{"id":62543,"date":"2021-02-09T08:30:21","date_gmt":"2021-02-09T07:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62543"},"modified":"2021-02-09T01:13:03","modified_gmt":"2021-02-09T00:13:03","slug":"intervista-a-sergio-cesaratto-draghi-e-il-melodramma-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62543","title":{"rendered":"Intervista a Sergio Cesaratto: Draghi e il melodramma italiano"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\"><b>di BRAVE NEW EUROPE (Redazione)<\/b><\/p>\n<h3>N\u00e9 il Recovery Fund n\u00e9 Mario Draghi porteranno l&#8217;Italia fuori dalla crisi.<\/h3>\n<h3><em>Sergio Cesaratto \u00e8 Professore Ordinario di Economia della Crescita e dello Sviluppo e di Politiche Monetarie e Fiscali nell&#8217;Unione Monetaria Europea, Universit\u00e0 di Siena. Molti degli argomenti di questa conversazione sono sviluppati nel suo ultimo libro: Sergio Cesaratto, Heterodox Challenges in Economics &#8211; Theoretical Issues and the Crisis of the Eurozone, Springer, 2020<\/em><\/h3>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62544\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/thumb_910x0_merkel-300x228.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/thumb_910x0_merkel-300x228.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/thumb_910x0_merkel-768x585.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/thumb_910x0_merkel.jpeg 910w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3>Possiamo dire che il &#8220;Vincolo Esterno&#8221;, la camicia di forza neo-liberale dell&#8217;UE che l&#8217;oligarchia e i tecnocrati italiani imposti alla loro nazione, ha fallito o ha ottenuto il successo che cercavano &#8211; o ha fatto entrambe le cose?<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Entrambe. Ha avuto successo nel senso che una gelida disciplina \u00e8 discesa sulle classi lavoratrici, sui sindacati e sulla politica fiscale. Ha fallito nel senso che la disciplina ha portato con s\u00e9 lo stallo della crescita, poi aggravato dalla crisi del 2008 e dalla pandemia. Molti lettori stranieri non sanno che l&#8217;Italia ha un primato di disciplina nei conti pubblici, misurato da avanzi di bilancio al netto della spesa per interessi, ininterrotto dal 1991 fino alla pandemia. Questo, insieme alla perdita di un tasso di cambio competitivo, ha portato a una stagnazione della produttivit\u00e0 e della crescita in Italia fin dal 1995. Il debito pubblico \u00e8 stato ridotto dal 120 al 100% del PIL prima della crisi del 2008. Ma a un prezzo molto alto (i tagli riducono la crescita e annullano gli effetti di bilancio dei tagli in uno sforzo di Sisifo). Nessun paese in Europa \u00e8 stato frugale come l&#8217;Italia (leggi https:\/\/www.ineteconomics.org\/research\/research-papers\/lost-in-deflation). Inoltre, il debito privato \u00e8 molto basso in Italia, anche le famiglie italiane sono frugali, contrariamente a quanto raccontano i media del Nord Europa.<\/p>\n<h3>L&#8217;Italia dovr\u00e0 abituarsi a ricevere ogni dieci anni un proconsole dell&#8217;UE?<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Si dice che il pro-console bocconiano Mario Monti sia stato chiamato nel 2011 a gestire una dura austerit\u00e0 fiscale (ormai riconosciuta come inutile e dannosa), mentre oggi il pro-console Mario Draghi \u00e8 chiamato a gestire i fondi del Piano europeo di ripresa. In verit\u00e0 questo denaro non \u00e8 molto, sar\u00e0 speso per molti anni e gran parte di esso \u00e8 gi\u00e0 stato preventivato, cio\u00e8 non \u00e8 una spesa aggiuntiva. Ci sar\u00e0 un vantaggio se si spendono pi\u00f9 velocemente in un Paese dove la burocrazia e mille controlli antimafia rallentano la velocit\u00e0 degli investimenti pubblici. In effetti Draghi significa un commissario europeo Recovery Fund. Ci\u00f2 potrebbe portare a una maggiore efficienza, ma il Recovery Fund non ci far\u00e0 uscire dalla crisi.