{"id":618,"date":"2009-11-10T12:45:31","date_gmt":"2009-11-10T11:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=618"},"modified":"2009-11-10T12:45:31","modified_gmt":"2009-11-10T11:45:31","slug":"ce-almeno-un-falso-tra-le-foto-simbolo-del-decennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=618","title":{"rendered":"C&#039;\u00e8 almeno un falso tra le &#034;foto simbolo del decennio&#034;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il 9 aprile 2003 non c&#39;era nemmeno un iracheno in piazza a festeggiare la caduta della statua di Saddam Hussein: guardate questo video.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&rsquo;agenzia reuters ha scelto le &ldquo;foto simbolo dell&rsquo;ultimo decennio&rdquo;. Ne dava notizia, qualche giorno fa, il quotidiano La stampa, il quale, sul suo sito internet, ha pubblicato dodici &ldquo;foto simbolo del decennio&rdquo;.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi sa per quale ragione gli amministratori di una agenzia di informazione si arrogano il titolo di scegliere le foto di un epoca. Sapevamo, avendo ammirato da giovani le &ldquo;<em>Sei lezioni sulla storia<\/em>&rdquo; di Edward Carr, che i fatti della storia diventano fatti storici perch&eacute; gli storici li scelgono. La qualifica di &quot;fatto storico&quot;&nbsp; non &egrave; intrinseca al fatto, bens&igrave; estrinseca e&nbsp;dovrebbe spettare agli storici, non ai fotografi. Ma questa &egrave; l&rsquo;epoca che ci &egrave; toccato di vivere!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Ecco una delle foto:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"background: yellow; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/statua_saddam.jpg\" style=\"width: 566px; height: 460px\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Sotto la foto si trova una didascalia, da imputare forse a La stampa o, come credo, agli amministratori della reuters, che recita cos&igrave;: &ldquo;<em>Un Marine americano osserva rapito l&rsquo;abbattimento della statua di Saddam Hussein, nel centro di Baghdad, il 9 aprile 2003. Fu un gesto simbolo della caduta del regime<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; background: white; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous\">Giudichino i lettori se lo sguardo del Marine sembra &ldquo;rapito&rdquo;. A me sembra di no. Credo, invece, che quello sguardo sia sincero &ndash; &egrave; l&rsquo;unico elemento sincero della foto &ndash; e appartenga ad un soldato intelligente che, rivolgendosi con il pensiero ai suoi superiori, i quali in quel momento sovraintendevano alla operazione propagandistica (come tra breve sar&agrave; chiaro) stava pensando: &ldquo;<em>ma che diamine stiamo facendo! Avevano detto che gli iracheni ci avrebbero accolto con rose e fiori. Avevo avuto modo di ascoltare, mentre ero in Italia, anche un certo Carlo Panella e un certo Magdi Allam, i quali, appunto, in qualit&agrave; di esperti, intervistati pi&ugrave; volte in TV, avevano assicurato gli spettatori che saremmo stati accolti con rose e fiori. E adesso siamo qui a far finta che il popolo iracheno stia festeggiando la caduta della statua. Finita la farsa, &egrave; chiaro che ci attaccheranno e che, in realt&agrave;, aveva ragione Saddam Hussein: siamo noi ad essere circondati, non loro<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; background: white; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous\">Il filmato che segue mostra come il 9 aprile 2003 <strong>non c&rsquo;era un solo iracheno a festeggiare la caduta della statua di Saddam<\/strong>. C&rsquo;erano si alcune comparse (si vedono sullo sfondo anche nella foto), probabilmente pagate. E c&rsquo;erano tanti fotografi e cameramen,&nbsp;quasi certamente anche della&nbsp;reuters&nbsp;. Quei fotografi hanno sempre saputo che si &egrave; trattato di un film: che stavano fotografando le scene di un film. Il film serviva a far credere a miliardi di poveri ingenui che ancora vedono la televisione o si informano sulla stampa ufficiale e non riescono a liberarsi di questa grave dipendenza, che Magdi Allam, Carlo Panella e tanti altri come loro, avessero ragione: gli Stati Uniti avevano appena concluso una guerra di liberazione. Mentre in verit&agrave;, stava per iniziare la lotta della gloriosa resistenza della miglior parte del popolo iracheno contro le forze che avevano mosso una guerra di aggressione e avevano occupato il paese.<strong> Sarebbe bastato che i fotografi avessero fatto il loro dovere, che avessero filmato e fotografato non la scena del film; bens&igrave; l&rsquo;intero set cinematografico<\/strong>. E avremmo capito subito. Anzi, avreste capito subito. Perch&eacute; a me la gente che festeggiava parve subito poca, troppo poca, e conservai fondatamente la speranza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; background: white; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous\">Godetevi il filmato! Ah la verit&agrave;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"425\" height=\"334\" src=\"https:\/\/www.dailymotion.com\/embed\/video\/x8ayaq\" style=\"border:0;\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Il 9 aprile 2003 non c&#39;era nemmeno un iracheno in piazza a festeggiare la caduta della statua di Saddam Hussein: guardate questo video. L&rsquo;agenzia reuters ha scelto le &ldquo;foto simbolo dell&rsquo;ultimo decennio&rdquo;. 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