{"id":62560,"date":"2021-02-11T00:30:32","date_gmt":"2021-02-10T23:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62560"},"modified":"2021-02-11T07:37:32","modified_gmt":"2021-02-11T06:37:32","slug":"perche-draghi-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62560","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Draghi? (parte seconda)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di L&#8217;ANTIEUROPEISTA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62469\">prima parte<\/a> abbiamo scritto del perch\u00e9 la Seconda Repubblica sia una spirale. Ogni ciclo si conclude con un governo tecnico che interviene laddove i partiti non si sono mostrati disposti ad arrivare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque: dove si \u00e8 fermato il secondo governo Conte, e dove andr\u00e0 il governo Draghi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sfondo \u00e8 sempre il medesimo: il cosiddetto \u201cpilota automatico\u201d di cui l&#8217;ultimo arrivato a Palazzo Chigi, Mario Draghi, \u00e8 un illustre teorico. Si tratta di quella selva di vincoli e regolamenti che, indipendentemente dalla composizione dell\u2019esecutivo, impediscono agli Stati di centrare i principali obiettivi di politica economica: alti livelli occupazionali, tassi di crescita e di produttivit\u00e0 soddisfacenti e un&#8217;inflazione stabile ma non nulla. Prima e oltre tutto ci\u00f2, per l&#8217;Unione Europea, viene il sacro rispetto della stabilit\u00e0 del bilancio pubblico, che deve tendere anno dopo anno al pareggio, spesa per interessi inclusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale cornice tende ad essere sospesa solo quando l&#8217;Unione \u00e8 a rischio deflagrazione in virt\u00f9 delle sue stesse regole. In seguito ad una grande crisi, come quella scatenata dal covid, serve un rimbalzo, perch\u00e9 l&#8217;equilibrio su cui si fonda la sopravvivenza dell&#8217;Unione \u00e8 la stagnazione, non la recessione. Ecco dunque che, esattamente come dopo la grande crisi del 2008, nel 2020 si \u00e8 aperta la parentesi del deficit pubblico e il Patto di Stabilit\u00e0 \u00e8 stato congelato a tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui si inserisce il secondo governo Conte, sostenuto da M5S e Pd, oltre a Leu e al partito usa e getta di Renzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti ad un&#8217;economia che stava cadendo del 10% il governo ha sfruttato la parentesi del deficit senza strafare. Nel contesto europeo, gi\u00e0 di per s\u00e9 abulico, l&#8217;Italia si \u00e8 posizionata nella seconda met\u00e0 della classifica in quanto a intervento pubblico durante la pandemia, ben dietro la Germania e in media con gli Stati mediterranei, Francia inclusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene da chiedersi perch\u00e9, vista la sospensione dei vincoli di bilancio e la parziale sospensione della stessa disciplina sugli aiuti di Stato. La risposta in fondo \u00e8 semplice: al netto della retorica sull&#8217;Europa che cambia tutte le classi dirigenti nazionali sono consapevoli che il Patto di Stabilit\u00e0 torner\u00e0, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 o dopo un\u2019operazione di maquillage. Gli Stati che hanno vinto nel corso degli anni la competizione economica stimolata dai Trattati europei, Germania in testa, avevano gli spazi fiscali per spendere con relativa abbondanza e sostenere in modo significativo il tessuto produttivo, mentre gli altri, consci che dovranno tornare presto a ridurre deficit e debito pubblico, hanno deciso prudentemente di limitare la reazione, cos\u00ec da diluire per quanto possibile i sacrifici futuri e garantire la sostenibilit\u00e0 della finanza pubblica nel lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure c\u2019\u00e8 modo e modo di gestire una crisi. La si pu\u00f2 sfruttare per accelerare le riforme neoliberali, come richiedono Confindustria e le istituzioni europee, oppure si pu\u00f2 provare a sopravvivere per mantenere livelli di consenso adeguati, alternando il bastone e la carota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto di un intervento espansivo del tutto insufficiente, date le dimensioni del crollo, il governo Conte ha provato non senza dissidi interni a percorrere la seconda strada: il blocco dei licenziamenti, per quanto incompleto, \u00e8 stato prorogato pi\u00f9 volte, e gi\u00e0 si parlava di estenderlo in qualche misura a tutto il 2021, decine di miliardi sono stati spesi per la cassa integrazione, erogata senza distinzioni riguardo alla dimensione d\u2019impresa, e queste ultime sono state finanziate a pioggia, con bonifici a fondo perduto. Pochi spiccioli ma a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo il governo Conte ha redatto un Recovery Plan ritenuto gravemente lacunoso da parte di Confindustria e della Commissione Europea, tanto da stimolare l\u2019intervento in prima persona del commissario europeo Gentiloni. Evidentemente non bastavano i fondi dedicati alle imprese private e, oggettivamente, non si indicavano le riforme strutturali che l\u2019Unione richiede in cambio dei pochi e maledetti fondi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se con questi argomenti, e con la prossima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si pu\u00f2 spiegare la crisi del Conte II e la venuta di Mario Draghi, \u00e8 facile intuire quale sar\u00e0 l\u2019indirizzo di politica economica del