{"id":62041,"date":"2021-01-19T09:00:16","date_gmt":"2021-01-19T08:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62041"},"modified":"2021-01-19T03:06:14","modified_gmt":"2021-01-19T02:06:14","slug":"sardegna-lisola-dei-veleni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62041","title":{"rendered":"Sardegna, l&#8217;isola dei veleni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BYOBLU (Redazione\/Gruppo di lavoro mediterraneo @CumGranoSalis)<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Le festivit\u00e0 natalizie, gi\u00e0 tormentate dal contesto pandemico, son giunte al termine con una notizia esplosiva e tossica per tutta Italia e per il caso specifico della Sardegna.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il 5 Gennaio 2021, durante la notte, la Sogin (Societ\u00e0 Gestione Impianti Nucleari) appartenente allo Stato, ha annunciato di aver reso pubblica la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI). La CNAPI individua 67 aree in tutta Italia delle quali 14 in Sardegna che interessano 22 comuni ovvero Albagiara, Assolo, Genuri, Gergei, Guasila, Las Plassas, Mandas, Mogorella, Nuragus, Nurri, Ortacesus, Pauli Arbarei, Segariu, Setzu, Siapiccia, Siurgus Donigala, Tuili, Turri, Usellus, Ussaramanna, Villa Sant\u2019Antonio e Villamar.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La reazione di tutta la popolazione sarda \u00e8 stata immediata in tutte le sue trasversalit\u00e0. Non si \u00e8 certamente fatta aspettare l\u2019Anci Sardegna sempre in prima linea nella sua unitaria contrariet\u00e0, ma non si son fatte aspettare neanche le reazioni del Presidente della RaS Christian Solinas che ha immediatamente divulgato un comunicato stampa al vetriolo pregno di diniego per il Governo centrale e risentito del fatto che lo Stato possa anche solo aver ipotizzato di impiantare il deposito unico nazionale per le scorie radioattive, con annesso parco tecnologico, proprio in Sardegna.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Da qui in poi un coro istituzionale all\u2019unisono: dai partiti politici e comitati a vari livelli, all\u2019ISDE Medici per l\u2019ambiente per finire con la Diocesi di Cagliari.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In questo senso, ci\u00f2 che \u00e8 emerso dai media locali, dai social e dai pochissimi luoghi d\u2019incontro fisici possibili a causa dell\u2019emergenza pandemica, \u00e8 un\u2019indignazione generalizzata con sfumature piuttosto aggressive dei sentimenti espressi. Le condivisioni iniziali paiono sui social far emergere un coro unico e numerose iniziative nuove si fanno trasportare dall\u2019onda del contesto di digitalizzazione attuale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Spuntano comitati spontanei come funghi poich\u00e9 la notizia, appresa dai media, ha suscitato negli abitanti e nei propri amministratori, essendo le 14 aree tutte collocate all\u2019interno dell\u2019isola, un disappunto profondo che, legandosi al disagio fisiologico dettato da spopolamento e carenza di servizi pubblici, \u00e8 confluito in tutta una serie di azioni irremovibili.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62042\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-768x768.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-80x80.jpg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2954b760ec303ff429b23.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">foto di repertorio<\/p>\n<p dir=\"ltr\">L\u2019argomentazione principale di coloro che si oppongono con forza al solo pensiero della realizzazione di un progetto di questo tipo in quelle aree, \u00e8 basata fondamentalmente dalla non presa in considerazione, nell\u2019arco di lunghi anni, del lavoro legislativo del Governo regionale e dei Referendum, uno consultivo regionale e un quesito specifico di quello abrogativo nazionale del 2011.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il tutto accompagnato al rammarico del dover continuamente prendere posizione in questo senso senza mai veder, di contro, Presenza Statuale per quanto riguarda i lavori gi\u00e0 avviati di tutela e valorizzazione dei territori coinvolti direttamente e di tutta l\u2019isola.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nell\u2019arco di una settimana dalla pubblicazione della CNAPI da parte della Sogin, nell\u2019ambito della comunicazione digitale pubblica, accanto al netto no inizia ad insinuarsi una flebile voce del s\u00ec pi\u00f9 possibilista e che ostenta la non demonizzazione del progetto di per s\u00e8. Le motivazioni principali di questa posizione si basano sul presunto pregiudizio senza cognizione di causa da parte della popolazione e dell\u2019apparato amministrativo regionale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In altri termini, la ormai molto attuale accusa per cui per poter esprimere un parere in termini di sviluppo progettuale, inerente discipline scientifiche, si necessitino competenze approfondite in tali materie.