<\/p>\n<h3>L&#8217;Italia era una volta tra le nazioni industriali di maggior successo al mondo ed ha ancora la seconda produzione industriale pi\u00f9 alta dell&#8217;UE dopo la Germania. Cosa ha fatto bene allora e cosa \u00e8 andato storto?<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">I mali dell&#8217;economia italiana risalgono a molto tempo fa. Il miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta non risolse i problemi storici del Paese: in senso geografico poich\u00e9 concentrato a nord-ovest, con successivi ampliamenti a nord-est e, temporaneamente, nella fascia adriatica settentrionale; nella direzione della creazione di posti di lavoro poich\u00e9 la limitata industrializzazione non ha affrontato le sacche della disoccupazione meridionale, femminile e giovanile e la sottoccupazione nel settore terziario parassitario; in senso tecnologico poich\u00e9 gli anni &#8217;70 &#8211; &#8217;80 non sono riusciti a passare dalla produzione meccanica a quella pi\u00f9 elettronica; in senso sociale poich\u00e9 mancava un riformismo moderno nei confronti delle classi lavoratrici, a favore dell&#8217;inclusione clientelare. Dalla fine degli anni &#8217;60 la mancanza di riforme sociali e lo iato tra aspettative di consumo e insufficienza della torta da condividere hanno esacerbato il conflitto tra capitale, lavoro e terziario parassitario (i topi nel formaggio, come l&#8217;economista italiano Paolo Sylos-Labini ha definito sezioni di questo settore), con una ricaduta dell&#8217;uso inefficiente della spesa pubblica e della tolleranza all&#8217;evasione fiscale da parte dei governi democristiani.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dalla fine degli anni &#8217;70 la ricerca di una stabilizzazione di questo conflitto attraverso un regime di cambi fissi ha, da un lato, portato alla fine della ricerca, ma dall&#8217;altro ha portato all&#8217;esplosione del debito pubblico e alla rinuncia ad un tasso di cambio competitivo. La perenne austerit\u00e0 fiscale dal 1991, cos\u00ec come il frettoloso smantellamento dell&#8217;industria pubblica attraverso la privatizzazione, hanno completato il lavoro sia sul lato della domanda aggregata, deprimendo gli investimenti e la crescita della produttivit\u00e0, sia sul lato dell&#8217;offerta, con la rinuncia a un politica industriale (a fronte della pressante concorrenza dei paesi emergenti).<\/p>\n<h3>Il popolo italiano sembra voler cambiare. Quello che hanno ottenuto \u00e8 Berlusconi prima e il Movimento 5 Stelle poi. C&#8217;\u00e8 un detto: &#8220;qualunque cosa votino i cittadini dell&#8217;UE, riceveranno il neoliberismo&#8221;. \u00c8 cos\u00ec in Italia?<\/h3>\n<p dir=\"ltr\">Assolutamente s\u00ec. Quando un paese cede la sovranit\u00e0 monetaria, perde la capacit\u00e0 di condurre la propria politica economica &#8211; infatti anche la politica di bilancio \u00e8 limitata dalla mancanza di sostegno della banca centrale da parte del governo. Negli Stati Uniti, a livello di Stato locale, questa perdita \u00e8 compensata da una politica di bilancio federale che ridistribuisce il reddito tra le regioni e combatte le depressioni. In Europa niente del genere. Ma un bilancio federale implica un&#8217;unione politica e quest&#8217;ultima un&#8217;identit\u00e0 nazionale, che \u00e8 presente in America ma non in Europa. Il risultato \u00e8 un declino delle democrazie nazionali. Quando i cittadini votano, lo fanno per due cose: per decidere sulla politica economica e per decidere sui diritti civili. Nei paesi europei votiamo solo sui diritti civili (quando ci \u00e8 consentito farlo). In Germania \u00e8 un po&#8217; diverso perch\u00e9 il governo di quel paese ha un buon grado di controllo sulle decisioni economiche europee. In Francia, Italia o Spagna sinistra e destra finiscono per essere la stessa cosa. Normalmente la sinistra dovrebbe essere per una maggiore occupazione e la destra per la stabilit\u00e0 dei prezzi. Poich\u00e9 l&#8217;Unione Europea decide queste cose, le parti tendono ad assomigliarsi. L&#8217;altra possibilit\u00e0 \u00e8 il populismo. Ma il populismo di sinistra viene facilmente distrutto lasciando che i mercati massacrino il paese facendo salire alle stelle i tassi di interesse sul debito pubblico davanti agli occhi compiacenti della BCE (vedi Grecia); mentre il populismo di destra finisce per obbedire alle politiche europee, alle quali \u00e8 pi\u00f9 organico, e usa lo sbocco anti-immigrazione per compiacere la sua base elettorale.