{"id":62590,"date":"2021-02-11T08:30:12","date_gmt":"2021-02-11T07:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62590"},"modified":"2021-02-10T21:02:42","modified_gmt":"2021-02-10T20:02:42","slug":"quale-politica-sarebbe-necessaria-per-far-rinascere-la-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62590","title":{"rendered":"Quale politica sarebbe necessaria per far rinascere la sinistra"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-title-wrapper\"><\/div>\n<p><strong>Da: Striscia Rossa (Paolo Borioni)<\/strong><\/p>\n<p>La lezione delle ultime settimane \u00e8 questa: per quanto Pds-Ds-Pd si predispongano a fare l\u2019ala timidamente progressista dell\u2019europeismo ortodosso, per quanto siano disposti a salvare le \u00e9lite economiche e mediatiche dai loro incubi (prima Berlusconi, poi Salvini), nulla cambia. Alla fine arriva sempre l\u2019ordine perentorio: \u201cnon fatevi illusioni n\u00e9 idee minimamente pi\u00f9 ambiziose: servite esclusivamente a sostenere la tecnocrazia a-politica, o sovra-politica\u201d. Con Ciampi, Dini, Monti presidente del consiglio, o prima con Prodi e Padoa Schioppa ministro-tutore.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 frustra anche i timidi ma leggibili tentativi per acquistare maggiore dignit\u00e0 e minima autonomia: se non come leader di un vero movimento, almeno come corporazione di politici professionali. Il gruppo dirigente, eseguendo le barocche manovre di Goffredo Bettini, ha cercato esattamente di operare una riscossa. Essa era professionale e poco pi\u00f9, ovvero cercava una minima autonomia dei politici, perch\u00e9 certo non era una rinascita ideologica e di cultura politica. Infatti, per esempio, non cercava un pur indispensabile contatto con le masse popolari perdute in questi decenni di centrismo responsabile.<\/p>\n<p>Ma la novit\u00e0 (va ammesso) esisteva, seppure solo nella manovra: la rinascita corporativo-professionale avveniva alleandosi ad un movimento come il M5S il quale, fra i molti difetti di impolitico plebeismo che ne hanno caratterizzato la genesi, non ha (perci\u00f2 stesso) quello di essere \u201ctecnocraticamente affidabile\u201d come in passato erano stati Prodi, la Margherita o i marchietti minori del centro-sinistra. Questa manovra, dalle nostre \u00e9lite mediatiche e finanziarie, \u00e8 stata sopportata e supportata al principio, ma solo fino a che il Covid ha dato a Conte l\u2019opportunit\u00e0 (e il protagonismo sul campo) per gestire in modo diretto risorse ingenti come mai si sarebbe creduto.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 andrebbe aggiunto che dopo il crollo del ponte Morandi era anche affiorata (come gi\u00e0 per le ferrovie britanniche, le scuole svedesi e tante altre situazioni) tutta la vuotezza del precetto per cui \u201cprivatizzare \u00e8 sano\u201d. Di pi\u00f9: Mariana Mazzucato, dopo avere dimostrato che il miracolo della rete telematica e della ICT dipendeva da immensi investimenti dello Stato USA e non dal geniaccio di Jobs e Gates, era stata chiamata a dare consigli ai nostri dicasteri economici. Inoltre, Emanuele Felice e Peppe Provenzano avevano lanciato dibattiti in cui la fine dell\u2019era neoliberista era dichiarata in modo che precedentemente nel PD sarebbe stato impensabile. Erano pochi accenni, lo so, ma insieme al resto erano molto pi\u00f9 che abbastanza per suscitare la reazione: anche la teorica possibilit\u00e0 di tornare ad essere politici in senso proprio, con una fetta di decisionalit\u00e0 economica riguadagnata, \u00e8 stata repressa. Per decreto tecnocratico ritorna tutto come sempre.