{"id":61800,"date":"2021-01-12T10:30:02","date_gmt":"2021-01-12T09:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61800"},"modified":"2021-01-11T23:49:03","modified_gmt":"2021-01-11T22:49:03","slug":"decenni-di-austerita-hanno-reso-il-sistema-sanitario-italiano-incapace-di-combattere-lepidemia-di-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61800","title":{"rendered":"Decenni di austerit\u00e0 hanno reso il sistema sanitario italiano incapace di combattere l&#8217;epidemia di COVID-19"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Carmenthesister)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo articolo, segnalato a Vocidallestero da Thomas Muntzer, fa parte del pi\u00f9 ampio studio pubblicato su Intereconomics, La risposta europea alla crisi del Coronavirus, e testimonia, con una ampia serie di dati, la sistematica riduzione delle risorse della sanit\u00e0 avvenuta in Italia nel corso di trent&#8217;anni, in particolare dei servizi ospedalieri e di pneumologia, che ha lasciato il paese incapace di offrire ai suoi cittadini una adeguata protezione nei confronti della pandemia. Un prezzo pesante pagato dall&#8217;Italia &#8211; e da altri paesi periferici &#8211; alla attenzione monotematica e maniacale verso il consolidamento dei conti pubblici derivante dai fallimentari vincoli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Alessandro Bramucci, Franz Prante, Achim Truger<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Traduzione di M.Paperoga<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia di Sars-CoV-2 e la conseguente malattia covid-19 sta travolgendo alcuni sistemi sanitari europei in maniera inedita. La situazione resta particolarmente grave in Italia. Nelle regioni pi\u00f9 colpite, il sistema sanitario nazionale non \u00e8 stato in grado di far fronte alle cure dei pazienti covid-19. Questo articolo esamina pi\u00f9 da vicino il legame tra assistenza sanitaria e forte consolidamento del bilancio nel caso dell&#8217;Italia. Sebbene l&#8217;austerit\u00e0 sia stata particolarmente forte all&#8217;indomani della crisi economica del 2008 e delle sue conseguenze nell&#8217;area dell&#8217;euro, le politiche di bilancio italiane sono state caratterizzate da periodi di consolidamento difficili sin dagli anni &#8217;90. Nel corso degli anni, il SSN ha subito una profonda trasformazione volta a contenere i costi e aumentare l&#8217;efficienza. La questione ora \u00e8 se le conseguenze di queste misure abbiano lasciato l&#8217;SSN impreparato ad affrontare il flagello del COVID-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il SSN italiano \u00e8 stato fondato nel 1978. Sulla base della Costituzione nazionale (articolo 32), lo Stato garantisce il diritto universale e in gran parte il libero accesso ai servizi sanitari. (1) Nel corso degli anni &#8217;90 \u00e8 stata attuata una prima serie di riforme di vasta portata nel tentativo di contenere i costi a fronte delle crescenti esigenze sanitarie di una popolazione che invecchia e di migliorare rapidamente le tecnologie (Pavolini e Vicarelli, 2013). Queste riforme erano in gran parte in linea con l&#8217;approccio liberale mercatista del &#8220;New Public Management&#8221; e il loro obiettivo primario era quello di limitare i disavanzi pubblici e il debito dell&#8217;Italia (Pavolini e Vicarelli, 2013). Il contenimento dei costi era quindi motivato dal contesto macroeconomico dell&#8217;epoca, caratterizzato dagli sforzi dell&#8217;Italia per soddisfare i criteri di Maastricht e i requisiti del Patto di stabilit\u00e0 e di crescita, che hanno portato a una stretta generale della spesa pubblica. Pi\u00f9 recentemente, la crisi finanziaria globale e la risposta politica alla crisi dell&#8217;euro hanno messo a dura prova l&#8217;economia italiana e significative restrizioni alla spesa sanitaria sono tornate nell&#8217;agenda nazionale (De Belvis et al., 2012). Dall&#8217;inizio degli anni &#8217;90, il governo italiano ha registrato quasi 30 anni consecutivi di avanzi primari di bilancio (figura 1). Ci\u00f2 indica che per quasi tre decenni il governo ha estratto dall&#8217;economia nazionale in termini di tasse pi\u00f9 di quanto le persone hanno ricevuto da parte dei servizi pubblici. La figura 1 mostra inoltre che i periodi di tagli alla spesa sanitaria reale tendono a corrispondere o a seguire ai periodi di forte consolidamento del bilancio, nella prima met\u00e0 degli anni &#8217;90 e nella crisi dell&#8217;euro dopo il 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Figura 1<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Spese pubbliche obbligatorie per l&#8217;assistenza sanitaria pro capite e saldo primario in Italia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61801\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232915-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232915-300x221.