{"id":62157,"date":"2021-01-25T08:30:48","date_gmt":"2021-01-25T07:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62157"},"modified":"2021-01-24T16:06:52","modified_gmt":"2021-01-24T15:06:52","slug":"in-nagorno-karabakh-un-anticipo-delle-guerre-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62157","title":{"rendered":"In Nagorno-Karabakh un anticipo delle guerre del XXI secolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giorgio Battisti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62158\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/27ee30c6b2fc434b5393448520168edc_Cropped-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/27ee30c6b2fc434b5393448520168edc_Cropped-300x170.jpg 300w, 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dislocato un suo contingente), ed ha evidenziato nuove dinamiche che potrebbero influenzare la condotta delle operazioni militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, \u00e8 emersa ancora una volta l\u2019irrilevanza delle organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, OSCE) nella gestione delle crisi quando si tratta di assicurare la pace e, come accaduto in Siria e Libia, le iniziative unilaterali sono quelle risolutive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Cremlino, come nei decenni precedenti, ha creato le condizioni per conseguire il \u201ccessate il fuoco\u201d, impedendo in tal modo una vittoria completa da parte azera, ed ha schierato rapidamente una forza d\u2019interposizione di 2.000 \u201cpeacekeeper\u201d senza nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questo accordo Mosca ha mantenuto il ruolo di arbitro nel Caucaso Meridionale, come dimostrato dalle successive iniziative trilaterali (Russia, Azerbaijan e Armenia) per la pacificazione dell\u2019area (Nagorno-Karabakh: domani a Mosca vertice trilaterale fra leader di Russia, Azerbaijan e Armenia, Agenzia Nova, 10 gennaio 2021), anche se ha dovuto riconoscere alla Turchia un certo grado d\u2019influenza nella Regione (Baku \u00e8 fondamentale per la sicurezza energetica di Ankara ed \u00e8 un importante investitore nella difficile economia turca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come gi\u00e0 emerso nei conflitti siriano-irakeno e libico, si conferma una inusuale intesa tra Turchia e Russia, grazie anche al disimpegno statunitense nell\u2019area mediterranea determinato dalla volont\u00e0 di rivolgere la propria attenzione al contenimento della Cina nell\u2019Indo-Pacifico, quale effetto del \u201ctriage strategico\u201d di Washington con la revisione delle proprie priorit\u00e0 in politica estera e conseguente riallocazione delle risorse dove sono ritenute pi\u00f9 necessarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli eventi nel Caucaso dimostrano, ancora una volta, che la diplomazia funziona soltanto se la negoziazione avviene da posizioni di forza \u2013 conseguite anche con le \u201cbaionette\u201d \u2013 per ottenere condizioni migliori nelle trattative, e rivalutano il ruolo delle Forze Armate che sono tornate ad essere uno strumento decisivo per ottenere il \u201ccessate il fuoco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito armeno ha condotto le ostilit\u00e0 secondo le tradizionali procedure tecnico-tattiche (TTP \u2013 Tactics, Techniques and Procedures) utilizzate nei precedenti combattimenti (scontri sostanzialmente statici sui 200 km circa di fronte), che lo aveva fatto prevalere sull\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito di Baku invece, verosimilmente assistito da consiglieri militari stranieri, ha condotto le operazioni secondo un concetto prettamente tridimensionale \u2013 molto simile alla US AirLand Battle Doctrine. \u2013 con coordinati attacchi sulla linea di contatto e di precisione in profondit\u00e0 nel dispositivo nemico, utilizzando artiglieria, lancia razzi multipli, missili balistici e UAS (Unmanned Aircraft System), che hanno sostituito la mancanza di una consistente forza aerea. Le perdite azere, infatti, si sono concentrate prevalentemente sulla linea di contatto mentre quelle armene erano distribuite su tutta l\u2019area della battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo la Airland Battle Doctrine nasce ufficialmente il 25 marzo 1981 con la pubblicazione 525-5 \u201cThe Airland Battle and Corps \u201986\u201d, che ridisegnava le funzioni della Divisione tipo dell\u2019US Army (modello 1986) in funzione dello scenario europeo. Nel 1986 la nuova dottrina veniva adottata con la pubblicazione del manuale FM 100-5 Operations.