{"id":62530,"date":"2021-02-10T08:00:50","date_gmt":"2021-02-10T07:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62530"},"modified":"2021-02-08T14:28:05","modified_gmt":"2021-02-08T13:28:05","slug":"la-trappola-delle-cose-gratuite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62530","title":{"rendered":"La trappola delle cose gratuite"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCENARIECONOMICI (Davide Gionco)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che cosa spinge un topolino a farsi prendere dalla trappola, dopo avere rosicchiato il pezzo di formaggio? Che cosa spinge un pesce a mangiare l\u2019esca, per poi finire pescato e, a sua volta, mangiato da un essere umano?<br \/>\nIn entrambi i casi il movente \u00e8 la certezza di avere un pasto gratis, senza rischi. Insieme ad una mancata valutazione delle conseguenze. E\u2019 noto che il topolino ed il pesce vengono ingannati e fanno una brutta fine, negli interessi dell\u2019essere umano che voleva catturarli.<\/p>\n<p>Il famoso\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27arte_della_guerra\">generale cinese Sun-Tzu<\/a>\u00a0diceva chiaramente \u201c<em>Ricorda: la guerra si fonda sull\u2019inganno<\/em>\u201c.<br \/>\nChi vuole catturare il topo con una trappola, sceglie un cibo irresistibile per il topo ed una posizione per la trappola comoda da raggiungere. Un bravo pescatore sa scegliere un\u2019esca irresistibile per i pesci e si mette a pescare dove sa che i pesci passeranno.<br \/>\nE\u2019 il modo migliore per catturare il topo, il miglior modo per pescare il pesce. E\u2019 il migliore modo per vincere la guerra, se sei un generale.<br \/>\nE\u2019 il migliore modo per piegare la gente ai propri interessi economici (e magari politici), se sei una multinazionale, indirizzando le (credute) libere scelte di milioni di persone verso situazioni sconvenienti per loro e convenienti per la multinazionale.<\/p>\n<div class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"\" data-widget-id=\"AR_2\"><\/div>\n<p>Il cuore della trappola \u00e8 una perfetta preparazione dell\u2019esca.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 allettante di una televisione gratuita, che ci offre in prima serata programmi che stuzzicano i nostri istinti? Storie strappalacrime, immagini sensuali, spettacoli leggeri e divertenti, che non impegnano la mente?<br \/>\nCosa di pi\u00f9 rassicurante di una informazione martellante e unanime, che ripropone sempre la stessa narrativa sul mondo, affinch\u00e9 non dobbiamo fare la fatica di mettere in discussione le nostre convinzioni ed attivare il nostro senso critico?<br \/>\nE il tutto senza pagare:\u00a0<strong>l\u2019esca perfetta<\/strong>.<\/p>\n<p>A parte il fatto che, ovviamente, il prezzo lo paghiamo, da qualche parte, dato che tutto quello che ci fanno vedere comporta dei costi coperti dall\u2019acquisto dei prodotti reclamizzati, pi\u00f9 costosi (per pagare la pubblicit\u00e0) e di cui probabilmente non avremmo mai avuto bisogno.<br \/>\n\u201cGratis\u201d, per\u00f2, non riguarda tanto il prezzo economico, quanto soprattutto lo sforzo mentale che (non) dobbiamo fare per renderci conto della situazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/i02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16815 \" src=\"https:\/\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/i02.jpg\" alt=\"\" width=\"503\" height=\"336\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se il pesce si fermasse ad osservare per capire il meccanismo esca+amo+lenza, si guarderebbe bene dall\u2019abboccare. Invece non si ferma a riflettere: vede l\u2019esca da mangiare, abbocca e viene pescato.<br \/>\nLo stesso avviene nel mondo dei mass media.<br \/>\nIl vero prezzo che paghiamo \u00e8 essere portati a credere alla rappresentazione acritica della realt\u00e0 che \u201cci viene venduta gratis\u201d. \u00a0Tutto semplice da capire, poco da ragionare, una comunicazione ripetitiva e coerente che non fa venire dubbi. Tale rappresentazione \u00e8 molto spesso funzionale a tutelare gli interessi del famoso \u201c<strong>uno per cento del mondo<\/strong>\u201c, quello che diventa sempre pi\u00f9 ricco, mentre gli altri diventano sempre pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Facciamo qualche esempio recente.