<\/p>\n<h3>Molte persone in Europa, e anche in Italia, non hanno compreso le cause e le dinamiche della recente crisi politica italiana che ha portato alla nomina di Draghi.<\/h3>\n<p>\u00c8 chiaro che Matteo Renzi ha voluto rompere l&#8217;alleanza tra il Partito Democratico (sinistra molto moderata) e il Movimento Cinque Stelle (populismo con componenti sia di sinistra che di destra), che incredibilmente \u00e8 stata la sua creazione alla fine dell&#8217;estate 2019. Secondo un&#8217;ipotesi affascinante tutto il suo gioco mirava all&#8217;unico esito possibile per evitare elezioni anticipate e la vittoria di una destra populista: la nomina di Draghi, il cui nome di ultima istanza per l&#8217;Italia girava da molti mesi (ma non ancora nell&#8217;estate del 2019). Con quali vantaggi per Renzi? Per ora nessuno; \u00e8 considerato un traditore inaffidabile sia dalla destra che dalla sinistra, mentre la sua base elettorale \u00e8 irrilevante. Ma nel frattempo ha mescolato tutte le carte. Ora tutti i partiti tranne Fratelli d&#8217;Italia (neofascisti alla Marine Le Pen) sostengono Draghi e ciascuno pagher\u00e0 un prezzo. Probabilmente pi\u00f9 la Sinistra e il Movimento Cinque Stelle; il collegio elettorale della Lega di Salvini nel nord produttivo italiano \u00e8 sostanzialmente allineato con Draghi e filoeuropeo (ma Salvini dovr\u00e0 ancora rinunciare a un po&#8217; del suo populismo). Forse Renzi spera in qualche favore da parte di Draghi e che venga considerato come colui che lo ha portato al potere.<\/p>\n<h3>E Draghi ha una possibilit\u00e0 di successo?<\/h3>\n<p>In primo luogo, qui tutti, non solo l&#8217;Italia, sono nelle mani della pandemia e dell&#8217;efficacia dei vaccini. Se fortunato Draghi potr\u00e0 farsi carico della ripresa post-pandemia. Come ho detto il Recovery Fund non cambier\u00e0 molto le cose, ma se ben speso e velocemente sar\u00e0 un&#8217;altra medaglia per Draghi. Quindi la questione \u00e8 cosa far\u00e0 l&#8217;Europa: imporr\u00e0 una nuova austerit\u00e0 per ridurre il rapporto debito\/PIL? La BCE continuer\u00e0 la sua politica monetaria accomodante? Tutto dipende dalle decisioni della Germania. Draghi potrebbe essere abbastanza intelligente da far capire alla Germania che per l&#8217;Italia (ma anche per Francia ed Europa), abbandonare le politiche accomodanti potrebbe essere disastroso per la ripresa. Draghi potrebbe convincere la Germania a impegnare l&#8217;Italia a stabilizzare il suo rapporto debito\/PIL con il sostegno europeo, con una lenta riduzione solo in caso di recupero significativo e purch\u00e9 non venga sforato. Draghi dovrebbe anche essere abbastanza abile da tenere sotto controllo il disagio sociale italiano.<\/p>\n<h3>Riuscir\u00e0 a farlo?<\/h3>\n<p>Draghi \u00e8 un drago dalle molte teste. \u00c8 un social-conservatore cattolico. In qualche modo un democristiano in grado di accontentare quasi tutti &#8211; gli amici tedeschi sanno cosa intendo. Questa \u00e8 la sua vera abilit\u00e0, che ha dimostrato nel dirigere la BCE tenendo abilmente a bada i sostenitori della linea dura dei rappresentanti tedeschi. Il consenso \u00e8 importante. E avr\u00e0 bisogno di una forte approvazione tedesca (e non tutti i tedeschi lo amano). Molti in Italia temono la sua facciata conservatrice. Draghi \u00e8 stato tante cose: lo scellerato privatizzatore dell&#8217;industria pubblica