{"id":61872,"date":"2021-01-14T10:00:03","date_gmt":"2021-01-14T09:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61872"},"modified":"2021-01-13T14:57:15","modified_gmt":"2021-01-13T13:57:15","slug":"i-primi-passi-della-sindacalizzazione-dei-tech-worker-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61872","title":{"rendered":"I primi passi della sindacalizzazione dei tech worker in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Viola Stefanelli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61873\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/emoj-cover-1280x756-1-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/emoj-cover-1280x756-1-300x177.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/emoj-cover-1280x756-1-1024x605.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/emoj-cover-1280x756-1-768x454.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/emoj-cover-1280x756-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><em>Anche nel nostro paese nascono i primi sindacati del settore, ma l\u2019Italia non \u00e8 la Silicon Valley. \u201cC\u2019\u00e8 molta poca consapevolezza: c\u2019\u00e8 la lamentela, ma non si arriva spesso neanche al desiderio di una rivendicazione\u201d\u00a0<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLe citt\u00e0, il territorio, i rapporti umani e sociali, come abbiamo sentito, stanno per essere investiti da un cambiamento che sar\u00e0 molto pi\u00f9 grande e profondo di quello segnato dall\u2019avvento della televisione. Ma questo cambiamento non \u00e8 gi\u00e0 scritto. Molto dipender\u00e0 dal grado di consapevolezza con la quale sapremo affrontare le battaglie decisive di questi prossimi mesi.\u201d L\u2019anno era il 1995 e Sergio Bellucci, allora Responsabile del dipartimento nazionale Comunicazione e Innovazione Tecnologica di Rifondazione Comunista, nato da pochi anni, si preoccupava gi\u00e0 da un decennio di ci\u00f2 che la rivoluzione digitale che stava gi\u00e0 travolgendo l\u2019Italia \u2013 e il mondo \u2013 avrebbe voluto dire per i lavoratori. Gi\u00e0 negli anni Ottanta,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eqxxeJDDIlk&amp;ab_channel=transformitalia\">ha raccontato<\/a>\u00a0Bellucci l\u2019anno scorso, da delegato della CGIL presso la Fininvest di Berlusconi aveva cominciato a notare come l\u2019arrivo dei computer stesse sconvolgendo la contrattazione sindacale. Quando l\u2019aveva fatto notare, un compagno del Partito Comunista aveva risposto con un incredulo: \u201cChe cosa stai dicendo? Che dovremo lavorare ai contratti di quelli che lavorano ai computer?\u201d Rispondendo oggi, il sindacalista di lungo corso sa che un contratto collettivo di\u00a0<i>quelli che lavorano ai computer<\/i>\u00a0non basterebbe pi\u00f9: \u201cNon possiamo immaginare di affrontare la trasformazione digitale con la cassetta degli attrezzi del conflitto sul salario o sull\u2019orario \u2014 non ci porta pi\u00f9 da nessuna parte.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo slancio inaspettato nell\u2019organizzazione collettiva dei lavoratori del settore tecnologico \u00e8 arrivato oltre un decennio dopo. Nella Silicon Valley si \u00e8 concentrato soprattutto sul controllo dell\u2019uso finale dei prodotti e sulla lotta contro la discriminazione di genere e razziale sul posto di lavoro. Lo sforzo pi\u00f9 recente \u00e8 l\u2019<a href=\"https:\/\/alphabetworkersunion.org\/\">Alphabet Workers Union<\/a>, neonato sindacato formato da centinaia di lavoratori di Google, che gi\u00e0 negli ultimi anni sono stati in prima fila nel guidare il risveglio dell\u2019attivismo in una Silicon Valley storicamente e culturalmente contraria alla sindacalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIl settore ICT eredita numerose storture che gi\u00e0 erano visibili a Berkeley o nei corridoi di IBM negli anni \u201960 e \u201970, oppure, pochi anni dopo, tra le scrivanie di uno qualsiasi dei nascenti colossi dell\u2019informatica contemporanea,\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/mercati-digitali\/tech-workers-coalition-italia-cose-e-cosa-fa-per-chi-crea-o-subisce-la-tecnologia-per-lavoro\/\">riassume<\/a>\u00a0il programmatore e attivista Simone Robutti in un recente articolo. \u201cCultura machista e competitiva, dogmatismo tecnico spacciato per razionalit\u00e0, progressiva depoliticizzazione della produzione digitale in favore di un\u2019ideologia totalizzante che predica l\u2019inevitabilit\u00e0 del cambiamento tecnologico, sempre implicitamente positivo e di cui il programmatore o chi lo paga \u00e8 artefice, ma non responsabile.