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo diverse fonti, inoltre, gli Azeri si sarebbero avvalsi del supporto aereo di F-16 turchi, gi\u00e0 presenti nel Paese per una precedente esercitazione (TurAz Qartali \u2013 2020) terminata in agosto (coincidenza?), e di alcune migliaia di mercenari siriani filo-turchi, veterani dei combattimenti in Medio Oriente (notizie negate peraltro dagli interessati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I veri protagonisti delle operazioni, che hanno permesso agli Azeri di avere rapidamente il sopravvento sugli Armeni, sono stati gli UAS nelle configurazioni ISR (Intelligence, Surveillance Reconnaissance) e di attacco, guidati forse da istruttori stranieri tenuto conto che la guida degli UAV richiede personale esperto e preparato che non si forma in poco tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impiego dei droni da parte azera, quale arma aerea di attacco al suolo \u2013 a similitudine del velivolo A-10 Thunderbolt dell\u2019USAF o dell\u2019equivalente russo Sukhoi Su-25 Frogfoot \u2013 si \u00e8 dimostrata essere la carta vincente. Il loro utilizzo, secondo precise modalit\u00e0, gi\u00e0 sperimentate in altri scenari, ha permesso di ottenere un elevato grado di successo (overkills), pari ai devastanti risultati conseguiti dagli Alleati nella 2a Guerra Mondiale contro avversari con difese aeree scarsamente organizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un bilancio disastroso, con significative ripercussioni sulle capacit\u00e0 operative armene, ben documentato dai video (kill cam) rilasciati dal Ministero della Difesa dell\u2019Azerbaijan, che ha palesato le gravi carenze della difesa aerea armena, rivelatasi incapace di neutralizzare la (nuova) minaccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo varie fonti, le forze azere hanno eliminato 241 carri armati (T-72 e T-90), 50 BMD (veicoli da combattimento), 17 pezzi di artiglieria motorizzati, 9 installazioni radar, 2 lanciarazzi multipli Smersh, 70 lanciarazzi multipli Grad (BM-21), oltre ad un gran numero di altri mezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato pi\u00f9 sorprendente sarebbe stato, comunque, la neutralizzazione dei principali sistemi della rete di difesa aerea avversaria (4 sistemi S-300; 3 sistemi missilistici cingolati TOR; 40 sistemi tattici OSA 9K33 e 5 sistemi a medio raggio KUB 2K12), che ha lasciato il dispositivo terrestre armeno senza protezione dal cielo, a meno dei Man-Portable Air-Defense Systems -MANPADS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Azerbaijan ha verosimilmente beneficiato della recente esperienza della Turchia in Siria e in Libia, dove i suoi droni hanno eliminato i sistemi di difesa aerea a corto raggio di fabbricazione russa Pantsir S1 (NATO SA-22 Greyhound) utilizzati dalle forze del generale Khalifa Haftar, comandante del Libyan National Army \u2013 LNA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Particolarmente efficaci si sono rivelati gli Harop (loitering-munition), i cosiddetti \u201cdroni kamikaze o suicidi\u201d, che combinano le caratteristiche di un missile con quelle di un UAS, quali mini-droni portatili utilizzati dalle forze israeliane da un decennio \u2013 capaci di eludere i radar avversari grazie alla loro piccola dimensione \u2013 che esplodono all\u2019impatto con il bersaglio. Sono di fatto proiettili teleguidati che forniscono alle unit\u00e0 di terra armi di reparto con una precisione maggiore (inferiore a un metro) rispetto ad altre, come ad esempio il mortaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dotati di telecamere ad alta risoluzione, che consentono all\u2019operatore di localizzare, sorvegliare e indirizzare il velivolo sul bersaglio, sono in grado di funzionare anche in condizioni meteo avverse, non dovendo fare affidamento, a differenza dei droni, su altri sistemi di guida per il targeting della missione. Una caratteristica dell\u2019Harop \u00e8 la possibilit\u00e0 di \u201caggirarsi\u201d in un\u2019area di attesa predefinita per un lungo periodo (9 ore) alla ricerca dell\u2019obiettivo da colpire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un diverso modo di operare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito armeno in tutti gli intermittenti scontri precedenti si era sempre dimostrato superiore: