{"id":62137,"date":"2021-01-22T08:30:20","date_gmt":"2021-01-22T07:30:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62137"},"modified":"2021-01-22T00:52:53","modified_gmt":"2021-01-21T23:52:53","slug":"il-militare-e-la-fanciulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62137","title":{"rendered":"Il militare e la fanciulla"},"content":{"rendered":"<p>Di: <strong>L&#8217;Osservatore Romano (Fabrizio Bisconti)<\/strong><\/p>\n<p>Il 20 e il 21 gennaio sono commemorati, in successione, presso due celebri complessi catacombali romani, i martiri Sebastiano e Agnese. Le loro gesta sono variamente ricordate da fonti pi\u00f9 o meno autorevoli e i luoghi della loro sepoltura sono stati individuati dagli archeologi con un buon margine di probabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il martire Sebastiano \u00e8 ricordato dall\u2019autorevole documento noto come <i>Depositio martyrum<\/i>, che indica il 20 gennaio come <i>dies natalis<\/i> del testimone della fede presso il complesso <i>in<\/i> <i>Catacumbas<\/i>, ovvero in corrispondenza del iii miglio della via Appia, laddove si estendeva una catacomba, situata in una stratigrafia di monumenti, in parte ipogei, in parte basilicali, che ricordano la memoria congiunta dei principi degli apostoli.<\/p>\n<p>Labili sono le notizie relative al martire che, secondo Ambrogio, era originario di Milano e che era giunto a Roma proprio nel cuore della grande persecuzione dioclezianea, dove affront\u00f2 la prova estrema del supplizio.<\/p>\n<p>Nella prima met\u00e0 del v secolo fu redatta una <i>passio<\/i> leggendaria, forse da parte di un monaco del monastero istituito dal pontefice Sisto iii , presso il complesso <i>in Catacumbas<\/i>.<\/p>\n<p>Il fantasioso scritto agiografico precisa che Sebastiano era nato a Narbona in Gallia, da famiglia milanese, e rivest\u00ec la carica di ufficiale dell\u2019imperatore Diocleziano. Riconosciuto come cristiano fu condannato a essere trafitto dalle frecce, ma il santo sopravvisse e venne curato dalla vedova Irene. Sebastiano si present\u00f2 al cospetto dell\u2019imperatore, per proclamare ancora la sua fede e fu di nuovo condannato. Sempre secondo il racconto leggendario, Sebastiano fu percosso presso il circo del Palatino e fu gettato nella Cloaca Massima. Nella notte, il santo apparve in sogno alla matrona Lucina, che lo fece seppellire in catacomba, presso la <i>memoria apostolorum<\/i>.<\/p>\n<p>Qui la leggenda si intreccia con la realt\u00e0 storica e monumentale. Ancora oggi, infatti, nelle catacombe di San Sebastiano si pu\u00f2 ammirare la grande cripta, che monumentalizza il sepolcro del martire. L\u2019ambiente fu decorato al tempo del Pontefice Innocenzo i da parte dei presbiteri Proclinus e Ursus della basilica titolare dei Santi. Giovanni e Paolo al Celio. Il culto per il santo militare si diffuse in tutto il mondo cristiano e rimbalz\u00f2 anche nell\u2019iconografia, a cominciare da un affresco che decora il lucernario di Santa Cecilia nel complesso catacombale di San Callisto. In questo suggestivo affresco degli esordi del vi secolo, Sebastiano appare in compagnia di altri campioni della fede e, segnatamente, Ottato di Vescera (odierna Biskra in Algeria), Policamo, pure africano, Quirino di Siscia, tutti venerati lungo la via Appia, eppure espressione di un culto internazionale.<\/p>\n<p>Se, da un lato, la venerazione per san Sebastiano si diffonde capillarmente (da Roma a Ravenna, da Grado alla Spagna), dall\u2019altra va registrato un suo prodigioso intervento, che pose termine alla grande peste, che si era abbattuta su Roma nel 680. Riflesso di quell\u2019evento miracoloso deve essere inteso il mosaico che rappresenta il martire taumaturgo nella basilica di San Pietro in Vincoli.<\/p>\n<p>Il corpo del martire rimane nella sua cripta durante le grandi traslazioni altomedievali, finch\u00e9, nell\u2019826, il Pontefice Eugenio ii recuper\u00f2 le spoglie e le sistem\u00f2 nell\u2019oratorio di Gregorio Magno in Vaticano, mentre parti delle sue reliquie furono donate alla chiesa di San Medardo di Soissons e il capo fu situato da Leone iv (847-855) nell\u2019altare dei Santi Quattro Coronati al Celio. I pellegrini, comunque, continuarono a frequentare la cripta della via Appia e, nel 1218, Papa Onorio iii recuper\u00f2 il corpo del santo dal Vaticano per restituirlo al santuario ipogeo di origine.