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 un caso, allora, che l\u2019aumento della mobilitazione dei tech worker sia andato di pari passo con gli scandali che hanno travolto i giganti del settore, dalla vendita dei prodotti a committenti militari a casi come quello di Cambridge Analytica. \u201cMi pare degno di nota il fatto che l\u2019apice del trend coincida con il cosiddetto\u00a0<i>techlash<\/i>, ovvero l\u2019ondata di scetticismo e critiche nei confronti dei giganti del tech,\u201d osserva Silvio Lorusso, autore di\u00a0<i>Entreprecariat<\/i>. \u201cLa sindacalizzazione \u00e8 accompagnata da una pi\u00f9 ampia presa di coscienza: sono passati i tempi in cui Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft potevano legittimamente presentarsi come una forza del bene, e non credo che dal disincanto si torner\u00e0 indietro.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">O, come scrive Robutti, \u201cCaduta l\u2019illusione che pi\u00f9 tecnologia possa essere la risposta, a riempire il vuoto arrivano le pi\u00f9 disparate ideologie e soluzioni, alcune latenti da tempo, altre inedite e in piena accelerazione. Progressiste, rivoluzionarie, conservatrici o reazionarie, tutte contribuiscono alla politicizzazione di un settore che fino a poco tempo fa era dominio indiscusso del neoliberalismo, capace di difendere la propria posizione con la giustificazione che\u00a0<i>la Tecnologia non va politicizzata<\/i>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lotta a queste storture non si \u00e8 fermata oltreoceano. Lo possono confermare gli organizzatori di Tech Workers Coalition, gruppo internazionale che punta a organizzare i lavoratori dell\u2019industria tecnologica \u2014 dai programmatori ai rider, dai sistemisti al personale delle pulizie nelle aziende tech. Fondato nel 2014 da una sindacalista e lavoratrice della mensa di Google, Rachel Melendes, e dall\u2019ingegnere Matt Schaefer, il gruppo \u00e8 nato in California, ma conta varie sezioni nazionali anche \u201cnella periferia dell\u2019impero\u201d \u2014 inclusa l\u2019Italia. La loro prima campagna, intitolata\u00a0<a href=\"https:\/\/alziamolatesta.twc-italia.org\/\">Alziamo la testa<\/a>, \u00e8 stata lanciata il novembre scorso con lo scopo di risvegliare anche qui la consapevolezza rispetto alle storture dell\u2019industria tech.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 ben chiaro quanti siano, ad oggi, i tech worker nel nostro Paese \u2014 a maggior ragione perch\u00e9 non esiste consenso su chi vada incluso nella definizione:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.anitec-assinform.it\/kdocs\/1884191\/Il_settore_IT_in_Italia_FINALE.pdf\">secondo Anitec\u2014Assinform<\/a>, nel 2017 le imprese del settore IT impiegavano circa 430 mila persone all\u2019anno, ma nel dato sono esclusi servizi di telecomunicazione e commercio all\u2019ingrosso.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro \u00e8 che dietro alla facciata di un settore idilliaco, in cui \u00e8 molto pi\u00f9 facile trovare lavoro a salari pi\u00f9 alti della mediocre media italiana, \u00e8 cresciuto prosperosamente negli anni un sottobosco di sfruttamento a malapena riconosciuto come tale.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cC\u2019\u00e8 molta poca consapevolezza: c\u2019\u00e8 la lamentela, ma non si arriva spesso neanche al desiderio di una rivendicazione. A parte una minoranza di persone gi\u00e0 politicizzate, c\u2019\u00e8 un vago desiderio di un contratto nazionale dedicato \u2014 idea che per qualche motivo ha un sacco presa, a prescindere da ci\u00f2 che significa nella pratica \u2014 ma si fermano alla lamentela,\u201d racconta uno degli organizzatori di TWC Italia, che ha chiesto di rimanere anonimo. \u201cIn Italia c\u2019\u00e8 questa dissonanza cognitiva tra il fatto che i lavori svolti da chi sta nella Silicon Valley e chi fa il consulente a Milano sono pi\u00f9 o meno gli stessi, ma c\u2019\u00e8 un\u2019enorme differenza tra i due stili di vita: la spiegano con \u2018l\u2019anomalia italiana\u2019 \u2014 la classe politica, i dirigenti, il sistema paese che non sa fare tecnologia\u2026 Ma non si va oltre a questo.