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ovvero, in parole ancora pi\u00f9 povere, l\u2019assioma per cui solo chi ha titoli accademici e ruoli di rilievo scientifico possa avere il diritto di esprimersi sull\u2019argomento. La premessa non esplicita a questo assioma pu\u00f2 essere individuata nel degrado socioeconomico delle suddette zone che alternano spopolamento ed et\u00e0 media molto alta a basse percentuali di titoli universitari e grosse percentuali di dispersione scolastica.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La Sardegna \u00e8 la prima regione in Italia col maggior numero di persone in possesso della sola licenza media (57,4%) : la media delle citt\u00e0 sarde pi\u00f9 importanti palesa un 48,5% della popolazione con al massimo la licenza media e il 51,5% con diploma o laurea mentre nei comuni pi\u00f9 piccoli il 75% con al massimo licenza media e solo il 25% con diploma o laurea.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ovviamente \u00e8 molto pi\u00f9 facile enunciare la dicotomia tra Paese dell\u2019Interno-Ignorante e gretto e Citt\u00e0 sulle coste-Istruita e aperta piuttosto che approfondire chi sia e come operi quel irrisorio 25% che non fa testo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Aldil\u00e0 delle polarizzazioni dell\u2019opinione pubblica, per poter avere visione d\u2019insieme sull\u2019argomento, \u00e8 necessario tornare indietro alla seconda met\u00e0 del secolo scorso.<\/p>\n<h3>Problemi da Boomer<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">La spinta repubblicana della costituente statuale italiana palesava debiti di guerra a ogni pi\u00e8 sospinto.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-62043\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/7462790e5c6efcc251984.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"191\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Accordi tra Fiat e Wec<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Consideriamo una neonata Repubblica ben accolta nelle schiere della NATO che gi\u00e0 si fregava le mani all\u2019idea di un Mare Nostrum pi\u00f9 inclusivo e fertile di possibilit\u00e0 d\u2019allocazione di svariata progettazione con grande spinta di competitivit\u00e0 del contesto della Guerra Fredda.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La produzione di energia elettrica derivante da fonte nucleare ebbe l\u2019avvio in Italia nei primi anni sessanta raggiungendo primati precisi in termini di produzione e avanzamento tecnologico gi\u00e0 in un decennio.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62053\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-300x166.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-1024x568.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-768x426.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-1536x852.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8987e7877a6a67dd7c128-1-2048x1135.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Mattei in visita in una struttura petrolchimica<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Essendo la situazione energetica molto confusionaria, nel 1975 avvenne il varo del PEN (Piano Energetico Nazionale) con previsione di forte sviluppo in ambito nucleare tanto che si succedettero numerose sperimentazioni e innovazioni scientifico-tecnologiche di rilievo mondiale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Negli anni \u201980 la sicurezza degli impianti nucleari inizi\u00f2 ad essere messa in discussione soprattutto dopo l\u2019incidente di Three Mile Island del 1979 e l\u2019ormai tragicamente famoso disastro di \u010cernobyl\u2018 del 1986.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Discussione formalizzata nell\u2019anno successivo, in Italia, con tre referendum nazionali sul settore elettronucleare. In tale consultazione popolare, circa l\u201980% dei votanti si espresse a favore delle istanze portate avanti dai promotori. I tre referendum non vietavano in modo esplicito la costruzione di nuove centrali, n\u00e9 imponevano la chiusura di quelle esistenti o in fase di realizzazione, ma si limitavano ad abrogare i cosiddetti \u201coneri compensativi\u201d spettanti agli enti locali sedi dei siti individuati per la costruzione di nuovi impianti nucleari, nonch\u00e9 la norma che concedeva al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) la facolt\u00e0 di scelta dei siti stessi in presenza di un mancato accordo in tal senso con i comuni interessati e a impedire all\u2019Enel di partecipare alla costruzione di centrali elettronucleari all\u2019estero.