{"id":61891,"date":"2021-01-14T10:30:01","date_gmt":"2021-01-14T09:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61891"},"modified":"2021-01-14T07:23:08","modified_gmt":"2021-01-14T06:23:08","slug":"ecco-i-numeri-del-recovery-plan-che-il-governo-nasconde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61891","title":{"rendered":"Ecco i numeri del Recovery Plan che il governo nasconde"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>GIUSEPPE LITURRI<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Liturri-1-577x400.png\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"400\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<h3 style=\"text-align: justify\"><em>Che cosa il governo dice e non dice sul Recovery Plan. L\u2019analisi di Giuseppe Liturri<\/em><span id=\"more-134358\"><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">In attesa che si conosca l\u2019esito del Consiglio dei Ministri previsto per la sera del 12 gennaio e si sbrogli (o intrecci ancor pi\u00f9) la matassa politica,\u00a0<b>quali sono le maggiori criticit\u00e0 dal punto di vista tecnico che riguardano il Recovery Plan (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, PNRR) richiesto dalla Commissione<\/b>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pomo della discordia \u00e8 rappresentato dal Regolamento che disciplina il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) che, dopo la chiusura del negoziato tra Consiglio, Europarlamento e Commissione lo scorso 22 dicembre, ieri ha cominciato il percorso all\u2019Europarlamento per essere definitivamente approvato in aula ai primi di febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel Regolamento, che disciplina la gran parte dei fondi del Next Generation UE (672,5 su 750 miliardi) ieri \u00e8 stato approvato in Commissione Ecofin con 78 voti favorevoli, 5 contrari e 13 astenuti (tra cui tutto il gruppo della Lega e Raffaele Fitto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema \u00e8 di quelli altamente divisivi: quel regolamento condiziona i pagamenti delle rate dei sussidi e dei prestiti al puntuale rispetto di tutto lo strumentario che \u2013 a partire dal 1997 con l\u2019approvazione del Patto di Stabilit\u00e0, proseguendo con Six pack, Fiscal Compact e Two Pack del 2011-2013 \u2013 governa i bilanci degli Stati membri. C\u2019\u00e8 un ciclo di coordinamento, chiamato Semestre Europeo, che comincia ad ottobre\/novembre con la presentazione del Documento Programmatico di Bilancio e termina a giugno\/luglio dell\u2019anno successivo con l\u2019adozione da parte del Consiglio delle raccomandazioni Paese proposte dalla Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un sentiero quasi obbligato in cui gli spazi di manovra dei Parlamenti e dei Governi nazionali sono oggettivamente ridotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno strumentario oggi parzialmente sospeso che per\u00f2 potrebbe presto tornare a danneggiare il nostro Paese. Ma questo non lo diciamo noi; lo lasciamo dire ad un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bruegel.org\/2021\/01\/when-the-future-changes-the-past-fiscal-indicator-revisions\/\">autorevole intervento<\/a>\u00a0dell\u2019economista Szolt Darvas sul sito Bruegel.org seguito, quasi in contemporanea da un ancor pi\u00f9\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/ocse-rottama-austerita-e-dogmi-su-deficit-e-banche-centrali-a-bruxelles-e-a-roma-lo-sanno\/\">autorevole intervento della capo economista dell\u2019OCSE<\/a>. In sintesi:\u00a0<b>quegli strumenti hanno fatto male in passato, provocando la seconda recessione del 2011-2012 (il famoso \u201csalvataggio\u201d di Mario Monti), e rischiano di fare altrettanto male in futuro.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a questo scenario, il Regolamento \u00e8 infarcito di riferimenti al Semestre Europeo, con tanto di rispetto delle raccomandazioni Paese (<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52019DC0512&amp;from=EN\">quelle del 2019<\/a>\u00a0per l\u2019Italia sono il solito elenco di tagli alle spese ed aumenti di tasse, soprattutto sulla casa) e richiamo alla procedure per eccessivi squilibri macroeconomici. Con l\u2019essenziale avvertenza che fino a ieri un\u2019inadempienza su questo fronte sarebbe costata una procedura d\u2019infrazione (mai scattata), domani potrebbe costare decine di miliardi di sussidi e prestiti che potrebbero essere sospesi o cancellati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comprensibile e quindi auspicabile una posizione di voto non favorevole (tale \u00e8 tecnicamente l\u2019astensione). A chi ha votato a favore, torneremo a chiedere tra qualche anno \u2013 in presenza di richieste di avanzi primari nell\u2019ordine del 2\/3% del PIL, ottenuti con tagli di spese ed aumenti di tasse \u2013 