{"id":62497,"date":"2021-02-08T08:30:46","date_gmt":"2021-02-08T07:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62497"},"modified":"2021-02-07T21:13:25","modified_gmt":"2021-02-07T20:13:25","slug":"il-risveglio-dal-sogno-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62497","title":{"rendered":"Il risveglio dal sogno democratico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Andrea Zhok)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62498\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/0-11745-300x165.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/0-11745-300x165.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/0-11745.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;avventura istituzionale che chiamiamo &#8216;democrazia&#8217;, salvo una manciata di casi, ha vita breve. Inizia ad avere una qualche diffusione in forme limitate nell&#8217;ultima parte dell&#8217;800, giunge alla prima forma di suffragio universale agli inizi del &#8216;900, e diviene fenomeno di massa nel mondo occidentale solo dopo il 1945. Si tratta insomma di un&#8217;assoluta novit\u00e0 sul piano storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le infinite chiacchiere sul &#8216;mondo liberaldemocratico&#8217; in verit\u00e0 esiste di diritto solo un mondo liberale o un mondo democratico, che solo occasionalmente possono fare dei pezzi di strada assieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella visione liberale il diritto di voto, i diritti politici in generale, sono correlati al diritto di propriet\u00e0: ha propriamente diritto a decidere solo chi ha economicamente &#8216;qualcosa da perdere&#8217;. La tendenza naturale della prospettiva liberale va dunque verso un&#8217;oligarchia censitaria, estendibile fino a divenire una semi-democrazia censitaria (posto che il ceto proprietario sia assai diffuso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siccome gli interessi delle societ\u00e0 liberali e quelli della democrazia sono solo in piccola parte coincidenti, le societ\u00e0 cosiddette &#8216;liberaldemocratiche&#8217; nate nel secondo dopoguerra hanno dedicato solo limitate energie alla coltivazione delle condizioni per l&#8217;esistenza di una democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per una ventina d&#8217;anni, finch\u00e9 il ricordo delle distruzioni 1914-1945 era ancora vitale (e finch\u00e9 il comunismo sembrava un&#8217;alternativa) le novelle societ\u00e0 democratiche hanno preso sul serio la necessit\u00e0 di prendersi cura della democrazia. Lo hanno fatto sul piano istituzionale, ma soprattutto sul piano formativo, ampliando la base della pubblica istruzione e attribuendo al sistema mediatico pubblico alcune funzioni educative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quei 2-3 decenni del dopoguerra sono stati abbattuti dalla svolta neoliberale, che ha invertito il senso di marcia, ritornando a grandi falcate a condizioni da inizio &#8216;900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, come cent&#8217;anni fa, il fattore di gran lunga pi\u00f9 decisivo per la formazione di un soggetto (un cittadino) \u00e8 il retroterra famigliare di cui si pu\u00f2 giovare, e questa \u00e8 anche la base pi\u00f9 importante per sperare in una collocazione socialmente ed economicamente dignitosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;ascensore sociale \u00e8 fuori servizio, il classismo (un classismo senza classi riconosciute) imperversa sotto mentite spoglie, la forbice tra ricchi e poveri \u00e8 nuovamente ai suoi massimi storici, e con la neoproletarizzazione di sezioni sempre pi\u00f9 ingenti della societ\u00e0 cresce anche l&#8217;esercito dei nuovi cafoni di Fontamara: ignoranti, ingenui, perfettamente manipolabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, quando parliamo di &#8216;crisi della democrazia&#8217; la mente va, per riflesso consolidato, a modelli come quello del collasso della Repubblica di Weimar, dove l&#8217;incapacit\u00e0 di un sistema di democrazia parlamentare di fornire risposte alla popolazione fin\u00ec per aprire la strada al pi\u00f9 noto e