\u201d Insomma, come scrive sempre Robutti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/lavoro-e-sindacato\/18976-simone-robutti-tech-worker-lavoro-tecnoogico-e-identita-nuovi-orizzonti-e-nuove-forme-di-conflitto.html\">in una precisissima analisi<\/a>\u00a0della situazione italiana, \u201cqui nella provincia le cose sono un po\u2019 diverse: \u00e8 diverso il tessuto produttivo, \u00e8 diversa l\u2019identit\u00e0, sono diversi il volto e la mano del Capitale, \u00e8 diversa la storia dei movimenti sindacali, sono diversi i valori.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, fare educazione diventa una delle prime cose da fare \u2014 un passo necessario, ma non sufficiente. Tra i cavalli di battaglia c\u2019\u00e8 la lotta agli abusi che tengono bassi i salari \u2014 in primis il\u00a0<i>body rental<\/i>, pratica illegale in cui una figura professionale viene assunta da un\u2019azienda che svolge un ruolo di intermediazione, \u201cprestando\u201d il lavoratore a un\u2019azienda committente per dei progetti specifici. La pratica permette alle aziende terze di tagliare i costi di gestione della manodopera ed evitare responsabilit\u00e0 \u2014 regalando in cambio ritmi di lavoro insostenibili e serie conseguenze psicofisiche. Altrettanto problematico \u00e8 il mondo della grande consulenza, in cui i professionisti sono sistematicamente incaricati di fornire uno specifico servizio in autonomia, con know-how e mezzi propri \u2014 assorbendo, come fa notare TWC, \u201ccompetenze, bandi e appalti senza investire nulla sul territorio, soffocando la nascita di un tessuto produttivo sano.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi due sistemi hanno le stesse conseguenze deleterie sui lavoratori, come sottolinea anche Robutti: precariet\u00e0, scarse possibilit\u00e0 di aggiornamento, salari pi\u00f9 bassi dei colleghi regolarmente assunti, assegnazione di mansioni inferiori all\u2019effettiva qualifica o, al contrario, estrema settorializzazione che rende complicato il passaggio ad altri progetti e tecnologie. La ricetta perfetta per ottenere lavoratori demotivati e pronti all\u2019esaurimento nervoso, oltre agli stipendi tra i pi\u00f9 bassi in Europa, che portano moltissime menti brillanti a emigrare.<\/p>\n<p><a class=\"single-image-gallery\" href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/01\/12\/sindacalizzazione-tech-worker-italia\/screenshot-2021-01-12-at-11-09-41\/\" rel=\"attachment wp-att-43937\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-43937\" src=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Screenshot-2021-01-12-at-11.09.41.jpg\" alt=\"\" width=\"2076\" height=\"1132\" data-attachment-id=\"43937\" data-permalink=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/01\/12\/sindacalizzazione-tech-worker-italia\/screenshot-2021-01-12-at-11-09-41\/\" data-orig-file=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Screenshot-2021-01-12-at-11.09.41.jpg\" data-orig-size=\"2076,1132\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Screenshot 2021-01-12 at 11.09.41\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Screenshot-2021-01-12-at-11.09.41-640x349.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Screenshot-2021-01-12-at-11.09.41-1280x698.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La specificit\u00e0 della situazione italiana \u00e8 ben chiara agli organizzatori di TWC. \u201cLe dimensioni delle aziende in cui si lavora negli Stati Uniti e la loro importanza nell\u2019economia globale rispetto alle aziende italiane fanno s\u00ec che l\u00ec i tech worker abbiano spesso una posizione privilegiata, mentre qui sei considerato un lavoratore come tutti gli altri, anche se hai spesso maggiore disponibilit\u00e0 di lavoro rispetto agli altri,\u201d spiegano. \u201cCerto, i tech worker italiani un po\u2019 ci credono dell\u2019ideologia californiana, ma la maggior parte di loro \u00e8 cinica in merito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ora, i simpatizzanti sono principalmente programmatori, sistemisti, grafici i cui contratti sono inquadrati in una moltitudine di contratti diversi, da quello metalmeccanico a quello del commercio. proprio questa dispersione fa s\u00ec che si fatichi ad ottenere l\u2019attenzione dei sindacati confederali. \u201cI