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232915-1024x756.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232915-768x567.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232915.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prezzi costanti (2010) e percentuale del PIL potenziale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Note: l&#8217;OCSE classifica nella stessa categoria le spese sanitarie finanziate dal governo e finanziate dalle assicurazioni obbligatorie. Fonti: OCSE; Fmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;evoluzione della spesa sanitaria italiana \u00e8 riportata nella figura 2 insieme ai dati relativi a determinati paesi europei e alla media dell&#8217;eurozona. Si possono osservare tre fasi nell&#8217;evoluzione della spesa italiana. Negli anni &#8217;90, a differenza della maggior parte degli altri paesi industrializzati, l&#8217;Italia ha registrato un calo della spesa sanitaria pubblica e obbligatoria (misurata in euro costanti pro-capite). Solo alla fine degli anni &#8217;90 \u00e8 iniziata una leggera tendenza all&#8217;aumento, quando la spesa \u00e8 aumentata parallelamente agli altri paesi europei fino alla fine degli anni 2000. Dal 2010 in poi \u00e8 iniziata una nuova fase di contenimento della spesa, durata fino al 2015. In questo periodo, la spesa per l&#8217;assistenza sanitaria pubblica \u00e8 stata colpita in modo analogo anche in Portogallo e Spagna e in misura maggiore in Grecia, vale a dire nei paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi dell&#8217;euro e dalle successive politiche di austerit\u00e0. Per contro, in questo periodo si \u00e8 registrato un rapido aumento della spesa sanitaria pubblica obbligatoria pro-capite in Germania, Francia e Belgio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Figura 2<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Spese pubbliche obbligatorie per l&#8217;assistenza sanitaria pro capite in alcuni paesi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61802\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232932-300x285.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232932-300x285.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232932-1024x974.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232932-768x730.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232932.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prezzi costanti (2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Note: i dati relativi a Malta e Cipro non sono disponibili e non sono inclusi nella media dell&#8217;eurozona. Adesioni all&#8217;euro a data 2020. Interruzioni presenti nei dati. Per il 2018, dati provvisori o stime OCSE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonti: OCSE; calcoli degli autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La figura 3 mostra la variazione percentuale dell&#8217;assistenza sanitaria pubblica e obbligatoria pro-capite per queste tre diverse fasi e per l&#8217;intero periodo tra il 1990 e il 2018. Dal 1990 al 2000 si \u00e8 svolta in Italia una prima fase di contenimento della spesa, in cui la spesa pubblica \u00e8 aumentata solo dell&#8217;8,7 per cento. Dopo una seconda fase leggermente espansiva dal 2000 al 2010, in cui la spesa pro capite in Italia \u00e8 aumentata del 27,1%, la crescita della spesa sanitaria pubblica ha registrato una riduzione nel terzo intervallo di tempo (come \u00e8 avvenuto in Portogallo, Grecia e Spagna). In questo periodo, caratterizzato dall&#8217;ultima serie di tagli di bilancio, la spesa pro-capite in Italia \u00e8 diminuita dell&#8217;8,2 per cento \u2013 meno fortemente che in Grecia, ma pi\u00f9 che in Spagna e Portogallo. Per