{"id":61785,"date":"2021-01-12T08:00:36","date_gmt":"2021-01-12T07:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61785"},"modified":"2021-01-11T14:39:25","modified_gmt":"2021-01-11T13:39:25","slug":"la-crisi-non-e-uguale-per-tutti-crolla-loccupazione-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61785","title":{"rendered":"La crisi non \u00e8 uguale per tutti: crolla l\u2019occupazione femminile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/01\/faglielapagare.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2053\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/01\/faglielapagare.png?w=504\" alt=\"\" data-attachment-id=\"2053\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/01\/08\/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti-crolla-loccupazione-femminile\/faglielapagare\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/01\/faglielapagare.png\" data-orig-size=\"504,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"faglielapagare\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/01\/faglielapagare.png?w=210\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/01\/faglielapagare.png?w=504\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La pandemia da Covid-19 ha innescato una drammatica crisi economica, per descrivere la quale non servono tante parole. Gli effetti sono sotto i nostri occhi, ogni giorno e ogni istante, e promettono solamente di peggiorare nei mesi a venire, non appena i minimi ammortizzatori sociali di questi mesi verranno meno, sotto la\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/09\/18\/la-neverending-lotta-di-classe-di-confindustria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">spinta di Confindustria<\/a>\u00a0e del suo desiderio di usare la crisi sanitaria per regolare definitivamente i conti con il mondo del lavoro.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Le conseguenze economiche della pandemia, per\u00f2, non sono uguali per tutti e non possono esserlo, all\u2019interno di un sistema economico che trae alimento dalla disuguaglianza e dallo sfruttamento.\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/11\/02\/covid-e-disuguaglianza-neanche-la-salute-e-uguale-per-tutti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Abbiamo gi\u00e0 visto<\/a>\u00a0come le fasce pi\u00f9 abbienti della popolazione, in Italia e pi\u00f9 in generale nei Paesi a capitalismo avanzato, abbiano approfittato dei mesi passati per accrescere ancora di pi\u00f9 la loro ricchezza. Il recente\u00a0<strong>Rapporto SVIMEZ 2020 sull\u2019economia e la societ\u00e0 del Mezzogiorno\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/lnx.svimez.info\/svimez\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/rapporto_2020_sintesi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">mostra una dimensione ulteriore<\/a>\u00a0del meccanismo disumano attraverso il quale i privilegi di pochi si reggono sulle spalle dei molti. Non solamente la classe lavoratrice nel suo insieme ha visto l\u2019erosione, giorno dopo giorno, di reddito e lavoro ma al suo interno la componente femminile, in particolare nel Meridione, ha sofferto un peggioramento ancora pi\u00f9 marcato, che si inserisce nel quadro di una tendenza che piaga il nostro paese da ben prima della pandemia.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Un dato \u00e8 sufficiente per fornire il quadro. Sull\u2019intero territorio nazionale, circa l\u201980% dell\u2019occupazione femminile creata tra il 2008 e il 2019 \u00e8 stata cancellata in tre mesi, tra aprile e giugno del 2020. Nelle regioni meridionali il dato \u00e8 ancora pi\u00f9 impressionante, perch\u00e9 negli stessi mesi la distruzione di posti lavoro \u00e8 stata di un ammontare pari al doppio dei posti di lavoro creati a partire dal 2008.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Per capire perch\u00e9 la presente crisi economica stia colpendo in maniera feroce soprattutto la parte femminile della popolazione \u00e8 necessario fare un passo indietro. Se \u00e8 stato possibile cancellare con un tratto di penna\u00a0<strong>quasi 200.000 posti di lavoro<\/strong>\u00a0(guardando solo al Sud Italia) in novanta giorni \u00e8 perch\u00e9 la diffusione di forme contrattuali iper-precarie e prive di garanzie, non suscettibili di essere protette neanche dal blocco dei licenziamenti messo in atto in questi mesi, \u00e8 s\u00ec un male assoluto e generalizzato nel nostro Paese, ma colpisce in maniera sproporzionata le donne, come testimoniato anche dal Rapporto SVIMEZ. A questo si accompagna uno strisciante cambiamento nella struttura dell\u2019occupazione femminile nell\u2019ultimo decennio, che vede una diminuzione del numero di donne impiegate in settori ad alta remunerazione e uno spostamento verso lavori a bassa qualifica e bassi salari. Non c\u2019\u00e8 forse neanche bisogno di dirlo, ma questo avviene \u2013 nonostante la propaganda dei cantori della teoria economica dominante \u2013 in maniera indipendente dal livello di istruzione e formazione delle donne coinvolte nel processo di retrocessione nella scala salariale e professionale. Si tratta di sfruttamento, non di allocazione pi\u00f9 efficiente delle risorse umane (o qualsiasi altra formula fumosa dietro la quale lo sfruttamento si annida).