aveva ufficiali pi\u00f9 preparati, soldati pi\u00f9 motivati e una leadership intellettualmente pi\u00f9 agile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per fronteggiare tale situazione, l\u2019Azerbaijan, avvalendosi anche (e soprattutto) del supporto esterno, si \u00e8 visto costretto a rivedere il proprio modo di operare, ricorrendo a un mix sinergico di sistemi moderni e tradizionali impiegati in modo innovativo, cogliendo cos\u00ec di sorpresa gli avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze azere, avvalendosi di un\u2019efficiente rete di acquisizione e di elaborazione delle informazioni, hanno lanciato l\u2019offensiva (Operazione Steel Fist) con una azione che prevedeva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019intervento degli UAS per conoscere preventivamente la disposizione del dispositivo armeno e il posizionamento delle riserve;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la neutralizzazione iniziale delle difese contraeree, sulla scorta delle informazioni ricevute dai droni ISR (le forze azere nelle fasi iniziali dei combattimenti hanno impiegato anche aerei da trasporto An-2 Colt di epoca sovietica dotati di sistemi di controllo remoto per attirare e rilevare il fuoco dalle difese aeree armene), con i droni armati turchi Bayraktar TB2 (equivalenti dei Reaper statunitensi) e israeliani Heron, a lunga autonomia, e Harop per ottenere e mantenere il controllo dello spazio aereo alle varie quote (bassissima quota sino a 150 metri, bassa quota tra 150 a 600 metri, media quota tra 600 e 7.500 metri e alta quota oltre i 7.500 metru ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">un intenso fuoco di artiglieria sulle posizioni (fortificate) armene della linea di contatto per indebolirne le difese (e il morale);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019attacco con droni armati degli assetti terrestri avversari (posti comando, reparti corazzati, fanteria allo scoperto, unit\u00e0 di artiglieria, installazioni radar, centri logistici, aree di sosta delle forze, ecc.) senza specifiche difese anti-droni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019attacco in profondit\u00e0 contro le riserve nemiche tramite i droni che hanno \u201cdiretto\u201d il fuoco dell\u2019artiglieria, dei lanciarazzi multipli e dei missili balistici, tra cui i LORA israeliani di elevata precisione (errore massimo 10 metri), per distruggere ponti e strade che collegavano le aree di schieramento delle riserve al fronte e per neutralizzare i centri vitali nelle retrovie e le linee di rifornimento. Il LORA (LOng Range Artillery) \u00e8 un Precision Strike Tactical Missile considerato un sistema di artiglieria. \u00c8 definito missile TBM (Theate Ballistic Missile) quasi balistico in quanto il suo raggio d\u2019azione \u00e8 equiparato ai missili balistici a corto\/medio raggio (sistema Surface to Surface per Precision Strike di obiettivi in profondit\u00e0 sino a 430 km. Per impiego e caratteristiche \u00e8 paragonabile al missile Iskander russo, Israel Aerospace Industries ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019attacco, una volta bloccato l\u2019invio delle riserve, per sopraffare le posizioni armene isolate;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0lo schieramento di missili a medio raggio Barak 8 e sistemi antimissile Iron Dome, entrambi israeliani, per prevenire attacchi missilistici contro localit\u00e0 d\u2019interesse strategico. Questa procedura, ripetutasi giorno dopo giorno, ha permesso di eliminare o espugnare una posizione avversaria dopo l\u2019altra. Un approccio rivelatosi vincente anche in terreno montuoso, in quanto gli obiettivi, che si muovevano lungo la sola rotabile che collegava le retrovie alla linea di contatto, risultavano pi\u00f9 visibili e, di conseguenza, maggiormente esposti al fuoco dei droni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Azerbaijan ha saputo tramutare la difesa fortificata, da sempre vero punto di forza della strategia armena, in una debolezza decisiva, confermando il fatto \u2013 ampiamente noto nella storia militare \u2013 che pi\u00f9 importante degli equipaggiamenti \u00e8 il processo intellettuale alla base dell\u2019uso degli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cause dell\u2019insuccesso armeno sono da ricercare, invece, secondo l\u2019opinione degli analisti militari, nella carenza di addestramento e di adeguate TTP, unitamente alla mancanza di un\u2019appropriata difesa aerea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli UAS sono risultati indubbiamente determinanti, quale valore aggiunto alle capacit\u00e0 operative azere, ma il conflitto ha confermato che le guerre devono essere ancora concluse con gli \u201cstivali sul terreno\u201d!