suo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E d\u2019altra parte basta leggere quanto ci dicono in faccia lo stesso Draghi, in un paper pubblicato di recente dal Group of Thirty che presiede, il Presidente della Repubblica Mattarella e il solito Mario Monti, il nostro nemico pi\u00f9 sincero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel paper intitolato Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid si suddividono le imprese private in cinque categorie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le imprese economicamente redditizie, con basso indebitamento in rapporto all\u2019attivo e che sono meritevoli di credito;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le imprese dello stesso tipo ma che accedono pi\u00f9 difficilmente al credito;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le imprese potenzialmente redditizie ma troppo indebitate e illiquide;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le imprese potenzialmente redditizie, ma troppo indebitate, illiquide e insolventi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le imprese non redditizie dato il modello d\u2019affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre per le prime quattro categorie si prevedono interventi differenziati, che vanno dal sostegno alla liquidit\u00e0 fino alla ristrutturazione, nella quinta categoria risiedono le future \u201caziende zombie\u201d (sic), le quali \u201cundergo necessary business adjustments or are closed\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Tradotto: devono \u201csubire\u201d i necessari aggiustamenti o chiudere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, ma chi decide se un\u2019azienda sul lungo periodo non \u00e8 redditizia? A leggere il Gruppo dei Trenta guidato dal nostro prossimo Presidente del Consiglio sembra quasi che a deciderlo sia una crisi economica di dimensioni spaventose della quale le singole imprese non hanno la minima responsabilit\u00e0. Una crisi che peraltro segue un\u2019altra grande crisi e un decennio di recessione e stagnazione. Chi nonostante tutto ha resistito all\u2019urto ma \u00e8 in grave difficolt\u00e0 deve essere accompagnato alla chiusura, perch\u00e9 non \u00e8 redditizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il mercato, giusto? No, in effetti a pensarci \u00e8 l\u2019incuria di uno Stato stritolato da vincoli di finanza pubblica classisti, un vincolo esterno che seleziona poche grandi imprese in grado di piazzarsi sui mercati esteri e lascia morire lentamente tutte le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tutto ci\u00f2 si dovrebbe capire bene, a meno di allucinazioni \u201csovranare\u201d, perch\u00e9 il partito di riferimento delle imprese esportatrici (la Lega, che presto torner\u00e0 Nord) appoggi con malcelato entusiasmo il governo di Mario Draghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto si tiene. E se \u00e8 d\u2019accordo la Lega Nord non possono che essere sulla stessa linea d\u2019onda anche gli altri due alfieri italiani dell\u2019europeismo: il Presidente della Repubblica e Mario Monti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel discorso in cui ha anticipato il mandato a Draghi, Sergio Mattarella ha toccato un altro punto importante della politica economica che verr\u00e0. Ecco il passaggio chiave:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSul versante sociale, tra l\u2019altro, a fine marzo verr\u00e0 meno il blocco dei licenziamenti e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. In sintesi: lasciamo fallire le imprese, sblocchiamo i licenziamenti e rendiamoli socialmente meno esplosivi con qualche spicciolo di sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor prima, per\u00f2, aveva racchiuso il tutto in poche parole il senatore a vita Monti, dalle colonne del Corriere della Sera:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDiviene perci\u00f2 importante porsi con urgenza il problema di quanto abbia senso continuare a \u00abristorare\u00bb con debito, cio\u00e8 a spese degli italiani di domani, le perdite subite a causa del lockdown, quando per molte attivit\u00e0 sarebbe meglio che lo Stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura, con il necessario accompagnamento sociale, per destinare le risorse ad attivit\u00e0 che si svilupperanno, invece che a quelle che purtroppo non avranno un domani\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando parla Monti, non c\u2019\u00e8 altro da aggiungere.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.oliverwyman.com\/content\/dam\/oliver-wyman\/v2\/publications\/2020\/dec\/G30_Reviving_and_Restructuring_the_Corporate_Sector_Post_Covid.pdf\">https:\/\/www.oliverwyman.com\/content\/dam\/oliver-wyman\/v2\/publications\/2020\/dec\/G30_Reviving_and_Restructuring_the_Corporate_Sector_Post_Covid.pdf<\/a>, pag.21<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/51994\">https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/51994<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/21_gennaio_16\/condizioni-la-fiducia-6c77e5a2-583f-11eb-ae23-b4c117d7c032.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/21_gennaio_16\/condizioni-la-fiducia-6c77e5a2-583f-11eb-ae23-b4c117d7c032.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIEUROPEISTA Nella prima parte abbiamo scritto del perch\u00e9 la Seconda Repubblica sia una spirale. 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