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16814\" src=\"https:\/\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/i03.jpg\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"384\" \/><\/p>\n<p>Nel corso delle ultime elezioni presidenziali negli USA quale narrativa ci \u00e8 stata proposta? Mentre il \u201c<strong>candidato presidente cattivo<\/strong>\u201d Donald Trump ci veniva presentato con molti aspetti negativi, il \u201c<strong>candidato presidente buono\u201d<\/strong>\u00a0Joe Biden veniva presentato come il candidato senza difetti, senza nulla ceccepire sul suo sostegno alla guerra in Irak (che,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerra_in_Iraq#Il_totale_dei_morti_e_gli_studi_di_%22The_Lancet%22\">secondo la rivista The Lancet<\/a>, ha complessivamente causato 790 mila morti), sul suo voto favorevole alla guerra in Serbia, in Libia e infine in Siria. E, naturalmente, tutti contenti perch\u00e9, alla fine, il buono ha vinto ed il cattivo ha perso.<br \/>\nFacile: il buono vince, il cattivo perde (come nei vecchi film). Il formaggio \u00e8 buono e il topo \u00e8 preso dalla trappola.<br \/>\nIn questi giorni il presidente Sergio Mattarella ha incaricato Mario Draghi per la formazione di un nuovo governo. Tutte le televisioni e i giornali, unanimi, continuano a rivolgere elogi sperticati all\u2019ex governatore della Banca Centrale Europea, senza neppure una voce critica. Nessuna voce critica sul passato di Draghi, sulle conseguenze sociali delle privatizzazioni da lui promosse quando era al Tesoro, sulle sue dichiarate intenzioni di adottare le solite dottrine neoliberiste per l\u2019economia italiana, le stesse che hanno prodotto povert\u00e0 e disoccupazione in tutto il mondo, come sempre a favore del solito 1% del mondo.<br \/>\nNon si tratta di essere \u201cpro\u201d o \u201ccontro\u201d il Biden di turno o il Draghi di turno, ma si tratta di un sistema di informazione \u201cgratuito\u201d (mentalmente non impegnativo) che, deliberatamente, ci presenta una narrativa totalmente acritica e molto distante dalla realt\u00e0. E lo fa per perseguire obiettivi ben precisi, senza stimolare il nostro senso critico per esprimere un nostro giudizio sulla realt\u00e0, perch\u00e9 se venisse risvegliato il nostro senso critico, potremmo assumere una opinione diversa da quella desiderata da chi decide come fare l\u2019informazione.<\/p>\n<p>Il meccanismo si ripropone con i social media, che ci troviamo comodi sul telefonino, che ci consentono di condividere contenuti con amici in tutto il mondo\u2026<br \/>\nAnche in questo caso, ovviamente, i costi di funzionamento di questi servizi, come pure gli utili miliardari di chi li possiede, ovviamente li paghiamo quando acquistiamo i prodotti che ci hanno proposto, dopo avere conosciuto i nostri gusti (i famosi\u00a0<em>like<\/em>\u00a0 = mi piace).<br \/>\nMa non solo. Pensavamo di poter disporre di un comodo sistema per essere informati sulla realt\u00e0, indipendente dai mass media, dove ciascuno pu\u00f2 \u201cdire la sua\u201d. Peccato che gli algoritmi di funzionamento dei social media limitino il nostro accesso alle notizie \u201cdiverse da come la pensiamo\u201d tramite le cosiddette \u201c<a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/facebook-e-google-distruggono-la-democrazia-tramite-le-bolle-di-filtraggio\/\">bolle di filtraggio<\/a>\u201d (<em>filter bubble<\/em>). L\u2019effetto non \u00e8 molto diverso da quello del coro unico delle televisioni.<br \/>\nI social media preferiscono darci conferme sulle idee che gi\u00e0 abbiamo (spesso provenienti dalle televisioni e dai principali giornali), piuttosto che farci confrontare con idee fuori dal coro. Se poi qualcuno, dal loro punto di vista, esagera, i vari Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, ecc. applicano sempre di pi\u00f9 la censura unilaterale delle notizie che ritengono che non debbano essere diffuse. Esattamente come avveniva ai tempi del fascismo, quando le notizie da censurare erano quelle che criticavano il regime. Ricordiamoci che, ai tempi del fascismo, erano giudicate \u201cfake news\u201d le critiche alla guerra in Etiopia (con uso di armi chimiche) ed alle leggi razziali.<br \/>\nAnche Google, che si presenta come un motore di ricerca \u201ctecnico\u201d, neutro, gratuito ed efficiente, in realt\u00e0 decide che cosa dobbiamo trovare, cosa no e in quale ordine. Ci d\u00e0 la sensazione di navigare liberi su internet come potremmo fare andando a spasso in una citt\u00e0, ma in realt\u00e0 ci sono zone della \u201ccitt\u00e0 virtuale\u201d che ci sono precluse, sconosciute e, quindi, di fatto inaccessibili, senza che noi neppure ce ne rendiamo conto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16813\" src=\"https:\/\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/i04.