malfamato dei dittatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 certamente vero che il fallimento di una democrazia pu\u00f2 sfociare nella ricerca dell&#8217;uomo forte, che prenda con mano salda le briglie del paese e metta fine all&#8217;inconcludente &#8220;chiacchiericcio dei politicanti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa tipologia di rimpiazzo di una democrazia in bancarotta \u00e8 tuttavia rozzo e rischioso, e ha in s\u00e9 ancora elementi premoderni e preliberali: il dittatore, l&#8217;autocrate non \u00e8 che una versione laica del vecchio modello regale, che a sua volta richiama le societ\u00e0 gerarchiche tradizionali. Qui l&#8217;uomo forte \u00e8 la proiezione moderna, nostalgica, del condottiero antico e cerca di trovare un&#8217;investitura facendo leva su questo aspetto, cio\u00e8 sulla forza militare, sul monopolio della violenza all&#8217;interno. Il dittatore \u00e8 innanzitutto uomo d&#8217;arme, o almeno cos\u00ec si dipinge, e in ogni caso conta innanzitutto su quella dimensione di potere. Dall&#8217;ammiraglio Horthy al generalissimo Franco, dal generale Pinochet al caporale Hitler, il dittatore con le sue pretese ascendenza guerriere \u00e8 in effetti un&#8217;alternativa obsoleta, con tinteggiature quasi romantiche, alle democrazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quest&#8217;ottica il nostro timore che il fallimento di democrazie sempre pi\u00f9 scricchiolanti porti una volta di pi\u00f9 al passo dell&#8217;oca e alle adunate oceaniche \u00e8 un timore malriposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non che non possa ancora accadere, ma quel tipo di esito del collasso democratico non \u00e8 all&#8217;altezza dei tempi. Il suo richiamarsi a virt\u00f9 guerriere e decisionismi roboanti \u00e8 estraneo alle forme sociali contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La medesima funzione oggi pu\u00f2 essere invece giocata in modo appropriato dal Tecnocrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Tecnico, proprio come era il Dittatore, \u00e8 il soggetto che promette la semplificazione del discorso pubblico e il ripristino dell&#8217;ordine nel caos della politica politicante. Il Tecnico non ha pi\u00f9 alcun bisogno di ridurre il parlamento ad un bivacco di manipoli, perch\u00e9 un bivacco lo \u00e8 gi\u00e0. Al contrario, egli in forza del suo carisma tecnico, riporta l&#8217;ordine formale anche all&#8217;interno di questi luoghi della recita democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come il Dittatore, il Tecnocrate \u00e8 investito di charisma (\u03c7\u03ac\u03c1\u03b9\u03c3\u03bc\u03b1), in quanto portatore di salvezza, come in passato era il condottiero. Egli possiede il dominio delle nuove competenze belliche, quelle economico-finanziarie, che sono il modo in cui oggi ci si fa prevalentemente la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno potrebbe pensare che l&#8217;Italia, con la sua predilezione per i governi tecnici (Ciampi, Dini, Monti, ora Draghi) sia un caso estremo e particolare. Ma ci sono tutti i segnali perch\u00e9, come fu gi\u00e0 per il fascismo, l&#8217;Italia sia anche questa volta un precursore. Altri governi, in altri paesi, sono spesso governi tecnici nelle loro fondamenta: i loro leader incarnano gi\u00e0 gli indirizzi della tecnocrazia economica, o si adeguano senza remore alla stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ricorso ad un tecnico esterno \u00e8 solo un passo di drammatizzazione, richiesto quando i partiti (per incapacit\u00e0 o volont\u00e0) non sono gi\u00e0 a guida tecnocratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La direzione in cui vanno evolvendo, o meglio involvendo, tutte le &#8216;liberaldemocrazie&#8217; \u00e8 quella di un deterioramento progressivo della componente democratica, ridotta a pura gesticolazione preelettorale, e di una sua sostituzione con una tecnocrazia liberale, come oligarchia degli abbienti e di chi ne cura gli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c&#8217;\u00e8 quasi nulla che vi si opponga. Le sconcertanti invocazioni da parte di prominenti