{"id":62373,"date":"2021-02-02T08:30:41","date_gmt":"2021-02-02T07:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62373"},"modified":"2021-02-01T23:25:39","modified_gmt":"2021-02-01T22:25:39","slug":"leuropa-di-fronte-alle-sfide-di-economia-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62373","title":{"rendered":"L&#8217;Europa di fronte alle sfide di Economia Politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>da BLOG SERGIO CESARATTO (di Paolo Paesani)<\/strong><\/p>\n<h3>Recensione a &#8220;Heterodox Challenges in Economics&#8221;<\/h3>\n<p>In queste settimane, i paesi membri dell\u2019Unione Europea stanno definendo i rispettivi piani d\u2019investimento nell\u2019ambito del\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/recovery-plan-europe_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>NextGenerationEU<\/em><\/a>. Dal successo di questi progetti dipende il consolidamento dell\u2019economia e del modello sociale europeo e la ripresa dell\u2019integrazione europea su basi di rinnovata fiducia. Almeno questo \u00e8 l\u2019auspicio, a fronte di un\u2019emergenza pandemica che ha trovato l\u2019Europa divisa, preda di rivendicazioni contrapposte, e con disuguaglianze crescenti. Tale situazione \u00e8 il risultato di molteplici cause, in parte strutturali, in parte legate agli effetti della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2013\/visco_010913.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">crisi dei debiti sovrani<\/a> che ha coinvolto alcuni paesi dell\u2019eurozona tra il 2011 e il 2012, a partire dalla Grecia.<\/p>\n<p>Alla genesi di questa crisi, agli errori commessi dalle autorit\u00e0 europee e nazionali (tedesche e francesi\u00a0<em>in primis<\/em>) nella gestione delle prime fasi, agli interventi successivi messi in campo dalla Banca Centrale Europea per salvaguardare l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019eurozona, sono dedicati gli ultimi capitoli del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.springer.com\/gp\/book\/9783030544478\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuovo libro<\/a>\u00a0di Sergio Cesaratto,\u00a0<em>Heterodox Challenges in Economics \u2013 Theoretical Issues and the Crisis of the Eurozone<\/em>, pubblicato nel 2020 dalla casa editrice Springer, come versione inglese del precedente\u00a0<em>Sei Lezioni di Economia Politica<\/em>\u00a0(editore Diarkos).<\/p>\n<p>Il libro, pensato come strumento didattico e base per approfondire un\u2019analisi critica dell\u2019Europa di Maastricht, presenta una ricostruzione della crisi dell\u2019eurozona, delle politiche economiche che hanno contribuito a determinarla, del paradigma teorico che ha ispirato quelle politiche. Nell\u2019analisi di Cesaratto, la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consob.it\/en\/web\/investor-education\/crisi-debito-sovrano-2010-2011#:~:text=La%20crisi%20del%20debito%20sovrano%20nell'Area%20euro%20trova%20le,settore%20dei%20mutui%20residenziali%20statunitensi.&amp;text=La%20crisi%20ha%20avuto%20epicentro,2011%20a%20Spagna%20e%20Italia.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">crisi dei debiti sovrani<\/a>\u00a0\u00e8 il risultato di un modello economico europeo caratterizzato da una tendenza strutturale alla deflazione dei salari e dei prezzi, dalla disattenzione verso gli squilibri economici e finanziari all\u2019interno della zona euro, dall\u2019assenza di meccanismi fiscali capaci di correggere tempestivamente questi squilibri.<\/p>\n<p>Alla base di questo modello, c\u2019\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/ordoliberale-e-neo-mercantilista-la-problematica-identita-del-modello-tedesco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l\u2019economia tedesca<\/a>, centrata sulla stabilit\u00e0 del cambio nominale, sul miglioramento della produttivit\u00e0 e della qualit\u00e0 dei beni, sulla compressione sistematica della domanda interna, dei salari e dei prezzi a favore delle esportazioni. Attraverso il rigore fiscale e una forte politica della concorrenza sul mercato del lavoro e dei beni, la Germania, insieme ad alcuni paesi fortemente integrati con essa (Olanda e Austria\u00a0<em>in primis<\/em>), guadagna competitivit\u00e0 a scapito dei paesi della periferia mediterranea, dove la produttivit\u00e0 langue, i prezzi e i salari crescono pi\u00f9 rapidamente e pi\u00f9 difficilmente si raggiunge il pareggio nel bilancio pubblico. Tutto ci\u00f2 fa s\u00ec che i paesi periferici registrino deficit sistematici nella bilancia dei pagamenti e un parallelo aumento del debito estero nei confronti della Germania e degli altri paesi nord-europei. Nei primi dieci anni dell\u2019Unione Monetaria, la disponibilit\u00e0 dei risparmiatori e delle banche dei paesi centrali ad acquistare titoli emessi dai debitori e dalle banche dei paesi periferici ha permesso al sistema economico europeo di proseguire, garantendo una convergenza parziale dei paesi pi\u00f9 arretrati. Con la crisi del 2011, questo processo si \u00e8 bruscamente interrotto, i membri pi\u00f9 fragili dell\u2019eurozona sono ricaduti all\u2019indietro, in termini di reddito aggregato e pro-capite, di occupazione e di parametri della finanza pubblica.