{"id":61919,"date":"2021-01-15T09:30:01","date_gmt":"2021-01-15T08:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61919"},"modified":"2021-01-14T19:34:23","modified_gmt":"2021-01-14T18:34:23","slug":"usa-il-grande-debitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61919","title":{"rendered":"USA, il Grande Debitore"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Il deficit manifatturiero degli USA ha arricchito Cina, Giappone, Germania&#8230;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Gli Stati Uniti sono i pi\u00f9 grandi debitori al mondo. La loro colpa \u00e8 aver abbandonato sin dagli anni Ottanta l&#8217;industria manifatturiera, la Old Economy, a favore della New Economy. Mentre la prima assicura occupazione stabile e redditi dignitosi, la seconda crea colossi tecnologici che svettano per il loro valore di Borsa.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">I dati sono impressionanti: alla fine del terzo trimestre dello scorso anno, la posizione debitoria finanziaria netta degli USA verso l&#8217;estero (IIP) ha raggiunto il record negativo di 13.950 miliardi di dollari: a fronte di attivit\u00e0 detenute per 29.410 miliardi ha passivit\u00e0 per 43.360 miliardi. Rapportata al PIL, \u00e8 arrivata al 66%.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per fare un paragone, stanno messi peggio solo i Paesi colpiti dai default bancari e del debito pubblico a seguito della crisi finanziaria del 2008: l&#8217;Irlanda ha un debito estero pari al 172% del PIL, la Grecia al 151%, la Spagna al 74%.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Francia ha passivit\u00e0 nette pari al 23% del PIL, mentre l&#8217;Italia \u00e8 in sostanziale pareggio visto che ha passivit\u00e0 nette per appena 28 miliardi di dollari, pari all&#8217;1,7% del PIL. Il recupero dell&#8217;Italia, che era sempre stata importatrice di capitali e quindi debitrice netta, \u00e8 stato determinato da un avanzo strutturale, a partire dal 2011, delle partite commerciali con l&#8217;estero.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La progressione del saldo debitorio americano \u00e8 impressionante: \u00e8 peggiorato di quasi duemila miliardi di dollari in meno di un anno, visto che alla fine del 2019 era stato negativo per 11.050 miliardi di dollari. All&#8217;inizio del mandato di Donald Trump, considerando i dati relativi alla fine del 2015, il passivo verso l&#8217;estero era di -7.460 miliardi. Negli otto anni della Presidenza di George Bush Jr. il passivo americano era passato dai -1.536 miliardi di fine 2000 ai -3.995 miliardi di fine 2008.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Bisogna considerare, ai fini della formazione di questo debito americano verso l&#8217;estero, il disavanzo strutturale delle partite correnti, che si aggira ormai stabilmente attorno ai 450 miliardi di dollari l&#8217;anno: cumulando i valori negativi registrati tra il 2000 ed il 2020 si arriva ad una somma pari a 10.339 miliardi di dollari. Se a questa ultima cifra aggiungiamo il debito gi\u00e0 esistente a fine 2000, pari a 1.536 miliardi di dollari, si perviene ad un totale di 11.875 miliardi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Non \u00e8 solo il deficit commerciale americano ad essere finanziato dall&#8217;estero, ma anche una parte del deficit annuale che serve a finanziare il bilancio federale: il debito federale detenuto dall&#8217;estero, ad ottobre scorso era pari a 7.068 miliardi di dollari. Ci sono Paesi, come la Cina, che non solo non aumentano pi\u00f9 il loro portafogli di titoli pubblici americani, ma che lo assottigliano, passando dai 1.101 miliardi di ottobre 2019 ai 1.054 di ottobre scorso.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il Giappone, invece, continua a reinvestire in Treasury americani una parte assai consistente del suo avanzo commerciale con il resto del mondo: nelle stesso periodo annuale le sue detenzioni sono aumentate di 100 miliardi di dollari netti, passando da 1.168 miliardi e 1.269 miliardi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tra i Paesi che hanno una posizione finanziaria internazionale netta in attivo troviamo in testa il Giappone, con un saldo attivo pari a 3.675 miliardi di dollari a fine 2019, corrispondente al 66% del PIL. Segue la Germania ha fatto registrare un attivo di 2.707 miliardi di dollari, pari al 71% del PIL. Segue la Cina, con un attivo di 2.200 miliardi di dollari, pari al 15% del PIL. Seguono Hong Kong e Taiwan, rispettivamente con 1.735 e 1.343 miliardi di dollari, con una percentuale stratosferica sul PIL del 419% e del 220%.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Giappone, Cina, Germania, Hong Kong e Taiwan hanno tutte un saldo commerciale attivo verso il resto del mondo. In particolare, per quanto riguarda gli USA, nel 2019 il saldo per le merci \u00e8 stato di +345 miliardi di dollari per la Cina, di 69 miliardi per il Giappone, di 67 miliardi per la Germania, di 26 miliardi per Hong Kong e di 23 miliardi per Taiwan (U.S. Trade in Goods by Country).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nonostante le minacce ed i dazi, Donald Trump non \u00e8 riuscito ad invertire la tendenza allo squilibrio commerciale americano. Anzi, \u00e8 stata proprio la vigorosa crescita economica americana cui ha dato impulso fino alla crisi per l&#8217;epidemia di Covid-19, che ha mantenuto alto il livello delle importazioni di cui hanno beneficiato tutte le altre economia mondiali.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Gli USA pagano la decisione di abbandonare la manifattura, considerata sin dagli anni di Ronald Reagan un business del passato: ma \u00e8 ancora la Old economy che continua a dare lavoro e redditi, arricchendo i Paesi che hanno puntato o hanno mantenuto le industrie in questo settore. Nel 2019, infatti, mentre in America la quota della manifattura era appena del 10,9% del PIL, in Cina \u00e8 stata del 28%, in Germania del 20%. In Italia \u00e8 scesa al 15%, in Francia al 10%, in Gran Bretagna al 9%.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Wall Street ed i suoi record non bastano a pareggiare i conti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Il deficit manifatturiero americano ha arricchito Cina, Giappone, Germania&#8230;<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2021\/01\/12\/usa-il-grande-debitore-1.html?fbclid=IwAR0DKCTFDQg42oHXZtwe9OYVgE95YAYst52q6tGM9TUgkfvqWNLawBKWBL0#.YACM6-hKiCo\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2021\/01\/12\/usa-il-grande-debitore-1.html?fbclid=IwAR0DKCTFDQg42oHXZtwe9OYVgE95YAYst52q6tGM9TUgkfvqWNLawBKWBL0#.YACM6-hKiCo<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 (Guido Salerno Aletta) Il deficit manifatturiero degli USA ha arricchito Cina, Giappone, Germania&#8230; Gli Stati Uniti sono i pi\u00f9 grandi debitori al mondo. 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