{"id":62173,"date":"2021-01-25T09:30:36","date_gmt":"2021-01-25T08:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62173"},"modified":"2021-01-24T22:12:50","modified_gmt":"2021-01-24T21:12:50","slug":"62173","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62173","title":{"rendered":"Asia centrale, una terra di opportunit\u00e0 (anche per l\u2019Italia)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Emanuele Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Asia centrale si trova al centro di quella che Sir Halford Mackinder, il padre fondatore della geopolitica, aveva definito l&#8217;\u201darea pivotale\u201d dell\u2019Eurasia, ovvero il \u201ccuore della Terra\u201d (Heartland). Ricorrendo al supporto dell\u2019evidenza storica e all\u2019intuito predittivo del pioniere, Mackinder aveva capito perch\u00e9 gli imperi russo e britannico, fra la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e il primo quarto del Novecento, avessero combattuto per estendere i propri domini su quelle terre impervie e abitate da popoli indomabili corrispondenti agli attuali -stan dell\u2019Asia centrale postsovietica: dalla loro egemonizzazione dipende il destino dell\u2019intera realt\u00e0 eurafrasiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cChi controlla il cuore della Terra comanda l\u2019Isola-Mondo: chi controlla l\u2019Isola-Mondo comanda il mondo\u201d; in questa asserzione, tanto semplice quanto concisa, Mackinder sarebbe riuscito a condensare e illustrare ai suoi contemporanei e a noi, la posterit\u00e0, la verit\u00e0 sull\u2019Asia centrale, una regione che, alla luce della rilevanza geostrategica posseduta, \u00e8 in grado di impattare in maniera profonda e incisiva sugli equilibri mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Eurasia \u00e8 il polmone del pianeta, e l\u2019Asia centrale ne \u00e8 il cuore, questo \u00e8 il motivo per cui, dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, ogni potenza guidata da aspirazioni egemoniche regionali e\/o continentali ha tentato di piantare la propria bandiera in uno o pi\u00f9 \u2013stan, dando progressivamente vita ad una riedizione del Grande Gioco in chiave multipolare. Contrariamente al passato, infatti, non si tratta pi\u00f9 di una rivalit\u00e0 egemonica russo-britannica ma di una competizione partecipata da una moltitudine di giocatori: le petromonarchie del golfo in chiave anti-iraniana, la Turchia in conformit\u00e0 alla propria agenda estera panturca, la Cina perch\u00e9 la Nuova Via della Seta \u00e8 irrealizzabile senza il Turkestan, il Giappone per limitare l\u2019influenza della precedente, e gli Stati Uniti in funzione antirussa e anticinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel cuore della Terra ci sono spazio, risorse e opportunit\u00e0 per chiunque, perci\u00f2 possono coesistere in maniera simultanea dei progetti contrastanti come Nuova Via della Seta, Unione Economica Eurasiatica e Consiglio Turco, e la competizione tra piccole e grandi potenze, per quanto vasta, continua a rientrare nei parametri della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce dei punti di cui sopra, ed avendo in disponibilit\u00e0 una serie di risorse e strumenti estremamente attraenti, l\u2018Italia potrebbe scoprire di avere le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano negli \u2013stan e dovrebbe prendere atto della loro importanza determinante nel perseguimento di uno scopo maggiore: recuperare lo storico e prestigioso ruolo di ponte fra Ovest ed Est, fra Europa e Asia, pi\u00f9 che mai fondamentale nell\u2019era della \u201cterza guerra mondiale a pezzi\u201d e della progressiva ri-polarizzazione del mondo in blocchi antagonisticamente contrapposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impegno dell\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 uno di quegli attori delle relazioni internazionali rientranti all\u2019interno della categoria delle cosiddette \u201cpotenze umanitarie\u201d. Il potere duro non \u00e8 il mezzo perch\u00e9 l\u2019imperialismo non \u00e8 il fine, perci\u00f2 Roma ha sviluppato una tradizione diplomatica coerente con il proprio credo e basata sul leveraggio di potere morbido \u2013 o sobrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia italiana, collaudata con successo nello spazio ex coloniale, in varie parti del Sud globale e persino nell\u2019Unione Sovietica, ambisce a costruire sfere di influenza in stati-chiave per la sicurezza nazionale, primariamente dal punto di vista energetico, attraverso strumenti quali cultura, energia, circolazione della conoscenza, umanitarismo e cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Suscritto modello sta venendo applicato in Asia centrale e con risultati positivi. L\u2019evento spartiacque \u00e8 stato rappresentato dalla Conferenza Italia\u2013Asia Centrale, organizzata a Roma da Farnesina e Ispi il 13 dicembre 2019, e alla quale hanno partecipato i ministri degli esteri di Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan e Kirghizistan. Il convegno, \u201cprimo del genere ad essere organizzato da un Paese membro dell\u2019Ue nei confronti dei Paesi dell\u2019Asia Centrale nel loro insieme\u201c, era stato allestito allo scopo di discutere l\u2019ampliamento della collaborazione tra Roma e gli \u2013stan, anche alla luce di un interscambio in costante aumento, e ha gettato le basi per un maggiore impegno italiano nell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le regioni stanno giocando un ruolo-chiave nel processo di espansione dell\u2019Italia in Asia centrale, come evidenziato dagli accordi della Sicilia per la promozione del Made in Italy in Kazakistan, che sta venendo supportato da ogni entit\u00e0 utile allo