{"id":62089,"date":"2021-01-21T10:00:15","date_gmt":"2021-01-21T09:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62089"},"modified":"2021-01-20T15:50:53","modified_gmt":"2021-01-20T14:50:53","slug":"nagorno-karabakh-russia-invia-peacekeeper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62089","title":{"rendered":"Nagorno-Karabakh: Russia invia peacekeeper"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Chiara Soligo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62090\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/kremlin-3393439_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La Russia consolida la propria presenza nel Caucaso meridionale inviando un contingente di peacekeeper. La pace, tuttavia, resta un miraggio lontano.<\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><strong>IL CAUCASO MERIDIONALE: UN NEAR ABROAD DA RICONQUISTARE<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 una novit\u00e0: uno dei principali obiettivi di politica estera perseguiti dal Cremlino \u00e8 il ripristino del controllo sul proprio\u00a0<em><strong>Near Abroad<\/strong><\/em>, l\u2019area costituita dai territori ex-sovietici che, dal 1991 ad oggi, hanno costantemente risentito dell\u2019<strong>influenza russa<\/strong>. Ecco perch\u00e9 la partita giocata in Nagorno Karabakh ha un notevole valore strategico per Mosca: se la Russia giocher\u00e0 bene le sue carte, potr\u00e0\u00a0<strong>preservare il controllo sull\u2019Armenia e addirittura stringere la presa su Azerbaijan e Karabakh<\/strong>.\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/163844\/armenia-e-azerbaijan-una-contesa-senza-fine\">La ripresa del conflitto<\/a>, il 27 settembre scorso, ha quindi offerto al Cremlino l\u2019opportunit\u00e0 di giocare, ancora una volta, il ruolo di ago della bilancia nella regione. Dopo pi\u00f9 di un mese di scontri armati, a fronte dell\u2019avanzata azera nei territori contesi,\u00a0<strong>Mosca \u00e8 intervenuta come mediatrice fra i due Paesi nemici<\/strong>, offrendo la possibilit\u00e0 di stipulare un cessate il fuoco. In questo modo, con\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/166526\/nagorno-karabakh-fine-di-un-conflitto\">l\u2019accordo del 10 novembre scorso<\/a>, la Russia ha raggiunto un obiettivo tanto ambizioso, quanto determinante per gli equilibri della regione: uno dei punti concordati dalle parti, infatti, prevede l\u2019invio di\u00a0<strong>truppe di peacekeeper russi<\/strong>, con lo scopo di monitorare la porzione di Nagorno-Karabakh rimasta sotto il controllo armeno e il corridoio di Lachin, attualmente amministrato da Baku. Di fatto, grazie all\u2019accordo, Mosca \u00e8 riuscita a introdurre le proprie forze militari nell\u2019area con il benestare delle parti per un periodo di 5 anni, che tuttavia potr\u00e0 essere ulteriormente prolungato.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><strong>UN INTERVENTO CONTROVERSO<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intervento russo nei territori contesi suscita\u00a0<strong>alcune perplessit\u00e0<\/strong>: il personale militare impiegato da Mosca nell\u2019area, infatti, \u00e8 superiore a quello inizialmente definito dall\u2019accordo. Inoltre, pochi giorni dopo la firma del cessate il fuoco, Putin ha emesso un ordine esecutivo che stabilisce la creazione di un Centro interdipartimentale per la risposta umanitaria in Nagorno Karabakh, il cui personale, specializzato nella gestione delle emergenze umanitarie e nella ricostruzione delle infrastrutture civili, si aggiunger\u00e0 ai peacekeeper originariamente previsti.