<\/p>\n<p>Gli interventi messi in campo dalla Banca Centrale Europea, guidata da Mario Draghi, hanno salvato l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019Eurozona senza incidere in maniera significativa sulle cause strutturali della sua crisi. Cesaratto giudica positivamente il pragmatismo di Draghi, senza cadere nell\u2019agiografia, e non mostra stupore di fronte alle critiche mosse alle misure convenzionali e non convenzionali, adottate negli anni del suo mandato:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/9039dd0e-d61f-11e9-a0bd-ab8ec6435630\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">critiche feroci<\/a>\u00a0da parte di ambienti politici ed economici nordeuropei, talvolta con il sostegno di una parte dei membri del Comitato esecutivo dell\u2019Eurosistema. Nella visione di Cesaratto quelle critiche sono il riflesso di un problema di fondo, che rende l\u2019Europa irriformabile; troppo forti gli interessi costituiti, troppo forte il paradigma economico dal quale quegli interessi traggono ispirazione e argomenti.<\/p>\n<p>Gli elementi di questo paradigma sono ben noti. Neutralit\u00e0 della moneta e della politica monetaria rispetto al reddito, all\u2019occupazione e alla distribuzione del reddito. Ricerca del pareggio di bilancio e preferenza per una politica economica basata su regole chiare. Forte impegno dello Stato nel tutelare la concorrenza, sul piano interno e su quello internazionale, per il contributo positivo che essa pu\u00f2 dare all\u2019efficienza allocativa e all\u2019occupazione. Visione armonica del processo distributivo, per il quale i fattori produttivi, lavoro e capitale, riceverebbero una remunerazione proporzionale al contributo che ciascuno di essi fornisce alla produzione, misurato in termini di produttivit\u00e0 media e marginale.<\/p>\n<p>A questo paradigma, frutto del connubio tra ordo-liberalismo, sul piano politico-economico, e marginalismo, sul piano teorico, Cesaratto contrappone una visione alternativa basata sull\u2019integrazione tra il pensiero economico di J.M. Keynes e la ripresa dell\u2019approccio classico per opera di P. Sraffa.<\/p>\n<p>Il paradigma alternativo parte dalla non neutralit\u00e0 della moneta e della politica monetaria. La Banca centrale, forte della capacit\u00e0 d\u2019influenzare l\u2019attivit\u00e0 delle banche e i tassi d\u2019interesse e di cambio, svolge un ruolo determinante nel processo di formazione del reddito aggregato e della sua distribuzione. Da qui la necessit\u00e0 che le autorit\u00e0 monetaria agiscano di concerto con quelle fiscali nel tutelare l\u2019occupazione e nel correggere tempestivamente gli squilibri macroeconomici, interni ed esterni, anche attraverso il ricorso a misure discrezionali. Concorrenza e libert\u00e0 di scambio sono importanti per stimolare l\u2019innovazione e il progresso materiale, ma non garantiscono efficienza e pieno impiego e possono anzi alimentare il conflitto distributivo tra profitti e salari, l\u2019esito del quale dipende principalmente dai rapporti di forza all\u2019interno del corpo politico e sociale.<\/p>\n<p>In questo paradigma \u00e8 centrale il concetto di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/teorie-del-sovrappiu_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sovrappi\u00f9 sociale<\/a>, fondamento della teoria economica classica ripresa e sviluppata da Piero Sraffa. Dato il prodotto aggregato, la tecnologia e il livello dei salari, riflesso dei rapporti di forza tra lavoratori e datori di lavori e di altre considerazioni economiche, tecnologiche e sociali, si determina la ripartizione del reddito aggregato tra salari e profitti (sovrappi\u00f9). Se i profitti sono impiegati per ampliare la produzione, aumentando la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei posti di lavoro disponibili e l\u2019offerta di beni di consumo a prezzi accessibili, il benessere economico aumenta. Se invece i profitti rimangono inerti o sono utilizzati per alimentare sterili speculazioni, la loro stessa esistenza \u00e8 messa a rischio, a meno di non esercitare una continua pressione al ribasso sul livello della domanda interna, dei salari, dei prezzi e sull\u2019occupazione, sfruttando tutte le occasioni che la globalizzazione e il progresso tecnologico offrono in questa direzione.