scopo \u2013 istituti di cultura, imprenditoria privata, Camera di Commercio, Confindustria, centri studi \u2013 e dall\u2019organizzazione di piattaforme di incontro e dialogo, come ad esempio il business forum Italia-Uzbekistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa pu\u00f2 dare l\u2019Italia all\u2019Asia centrale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di recente, gli \u2013stan pi\u00f9 lungimiranti hanno avviato dei processi di modernizzazione con l\u2019obiettivo di trasformarsi da spettatori a teatranti del Grande Gioco 2.0; e questo \u00e8 vero soprattutto per Tashkent e Nur-Sultan. Le opportunit\u00e0 per l\u2019Italia sono molteplici: sbocco del Made in Italy in un mercato di consumatori in progressiva espansione, bacino manifatturiero vasto ed attraente per eventuali delocalizzazioni produttive, clima di investimenti in costante miglioramento, possibilit\u00e0 di rilevare imprese, diversificazione energetica, interi settori da conquistare poich\u00e9 necessitanti di competenze in possesso dei Paesi avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia, essendo un faro in settori come trasporti, edilizia, infrastrutture ed energia, potrebbe soddisfare i numerosi e pi\u00f9 importanti appetiti degli \u2013stan, facendo leva sulle proprie competenze, universalmente riconosciute, per stringere accordi di natura vincente-vincente in un momento storico e particolarmente ricco di occasioni quale quello attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli \u2013stan hanno bisogno di strade, autostrade, ferrovie e infrastrutture con cui migliorare la loro interconnettivit\u00e0 internazionale; e le grandi firme italiane hanno le risorse e gli strumenti per realizzarle. Gli \u2013stan stanno lentamente incamminandosi nel percorso verso la transizione verde, con un interesse speciale per eolico e fotovoltaico, e l\u2019ENI pu\u00f2 e deve essere pronta a lasciare un\u2019impronta profonda. Gli \u2013stan, inoltre, sono quel punto unico in cui si incrociano le civilt\u00e0 russa, turca, cinese, mongola e islamica, ed un attraversamento inevitabile, che non si pu\u00f2 aggirare, lungo la strada dal Vecchio Continente all\u2019Estremo Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Essere pionieri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono settori che sono quasi o del tutto vergini, dove la competizione tra grandi potenze non \u00e8 ancora arrivata, e nei quali l\u2019Italia \u00e8 chiamata a svolgere una missione pioneristica. Uno di questi \u00e8, ad esempio, il mondo del calcio. In Uzbekistan, dove la classe dirigente ha mostrato una forte passione per il pallone sin dall\u2019indipendenza, negli anni recenti sono state istituite accademie di formazione con l\u2019obiettivo di dar vita ad una generazione di calciatori che, in futuro, possa portare in alto la bandiera in eventi di alto livello come i Mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 chiamata a sviluppare, istituzionalizzare e condurre con perseveranza una diplomazia dello sport a modo suo: non costruendo stadi come la Cina, ma formando future promesse del calcio nelle proprie accademie (aprendo corridoi e offrendo borse) e squadre (concentrando il mercato acquisti negli \u2013stan) e inviando i propri allenatori in loco ad insegnare nelle scuole e a dirigere i club. La \u201cdiplomazia degli allenatori\u201d potrebbe rivelarsi la chiave di volta per l\u2019accesso al cuore del popolo uzbeko, come dimostra il caso mediatico montato attorno a Eldor Shomurodov, stella del Genoa e idolo dei nipoti di Tamerlano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa Cina costruisce gli stadi e l\u2019Italia li riempie\u201d; in questa massima \u00e8 esplicata la natura della strategia che dovrebbe guidare i passi del nostro Paese in Asia centrale: non (soltanto) competizione con le altre potenze in settori di loro pertinenza, ma pionierismo in aree dove \u00e8 altamente probabile che possano costruirsi monopoli durevoli e resistenti alla concorrenza in ragione dell\u2019impossibilit\u00e0 di un confronto equo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il calcio non \u00e8 l\u2019unica area in cui l\u2019Italia potrebbe costruire una posizione dominante ed impareggiabile, riducendo al tempo stesso il rischio di attrarre animosit\u00e0 perniciose da parte dei grandi protettori \u2013 Russia e Cina \u2013, perch\u00e9 praterie altrettanto incorrotte sono, ad esempio, l\u2019energia eolica, la sanit\u00e0, l\u2019agricoltura sostenibile e il Made in Italy, che, lungi dall\u2019equivalere a cibo e moda, \u00e8 anche vetreria, rubinetteria, ceramica, ottima e gomma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia pu\u00f2 e deve formulare un\u2019agenda per l\u2019Asia centrale, prima che lo faccia un altro Paese europeo, perch\u00e9 per mezzo di essa le sar\u00e0 possibile fungere da portavoce dell\u2019Europa, trovare altrove ci\u00f2 che \u00e8 stato perduto nel periodo post-primorepubblicano a causa della ritirata dal Mediterraneo allargato, e creare degli avamposti potenzialmente utili nel dialogo con le grandi potenze, in primis Russia, Cina, Turchia e Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/asia-centrale-una-terra-di-opportunita-anche-per-litalia.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/asia-centrale-una-terra-di-opportunita-anche-per-litalia.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuele Pietrobon) L\u2019Asia centrale si trova al centro di quella che Sir Halford Mackinder, il padre fondatore della geopolitica, aveva definito l&#8217;\u201darea pivotale\u201d dell\u2019Eurasia, ovvero il \u201ccuore della Terra\u201d (Heartland). 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