contro, il gruppo dei paesi del Nord ha registrato un aumento. Complessivamente, dal 1990 al 2018, la spesa sanitaria pubblica obbligatoria pro-capite in Italia \u00e8 aumentata di meno del 26,8%, che \u00e8 di gran lunga il valore pi\u00f9 basso tra i Paesi europei riportato nel grafico 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Figura 3<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Variazione percentuale della spesa pubblica obbligatoria per l&#8217;assistenza sanitaria pro capite in alcuni paesi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61803\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232947-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232947-300x211.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232947-1024x720.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232947-768x540.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_232947.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div><i>euro costanti (2010)<\/i><\/div>\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Note: Per il Belgio manca il valore per il 1990 ed \u00e8 stato sostituito con il valore per il 1993.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Fonti: OCSE; calcoli degli autori.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<p>Nell&#8217;ultimo decennio, l&#8217;entit\u00e0 dei tagli al SSN \u00e8 stata particolarmente drammatica. Sulla scia della crisi finanziaria ed economica del 2008, la spesa sanitaria pubblica totale in Italia (compresi investimenti, consumi intermedi, ricerca e sviluppo e altre componenti) ha subito una drastica battuta d&#8217;arresto. Dal 2008 al 2018, la spesa totale per l&#8217;assistenza sanitaria pubblica in termini nominali (compresa l&#8217;inflazione) \u00e8 aumentata solo del 5,3% in Italia, mentre in Germania \u00e8 aumentata del 46,8% (figura 4a). Inoltre, i dati COFOG (<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">2<\/a>) dimostrano l&#8217;entit\u00e0 dei tagli ai servizi ospedalieri (<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">3)<\/a>. A differenza dei paesi dell&#8217;Europa settentrionale, l&#8217;Italia (insieme al Portogallo e ancor pi\u00f9 alla Grecia) ha ridotto la spesa pubblica per i servizi ospedalieri.<\/p>\n<p>Dal 2011 al 2018, i tagli ai servizi ospedalieri pubblici hanno contribuito in modo sostanziale alla dinamica negativa del tasso di crescita percentuale della spesa pubblica totale per l&#8217;assistenza sanitaria (figura 4b). Sebbene la politica di austerit\u00e0 abbia gravato pesantemente sul sistema sanitario, la quota delle spese sanitarie nella spesa pubblica totale \u00e8 aumentata dal 10 per cento nel 1995 al 14,7 per cento nel 2008 ed \u00e8 rimasta al di sopra del 14 per cento dopo il 2008, secondo i dati COFOG. Ci\u00f2 pu\u00f2 indicare che l&#8217;assistenza sanitaria era importante per il governo nonostante i vincoli di spesa generale. Tuttavia, ci\u00f2 non ha impedito che le spese italiane scendessero al di sotto dell&#8217;andamento internazionale.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>Figura 4a<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>Variazione percentuale della spesa pubblica totale per l&#8217;assistenza sanitaria e per i servizi ospedalieri, 2008-2018\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61804\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233003-288x300.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233003-288x300.jpg 288w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233003-768x800.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233003.jpg 842w\" sizes=\"(max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonti: EUROSTAT COFOG; calcoli degli autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Figura 4b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Composizione del tasso di crescita della spesa pubblica totale per l&#8217;assistenza sanitaria in Italia, valori nominali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61805\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233016-290x300.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233016-290x300.jpg 290w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233016-990x1024.jpg 990w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233016-768x794.