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62054\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8f121282065bfdb159c3b-1-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8f121282065bfdb159c3b-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8f121282065bfdb159c3b-1.jpg 487w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">La mancata produzione di energia elettrica da fonte nucleare fu compensata con l\u2019aumento dell\u2019utilizzo di combustibili fossili, in particolare carbone e gas ma anche petrolio\/olio combustibile.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In questo contesto, non possiamo non ricordare le realt\u00e0 sarde della SARAS (Societ\u00e0 Anonima Raffinerie Sarde) fondata da Angelo Moratti nel \u201962 e inaugurata alla presenza di Giulio Andreotti nel \u201966 e di tutto il progetto petrolchimico di Angelo Vittorio Rovelli dal Nord di Porto Torres, al centro di Ottana fino al sud da Macchiareddu a Sarroch. Tutti luoghi purtroppo famosi per le loro cattedrali nel deserto e per aver altalenato alti e bassi d\u2019impiego e di profitto. Sicuramente tristemente ricordati a livello popolare come atto di volont\u00e0 dello Stato e degli speculatori di turno di tenere il popolo a pane e tumori.<\/p>\n<h3>L\u2019annosa problematica delle Scorie<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Negli Stati Uniti, gi\u00e0 dall\u201982, si cercava una soluzione allo smaltimento delle scorie di pi\u00f9 di 100 centrali nucleari attive e gi\u00e0 si sognava un deposito unico per il loro stoccaggio dando l\u2019incarico al Dipartimento dell\u2019Energia e istituendo la Nuclear Waste Fund, tassa introdotta nella bolletta elettrica.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel 2002 George Bush firma lo Yucca Mountain Development Act, ambizioso progetto per la creazione di un sito lungo 80 Km ad una profondit\u00e0 di 300 Km, per lo stoccaggio di scorie che avrebbero conservato la radioattivit\u00e0 per decine di migliaia di anni.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Scelsero una zona desertica gi\u00e0 compromessa da sperimentazioni nucleari, idearono contenitori in lega di acciaio e titanio per prevenire eventuali infiltrazioni di umidit\u00e0, i geologi parlavano di almeno mezzo milione di anni prima che quella montagna potesse subire scombussolamenti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62046\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/33118cdc8a1752614d5cc-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/33118cdc8a1752614d5cc-300x146.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/33118cdc8a1752614d5cc.jpg 595w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Magicamente anche in Italia, in pieno Governo Berlusconi nel 2003, ci si rende conto che le scorie residue dalla chiusura delle centrali italiane e stoccate tra la Francia e la Germania, andassero riposte in sicurezza in un sito unico di stoccaggio. Si vocifer\u00f2 come una zona idonea potesse essere individuata nel centro Sardegna.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La risposta dell\u2019allora Presidente della RaS Mauro Pili non si fece attendere dichiarando l\u2019intero territorio sardo denuclearizzato attraverso la Legge Regionale 3 Luglio 2003.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il Governo Berlusconi tent\u00f2 di passare la patata bollente alla Puglia incontrando la stessa reazione sia istituzionale che popolare, quindi punt\u00f2 alla fine su una zona lucana famosa tanto dal punto di vista enogastronomico quanto turistico. Scanzano Jonico insorse per settimane, con tanto di placet delle forze dell\u2019ordine, costringendo il Governo a fare marcia indietro.<\/p>\n<h3>Mediterraneo nuclearizzato<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Mentre negli Usa continuano a progettare e fare tentativi sul progetto Yucca Mountain, in Italia si riapre il dibattito sul ritorno al nucleare. Il costante aumento dei prezzi del gas naturale e del petrolio negli anni dell\u2019ormai famosa crisi del 2008 spinse a voler ripristinare una capacit\u00e0 nucleare a fini di elettro-generazione sotto pressioni internazionali da parte di Francia e Stati Uniti per vendere impianti nucleari all\u2019Italia.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62047\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/d7bac283c9b8e91afed72-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/d7bac283c9b8e91afed72-300x207.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/d7bac283c9b8e91afed72-768x531.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/d7bac283c9b8e91afed72.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Spinto da un presunto scopo ambientalista, il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha proposto in tal senso di costruire dieci nuovi reattori portando avanti, attraverso il Governo, tutta una serie di interventi legislativi, accordi nazionali e internazionali.