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"391\" \/><\/p>\n<p>Ma la trappola pi\u00f9 pericolosa di tutte, nella quale stiamo incoscientemente cadendo, viene dal settore del commercio. Amazon e Alibaba continuano a proporre ai consumatori prodotti a prezzi decisamente inferiori a quelli dei negozi, tempi di consegna rapidi e direttamente a casa, vasta gamma di scelta: davvero sembra non esserci competizione. Anche perch\u00e9\u00a0<a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/amazon-paga-zero-tasse-su-112-miliardi-di-dollari-di-profitti-negli-usa-nel-2018\/\">Amazon paga poco o nulla di tasse<\/a>, a differenza dei suoi concorrenti che vendono tramite negozi fisici sul territorio o anche online, ma senza usufruire dei vantaggi fiscali delle multinazionali.<br \/>\nAnche in questo caso il pezzo di formaggio \u00e8 molto allettante: un gran numero di italiani si indirizza verso queste forme di vendita, guardando solo ai vantaggi a breve termine e senza porsi interrogativi sulle conseguenze di questa scelta.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 la convinzione profonda che un prodotto sia unicamente costituito da una qualit\u00e0 e da un prezzo, per cui, una volta scelta la qualit\u00e0, la soluzione pi\u00f9 conveniente \u00e8 quella che costa di meno.<br \/>\nLa trappola scatter\u00e0 una volta che tutti i negozi delle nostre citt\u00e0 avranno chiuso, per cui saremo obbligati a fare acquisti unicamente dal sig.\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jeff_Bezos\">Jeff Bezos<\/a>\u00a0o dal sig.\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jack_Ma\">Jack Ma<\/a>.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16812\" src=\"https:\/\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/i05.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"407\" \/><\/p>\n<p>I quali potranno mettersi d\u2019accordo nell\u2019alzare unilateralmente i prezzi, non avendo pi\u00f9 concorrenti, per cui i consumatori attualmente poco accorti non avranno via di scampo dai prezzi gonfiati.<br \/>\nMa non solo. Anche i produttori dei beni commercializzati saranno messi sotto scacco. Infatti non avranno altro modo per raggiungere i loro clienti che passare per la distribuzione monopolistica di Amazon &amp; c., i quali potranno imporre ai produttori di minimizzare i prezzi (e le loro rendite), al fine di massimizzare le rendite del distributore. Rendite minime per i produttore significheranno, ovviamente, salari minimi per i lavoratori.<br \/>\nQuindi i consumatori poco accorti verranno presi in trappola una seconda volta, dopo l\u2019aumento dei prezzi, anche dalla riduzione del salario come lavoratori.<\/p>\n<p>Infine non dobbiamo dimenticare le conseguenze sociali derivanti dalla chiusura di gran parte dei negozi in Italia. Oltre alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore dobbiamo prefigurarci dei centri abitati sostanzialmente privi di negozi. Immaginiamo le conseguenze per la vita sociale delle nostre citt\u00e0. I negozi non sono solamente dei punti vendita di merci, ma luoghi di incontro fra le persone, vetrine che abbelliscono le nostre vie e rendono vivi i luoghi in cui viviamo.<\/p>\n<p>I legislatori dovrebbero tenere conto del prezioso valore sociale del commercio al dettaglio e tutelarlo dalla concorrenza della grande distribuzione delle vendite online. Ma anche noi cittadini dovremmo imparare a stare molto pi\u00f9 attenti ogni volta che ci vengono proposti beni e servizi gratuiti o a prezzi eccezionalmente concorrenziali, perch\u00e9 quello che a prima vista sembra molto conveniente in molti casi non \u00e8 altro che un\u2019esca irresistibile che ci porter\u00e0 a conseguenze per nulla convenienti.<br \/>\nNon lasciamoci prendere in trappola!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/la-trappola-delle-cose-gratuite\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/la-trappola-delle-cose-gratuite\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI (Davide Gionco) &nbsp; Che cosa spinge un topolino a farsi prendere dalla trappola, dopo avere rosicchiato il pezzo di formaggio? Che cosa spinge un pesce a mangiare l\u2019esca, per poi finire pescato e, a sua volta, mangiato da un essere umano? 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