{"id":62507,"date":"2021-02-08T10:30:50","date_gmt":"2021-02-08T09:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62507"},"modified":"2021-02-08T00:29:30","modified_gmt":"2021-02-07T23:29:30","slug":"londra-e-ankara-unintesa-commerciale-e-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62507","title":{"rendered":"Londra e Ankara: un\u2019intesa commerciale e strategica  \u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Maurizio Vezzosi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i numerosi accordi bilaterali e multilaterali sottoscritti dal Regno Unito sulla scorta dell\u2019uscita dall\u2019Unione Europea spicca quello firmato con la Turchia: un accordo di libero scambio tra le cui maglie traspare il rafforzamento della strategia antirussa, anti-iraniana e anticinese post-Brexit di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan ha descritto l\u2019accordo come il \u00abil pi\u00f9 importante accordo commerciale\u00bb dopo quello firmato tra la Turchia e l\u2019Unione Europea nel 1995. Dalla prospettiva turca esso incentiver\u00e0 l\u2019esportazione di prodotti alimentari, meccanici \u2013 specie per l\u2019indotto automobilistico \u2013 chimici e tessili verso la Gran Bretagna. Per la Turchia Londra rappresenta infatti il secondo principale sbocco commerciale per le proprie esportazioni dopo la Germania. Stando alle stime inglesi, il volume d\u2019affari tra Gran Bretagna e Turchia del 2019 ha superato il valore di 25 miliardi di sterline. Alcuni mesi fa, inoltre, Gran Bretagna e Turchia hanno svolto le prime esercitazioni aeree congiunte della loro storia e a distanza di poche settimane hanno reso operativa un\u2019unione doganale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le pulsioni della Gran Bretagna post-Brexit sembrano ambire al rinnovamento del proprio protagonismo nello scenario internazionale e militare: cos\u00ec suggerisce, del resto, il cospicuo aumento della spesa militare voluto dal primo ministro Boris Johnson, pari a circa 20 miliardi di euro. Oltre a ci\u00f2, dalle prime mosse britanniche traspare chiaramente l\u2019intento di realizzare un riposizionamento strategico a fianco di Washington. Certamente le turbolenze che stanno attraversando gli Stati Uniti potrebbero complicare la realizzazione di questo processo, ma paradossalmente potrebbero anche favorirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca potr\u00e0 avere un effetto \u2012 almeno formale \u2012 sui rapporti tra Stati Uniti e Turchia, la costruzione di un\u2019intesa strategica tra Londra e Ankara crea i presupposti per surrogare il \u2012 parziale \u2012 ripiegamento strategico di Washington dal Vicino Oriente. Nella pratica, eventuali sanzioni \u2012 simboliche \u2013 mosse dagli Stati Uniti nei confronti di Ankara o \u2013 altrettanto simboliche \u2013 sospensioni di forniture militari provenienti da Washington sarebbero ampiamente compensate dalle forniture britanniche, esistenti o futuribili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le sanzioni verso Turchia formalmente paventate dalla Gran Bretagna per le trivellazioni di Ankara in acque territoriali cipriote, d\u2019altro canto, consistono per il momento in un pacato invito ad abbassare i toni. In questo quadro, dove sono almeno 3.500 i militari nelle basi militari britanniche di Akrotiri e Dhekelia (Cipro), la Turchia diviene uno degli assi portanti della strategia britannica nel Vicino Oriente: una strategia che in ogni caso dovr\u00e0 avere cura di non compromettere l\u2019asse con Atene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che l\u2019atteggiamento della Gran Bretagna lascia per il momento presumere \u00e8 l\u2019embrione di una strategia volta a rinnovare il ruolo britannico nel Mediterraneo orientale e nel Vicino Oriente basata sulla mediazione dei contrasti di alcuni attori fondamentali dell\u2019area \u2012 come quelli greco-turchi e turco-egiziani \u2013 e sul contenimento di Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Londra ed Ankara hanno gi\u00e0 in programma una \u201cfase due\u201d che prevede \u201cun\u2019area di libero scambio pi\u00f9 comprensiva ed ambiziosa\u201d. A chiarire il risvolto strategico dell\u2019accordo di libero scambio tra Gran Bretagna e Turchia \u00e8 stato lo stesso l\u2019ambasciatore britannico ad Ankara Dominick Chilcott, il quale ha anche confermato la valenza anticinese dell\u2019intesa turco-britannica: \u00abUno dei grandi problemi strategici dei nostri tempi riguarda la necessit\u00e0 di calibrare le relazioni con la Cina. La pandemia, nei suoi primi mesi, ha fatto emergere la vulnerabilit\u00e0 di essere dipendenti dalla manifattura cinese per alcuni prodotti chiave, come i dispositivi di protezione. La Gran Bretagna, come molti altri Paesi, ha bisogno di individuare altri Paesi da cui approvvigionarsi, e questo, insieme alla nuova area di libero scambio [con la Turchia] crea un\u2019opportunit\u00e0 per la Turchia e per il commercio turco-britannico. Spero anche che nel settore della difesa la collaborazione tra aziende britanniche e turche possa crescere: si tratterebbe di un fatto naturale per due Paesi NATO, ed ovviamente con un significato strategico\u00bb. A questo l\u2019ambasciatore britannico ha aggiunto di considerare quella di Ankara \u00abl\u2019unica democrazia stabile del Vicino Oriente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla prospettiva britannica l\u2019area di libero scambio con la Turchia permetter\u00e0 di contenere la dipendenza di Londra dalle merci cinesi, che attualmente corrispondono a circa il 10% dell\u2019intero valore annuale delle importazioni britanniche \u2012 circa 60 miliardi di euro su un totale di quasi 600 \u2013 con un interscambio complessivo che nel 2020 ha superato gli 85 miliardi di euro ed una bilancia commerciale nettamente favorevole a Pechino. Pur risultando evidentemente incompatibile con la strategia anticinese adottata da Londra, nel passato recente l\u2019idea di un\u2019area di libero scambio commerciale tra Londra e Pechino godeva in Gran Bretagna di una certa attenzione. Nel 2018 era stato lo stesso ministro degli Esteri cinese Wang Yi a proporre al suo omologo britannico Jeremy Hunt l\u2019idea di un\u2019area di libero scambio tra Londra e Pechino: malgrado ci\u00f2, l\u2019atteggiamento britannico del presente sembra non tollerare una Cina prospera e in forze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre che nel Vicino Oriente, l\u2019intesa strategica tra Gran Bretagna e Turchia non mancher\u00e0 di avere importanti risvolti anche in Africa, dove la tradizionale presenza britannica si trova a fare i conti con il protagonismo russo e cinese: un protagonismo che Londra punta evidentemente a contrastare facendo leva sulla presenza turca nel continente africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto a Mosca, infine, la \u201cscommessa turca\u201d della Gran Bretagna sembra volersi ispirare alla larga coalizione che affront\u00f2 l\u2019Impero zarista nella guerra di Crimea combattuta tra il 1853 ed il 1856. Nel presente, del resto, Ankara e Londra si trovano spalla a spalla anche in Ucraina, fornendo da sette anni assistenza \u2012 istruttori, mercenari, armi e droni \u2012 all\u2019esercito di Kiev contro gli insorti del Donbass sostenuti da Mosca. Malgrado tutte le azioni messe in campo e le ambizioni di Lord Johnson, la gloria di Lord Palmerston potrebbe di per s\u00e9 non garantire i fasti del passato alla nuova Gran Bretagna post-Brexit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>FONTE:<\/b>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/geopolitica\/Londra_e_Ankara.html\">https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/geopolitica\/Londra_e_Ankara.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Maurizio Vezzosi) Tra i numerosi accordi bilaterali e multilaterali sottoscritti dal Regno Unito sulla scorta dell\u2019uscita dall\u2019Unione Europea spicca quello firmato con la Turchia: un accordo di libero scambio tra le cui maglie traspare il rafforzamento della strategia antirussa, anti-iraniana e anticinese post-Brexit di Londra. 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