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La guerra aerea a supporto delle forze terrestri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">i droni impiegati per fini bellici non costituiscono una novit\u00e0. Washington ha utilizzato i Predator e i Reaper per interventi in Asia e in Africa a seguito degli attacchi dell\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il loro uso, grazie anche alla produzione in altri Paesi, tra cui Turchia, Cina e Israele, si \u00e8 gradualmente esteso per la semplicit\u00e0 d\u2019impiego, elevata efficacia e difficolt\u00e0 d\u2019intercettazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Libia, a seguito dell\u2019offensiva lanciata nell\u2019aprile 2019 dal Generale Haftar, comandante delle LNA, per conquistare Tripoli, sono avvenuti in pochi mesi oltre 1.000 attacchi di droni rendendo il Paese, a detta del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salam\u00e9, probabilmente il pi\u00f9 grande teatro di guerra di droni al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019utilizzo degli UAS si \u00e8 rapidamente diffuso anche tra gli attori non statuali (terroristi e insorti) con il ricorso a droni commerciali modificati, facilmente reperibili sul mercato, ad iniziare dal Medio Oriente per poi estendersi all\u2019Afghanistan<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da strumento \u201casettico\u201d per azioni mirate a distanza che non compromettono i governi e riducono i rischi per le proprie forze, gli UAS sono diventati una componente fondamentale per una forza militare, quale arma aerea di attacco al suolo che aumenta le capacit\u00e0 di proiezione offensiva ed esercita, al contempo, una grande influenza sul campo di battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Striscia di Gaza, ad esempio, \u00e8 diventata uno dei luoghi pi\u00f9 attivi di questa moderna guerra per l\u2019ampio utilizzo dei droni da parte sia dell\u2019Esercito israeliano sia di Hamas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I gruppi militanti cercano spesso di imitare le forze occidentali nell\u2019organizzazione, nell\u2019uso di armi simili e nell\u2019equipaggiamento (la cosiddetta \u201camericanizzazione della guerra\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Talebani hanno costituito da tempo le forze speciali Red Unit (sulla falsariga di quelle statunitensi, cosi come l\u2019ISIS che ha creato le proprie truppe d\u2019elite noti come \u201cinghimasiyun e come fatto, a suo tempo, dai guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale algerino che avevano copiato le uniformi e il modo di agire dei paracadutisti francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un precedente significativo \u00e8 quello dei \u201cdroni giocattolo\u201d telecomandati modificati dai jihadisti dell\u2019ISIS nelle battaglie di Ramadi (2015) e di Mosul (2016-2017) sia per trasportare piccole cariche di esplosivo da sganciare sull\u2019avversario sia per schiantarsi direttamente sull\u2019obiettivo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quell\u2019occasione la superiorit\u00e0 aerea garantita dai velivoli USA si \u00e8 rivelata inutile contro questi quadricotteri che volavano a bassa quota sulle aree urbane (anche per il rischio di colpire le truppe irakene operanti sul terreno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Daesh ha ulteriormente sviluppato questa capacit\u00e0, utilizzando i mini-droni per guidare dall\u2019alto i veicoli suicidi corazzati con blindatura artigianale (vehicle-borne improvised explosive device-VBIED) da far esplodere contro le posizioni avversarie, i cui conduttori potevano solo vedere a malapena attraverso le piastre d\u2019acciaio destinate a proteggerli dal fuoco nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente, non \u00e8 la stessa tecnologia ma l\u2019uso dei droni commerciali ottiene sia l\u2019effetto di accrescere le capacit\u00e0 combattive sia una funzione psicologica sugli avversari, indotti a chiedersi se stanno affrontando un nemico meglio equipaggiato di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La trasformazione