Metalmeccanici agli occhi non solo del pubblico ma anche del sindacalista tradizionale sono quelli che lavorano sulla linea di montaggio in fabbrica, quindi organizzazioni come la FIOM non si sono mai interessate troppo alla realt\u00e0 dei tech worker, se non raramente a livello locale\u201d, raccontano gli organizzatori di TWC Italia. \u201cAlcuni sindacati hanno cominciato ad avere coscienza di ci\u00f2 che avviene nel settore, ma non c\u2019\u00e8 ancora una forte spinta per sindacalizzare queste aziende, al contrario di campi come i trasporti o la logistica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad avvicinarsi a loro al momento sono soprattutto persone che vengono stremate dal circuito della consulenza. \u201cDa due o tre anni saltano tra varie aziende, ma tutte dello stesso livello. Magari lavorano normalmente 10 o 11 ore al giorno e non hanno tempo di formarsi, migliorare il curriculum e fare il salto verso una condizione migliore \u2014 o forse non sanno che esiste una condizione migliore. In tanti vivono in una bolla in cui sono tutti consulenti, tutti i compagni di universit\u00e0 fanno bene o male quella cosa l\u00ec, e quindi non si immaginano una vita diversa. Ci sono gli estremi, come qualcuno che ci ha raccontato di aver fatto 90 ore di straordinari in un mese.\u201d L\u2019altra storia molto comune \u00e8 quella del precario che tira avanti con piccoli lavoretti qui e l\u00ec, tirando avanti con gente che paga in ritardo, privo di separazione tra vita lavoro. \u201cNon tutte le partite IVA sono precarie,\u201d riassumono, \u201cma buona parte s\u00ec.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le rivendicazioni sono molteplici: \u201cPretendiamo ambienti di lavoro sicuri e salubri, rispetto dei contratti, lotta alla precariet\u00e0, tutela degli studenti dalle attivit\u00e0 di\u00a0<i>recruitment<\/i>\u00a0predatorio svolte nelle universit\u00e0, autonomia decisionale dei tecnici e lotta al managerialismo,\u201d recita il sito del gruppo. \u201cPretendiamo salari al pari degli altri paesi europei, cos\u00ec che trasferirsi all\u2019estero diventi una scelta e non una costrizione.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per raggiungere questi risultati, da una parte TWC organizza workshop e contenuti di supporto che avvicinino studenti e lavoratori a temi come la sindacalizzazione e le cooperative, dall\u2019altra indica la via verso alternative professionali pi\u00f9 soddisfacenti. Sul breve periodo, l\u2019idea \u00e8 quella di lanciare una mappatura del settore in collaborazione con sindacati e mondo accademico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tutto in un paese in cui manca quasi del tutto una strategia digitale. \u201cAlle alte sfere non hanno idea di cosa sia la sovranit\u00e0 tecnologica, lo sviluppo software, l\u2019organizzazione che c\u2019\u00e8 dietro,\u201d affermano gli organizzatori di TWC. \u201cL\u2019Italia \u00e8 una colonia: arrivano, prendono i programmatori un po\u2019 per sviluppare software qua, un po\u2019 all\u2019estero, e ci vendono software sviluppato da altri \u2014 ma non siamo veramente integrati. Siamo pi\u00f9 una risorsa da sfruttare piuttosto che una nazione al pari con le altre.\u201d Un attore passivo che contribuisce a formare persone competenti per mercati che non sa per\u00f2 espandere n\u00e8 sfruttare per quanto riguarda la definizione, lo sviluppo e la diffusione della tecnologia. E finendo per sacrificare la possibilit\u00e0 di sviluppare un tessuto produttivo sano e attento alle specificit\u00e0 locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/01\/12\/sindacalizzazione-tech-worker-italia\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2021\/01\/12\/sindacalizzazione-tech-worker-italia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Viola Stefanelli) Anche nel nostro paese nascono i primi sindacati del settore, ma l\u2019Italia non \u00e8 la Silicon Valley. \u201cC\u2019\u00e8 molta poca consapevolezza: c\u2019\u00e8 la lamentela, ma non si arriva spesso neanche al desiderio di una rivendicazione\u201d\u00a0 \u201cLe citt\u00e0, il territorio, i rapporti umani e sociali, come abbiamo sentito, stanno per essere investiti da un cambiamento che sar\u00e0 molto pi\u00f9 grande e profondo di quello segnato dall\u2019avvento della televisione. 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