<\/p>\n<h3>Le umiliazioni del Pd<\/h3>\n<p>Ma adesso proviamo a ragionare su come mai la progressiva, ripetuta umiliazione sia accettabile per il PD. Perch\u00e9 anche questa volta esso si accinge a dire \u201cgrazie va bene anche cos\u00ec, anche stavolta, sempre\u201d. Se non c\u2019\u00e8 scelta \u00e8 perch\u00e9 per decenni, dai tempi dell\u2019ultimo PCI anni Ottanta, generazioni di dirigenti hanno solo gestito il radicamento popolare residuo, e infatti ormai, come \u00e8 inconfutabile, com\u2019era inevitabile, molto ristretto e sempre meno \u201cpopolare\u201d. Lo hanno consumato per spenderlo appunto in coalizioni moderate semi-tecnocratiche, o al servizio della pura tecnocrazia. Mai si \u00e8 cercato un nuovo progetto popolare, socialista e democratico. Massima conferma \u00e8 che anche la tenue novit\u00e0 della alleanza con il M5S era frutto di questo: una manovra nella sovrastruttura politica, in cui l\u2019opera di raccolta degli strati popolari vilipesi da decenni di precarizzazione inutile ed inefficace era gi\u00e0 stata fatta, e non certo dal PD. Si agiva per rimorchio, non per costruzione autonoma.<\/p>\n<p>Per una serie di motivi storici, credo che il PD sia nato esattamente con il peggio delle convinzioni degli anni 1980-90: quella per cui non si pu\u00f2 ricostruire un radicamento popolare, perch\u00e9 la fine del PCI segna la fine di ogni politica socialista e popolare. Cos\u00ec, gli ex dirigenti del PCI sono entrati nell\u2019asfittica socialdemocrazia di Bruxelles senza saperla criticare.<\/p>\n<p>E faccio solo un esempio del perch\u00e9: se chi \u00e8 appena entrato pensa che la socialdemocrazia vinceva solo perch\u00e9 (e finch\u00e9) l\u2019URSS faceva paura alla borghesia, la conseguenza \u00e8 obbligata: ne discende una scarsa cognizione di cosa la sinistra europea faceva di giusto quando era egemone. E peggio: una ancora pi\u00f9 scarsa nozione di quali limiti per\u00f2 avesse anche allora, e ha oggi al quadrato. Perch\u00e9 con le premesse che senza la paura dell\u2019URSS nessuna conquista \u00e8 possibile la sinistra europea viene spogliata da ogni soggettivit\u00e0, negativa come positiva. \u00c8 una visione povera sia della socialdemocrazia, sia del comunismo italiano. Ne esce (parafrasando Musil) una sinistra senza qualit\u00e0. Non pu\u00f2 essere un caso che in nessun luogo la sinistra \u00e8 residuale e asfittica come in Italia.<\/p>\n<h3>Rendite di posizione e progettualit\u00e0<\/h3>\n<p>Eppure, un\u2019organizzazione politica meno avvilita ed avvilente avrebbe potuto tentare una strada diversa. Condizionare per esempio, nelle varie crisi, l\u2019appoggio indispensabile ad una durevole politica per la competizione: escludere gradualmente la precariet\u00e0, sostituendola con produzioni pi\u00f9 qualificate, che della precariet\u00e0 ben presto non hanno bisogno per competere. Ribaltare il tavolo: rendere cio\u00e8 il lavoro forte lo stimolo per compere. Un progetto vero, incomparabilmente pi\u00f9 qualificante di quelli concepiti e attuati finora, di quelli che fanno lavorare meglio pi\u00f9 persone e davvero poi ripagano il debito. A differenza di tagli, contoterzismo declinante e impoverimento dei redditi. Qualcosa di degno e di davvero razionale insomma. Ma questo avrebbe comportato consolidare e anche mobilitare i segmenti di lavoro autonomo e dipendente stufi di decenni di declino ansiogeno. Invece non ci si crede, per i motivi detti.