{"id":61913,"date":"2021-01-15T10:25:27","date_gmt":"2021-01-15T09:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61913"},"modified":"2021-01-14T18:28:42","modified_gmt":"2021-01-14T17:28:42","slug":"il-nostro-uomo-alla-cia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61913","title":{"rendered":"Il nostro uomo alla CIA"},"content":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">Ecco chi \u00e8 e cosa pensa William J. Burns, neo-nominato capo dell\u2019Intelligence. Abbiamo tradotto il suo programma, definito in tre punti: Ridimensionamento, Restaurazione, Reinvenzione<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/experts\/1014\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">William J. Burns, nato in North Carolina nel 1956, uscito dalla La Salle University \u2013 studi di ambito storico \u2013, perfezionatosi a Oxford in relazioni internazionali, sposato con Lisa Carty, padre di due figlie, ha la faccia anonima di chi \u00e8 efficiente, efficace, spietato.<\/a><\/strong>\u00a0Nominato da Joe Biden a capo della CIA, parla con scioltezza in russo, arabo e francese; piace a tutti: \u00e8 stato ambasciatore negli Stati Uniti dal 1998 al 2001; stesso ruolo ricoperto in Russia dal 2005 al 2008. La sua carriera, folgorante, era stata profetizzata da subito: nel 1994 \u201cTime\u201d lo inserisce nella lista dei\u00a0<em>50 Most Promising American Leaders Under Age 40<\/em>; nel 2013 \u201cForeign Policy\u201d lo elegge \u201cDiplomat of the Year\u201d. Ha lavorato nella Segreteria di Stato sotto diversi Presidenti: Bill Clinton, George W. Bush (come \u201cAssistan Secretary of State for Near Eastern Affairs\u201d) e Barack Obama. Le sue aree di interesse diretto sono Medio Oriente \u2013 Iran in particolare \u2013 e Russia; i suoi colleghi ne sottolineano la fermezza nelle decisioni e la raffinatezza negli affari diplomatici. In effetti, \u00e8 stato nobilitato un po\u2019 ovunque, con coccarde d\u2019onore in Francia, Germania, Giappone; in Italia \u00e8 stato eletto Commendatore dal Presidente Mattarella, nel 2017.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/?lang=en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dal 2015 dirige il Carnegie Endowment for International Peace, il think thank pi\u00f9 autorevole al mondo<\/a><\/strong>\u00a0(almeno, secondo uno studio pubblicato nel 2019 dalla University of Pennsylvania).\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.penguinrandomhouse.com\/books\/561709\/the-back-channel-by-william-j-burns\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nel 2019 ha pubblicato le sue \u201cmemorie di un diplomatico\u201d:\u00a0<em>The Back Channel<\/em>, stampa Penguin Random House, dove \u201cracconta, con dettagli romanzeschi e analisi incisive,<\/a><\/strong>\u00a0i momenti fondamentali della sua carriera\u2026 dai dispacci dalla Cecenia al centro strategico di Gheddafi nel deserto libico alla guerra in Iraq, il libro contiene rivelazioni che ridisegnano la nostra comprensione della storia recente\u201d. Naturalmente, sono fioccate rose, in Niagara: \u201cIl suo incredibile esempio \u00e8 un monito per le generazioni a venire\u201d, scrive Madeleine Albright, Segretario di Stato sotto Clinton; \u201cDa uno dei nostri diplomatici pi\u00f9 esperti, un libro decisivo per il rilancio della diplomazia come \u2018prima risorsa\u2019 dello Stato\u201d, ha scritto l\u2019onnipresente Kissinger.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/about\/director-of-cia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Burns sostituir\u00e0 Gina Haspel, granitica guida della CIA dal 2018, nei gangli dell\u2019intelligence dai primi Ottanta,\u00a0<\/a><\/strong>come agente sotto copertura in Etiopia, Turchia, Asia centrale. Di fatto, \u00e8 Burns ad aver dettato a Joe Biden i nodi prioritari della prossima politica estera. Nel giugno del 2020, intorno all\u2019uccisione di George Floyd, attraverso il Carnegie, Burns ha scritto parola di quieta correttezza: \u201cL\u2019omicidio di George Floyd, e il dolore e la rabbia che gli americani hanno giustamente espresso in risposta, ha sottolineato ancora una volta le profonde ingiustizie, il razzismo sistemico e la polarizzazione che da lungo tempo affliggono la societ\u00e0 americana. Purtroppo, questo non \u00e8 un incidente isolato, una singola aberrazione. \u00c8 il monito di quanto ancora dobbiamo spingerci, di quanto duro lavoro dobbiamo fare per porre fine all\u2019ingiustizia e alla diseguaglianza che erodono la dignit\u00e0 umana\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-136443\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/71EKcdgGohL.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Bisogna, come sempre, leggere tra le righe gli interventi che William J. Burns ha pubblicato, soprattutto quest\u2019anno, nel think than che dirige e sulla rivista \u201cThe Atlantic\u201d.\u00a0<a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/2020\/09\/09\/new-u.s.-foreign-policy-for-post-pandemic-landscape-pub-82498\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Uno degli articoli pi\u00f9 incisivi, che costituisce quasi un \u2018programma politico\u2019 di azione in affari esteri, \u00e8 stato scritto da William J. Burns lo scorso luglio, s\u2019intitola\u00a0<em>A New U.S. Foreign Policy for the Post-Pandemic Landscape<\/em>.