\u00a0<strong>Il Cremlino, quindi, sta progressivamente consolidando la propria posizione nell\u2019area<\/strong>, gettando le basi per un controllo sempre pi\u00f9 capillare e impedendo alle potenze concorrenti, in primis la Turchia, di imporsi e di esercitare la propria influenza. Sotto questo punto di vista appare molto significativa la considerazione espressa da\u00a0<a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2020\/11\/25\/russian-troops-nagorno-karabakh-peackeepers-win-moscow-armenia-azerbaijan\/\">Thomas de Waal<\/a>, secondo il quale \u201cla Russia del Presidente Vladimir Putin non sta davvero svolgendo attivit\u00e0 umanitaria. Il suo obiettivo \u00e8 ripristinare il controllo sul Caucaso meridionale\u201d.<br \/>\nL\u2019intervento di Mosca nell\u2019area appare ancora pi\u00f9 controverso se si considera che le operazioni russe\u00a0<strong>violano le norme internazionali<\/strong>\u00a0che regolano l\u2019attivit\u00e0 di peacekeeping. Infatti l\u2019assenza di un mandato ufficiale da parte delle Nazioni Unite rende l\u2019intervento pianificato dal Cremlino formalmente illegittimo e privo di fondamento legale. Nonostante le irregolarit\u00e0 dell\u2019intervento, le Nazioni Unite non si sono opposte a Mosca, confermando, di fatto, il\u00a0<strong>monopolio russo sulle operazioni di peacekeeping nei Paesi ex-sovietici.<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><strong>LA PACE \u00c8 ANCORA UN MIRAGGIO?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia, presentandosi come la protettrice dei Paesi colpiti dalla guerra, \u00e8 riuscita a imporre la propria presenza nel Caucaso meridionale. Tuttavia l\u2019approccio adottato dal Cremlino ha suscitato grande\u00a0<strong>delusione in Armenia<\/strong>, la quale, nonostante l\u2019alleanza con la Russia, non ha goduto del suo aiuto militare durante il conflitto con l\u2019Azerbaijan. Infatti gli interessi russi nell\u2019area transcaucasica sono talmente vasti che offrire il proprio aiuto incondizionato a Yerevan avrebbe potuto allontanare Mosca da Baku, fornendo terreno fertile ad Ankara per rafforzare il proprio legame con l\u2019Azerbaijan. Questi eventi hanno suscitato nella popolazione armena un senso di delusione verso il Cremlino, che si accompagna al\u00a0<strong>timore\u00a0<\/strong>che presto la presenza russa possa innescare dinamiche di controllo simili a quelle che hanno caratterizzato il periodo sovietico. Inoltre, nonostante il cessate il fuoco, nelle ultime settimane si sono verificati degli\u00a0<strong>scontri tra le forze armene e quelle azere<\/strong>\u00a0in territori che risultano tuttora contesi. Questi episodi dimostrano che l\u2019accordo patrocinato da Putin a novembre ha lasciato\u00a0<strong>molte zone d\u2019ombra<\/strong>, trascurando la definizione di uno status preciso per le aree oggetto di disputa. L\u2019odio atavico fra i due contendenti e la scarsa chiarezza degli accordi, quindi, stanno compromettendo gravemente l\u2019efficacia dell\u2019azione dei peacekeeper russi, che al momento sembrano pi\u00f9\u00a0<strong>uno strumento per la realizzazione di un grande progetto imperialistico<\/strong>\u00a0che un reale contingente umanitario.<\/p>\n<h4 class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: justify\"><strong>Di Chiara Soligo. Pubblicato su Il Caff\u00e8 Geopolitico<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/nagorno-karabakh-russia-invia-peacekeeper\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/nagorno-karabakh-russia-invia-peacekeeper\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Chiara Soligo) La Russia consolida la propria presenza nel Caucaso meridionale inviando un contingente di peacekeeper. La pace, tuttavia, resta un miraggio lontano. IL CAUCASO MERIDIONALE: UN NEAR ABROAD DA RICONQUISTARE Non \u00e8 una novit\u00e0: uno dei principali obiettivi di politica estera perseguiti dal Cremlino \u00e8 il ripristino del controllo sul proprio\u00a0Near Abroad, l\u2019area costituita dai territori ex-sovietici che, dal 1991 ad oggi, hanno costantemente risentito dell\u2019influenza russa. 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