<\/p>\n<p>Passiamo, ora, a considerare la commemorazione della martire Agnese ricordata, sempre nella <i>Depositio martyrum,<\/i> il 21 gennaio sulla via Nomentana. Se il prezioso documento agiografico ci lascia solo le essenziali coordinate della festa liturgica, Papa Damaso (366-384) fece incidere da Furio Dionisio Filocalo un raffinato carme, ancora oggi affisso su una parete del grande scalone che conduce alla basilica semipogea. Dal carme si evince che il Pontefice-agiografo conobbe personalmente i genitori della martire-fanciulla, che si offr\u00ec spontaneamente al <i>vivicomburium<\/i>, senza paura, con i capelli sciolti, che coprivano il suo gracile corpo nudo.<\/p>\n<p>Anche sant\u2019Ambrogio (334-397) ricorda l\u2019impavida bambina nel <i>De Virginibus<\/i> ( i , 2, 5-9), dedicato alla sorella Marcellina, che ricevette dallo stesso Papa Liberio il velo verginale nella notte di Natale del 352. Ma Ambrogio ci ha anche lasciato uno splendido inno dedicato alla piccola martire romana, ricordando il tragico momento del supplizio, qui evocato come una violenta decollazione, avvenuta durante la persecuzione dioclezianea, quando trov\u00f2 la morte anche Sotere, un\u2019altra \u201ctenera vergine\u201d parente del vescovo milanese.<\/p>\n<p>Il poeta spagnolo Prudenzio (348-405) dedic\u00f2 il xiv inno del suo <i>Peristephanon<\/i> alla eroica ragazza romana, aggiungendo alle gesta riferite da Damaso ed Ambrogio, il terribile supplizio dell\u2019esposizione nel lupanare, per attentare alla sua verginit\u00e0.<\/p>\n<p>A queste fonti canoniche, seppure avvolte nelle dinamiche dei fatti accaduti, possiamo anche aggiungere una pi\u00f9 tarda <i>passio<\/i> latina e una pure tarda, redatta in greco, che amplificano, in maniera fantasiosa e leggendaria, l\u2019episodio dell\u2019esposizione nel lupanare, animandolo con un vero e proprio processo istruttorio e con una serie di dialoghi patetici e romanzati tra la fanciulla e i suoi carnefici.<\/p>\n<p>Per Agnese, sepolta nella catacomba omonima della via Nomentana, ebbe una particolare devozione Costantina o Costanza, figlia dell\u2019imperatore Costantino e Fausta, che volle essere sepolta in un sontuoso mausoleo a pianta centrale, non lontano dal sepolcro della martire. Alla tomba di Costantina, decorata da mosaici, solo in parte conservati e dotata di un monumentale sarcofago porfiretico, si aggancia, attraverso un atrio a forcipe, una basilica circiforme. Questa ultima chiesa fa parte di un piccolo gruppo di esemplari, per lo pi\u00f9 eretti in corrispondenza delle memorie martiriali del Suburbio romano, per volont\u00e0 della dinastia dei Costantinidi, che vollero dimostrare la loro conversione, con la costruzione di questi enfatici santuari.<\/p>\n<p>Quando il grande complesso costantiniano cadde in rovina, agli esordi del vii secolo, il Pontefice Onorio i fece costruire la splendida basilica semipogea, che monumentalizzava la tomba della martire, rappresentata al centro del luminoso mosaico absidale, come una basilissa, tra il Pontefice committente, che tiene tra le mani il modellino della nuova chiesa, e Papa Simmaco, l\u2019ultimo restauratore dell\u2019edificio costantiniano.<\/p>\n<p>Le fonti documentarie e monumentali, lette e considerate con attenzione e liberate dalle superfetazioni leggendarie, lasciano intravedere due figure forti ed emblematiche della grande persecuzione dioclezianea. Un potente militare e una gracile fanciulla fanno parte di quella <i>turba piorum<\/i> \u2014 come la defin\u00ec Papa Damaso in una celebre iscrizione sistemata nella cripta dei Papi di San Callisto \u2014 che affront\u00f2 con coraggio la violenza dell\u2019esecuzione capitale organizzata nei confronti del nascente popolo di Dio.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/2021-01\/quo-016\/il-militare-e-la-fanciulla.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di: L&#8217;Osservatore Romano (Fabrizio Bisconti) Il 20 e il 21 gennaio sono commemorati, in successione, presso due celebri complessi catacombali romani, i martiri Sebastiano e Agnese. Le loro gesta sono variamente ricordate da fonti pi\u00f9 o meno autorevoli e i luoghi della loro sepoltura sono stati individuati dagli archeologi con un buon margine di probabilit\u00e0. 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