italiana poco prima di andare a lavorare per Goldman Sachs; dichiar\u00f2 che il welfare state europeo aveva fatto il suo tempo; ma nel 2014 ha chiarito che la politica economica anti-keynesiana dell&#8217;Europa era sbagliata. C&#8217;\u00e8 qualcosa per tutti! Nella sua tesi di laurea ha anche sostenuto che l&#8217;euro era una cattiva idea! Ricordiamoci, tuttavia, che nel 2023 l&#8217;Italia dovr\u00e0 tenere nuove elezioni, e sebbene Renzi (che \u00e8 un ex democristiano) condivida le visioni cristiano-conservatrici di Draghi (pi\u00f9 CSU che CDU), \u00e8 improbabile che abbia la capacit\u00e0 di creare per lui uno scenario politico. Certamente Renzi potrebbe aver avuto qualcosa di simile in mente (ricordiamo che egli proviene dalla Toscana, terra di Machiavelli!).<\/p>\n<h3>Quali sono le conseguenze degli sviluppi politici ed economici in Italia per le giovani generazioni?<\/h3>\n<p>Giovani, quali giovani? La crisi demografica italiana \u00e8 uno dei fattori pi\u00f9 drammatici nel medio termine. Al momento l&#8217;Italia non manca di risorse giovanili, ma non offre loro opportunit\u00e0 di lavoro. Faccio parte di un&#8217;importante commissione nazionale che conferisce l&#8217;abilitazione a diventare professore universitario di economia. Il numero di giovani candidati che lavorano in universit\u00e0 straniere \u00e8 molto alto (non ho fatto i conti, ma un terzo \u00e8 una stima prudente, e parlo di poche centinaia di candidati). A medio termine, il problema demografico emerger\u00e0 con forza. Non credo che l&#8217;immigrazione sia una soluzione adeguata per molte ragioni.<\/p>\n<h3>Nel Nord Europa l&#8217;economia italiana \u00e8 rappresentata come un caso disperato. Perch\u00e9 pensa che lo sia? Dov&#8217;\u00e8 il futuro dell&#8217;Italia?<\/h3>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che in Italia manca una classe politica adeguata. Ma d&#8217;altra parte se un paese si nega le leve della politica economica consegnandole a paesi esteri, in un certo senso l&#8217;esistenza stessa di una classe politica nazionale perde ogni significato. Draghi non dovrebbe agire come un proconsole europeo, ma come il leader di un paese che l&#8217;UE ha tutto l&#8217;interesse a sostenere. L&#8217;Italia \u00e8 riuscita a riprendersi dopo la sconfitta della guerra e a dare origine al suo Wirtschaftswunder (miracolo economico n.d.r). Serve pi\u00f9 fiducia in s\u00e9 stessi, ma anche sostanza. Il futuro dell&#8217;Italia sta nell&#8217;industria manifatturiera e, in subordine, nella valorizzazione del suo patrimonio culturale, del buon gusto e del buon vivere. C&#8217;\u00e8 bisogno di tenere sotto controllo il disagio sociale (altissimo dopo la pandemia), e di privilegiare l&#8217;istruzione e la ricerca (l&#8217;universit\u00e0 italiana \u00e8 ancora molto buona, secondo me, ma la scuola ha perso molto). Una maggiore efficienza della giustizia e della burocrazia dipende dal coinvolgimento di giovani formati con buona volont\u00e0. La mafia &#8211; un problema europeo &#8211; va combattuta con fermezza, ma bisogna dare una speranza al Mezzogiorno. Vediamo se una o pi\u00f9 delle tante teste di Draghi riusciranno a sbloccare questo meraviglioso ma tormentato Paese, come lo defin\u00ec tanti anni fa un grande economista americano.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/braveneweurope.com\/interview-with-sergio-cesaratto-dragi-and-the-italian-melodrama\">https:\/\/braveneweurope.com\/interview-with-sergio-cesaratto-dragi-and-the-italian-melodrama<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BRAVE NEW EUROPE (Redazione) N\u00e9 il Recovery Fund n\u00e9 Mario Draghi porteranno l&#8217;Italia fuori dalla crisi. Sergio Cesaratto \u00e8 Professore Ordinario di Economia della Crescita e dello Sviluppo e di Politiche Monetarie e Fiscali nell&#8217;Unione Monetaria Europea, Universit\u00e0 di Siena. 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