del campo di battaglia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019utilizzo di armamenti hi-tech nel Nagorno-Karabakh, costituiti da missili balistici, UAS e loitering-munition, \u00e8 stato l\u2019esempio pi\u00f9 evidente di come questi strumenti ad alta precisione \u2013 incrementando il potenziale offensivo \u2013 possano cambiare le dimensioni dei conflitti una volta dominati dagli scontri terrestri e dalla tradizionale arma aerea: sono stati la sorpresa strategica in campo tattico che ha trasformato l\u2019area della battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impiego degli UAS, cosi come l\u2019utilizzo dei mercenari, riflette la tendenza sempre pi\u00f9 diffusa verso la cosiddetta \u201cguerra surrogata\u201d, dove gli oneri di un conflitto vengono trasferiti dagli attori statuali e non statuali a sostituti umani e\/o tecnologici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I droni, dopotutto, sono relativamente economici e pi\u00f9 facili da rimpiazzare rispetto ai loro obiettivi, possono produrre danni estesi ed essere neutralizzati solo con contromisure molto pi\u00f9 costose; un missile Stinger costa orientativamente 150 mila dollari e un Patriot molto di pi\u00f9, mentre un quadricottero modificato ne costa meno di duemila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0In termini di capacit\u00e0, appare evidente che i velivoli a pilotaggio remoto offrano il vantaggio del potere aereo, dei sensori e delle armi di precisione alle piccole e medie Nazioni a un costo inferiore rispetto a quello della classica aviazione con equipaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli UAS hanno anche dimostrato le vulnerabilit\u00e0 dei sistemi d\u2019arma terrestri, quali carri armati, artiglierie, radar e missili terra-aria senza specifiche difese dai droni, ponendo in discussione il loro ruolo sul campo di battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale situazione ha sollevato il dibattito sulla possibilit\u00e0 che l\u2019era dei corazzati stia volgendo al termine, anche se non esiste un\u2019altra piattaforma che offra una migliore combinazione di manovra, protezione e potenza di fuoco. Nulla pu\u00f2 il carro armato, di per s\u00e9, per fronteggiare e difendersi da un\u2019arma specificamente progettata per colpire dall\u2019alto, in quanto questi mezzi in genere non sono protetti contro questa tipologia di attacco. Alcuni esperti di corazzati affermano, tuttavia, che i problemi avuti dagli Armeni erano dovuti pi\u00f9 alla mancanza di addestramento tecnico-tattico che a un segnale di obsolescenza dei carri armati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il conflitto ha evidenziato, inoltre, i limiti delle difese aeree attuali nel contrastare efficacemente combinazioni di attacchi portati da missili balistici e UAS, come peraltro era gi\u00e0 emerso in precedenza. Nell\u2019incursione del settembre 2019 lanciata dai ribelli Houthi da diverse centinaia di chilometri di distanza su due impianti petroliferi in Arabia Saudita, che ha causato sensibili danni alle infrastrutture e la temporanea riduzione della produzione petrolifera, nessuno dei tre sistemi contraerei schierati a protezione dei siti (Patriot statunitensi, Crotale francesi e cannoni Oerlikon da 35 mm svizzeri) \u00e8 stato in grado di rilevare o ingaggiare i droni e i missili da crociera attaccanti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa minaccia si sta diffondendo molto pi\u00f9 rapidamente delle contromisure o dei sistemi di difesa progettati per affrontarla, anche se molto dipende dal sistema stesso, dal contesto operativo, dalle capacit\u00e0 dell\u2019operatore e dall\u2019avversario (la Turchia, ad esempio, ha perso diversi suoi droni TB2 negli scontri in Libia), come si verifica, del resto, per i sistemi di guerra elettronica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le guerre del XXI secolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il conflitto nel Nagorno-Karabakh ha anticipato come potrebbero essere le guerre del XXI Secolo rispetto a quelle del passato per la presenza delle armi autonome che, come avvenuto per quelle cibernetiche, possono offrire opportunit\u00e0 alle piccole e medie Nazioni di sfruttare con effetti letali le nuove tecnologie, ponendo fine al monopolio delle grandi potenze, e innescare \u2013 con maggiore probabilit\u00e0 \u2013 conflitti nelle aree contese tra Stati confinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I combattimenti nel Caucaso, sebbene circostanziati nel tempo, nello spazio e nelle dimensioni, hanno suscitato un grande interesse in ambito internazionale per le novit\u00e0 introdotte ed hanno stimolato numerosi studi per trarne insegnamenti per le rispettive Forze Armate, soprattutto per quanto riguarda l\u2019uso dei droni e i modi per individuare, in un breve lasso di tempo, contromisure efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei Paesi occidentali, tra cui Germania e Regno Unito, \u00e8 stata avviata una riflessione a livello politico-militare circa la possibilit\u00e0 di avviare nuovi programmi di acquisizione di droni armati pi\u00f9 economici (del tipo TB2 turco) per l\u2019ottimo rapporto costo\/efficacia dimostrato nel conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Cina e Taiwan hanno attribuito una particolare attenzione a questi combattimenti, tanto da approfondirne le dinamiche per renderle pi\u00f9 aderenti alle proprie situazioni strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019utilizzo dei droni armati, oltre a far emergere problemi connessi con una tecnologia incontrollata e in rapido sviluppo, \u00e8 divenuto oggetto di intense discussioni in diversi Paesi, tra cui la Germania per un quadro giuridico non definito e complessi aspetti etici relativi all\u2019uccisione degli avversari con un joystick.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innegabilmente, alcune di queste lezioni possono apparire esagerate, come spesso accade, ma sarebbe un errore ignorare o sottostimare le indicazioni emerse, che sono pi\u00f9 complesse degli specifici aspetti tecnologici, in quanto hanno implicazioni sull\u2019efficacia della difesa aerea, sulla sopravvivenza delle forze e sulla necessit\u00e0 di pensare in modo diverso allo sfruttamento del terreno e alla condotta della manovra secondo un\u2019ottica multi-dominio, basata sulla conoscenza delle proprie possibilit\u00e0 e sulla creazione di alternative di azione (un\u2019azione in un dominio pu\u00f2 avere un effetto diretto ed efficace in un altro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto, il conflitto ha fatto rilevare, come spesso accade, il divario tra le valutazioni dei leader politici e la realt\u00e0 sul campo, per mancanza di sintonia con i vertici militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La leadership politica di Yerevan, illusa dai precedenti successi, non ha investito in misura adeguata ad assicurare alle Forze Armate gli strumenti e le tecnologie in grado di contrastare efficacemente un avversario che, in questi ultimi anni, grazie alle disponibilit\u00e0 finanziarie offerte dalle risorse petrolifere, si \u00e8 sensibilmente potenziato con l\u2019acquisizione di armamenti ed equipaggiamenti stranieri dell\u2019ultima generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Armeni, invece di acquistare sistemi di difesa aerea o di guerra elettronica pi\u00f9 avanzati, hanno preferito investire in equipaggiamenti di \u201cseconda mano\u201d dalla Giordania, che non erano stati progettati per ingaggiare gli UAS, malgrado segnali di cambiamento si fossero gi\u00e0 manifestati quando l\u2019Azerbaijan, nei quattro giorni di scontri del 2016, aveva gi\u00e0 usato droni e loitering munition.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Erevan nei quattro anni successivi, peccando forse in presunzione, non aveva recepito questi nuovi aspetti, confidando sulla superiorit\u00e0 combattiva delle proprie truppe (e probabilmente nel supporto russo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati che non possono permettersi forze aeree sofisticate trovano negli UAS un efficace mezzo per conseguire il controllo dello spazio aereo alle basse-medie quote e infliggere pesanti perdite alle forze di terra, presumibilmente superiori ma impreparate \u2013 al momento \u2013 ad affrontare questa nuova forma di minaccia. Utilizzati efficacemente, i droni armati hanno la possibilit\u00e0 di colpire rapidamente e con precisione forze esposte o non protette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 richiede lo sviluppo di sistemi di protezione integrati tra la 1a e la 3a dimensione che prevedano una difesa area altamente mobile in grado di supportare le forze terrestri ed estesa sino alle singole unit\u00e0 d\u2019impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una capacit\u00e0 