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel frattempo il mondo \u00e8 sconvolto da una nuova tragedia nucleare. L\u201911 marzo 2011 al largo della costa della regione di T\u014dhoku, nel Giappone settentrionale, alle ore 14:46 locali alla profondit\u00e0 di 30 chilometri si verific\u00f2 un sisma, di magnitudo 8,9-9,0 con epicentro in mare e con successivo tsunami, \u00e8 il pi\u00f9 potente mai misurato in Giappone e il quarto a livello mondiale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In conseguenza, nella centrale nucleare chiamata Fukushima I si interruppero automaticamente le reazioni di fissione sostenute, ma avendo avuto grossi danni da Tsunami ai generatori di emergenza, che non poterono entrare in azione nelle dinamiche di raffreddamento, port\u00f2 a una fusione del nocciolo di gravit\u00e0 pari a quella accaduta a Cernobyl.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62048\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/5bf3309b313524d0b7cfc-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/5bf3309b313524d0b7cfc-300x185.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/5bf3309b313524d0b7cfc-1024x631.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/5bf3309b313524d0b7cfc-768x474.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/5bf3309b313524d0b7cfc.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Fukushima I<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Per tutta risposta al contesto micro e macro, la Sardegna, sentita la possibilit\u00e0 che tali progetti potessero interessarla, reag\u00ec con un referendum regionale consultivo proposto dal partito indipendentista SNI (Sardigna Natzione Indipendentzia) andando a votare il 15 e il 16 Maggio 2011.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il quesito referendario recitava: \u00abSei contrario all\u2019installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?\u00bb, coinvolgendo dunque anche i depositi di scorie. La consultazione ha visto una partecipazione del 59,49% del corpo elettorale e una vittoria dei \u201cS\u00ec\u201d con una percentuale di oltre il 97%.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62049\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cbf5a918addd7c57dca56-300x43.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"43\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cbf5a918addd7c57dca56-300x43.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cbf5a918addd7c57dca56-768x110.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cbf5a918addd7c57dca56.jpg 816w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">A livello nazionale italiano invece, Italia dei Valori il 9 aprile 2010 presenta una proposta di referendum sul nuovo programma elettronucleare italiano che mira ad abrogare parte del decreto-legge 25 giugno 2008, all\u2019esito il quesito viene validamente approvato con un quorum di circa il 54% di votanti e una maggioranza di oltre il 94%. Le norme inerenti al nucleare del cosiddetto decreto Omnibus vengono quindi abrogate, determinando la chiusura del nuovo programma nucleare.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62050\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/faba78794c4cc576cfc27-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/faba78794c4cc576cfc27-300x197.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/faba78794c4cc576cfc27.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3>Sardegna Non Solo Mare e Monti<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Dopo il referendum consultivo e quello abrogativo l\u2019opinione pubblica isolana si \u00e8 pacata e rintanata nei soliti circoli viziosi della mala comunicazione tra Governo centrale e regionale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel frattempo la digitalizzazione galoppa veloce verso nuovi lidi comunicativi cambiando alcuni assetti generazionali e sociali nel contesto culturale delle comunit\u00e0 sarde.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tutti gli enti istituzionali e sociali che avevano fino ad allora lavorato a pieno regime mollano la presa, ma non abbassano la guardia. D\u2019altronde la Sardegna ha numerosi altri problemi ambientali ed etici da risolvere, dalle conseguenze dello sfruttamento minerarie del Sulcis, a quelle del Petrolchimico fino al tema molto caldo e sempre attuale delle servit\u00f9 militari con le loro invadenti esercitazioni annuali.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62051\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8614f331741407252ff59-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8614f331741407252ff59-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/8614f331741407252ff59.jpg 632w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Esercitazioni militari nel PISQ (Poligono Interforze Salto di Quirra)<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Senza tralasciare il fatto che lo smaltimento di rifiuti in generale e di scorie radioattive nello specifico \u00e8 una fetta di mercato occulta molto remunerativa e ambita dalla cosiddetta malavita.