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233016.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div><i>Nota: COFOG di secondo livello.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Fonti: EUROSTAT COFOG; calcoli degli autori.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<p>Nell&#8217;UE, quasi un terzo della spesa pubblica per l&#8217;assistenza sanitaria viene utilizzato per coprire le spese di funzionamento delle istituzioni ospedaliere curative (Federazione europea degli ospedali e dell&#8217;assistenza sanitaria, 2018). Nel corso degli anni, gli ospedali sono stati soggetti a crescenti pressioni e sono stati spesso visti come una delle principali fonti potenziali di tagli ai sistemi sanitari pubblici (vedi McKee, 2004; Popic, 2020). Le strategie di contenimento dei costi hanno rivisto l&#8217;uso e la fornitura di cure ospedaliere a favore dei servizi ospedalieri diurni e ambulatoriali, sacrificando cos\u00ec costantemente la capacit\u00e0 ospedaliera. I dati dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) mostrano che dall&#8217;inizio degli anni &#8217;90 il numero di ospedali \u00e8 stato drasticamente ridotto in tutta Europa, ma in particolare in Belgio e in Italia. Gli ospedali per terapie intensive sono attualmente un elemento centrale nella lotta contro il COVID-19. Un maggior numero di ospedali per terapie intensive avrebbe anche potuto facilitare l&#8217;isolamento dei pazienti infetti, riducendo il rischio di contagio. La figura 5 mostra che, dopo essere partita da un livello simile a quello della Germania nel 1990, l&#8217;Italia ha ridotto la capacit\u00e0 ospedaliera pro capite molto pi\u00f9 di molti altri paesi nel giro di due decenni. Dal 2010 in poi, il numero di ospedali per terapie intesive in Italia \u00e8 sceso al di sotto della media UE. La tendenza ha continuato a diminuire nel corso degli anni della crisi dell&#8217;euro.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>Figura 5 Ospedali<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>Ospedali per terapie intensive ogni 100.000 abitanti, otto maggiori paesi dell&#8217;UEM e media UE\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61808\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233027-300x235.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233027-300x235.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233027-1024x801.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233027-768x601.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233027.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i>Fonti: OMS; calcoli degli autori.\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">La disponibilit\u00e0 di posti letto per terapie intensive \u00e8 stata ridotta in modo ancora pi\u00f9 drastico rispetto alla capacit\u00e0 ospedaliera (figura 6). Sebbene in molti paesi europei si possa osservare una tendenza pronunciata verso la riduzione dei letti di terapia intensiva, pochi paesi europei hanno ridotto il numero di posti letto disponibili tanto quanto l&#8217;Italia. Nel 1990, l&#8217;Italia aveva sette posti letto ogni 1.000 abitanti, un valore vicino alla Germania e superiore alla media UE. Nel 2017, il numero di posti letto per terapie intensive era sceso a 2,6 ogni 1.000 abitanti, significativamente inferiore rispetto alla Germania con sei posti letto disponibili ogni 1.000 persone e molto pi\u00f9 vicino al valore storicamente basso della Spagna. Cos\u00ec, in un periodo di tempo piuttosto breve, l&#8217;Italia si \u00e8 trovata all&#8217;estremit\u00e0 inferiore dello spettro in Europa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i><b>Figura 6<\/b><\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i><b>\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><i><b>Letti per terapie intensive per 1.000 abitanti, otto maggiori paesi dell&#8217;UEM e media UE\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61809\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233037-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233037-300x239.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233037-1024x817.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233037-768x613.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233037.