che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 esclusivo patrimonio delle (poche) unit\u00e0 specialistiche, le quali non saranno mai in grado di soddisfare, in misura aderente, tutte le molteplici e diversificate esigenze delle forze di manovra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sistemi d\u2019arma terrestri (carri armati e altri veicoli da combattimento), inoltre, dovranno essere dotati di propri dispositivi di protezione e di contromisure efficaci, alla stessa stregua in cui sono ora equipaggiati contro la minaccia anticarro e gli IED, per la localizzazione e la difesa dagli UAS: la sopravvivenza dovr\u00e0 ancora una volta mettersi al passo con la letalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il carro russo T-14 Armata, ad esempio, \u00e8 equipaggiato con un nuovo sistema di protezione attiva, l\u2019Active Protection System (APS) Afghanit, che dispone di un radar in grado rilevare, tracciare, intercettare e distruggere i missili guidati anticarro (ATGM), razzi e RPG in arrivo. Army Recognition (www.armyrecognition.com), 30 December 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potr\u00e0 essere utile, inoltre, rivalutare i semoventi contraerei basati su cannoni che la maggior parte degli eserciti occidentali ha gradualmente dismesso dalla fine della Guerra Fredda, tenuto conto che i MANPADS, come lo Stinger, hanno poche possibilit\u00e0 di acquisire obiettivi di cos\u00ec piccole dimensioni come le loitering munition o i mini-droni invisibili all\u2019operatore (nel Nagorno-Karabakh i droni hanno distrutto pi\u00f9 MANPAD di quanti droni siano stati abbattuti da questi sistemi portatili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicuramente si rende necessaria una approfondita riflessione sull\u2019impiego dei mezzi blindati e corazzati e, conseguentemente, sull\u2019addestramento tecnico-tattico che deve essere incentrato sull\u2019esasperazione del concetto di diradamento, occultamento, sorpresa, attacchi rapidi e concentrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito americano, ad esempio, nel Centro di Addestramento Nazionale (National Training Center-Fort Irwin, California) verifica il livello di preparazione delle unit\u00e0 corazzate su di un campo di battaglia simulato contro una \u201cforza avversaria\u201d che applica le pi\u00f9 recenti TTP emerse nei vari conflitti, per prepararle in modo pi\u00f9 consono ad affrontare le sfide che si possono presentare: non sempre \u00e8 possibile scegliere le guerre da combattere!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo una combinazione di tecnologie, dottrine e procedure che annoverino preparazione, innovazione, cooperazione e capacit\u00e0 di adattamento, consentir\u00e0 di far fronte alla minaccia dei droni riducendone la loro efficacia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pentagono ha previsto, a tal fine, di sviluppare un programma d\u2019istruzione di base contro-UAS con TTP comuni e l\u2019aggiornamento della dottrina esistente per definire linee guida per tutte le Forze Armate. Il progetto include anche la creazione di una apposita scuola (Fort Sill, Oklahoma) per addestrare i militari a contrastare la minaccia degli UAS soprattutto quella portata dai mini-droni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I combattimenti nel Nagorno Karabakh, tuttavia, hanno confermato la fondamentale importanza della tecnologia e dei nuovi equipaggiamenti, quali componenti essenziali di una moderna Forza Armata, che non possono tuttavia sostituirsi alla dimensione umana che continua ad essere il fattore decisivo nella condotta delle operazioni, dove il Soldato \u00e8 il \u201csistema d\u2019arma\u201d a disposizione pi\u00f9 flessibile ed efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgio Battisti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fonti bibliografiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The Nagorno-Karabakh Conflict: A Visual Explainer, International Crisis Group, 26\/10\/2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Shahbazov, Tactical Reasons Behind Military Breakthrough in Karabakh Conflict, Eurasia Daily Monitor Volume: 17 Issue, November 3, 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Watling and S. Kaushal, The Democratisation of Precision Strike in the Nagorno-Karabakh Conflict, RUSI, 22 October 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEBKAfile, Sparse military gains for Arzebaijan \u2013 despite