{"id":61988,"date":"2021-01-18T10:30:25","date_gmt":"2021-01-18T09:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61988"},"modified":"2021-01-17T23:31:10","modified_gmt":"2021-01-17T22:31:10","slug":"accordo-di-investimento-cina-ue-una-relazione-indispensabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61988","title":{"rendered":"Accordo di investimento: Cina-UE, una relazione indispensabile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Poco prima che scoccasse il 2021, il 30 dicembre 2020, Europa e Cina hanno finalmente raggiunto un accordo preliminare sugli investimenti reciproci. Il cosiddetto Comprehensive Agreement on Investment (CAI) ha visto la luce dopo 7 anni di trattative e ben 35 round di negoziati tra le parti. Alla fine, la fumata bianca \u00e8 arrivata in un momento molto particolare, tanto per la pandemia di Covid-19 che ha di fatto paralizzato l&#8217;economia globale, quanto per la crescente avversione degli Stati Uniti nei confronti della Cina. Ricordiamo che Washington ha scatenato una guerra commerciale contro Pechino \u2013 inutile, dannosa e per giunta con ripercussioni a cascata su mezzo mondo \u2013 ed esercitato molteplici pressioni sugli alleati europei, nel tentativo di danneggiare i rapporti tra il gigante asiatico e il Vecchio Continente. Da quest&#8217;ultimo punto di vista, il CAI potrebbe essere uno schiaffo in pieno volto alla nuova amministrazione statunitense guidata da Joe Biden (che lo aveva sconsigliato) e, pi\u00f9 in generale, una lezione di realpolitik da parte di Bruxelles all&#8217;intera politica americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl fatto che l&#8217;Europa abbia cercato l&#8217;accordo con la Cina significa che: 1) l&#8217;Unione europea ha deciso di rafforzare i legami economici con Pechino dopo essersi resa conto che, voltare le spalle al Dragone soltanto per un pregiudizio ideologico o, peggio, per accontentare gli Stati Uniti, sarebbe equivalso a segnare un clamoroso autogol; 2) nonostante le critiche superficiali di vari governi occidentali \u2013 e di una parte dei media liberal \u2013 i vertici europei sanno bene che non possono fare a meno del mercato cinese, oggi pi\u00f9 che mai. Detto altrimenti, significa che l&#8217;Ue considera la Cina, al netto delle diversit\u00e0 politiche e culturali, un partner imprescindibile attraverso il quale ridare ossigeno alla propria economia \u2013 vessata da anni di stagnazione e travolta dalla pandemia di Covid \u2013 e migliorare la propria autonomia economica rispetto allo storico alleato americano.<\/p>\n<p>Anche se in Occidente nessuno l&#8217;ha notato, il CAI potrebbe essere la prima pietra miliare di una nuova relazione win-win tra Europa e Cina, ovvero un legame capace di portare benefici a entrambe le parti coinvolte, secondo un quadro regolamentare via via pi\u00f9 articolato e solido. Basta dare un&#8217;occhiata al contenuto dell&#8217;accordo: l&#8217;immenso e ricco mercato cinese aprir\u00e0 ulteriormente le sue porte ai membri dell&#8217;Ue, consentendo agli investitori europei di accedere a settori fino ad oggi rimasti off limits, tra cui la finanza, le telecomunicazioni e auto elettriche\/ibride. Dall&#8217;altro lato, grazie all\u2019intesa, Pechino suggeller\u00e0 i propri rapporti con le principali economie del mondo occidentale e coinvolger\u00e0 sempre di pi\u00f9 l\u2019Europa nella costruzione di una comunit\u00e0 dal futuro condiviso.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il Dragone ha gi\u00e0 lanciato un chiaro avvertimento geopolitico agli Stati Uniti, infastiditi dalla decisione dell&#8217;Europa di non coinvolgerli nelle trattative prima della fumata bianca: Ue e Cina sono sempre pi\u00f9 vicine.<\/p>\n<p>Scendendo nel dettaglio dell&#8217;accordo preliminare, i pilastri fondamentali dell&#8217;intesa appena raggiunta ruotano attorno alla reciprocit\u00e0, alla facilitazione nell&#8217;effettuare investimenti bilaterali e a\u00a0 maggiori tutele economiche. Come se non bastasse, il CAI potr\u00e0 essere una sorta di propulsore in grado di accelerare l&#8217;adesione alla Belt and Road Initiative di altri Paesi europei, oltre a quelli che hanno gi\u00e0 risposto (tra questi, l&#8217;Italia). E tutto in nome di mutui benefici economici. D&#8217;altronde, i numeri parlano chiaro: Cina ed Europa sono sempre pi\u00f9 centrali per quanto concerne il commercio mondiale. Secondo l&#8217;Eurostat, nel 2019 l&#8217;Ue ha esportato in Cina 198 miliardi di beni, importandone 362, con un commercio bilaterale pari a 560 miliardi di euro. Nei primi dieci mesi del 2020, invece, il volume degli scambi ha raggiunto quota 477 miliardi di euro; calcolatrice alla mano, il 2,2% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo del 2019. Non solo: la nazione cinese \u00e8 la seconda meta di investimenti europei alle spalle degli Stati Uniti (per la cronaca, negli ultimi tre mesi del 2020 le aziende europee in Cina hanno annunciato investimenti per 1,6 miliardi).<\/p>\n<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha definito l&#8217;accordo di investimento tra la Cina e l&#8217;Unione europea &#8220;equilibrato e reciprocamente vantaggioso&#8221;. Il trattato, inoltre, ha dimostrato la determinazione e la fiducia della Cina nel promuovere l&#8217;apertura ad alto livello. &#8220;L&#8217;accordo fornir\u00e0 un maggiore accesso al mercato, un pi\u00f9 alto livello di contesto imprenditoriale, maggiori garanzie istituzionali e migliori prospettive di cooperazione per gli investimenti reciproci&#8221;, ha aggiunto Xi, che ha esortato le due parti a rafforzare la fiducia reciproca. Anche perch\u00e9 Pechino promuover\u00e0 un nuovo paradigma di sviluppo &#8211; la cosiddetta \u201cdoppia circolazione\u201d &#8211;\u00a0 il quale fornir\u00e0 maggiori opportunit\u00e0 di mercato e di cooperazione per l&#8217;UE e il mondo intero. Ecco perch\u00e9 l&#8217;Europa dovrebbe sostenere il libero scambio e il multilateralismo, nonch\u00e9 fornire un ambiente imprenditoriale aperto, equo e non discriminatorio per gli investitori cinesi. In un periodo storico delicatissimo, in cui nell\u2019Unione europea le crisi economiche e sociali sembrano susseguirsi una dietro all&#8217;altra, la Cina diventa, nei fatti, un partner indispensabile per Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/mondo-multipolare\/30930-accordo-di-investimento-cina-ue-una-relazione-indispensabile\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/mondo-multipolare\/30930-accordo-di-investimento-cina-ue-una-relazione-indispensabile<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti) Poco prima che scoccasse il 2021, il 30 dicembre 2020, Europa e Cina hanno finalmente raggiunto un accordo preliminare sugli investimenti reciproci. Il cosiddetto Comprehensive Agreement on Investment (CAI) ha visto la luce dopo 7 anni di trattative e ben 35 round di negoziati tra le parti. 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