e sedicenti democratici (addirittura &#8216;di sinistra&#8217;) di un governo della &#8220;competenza&#8221; seguono una logica interna ferrea, logica di cui chi le pronuncia \u00e8 ignaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La competenza viene invocata a fronte del collasso delle istituzioni democratiche, collasso che ha ragioni del tutto manifeste, ma che nessuno vuole riconoscere come tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I nostri eroi della liberaldemocrazia ci hanno spiegato per decenni, con la consueta saccenza, che non c&#8217;era alcun bisogno di &#8216;prendersi cura della democrazia&#8217;, di coltivare il &#8216;demos&#8217;. Ci avrebbe pensato la mano invisibile del mercato, che aborrisce i biechi paternalismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente, queste idee segnalavano semplicemente la loro integrale subordinazione ad un paradigma liberale, che si immaginavano magicamente coincidente con quello democratico, s\u00ec da esimerli da qualunque compito e fatica: \u00e8 un mondo bellissimo quello in cui non devi fare alcun progetto, non devi tentare riforme o promuovere indirizzi, ma basta che persegui a testa bassa il tuo proprio interesse e magicamente questo produrr\u00e0 il migliore esito per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I liberaldemocratici sono gli officianti del culto della Provvidenza Laica, dove lasciar fare e farsi gli affari propri si convertono nel migliore dei mondi possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine di questo processo la Provvidenza si \u00e8 rivelata, portando provvidenzialmente alla luce non la democrazia, che \u00e8 agonizzante, ma la tecnocrazia dell&#8217;interesse privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti la &#8216;competenza&#8217; che viene richiesta e invocata (l&#8217;elenco di editorialisti che lo ha fatto in questi giorni \u00e8 impressionante), non ha alcuna parentela con la saggezza dei governanti di una qualche Repubblica di Platone, ma \u00e8 l&#8217;abilit\u00e0 nella gestione delle regole economico-finanziarie del tardo capitalismo, aderendovi senza resti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuno pu\u00f2 dire se o quanto successo avr\u00e0 il nascituro governo Draghi, ma sul piano storico questo ha una relativa importanza. Il punto \u00e8 che viene percepito, giustamente, come un salto di qualit\u00e0 nella chiarezza dei processi in corso. Si tratta di un governo che si \u00e8 visto arrivare da lontano. Un governo in cui il profilo di ci\u00f2 che era &#8216;all&#8217;altezza dei tempi&#8217; era cristallino a prescindere dalla persona chiamata ad occuparlo. Quando il presidente della Repubblica ha conferito l&#8217;incarico esplorativo a Draghi \u00e8 stato come se d&#8217;un tratto la configurazione gestaltica avesse raggiunto la sua unit\u00e0: tutte le caselle ora erano a posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui non siamo di fronte a nessuna forzatura, e questo \u00e8 ci\u00f2 che sconcerta anche tutti quei partiti e politici che si figuravano di fare chiss\u00e0 quali sfracelli in parlamento: scoprono che un abile Tecnocrate \u00e8 semplicemente proprio la figura che era predisposta ad essere occupata da tempo, e sono dunque interiormente stupiti di quanto &#8216;giusta&#8217; gli appaia quella scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto di fondo, punto che non verr\u00e0 ammesso ancora a lungo, ma che \u00e8 un dato di fatto, \u00e8 che questo \u00e8 l&#8217;emblema della fine di un&#8217;epoca e dell&#8217;inizio di un&#8217;epoca diversa: per quanto a lungo si possano ancora trascinare i dinieghi e le rimozioni, la breve favola della democrazia \u00e8 gi\u00e0 finita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/il-risveglio-dalla-democrazia\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/il-risveglio-dalla-democrazia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Andrea Zhok) L&#8217;avventura istituzionale che chiamiamo &#8216;democrazia&#8217;, salvo una manciata di casi, ha vita breve. 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