its strong advantages over Armenia, Oct. 13<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Missile Threat\u2013 Center for Strategic and International Studies (CSIS) Missile Defense Project<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bryen, Has the UAV defined the modern battlespace?, Bryen\u2019s Blog, 8 December 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D. Atherton, Trump Inherited the Drone War but Ditched Accountability, Foreign Policy, 22 May 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">United Nation Support Mission in Libya, Report of the Secretary-General, 15 January 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">France 24, Dans le ciel libyen, bataille entre drones turcs et \u00e9miratis, 29\/09\/2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lacher, Drones, Deniability, and Disinformation: Warfare in Libya and the New International Disorder, War on the Rocks, March 3, 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Roggio, US killed commander of Taliban\u2019s \u2018Red Unit\u2019, Long War Journal, December 5, 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gressel, Military lessons from Nagorno-Karabakh: Reason for Europe to worry, European Council on Foreign Relations, 24 November 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gartenstein-Ross, How Many Fighters Does The Islamic State Really Have?, February 9, 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Napolitano, Carri armati nella battaglia di Mosul, Rivista Militare 3\/201)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">J. Marty, Fire From the Sky: The Afghan Taliban\u2019s Drones, The Diplomat, December 22, 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Balkan, Daesh drone\u2019s strategy, SETA publications, 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The Taliban is using bomber drones as a psychological weapon, TRTWord, 1 January 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Krieg and J.M. Rickli, Surrogate Warfare: The Transformation of War in the Twenty-First Century, Georgetown University Press, Washington DC, 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arduino, In Nagorno-Karabakh, drones rain death but won\u2019t bring quick end to war, Asia News Day, 23 Oct, 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Morgan, Armor attrition in Nagorno-Karabakh battle not a sign US should give up on tanks, experts say, Army Times, 1 Oct 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Werkh\u00e4user, No armed drones for the German army \u2013 for now, Deutsche Welle, 14.12.2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kofman, A Look at the Military Lessons of the Nagorno-Karabakh Conflict, Harvard Kennedy School \u2013 Belfer Center for Science and International Affairs, December 14, 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Palestini, Countering drones: looking for the silver bullet, NATO Review, 16 December 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Judson, The Pentagon is building a school to teach the force how to defeat drones, Defense News, October 30, 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto Ministero della Difesa Armeno e Ministero della Difesa Azero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/01\/in-nagorno-karabakh-un-anticipo-delle-guerre-del-xxi-secolo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/01\/in-nagorno-karabakh-un-anticipo-delle-guerre-del-xxi-secolo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giorgio Battisti) Gli aspri combattimenti che hanno recentemente coinvolto l\u2019Azerbaijan e l\u2019Armenia per la contesa enclave del Nagorno-Karabakh (27 settembre \u2013 9 novembre 2020), a differenza degli scontri avvenuti in precedenza, hanno assunto un\u2019inedita centralit\u00e0 trasformandosi da confronto a bassa intensit\u00e0, eredit\u00e0 dell\u2019implosione dell\u2019URSS nel 1991 ma con origini risalenti alla 1a Guerra Mondiale, a teatro d\u2019interesse (a vario titolo) delle tre potenze regionali quali Russia, Turchia e Iran, senza dimenticare Israele.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gax","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62157"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62157"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62166,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62157\/revisions\/62166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}