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Sarebbe rassicurante pensare che quanto appena descritto sia frutto del caso, una sfortunata coincidenza, un incidente di percorso, ma non \u00e8 ovviamente cos\u00ec. Il sovrappi\u00f9 di sfruttamento a cui la componente femminile della popolazione \u00e8 sottoposta \u00e8 la manifestazione dell\u2019estrema flessibilit\u00e0 e adattabilit\u00e0 del sistema economico noto come capitalismo, che in un contesto storico e sociale come quello italiano mette al servizio del profitto un complesso e sedimentato intreccio di maschilismo, paternalismo e clericalismo per rendere una parte della popolazione pi\u00f9 facilmente sfruttabile. Un dispositivo che si inserisce in un quadro ancora pi\u00f9 ampio, non esclusivamente italiano ma comune, in diversa misura, a tutte le economie capitaliste, e che predetermina la \u2018divisione del lavoro\u2019 all\u2019interno del nucleo familiare, con le attivit\u00e0 di \u2018riproduzione sociale\u2019 e quello che Nancy Fraser definisce \u2018lavoro di cura\u2019 assegnati alle donne e spesso svolti senza retribuzione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Questo modello di societ\u00e0 viene rafforzato e trae linfa dalla ritirata dello Stato dall\u2019economia e, in questa parte di mondo, dall\u2019applicazione cieca delle politiche di austerit\u00e0 imposte dall\u2019Unione Europea, nonostante questa si professi, a parole, al fianco delle donne in ogni occasione (dal Trattato di Lisbona del 2009 fino al recentissimo\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/italy\/news\/20201125_Ue_piano_di_azione_sulla_parita_di_genere_it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Piano d\u2019Azione sulla Parit\u00e0 di Genere<\/a>). Infatti, nel momento in cui tali politiche depredano e depauperano la spesa sociale, in primis scuola e sanit\u00e0, cristallizzano una forma di organizzazione sociale in virt\u00f9 della quale una parte della popolazione, in gran parte femminile, \u00e8 \u2018costretta\u2019 a provvedere in prima persona, spesso in maniera gratuita, a quel \u2018lavoro di cura\u2019 che lo Stato rinuncia a finanziare.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">La ferocia con cui la crisi colpisce l\u2019occupazione femminile ci fornisce \u2013 limpida \u2013 la misura del cambiamento cui dobbiamo aspirare e, di conseguenza, la radicalit\u00e0 del lavoro politico che deve essere messo in campo in questo 2021. Con la pandemia si \u00e8 reso evidente che il problema, per i subalterni, per i disoccupati, per gli sfruttati, per le donne, non sta in una particolare stortura di questo sistema economico e sociale. Al contrario, il problema risiede nel normale funzionamento di un\u2019economia capitalistica, cio\u00e8 in un sistema che si regge sullo sfruttamento e non pu\u00f2 dunque fare a meno \u2013 pena la sua estinzione \u2013 di\u00a0<strong>subordinare gli interessi e le condizioni di vita di vastissime categorie sociali al profitto di pochi<\/strong>. Abbiamo bisogno di radicalit\u00e0 perch\u00e9 abbiamo bisogno di ribaltare non un singolo aspetto di questo sistema, ma tutta la sua connotazione economica, sociale e culturale. La subordinazione delle donne, la marginalit\u00e0 degli immigrati, i cosiddetti ritardi del Mezzogiorno sono tutti tasselli necessari di questa impalcatura che si tiene in piedi solo nella misura in cui costringe in ginocchio qualcuno. Non possiamo rialzare la testa senza mandare all\u2019aria l\u2019intero castello.<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/01\/08\/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti-crolla-loccupazione-femminile\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/01\/08\/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti-crolla-loccupazione-femminile\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; La pandemia da Covid-19 ha innescato una drammatica crisi economica, per descrivere la quale non servono tante parole. 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