su quali basi abbiano fondato il proprio consenso. Quali considerazioni li hanno portati a finanziare un piano di investimenti, pur benvenuto e necessario per l\u2019Italia, con sussidi e prestiti della UE che comporteranno maggiori contributi futuri al bilancio della UE e condizioni macroeconomiche che tutti gli economisti considerano dannose? Se perfino il deputato di Italia Viva,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/marattin\/status\/1348539258613739520?s=20\">Luigi Marattin, \u00e8 arrivato a certe conclusioni<\/a>, forse \u00e8 il momento di valutare l\u2019effettiva convenienza per il nostro Paese di tale Piano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, a prescindere dalle modalit\u00e0 di finanziamento, \u00e8 il piano in s\u00e9 che sta per andare all\u2019esame del Consiglio dei Ministri a destare numerose perplessit\u00e0. Si potrebbe discutere del peso relativo delle diverse 6 missioni su cui \u00e8 articolato, ma ci\u00f2 che preoccupa \u00e8 la necessit\u00e0 di rispettare\u00a0<u>la parte che sta pi\u00f9 a cuore alla Commissione e cio\u00e8 il rispetto delle regole del Semestre Europeo e delle raccomandazioni Paese<\/u>. Infatti con riferimento al percorso di rientro del deficit e del debito pubblico, che secondo l\u2019articolo 15 del Regolamento, deve essere ben esplicitato nel PNRR, \u00e8 disegnato un percorso di guerra che porter\u00e0 solo al rallentamento della crescita. Perplessit\u00e0 sorgono anche in ordine alla compatibilit\u00e0 del PNRR con le altre richieste della Commissione (fatte sia nel Regolamento che\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/3_en_document_travail_service_part1_v3_en_0.pdf\">nelle linee guida del 17 settembre<\/a>) e con le ormai mitologiche e sempiterne riforme chieste da Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorremmo sbagliarci, ma abbiamo il timore che quando quel documento giunger\u00e0 sulle scrivanie dei burocrati di Palazzo Berlaymont dester\u00e0 parecchie perplessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 il solo aspetto poco convincente. Il Piano del Governo \u00e8 ora giunto alla fantasmagorica cifra di 310 miliardi di investimenti, perch\u00e9 pensa di finanziarli con i 209 miliardi del NGEU (193 di RRF e 16 di altri strumenti) con 20 miliardi di anticipi del Fondo per la Coesione e lo Sviluppo (FSC), che ci sono sempre stati e dei quali vi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/tensioni-governo-commissione-ue-recovery-plan\/\">avevamo gi\u00e0 riferito qualche giorno fa<\/a>, ed altri 80 miliardi di finanziamenti del bilancio pluriennale 2021-2027 in fase di stesura. Soldi che avremmo comunque ricevuto ma che vengono schierati per \u201c<i>fare ammuina<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto bellissimo, se non fosse per due decisivi dettagli che ribaltano tutto.\u00a0<u>I fondi del bilancio pluriennale (99 miliardi complessivamente) non scendono dal cielo\u00a0<\/u>e n\u00e9 sono reperiti sui mercati dalla Ue (come avviene per i fondi del NgEU), ma \u00e8\u00a0<u><b>denaro versato dagli Stati membri<\/b><\/u>. Si d\u00e0 il caso che l\u2019Italia, su un bilancio di 1.085 miliardi, dovrebbe contribuire per\u00a0<b>almeno 141 miliardi<\/b>\u00a0(il 13% in base al PIL, post Brexit), con un\u00a0<b>saldo negativo nei sette anni pari a circa 42 miliardi<\/b>. Tutto sommato in linea con il saldo negativo del precedente bilancio (37 miliardi).\u00a0<u>Si conferma quindi, ed anzi peggiora, il saldo di contribuente netto per l\u2019Italia.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se sommassimo algebricamente questo saldo negativo a quello sperabilmente positivo del NGEU (30 miliardi, cio\u00e8 81 miliardi di sussidi meno 51 miliardi di contributi futuri),\u00a0<u><b>avremmo il saldo netto totale del nostro rapporto con la UE nei prossimi 7 anni: -12 miliardi. E questo nella pi\u00f9 rosea delle previsioni.<\/b><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di tutto questo, incredibilmente, nel PNRR non c\u2019\u00e8 traccia. Come se nel rendiconto del vostro condominio ci fossero scritte solo le spese e non anche i contributi a vostro carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci auguriamo solo che nelle prossime settimane ci sia un dibattito trasparente ed equilibrato sui veri numeri di questo viaggio verso l\u2019incognito (ma nemmeno poi cos\u00ec tanto) che il nostro Paese sta per intraprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/ecco-i-numeri-del-recovery-plan-che-il-governo-nasconde\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/ecco-i-numeri-del-recovery-plan-che-il-governo-nasconde\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0GIUSEPPE LITURRI Che cosa il governo dice e non dice sul Recovery Plan. 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