<\/strong>\u00a0<\/a>La visione di Burns \u00e8, va da s\u00e9, anti-Trump:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u201cSi \u00e8 tentato di ipotizzare scenari radicali su come evolver\u00e0 la geopolitica dopo la pandemia. Alcuni sostengono che stiamo assistendo all\u2019ultimo sussulto del primato degli Stati Uniti, equivalente al \u2018Suez Moment\u2019 del 1956 per la Gran Bretagna. Altri ritengono che gli Usa, principale motore dell\u2019ordine internazionale dopo la Guerra Fredda, siano soltanto temporaneamente inabili, con un presidente ubriaco al volante. Domani, una guida pi\u00f9 sobria potrebbe risolvere la situazione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Alla rapida analisi del contesto cinese \u2013 \u201cIl presidente Xi Jinping ha represso duramente Hong Kong, allunga i muscoli militari lungo il Pacifico occidentale, aumenta la temperatura dei conflitti sul confine indiano, ha scartato la strategia del \u2018mi nascondo e attendo\u2019 dei suoi predecessori\u201d \u2013, russo \u2013 \u201cCrollo del mercato petrolifero e cattiva gestione della pandemia hanno indebolito Putin, rendendo la sua economia unidimensionale e la sua politica stagnante\u201d \u2013 ed europeo \u2013 \u201cL\u2019Europa \u00e8 stretta tra una Cina aggressiva, una Russia remissiva e gli Stati Uniti indecisi\u201d \u2013 Burns propone la sua soluzione in tre mosse, a partire da un concetto: \u201cLe sfide che gli Stati Uniti devono affrontare sono pi\u00f9 complicate di quelle della Guerra Fredda\u2026 America First non ha funzionato perch\u00e9 significa Trump\u00a0<em>prima<\/em>\u00a0e l\u2019America con gli americani da soli\u201d.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\">\n<div class=\"meta\">\n<p><strong>Prima mossa di Burns: Ridimensionamento.<\/strong>\u00a0\u201cRidurre drasticamente gli schieramenti militari globali, eliminare alleanze obsolete, frenare il nostro zelo missionario nell\u2019esportare la democrazia. Ridurre le spese significa abbandonare un arrogante nazionalismo e capire che le altre potenze continueranno a costruire sfere di influenza \u2013 e a difenderle. Pi\u00f9 che\u00a0<em>sconfiggere<\/em>\u00a0minacce e avversari, gli Stati Uniti devono imparare a\u00a0<em>gestirle<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Seconda mossa. Restaurazione.\u00a0<\/strong>\u201cGli Stati Uniti non godono pi\u00f9 di un dominio planetario impareggiabile, ma i differenziali del potere sono ancora a nostro favore. Nonostante l\u2019autolesionismo, abbiamo ancora l\u2019esercito pi\u00f9 forte del mondo, l\u2019economia pi\u00f9 influente, il sistema di alleanze pi\u00f9 ampio, il\u00a0<em>soft power<\/em>\u00a0pi\u00f9 efficace\u2026 Eppure alcune domande permangono. Il popolo americano ha cuore, stomaco e risorse per affrontare una lotta cosmica contro l\u2019autoritarismo cinese? Fino a che punto gli alleati statunitensi sono disposti \u2013 e in grado \u2013 a unirsi in questa causa comune? La moderazione \u00e8 un invito al disordine o un\u2019arma per arginarlo?\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-136444\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Our_Heaven_Born_Banner-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption><em>Frederic Edwin Church, Our Heaven Born Banner, 1861<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Terza mossa. Reinvenzione.<\/strong>\u00a0\u201cGli Stati Uniti non possono pi\u00f9 condizionare gli eventi come un tempo. L\u2019amministrazione Trump ha fatto pi\u00f9 danni ai valori, all\u2019immagine e all\u2019influenza degli USA pi\u00f9 di qualsiasi altra amministrazione con cui ho lavorato. Eppure, gli States restano il luogo migliore in cui mobilitare coalizioni e navigare tra le rapide geopolitiche del XXI secolo. Il nostro lavoro, ora, \u00e8 quello di reiventare lo scopo e le pratiche del potere americano, trovando un punto di equilibrio tra le nostre ambizioni e i nostri limiti\u2026 Il benessere della classe media americana deve essere la guida della nostra politica estera. Dobbiamo spingere per una crescita economica pi\u00f9 inclusiva, che riduca i divari di reddito e di salute, anche se ci\u00f2 non significa voltare le spalle a commercio e integrazione economica globale\u2026 Prevenire l\u2019ascesa della Cina \u00e8 al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 degli USA: le economie dei due paesi sono troppo intrecciate per separarsi. Gli States, per\u00f2, possono plasmare l\u2019ambiente che circonda la Cina, approfittando della rete di alleati nell\u2019Indo-Pacifico, dal Giappone alla Corea del Sud all\u2019India\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gran finale: \u201cArmata di un chiaro senso delle priorit\u00e0, la prossima amministrazione dovr\u00e0 reinventare alleanze e partnership, a costo di scelte difficili.\u00a0<\/strong>Bisogner\u00e0 agire con una disciplina che spesso \u00e8 mancata durante il pigro dominio della Guerra Fredda. Se \u2018America First\u2019 continua a rimbombare sui rottami avremo flotte di demoni da esorcizzare: la nostra arroganza, la volont\u00e0 imperiale, l\u2019indisciplina, l\u2019intolleranza, la disattenzione per la salute interna, il feticcio degli strumenti militari, il disprezzo vero l\u2019arte diplomatica. Eppure, abbiamo la capacit\u00e0 di guarire e ripartire. Per plasmare il nostro futuro \u2013 prima che sia deciso da altri\u201d.<\/p>\n<p>Capito?<\/p>\n<\/div>\n<p>[fonte:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/burns-cia-programma\/ ]<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE &nbsp; Ecco chi \u00e8 e cosa pensa William J. Burns, neo-nominato capo dell\u2019Intelligence. Abbiamo tradotto il suo programma, definito in tre punti: Ridimensionamento, Restaurazione, Reinvenzione &nbsp; William J. 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