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div>\n<div><i>Nota: Adesioni all&#8217;UE a data 2020 con i dati per paese disponibili.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Fonti: OCSE; calcoli degli autori.\u00a0<\/i><\/div>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una notevole differenza nell&#8217;offerta di posti letto di terapia intensiva, con l&#8217;Italia di nuovo in coda in Europa (Rodi et al., 2012; OCSE, 2020). Sebbene negli ultimi anni il numero di posti letto di terapia intensiva in Italia sia rimasto relativamente costante (figura 7), la capacit\u00e0 di terapia intensiva non \u00e8 stata ampliata (a differenza, ad esempio, della Germania) nonostante gli avvertimenti di possibili strozzature nella capacit\u00e0 ricettiva dei pazienti in terapia intensiva (Rhodes et al., 2012).<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><i><b>Figura 7<\/b><\/i><\/div>\n<div><i><b>\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><i><b>Numero totale di posti letto di terapia intensiva e letti pneumologici in Italia e Germania\u00a0<\/b><\/i><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61811\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233047-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233047-300x193.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233047-1024x660.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233047-768x495.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210111_233047.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div>\n<div><i>Fonti: Ministero della Salute; Destatis.\u00a0<\/i><\/div>\n<p>L&#8217;Italia, cos\u00ec come altri paesi europei, sarebbe stata meglio preparata per un trattamento adeguato dei pazienti covid-19 in condizioni gravi e critiche se la capacit\u00e0 di terapie intensive e di emergenza non fosse stata ridotta. I letti assistiti da ossigeno sono particolarmente rilevanti per il trattamento ospedaliero del COVID-19. Per alcuni pazienti, le difficolt\u00e0 respiratorie peggiorano nel corso della malattia, rendendo necessaria un&#8217;assistenza medica intensiva. La discussione pubblica si concentra quindi principalmente sulla disponibilit\u00e0 di capacit\u00e0 di terapia intensiva e di attrezzature di ventilazione meccanica. Tuttavia, la velocit\u00e0 con cui dovrebbe essere fornita la ventilazione della macchina \u00e8 oggetto di controversie tra specialisti polmonari e medici di terapia intensiva (Gattinoni et al., 2010). L&#8217;attuale divario di ricerca sul COVID-19 potrebbe quindi richiedere anche una diagnosi completa dei pazienti da parte di specialisti polmonari, che potrebbe portare a migliori risultati terapeutici (vedi anche Begley, 2020). In questo contesto, la sostanziale riduzione del numero di posti letto pneumologici durante la fase di intensificazione dell&#8217;austerit\u00e0 dopo il 2010 in Italia \u00e8 particolarmente tragica. Secondo i dati del Ministero della Salute, il numero di posti letto pneumologici \u00e8 sceso da 4.414 nel 2010 a 3.573 nel 2018 \u2013 una riduzione del 19%.<\/p>\n<p>La riduzione delle risorse nel sistema sanitario pubblico e in particolare nel funzionamento degli ospedali pubblici in Italia va avanti da quasi 30 anni. La popolazione italiana sta attualmente pagando il prezzo di prolungate politiche di bilancio restrittive nel SSN. L&#8217;attenzione unilaterale ai vincoli fiscali e alla riduzione del debito ha privato il settore sanitario italiano di una parte importante della sua capacit\u00e0 di offrire un&#8217;adeguata protezione alla popolazione. La forte riduzione delle risorse ha causato gravi difficolt\u00e0 al SSN nell&#8217;affrontare efficacemente le conseguenze del COVID-19. Lo scoppio della crisi sanitaria ha dato un campanello d&#8217;allarme che non pu\u00f2 rimanere inascoltato.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>*\u00a0<i>Questo contributo si basa su parti preliminari di un progetto di ricerca in corso sull&#8217;economia italiana finanziato da Friedrich-Ebert-Stiftung in Germania.<br \/>\n<\/i><br \/>\n1. La Commissione Europea (2019) nel Suo Rapporto Paese Italia 2019 ritiene che il SSN sia generalmente efficiente e il suo esito in termini di indicatori sanitari buoni, anche se con disparit\u00e0 regionali nella fornitura di servizi sanitari che incidono sull&#8217;equit\u00e0 e sull&#8217;efficienza.