{"id":62027,"date":"2021-01-19T08:30:30","date_gmt":"2021-01-19T07:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62027"},"modified":"2021-01-19T01:31:45","modified_gmt":"2021-01-19T00:31:45","slug":"jan-palach-finche-qualcuno-lo-ricordera-il-suo-esempio-non-sara-stato-vano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62027","title":{"rendered":"Jan Palach: finch\u00e9 qualcuno lo ricorder\u00e0, il suo esempio non sar\u00e0 stato vano"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BARBADILLO (Franco Cardini)<\/strong><\/p>\n<h3>&#8220;Quel \u201cragazzo di Praga\u201d, al quale guardavamo come al Protomartire di una nuova patria, l\u2019Europa unita, che allora c\u2019illudevamo stesse nascendo, si era dato fuoco il 16 gennaio 1969&#8221;<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62028\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Palach-Jan-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Palach-Jan-300x146.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Palach-Jan-768x372.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Palach-Jan.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Oltre mezzo secolo fa, un piccolo gruppo di studenti universitari cantava una bella canzone da pochissimi conosciuta: una canzone dedicata alla rivolta ungherese del \u201956 vista in una prospettiva europeistica. Cominciava con il verso \u201cSto sul monte e guardo gi\u00f9 dove c\u2019era una citt\u00e0\u2026\u201d; e terminava con \u201cMa se da noi il sogno dell\u2019Europa non ha ancora trovato il suo poeta \u2013 un ragazzo di Praga ha acceso una luce che non si spegner\u00e0 \u2013 Jan Palach, Jan Palach\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Quel \u201cragazzo di Praga\u201d, al quale guardavamo come al Protomartire di una nuova patria, l\u2019Europa unita, che allora c\u2019illudevamo stesse nascendo, si era dato fuoco il 16 gennaio 1969 in segno di protesta contro l\u2019invasione del suo paese da parte delle truppe del Patto di Varsavia. Ricorre in questi giorni, presumibilmente dimenticato o quasi o ricordato solo in contesti \u201cdi nicchia\u201d, il cinquantaduesimo anniversario del sacrificio di quel ragazzo in onore e alla memoria del quale \u2013 poco pi\u00f9 di mezzo secolo fa ne eravamo certi \u2013 la nuova Europa avrebbe dedicato monumenti, strade, piazze, ponti, musei e facolt\u00e0 universitarie. Quella nuova patria comune, della quale l\u2019Unione Europea \u00e8 una pallida e ridicola caricatura, non \u00e8 mai nata. Il sogno dell\u2019Europa non ha ancora trovato il suo poeta e probabilmente non lo trover\u00e0 mai; ha un Protomartire, ma non sa, non pu\u00f2, non vuole onorarlo.<br \/>\nJan Palach s\u2019ispir\u00f2, col suo gesto, ai bonzi buddhisti che nel 1963 si davano fuoco per denunziare al mondo la dittatura militare sudvietnamita sostenuta dai \u201cconsiglieri\u201d statunitensi. Lo fece con un accendino, in piazza San Venceslao, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, dopo essersi cosparso il corpo di benzina. La sua agonia dur\u00f2 tre giorni, durante i quali, con costante lucidit\u00e0, vide sfumare il proprio sogno insieme alla sua giovane vita. I vietnamiti hanno saputo onorare e vendicare quei loro martiri. Noi europei, no.<\/p>\n<p>L\u2019Europa libera e unita \u00e8 stato il sogno politico che mi germogli\u00f2 nel cuore alla fine degli Anni Cinquanta, quand\u2019ero adolescente; al quale ho dedicato alcuni anni di purtroppo modesta e infruttuosa ma comunque onesta e impegnata esperienza politica; e al quale sono rimasto finora e continuo ancor oggi ad essere fedele. La patria che continuo nonostante tutto a considerare l\u2019unica autenticamente \u201cmia\u201d, quel paese unito, libero e forte che avrebbe dovuto onorare la memoria di Jan Palach non \u00e8 mai nato: ormai ottantenne, non oso ancora rinunziare a vederla un giorno perch\u00e9 la speranza \u00e8 l\u2019ultima a morire per quanto sia purtroppo convinto che quel giorno, se mai verr\u00e0, sia ancora lontano; e che io non avr\u00f2 la gioia di assistervi.<\/p>\n<p>Ma voglio comunque ricordarlo e onorarlo ancora una volta, quel ragazzo di Praga, il ricordo del quale mi ha accompagnato per oltre cinquant\u2019anni e il sacrificio del quale mi rifiuto di ritenere inutile. Finch\u00e9 qualcuno lo ricorder\u00e0, il suo esempio non sar\u00e0 stato vano.<\/p>\n<p>FONTE:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/95914-jan-palach-finche-qualcuno-lo-ricordera-il-suo-esempio-non-sara-stato-vano\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/95914-jan-palach-finche-qualcuno-lo-ricordera-il-suo-esempio-non-sara-stato-vano\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Franco Cardini) &#8220;Quel \u201cragazzo di Praga\u201d, al quale guardavamo come al Protomartire di una nuova patria, l\u2019Europa unita, che allora c\u2019illudevamo stesse nascendo, si era dato fuoco il 16 gennaio 1969&#8221; Oltre mezzo secolo fa, un piccolo gruppo di studenti universitari cantava una bella canzone da pochissimi conosciuta: una canzone dedicata alla rivolta ungherese del \u201956 vista in una prospettiva europeistica. 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