<\/p>\n<p>Partendo da questa interpretazione, l\u2019Europa di Maastricht appare come uno strumento creato per disciplinare il conflitto distributivo all\u2019interno dei paesi europei, creando le condizioni per preservare il modello economico tedesco, centrato sulle esportazioni, all\u2019interno dell\u2019economia globale. Ai lavoratori europei, la parte pi\u00f9 debole, rimane la speranza sulla tenuta della congiuntura economica internazionale e la fiducia nella protezione (sempre pi\u00f9 fragile) dello Stato sociale, messo sotto pressione dai vincoli di bilancio, dell\u2019invecchiamento della popolazione, dalle migrazioni interne ed esterne, dalla trasformazione dei processi produttivi.<\/p>\n<p>Adottando quest\u2019ottica, che enfatizza la dimensione degli interessi economici e geopolitici, ponendo in secondo piano gli aspetti ideali e le ragioni originarie alla base del processo d\u2019integrazione europea, l\u2019Unione Europea \u2013 secondo Cesaratto \u2013 \u00e8 destinata a implodere sotto il peso delle sue contraddizioni o ad andare avanti passando da un compromesso all\u2019altro e fidando sulla resilienza dei gruppi sociali a vivere in condizioni difficili. In entrambi i casi un futuro assai gramo. E\u2019 parte di questa visione, l\u2019idea che gli Stati Uniti d\u2019Europa non vedranno mai la luce, vittima degli egoismi nazionali e di un impianto regressivo dal punto di vista economico e sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 possibile individuare alcuni elementi che possono temperare il pessimismo sul futuro dell\u2019integrazione europea che emerge dalla visione di Cesaratto e si tratta di elementi compatibili con una critica serrata all\u2019Europa di Maastricht e ai suoi molti difetti. Un primo fattore importante in questa direzione, messo in luce da molti studiosi fra cui, di recente,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/author\/francesco-saraceno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Francesco Saraceno<\/a>, riguarda l\u2019indebolimento nella spinta propulsiva del modello tedesco trainato dalle esportazioni. Le tensioni sul fronte del commercio internazionale, tra USA e Cina e non solo, acuite dalla crisi pandemica obbligano a rivalutare modelli di sviluppo basati sul sostegno alla domanda interna. Questa offre alle forze progressiste l\u2019occasione per riorientare la lotta politica verso il raggiungimento di nuovi e pi\u00f9 avanzati traguardi, sul piano dei diritti economici e sociali, come osservano Celi, Ginzburg, Guarascio e Simonazzi al termine della loro\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/lunione-divisiva-alla-prova-del-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">analisi sullo stato dell\u2019Unione Europea<\/a>. Un secondo fattore importante \u00e8 legato al maggiore o minor successo che avranno il progetto\u00a0<em>NextGenerationEU<\/em>\u00a0e le molte recenti proposte di riforma della governance economica europea, dal superamento del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita alla riforma della strategia di politica monetaria della BCE, dal completamento dell\u2019unione bancaria europea all\u2019introduzione di un sussidio di disoccupazione europea.<\/p>\n<p>Un impegno di questo genere richiede idee nuove e un ottimismo progettuale di tipo keynesiano che non si arrenda di fronte allo status quo ma cerchi continuamente vie nuove e intelligenti per convincere gli scettici e sospingere la societ\u00e0 europea sulla strada del progresso materiale, culturale e civile. Anche per questo, lavori come quello di Cesaratto sono utili per il contributo che possono dare alla formazione di una visione critica, alla riscoperta di approcci di teoria e politica economica, dimenticati o distorti, e al recupero di una prospettiva analitica capace di aderire con forza alla realt\u00e0, combinando economia politica, politica economica, storia dei fatti e del pensiero economico.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com\/2021\/02\/recensione-heterodox-challenges-in.html?m=1\">https:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com\/2021\/02\/recensione-heterodox-challenges-in.html?m=1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da BLOG SERGIO CESARATTO (di Paolo Paesani) Recensione a &#8220;Heterodox Challenges in Economics&#8221; In queste settimane, i paesi membri dell\u2019Unione Europea stanno definendo i rispettivi piani d\u2019investimento nell\u2019ambito del\u00a0NextGenerationEU. 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