro ruolo di studiosi e conoscitori sotto vari aspetti della contemporaneit\u00e0 cinese. 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