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Mentre di tanto in tanto viene rinvenuto qualche bidone giallo sotto al mare o seppellito sotto macerie industriali, nel 2015 si alza di nuovo l\u2019attenzione per le voci delle mappature che la Sogin avrebbe concluso senza renderle pubbliche. Nel 2017 anche Obama getta la spugna nei confronti del progetto Yucca Mountain rimettendo ulteriormente in discussione in ambito scientifico le difficolt\u00e0 dello smaltimento dei residui di lavorazione nucleare.<\/p>\n<h3>Sardegna e Scorie: un problema politico<\/h3>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62052\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/b12523ec6bc3fcb75d9e7-300x123.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/b12523ec6bc3fcb75d9e7-300x123.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/b12523ec6bc3fcb75d9e7-768x314.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/b12523ec6bc3fcb75d9e7.jpg 978w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel contesto pandemico attuale la pubblicazione della CNAPI e la palese possibilit\u00e0 che in uno dei 14 siti individuati possa essere messo in opera un progetto come quello del deposito unico nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari con annessa ciliegina del parco tecnologico, ha portato il popolo sardo a sbottare grosso risentimento.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Unit\u00e0 \u00e8 la parola d\u2019ordine di ogni assemblea a tutti i livelli e ogni individuo attivo si \u00e8 gi\u00e0 messo a disposizione della causa, non per creare un nuovo caso NoTav all\u2019insegna delle reazioni che l\u2019Emerito Presidente della Repubblica Francesco Cossiga paventava in una registrazione che sta spopolando in questi giorni sulle reti social sarde, ma per rivendicare il proprio diritto a veder valorizzata e tutelata la propria terra e reso onore alla volont\u00e0 popolare molto chiara dall\u2019esito del referendum consultivo del 2011.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Certo, il giudizio popolare di fondo \u00e8 che non si debba permettere che si possa iniziare un nuovo esperimento economico, come le cattedrali nel deserto del passato, prendendo le popolazioni per la gola e per la pancia.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">D\u2019altronde parliamo di 900 milioni di euro e in tanti, a vari livelli, hanno gi\u00e0 gli occhi a dollaro e si sfregano le mani.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Perch\u00e9 Non in Sardegna? Perch\u00e9 il popolo ha parlato, perch\u00e9 il presunto pregiudizio \u00e8 ormai un giudizio sulle meccaniche dell\u2019attuazione di qualunque progetto. Il No pi\u00f9 secco non ha nulla di Nimby, la Sardegna non ha mai ospitato centrali nucleari mentre paga costantemente la presenza dell\u2019estrazione del fossile, del petrolchimico e delle servit\u00f9 militari. In termini di spinta del progresso e responsabilit\u00e0 collettive ha gi\u00e0 dato.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ma anche No perch\u00e9 il problema dello smaltimento delle scorie nucleari \u00e8 un problema che ancora non ha trovato soluzione e ci si deve rifiutare di pensare che isolamento, spopolamento, scarsa ricchezza, scarsa istruzione significhi meno danni collaterali.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Una soluzione equa invece sarebbe che ogni regione e nazione smaltisse le proprie scorie dato che, bench\u00e9 la Sardegna sia produttrice di scorie di tipo sanitario, una misura del 2,7 % di produzione nazionale sarebbe un giusto fardello da sobbarcarsi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">FONTE:<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><a href=\"https:\/\/www.byoblu.com\/2021\/01\/18\/sardegna-lisola-dei-veleni-byoblu24\/\">https:\/\/www.byoblu.com\/2021\/01\/18\/sardegna-lisola-dei-veleni-byoblu24\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BYOBLU (Redazione\/Gruppo di lavoro mediterraneo @CumGranoSalis) Le festivit\u00e0 natalizie, gi\u00e0 tormentate dal contesto pandemico, son giunte al termine con una notizia esplosiva e tossica per tutta Italia e per il caso specifico della Sardegna. Il 5 Gennaio 2021, durante la notte, la Sogin (Societ\u00e0 Gestione Impianti Nucleari) appartenente allo Stato, ha annunciato di aver reso pubblica la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI). La CNAPI individua 67 aree in tutta Italia delle quali&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-g8F","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62041"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62041"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62041\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62056,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62041\/revisions\/62056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}