<\/p>\n<p>2. La classificazione delle funzioni dell&#8217;aggregato sanitario governativo (COFOG) (GF07 e gruppi relativi) classifica tutti i tipi di spesa pubblica a fini sanitari (comprese le spese per i dipendenti, i consumi intermedi, la spesa pubblica per gli investimenti lordi, ecc.). La delimitazione della spesa pubblica nella classificazione COFOG differisce dal Sistema dei conti sanitari.<\/p>\n<p>3. Secondo la classificazione COFOG, il ricovero in day hospital \u00e8 classificato sotto i servizi ospedalieri.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><i><b>Bibliografia<\/b><\/i><\/p>\n<p><i>Begley, S. (2020, 8 aprile), Con le macchine per la ventilazione assistita che si esauriscono, i medici dicono che le macchine sono sovrautilizzate per il Covid-19, STAT,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">https:\/\/www.statnews.com\/2020\/04\/08\/doctors-say-ventilators-overused-for-covid-19\/<\/a>\u00a0(14 aprile 2020).<\/i><\/p>\n<p>De Belvis, A. G., F. Ferr\u00e8, M. L. Specchia, L. Valerio, G. Fattore e W. Ricciardi (2012), La crisi finanziaria in Italia: implicazioni per il settore sanitario, Politica sanitaria,106, 10-16.<\/p>\n<p>Gattinoni, L., S. Coppola, M. Cressoni, M. Busana e D. Chiumello (2020), Il Covid-19 non porta a una sindrome da distress respiratorio acuto &#8220;tipica&#8221;, American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, pubblicazione online anticipata.<\/p>\n<p>Commissione Europea (2019), Rapporto paese Italia 2019: compresa una revisione approfondita sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici, SWD(2019) 1011 def.<\/p>\n<p>Federazione europea degli ospedali e dell&#8217;assistenza sanitaria (2018), Ospedale in Europa, dati sanitari 2018.<\/p>\n<p>McKee, M. (2004), Riduzione dei letti ospedalieri: Quali sono le lezioni da imparare?, European Observatory on Health Systems and Policies Policy brief,6.<\/p>\n<p>OCSE (2020), oltre il contenimento: Risposte dei sistemi sanitati al COVID-19 nell\u2019OCSE,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">https:\/\/read.oecd-ilibrary.org\/view\/?ref=119_119689-ud5comtf84&amp;Title=Beyond%20Containment:Health%20systems%20responses%20to%20COVID-19%20in%20the%20OECD<\/a>\u00a0(2 aprile 2020).<\/p>\n<p>Pavolini E. e G. Vicarelli (2013), Italia: Uno strano SSN con i suoi paradossi, in: E. Pavolini e A.M. Guill\u00e9n (a cura di), Sistemi sanitari in Europa sotto austerit\u00e0, lavoro e welfare in Europa, Palgrave Macmillan.<\/p>\n<p>Popic, T. (2020), Sistemi sanitari europei e COVID-19: Alcune lezioni precoci, blog EUROPP,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">https:\/\/blogs.lse.ac.uk\/europpblog\/2020\/03\/20\/european-health-systems-and-covid-19-some-early-lessons\/<\/a>\u00a0(29 marzo 2020).<\/p>\n<p>Rhodes, A., P. Ferdinande, H. Flatten, B. Guidet, P. G. Metniz e R. P. Moreno (2012), La variabilit\u00e0 dei numeri dei letti di terapia intensiva in Europa, Medicina intensiva,38, 1647-1653.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.blogspot.com\/2021\/01\/decenni-di-austerita-hanno-reso-il.html?m=1\">http:\/\/vocidallestero.blogspot.com\/2021\/01\/decenni-di-austerita-hanno-reso-il.html?m=1<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Carmenthesister) Questo articolo, segnalato a Vocidallestero da Thomas Muntzer, fa parte del pi\u00f9 ampio studio pubblicato su Intereconomics, La risposta europea alla crisi del Coronavirus, e testimonia, con una ampia serie di dati, la sistematica riduzione delle risorse della sanit\u00e0 avvenuta in Italia nel corso di trent&#8217;anni, in particolare dei servizi ospedalieri e di pneumologia, che ha lasciato il paese incapace di offrire ai suoi cittadini una adeguata protezione nei confronti della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":36726,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Voci-dallestero.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-g4M","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61800"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61800"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61815,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61800\/revisions\/61815"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}