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 questo: il primato della politica pu\u00f2 essere semplice e fasullo, oppure autentico e complesso. Quello semplice e fasullo \u00e8 usare una rendita di posizione, agganciando di volta in volta un soggetto o un \u201ccompito ineludibile\u201d che le possa dare vitalit\u00e0: questo era la manovra di aggancio Pd-M5S. Quello complesso ed autentico (ed anche elevato) \u00e8 mettere insieme soggetti sociali, interessi di parte e progetto di miglioramento del tutto. A questo punto la presenza e il radicamento popolare diverranno stratificati ed ampi. \u00c8 solo questo primato della politica che vince sulla tecnocrazia. E che non pu\u00f2 essere abbattuto da un solo, sordido sicario.<\/p>\n<p>Il primato della politica autentico si distingue nettamente dalle sue imitazioni. Nel primato della politica autentico sar\u00e0 complesso il lavoro di costruzione sociale ed ideologico, ma poi sar\u00e0 limpida l\u2019esplicitazione della linea, evidente la distinzione dagli avversari, inappuntabili le ragioni dei necessari compromessi, trasparente la loro gittata, la loro durata e la loro scadenza. Se invece si confonde il primato della politica con la pura manovra saranno i riferimenti sociali ad essere (troppo) semplici, fino a divenire scontati ed asfittici. Mentre sar\u00e0 contraddittoria e contorta l\u2019azione politica, nonch\u00e9 sempre pi\u00f9 percepita come politicante.<\/p>\n<p>Purtroppo le ultime generazioni di dirigenti della sinistra non hanno storicamente la mentalit\u00e0 e la cultura politica di costruire il complesso rapporto di relazioni sociali necessario. Non si \u00e8 mai osato pensare che se \u00e8 complesso trovare i riferimenti di classe, di ceto, e valoriali, ci\u00f2 non \u00e8 perch\u00e9 questo \u201cappartiene al passato\u201d. \u00c8 perch\u00e9 una lunga egemonia avversa ha polverizzato i diritti, e con essi la certezza che uno sviluppo senza sfruttamento ha radici pi\u00f9 salde e d\u00e0 frutti pi\u00f9 sicuri. Perci\u00f2 \u00e8 scomparso per quasi tutti il senso di appartenere a organizzazioni democratiche, che avevano combattuto per questo, ma hanno poi cominciato a preferire la semplice manovra. Hanno cio\u00e8 cominciato a distinguere l\u2019avversario grazie al bipolarismo di volta in volta ritenuto necessario dall\u2019ultima manovra di sopravvivenza politica, e non grazie ai diversi interessi e le diverse idee di sviluppo.<\/p>\n<p>Proprio come al principio del movimento socialista, costruire il vero primato della politica non \u00e8 il passato: \u00e8 l\u2019unico presente e l\u2019unico futuro. Se una vera forza politica, che sia quindi insieme istituzione e movimento, ha un rapporto saldo con fasce ampie della popolazione, essa sa e afferma che si pu\u00f2 avere un progetto alternativo e insieme \u201ctecnicamente\u201d inappuntabile. E se sapr\u00e0 e dir\u00e0 questo, da un grave trauma sociale sar\u00e0 essa ad emergere come soluzione. Non i populismi di protesta, non le tecnocrazie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> https:\/\/www.strisciarossa.it\/quale-politica-per-far-rinascere-la-sinistra\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: Striscia Rossa (Paolo Borioni) La lezione delle ultime settimane \u00e8 questa: per quanto Pds-Ds-Pd si predispongano a fare l\u2019ala timidamente progressista dell\u2019europeismo ortodosso, per quanto siano disposti a salvare le \u00e9lite economiche e mediatiche dai loro incubi (prima Berlusconi, poi Salvini), nulla cambia. Alla fine arriva sempre l\u2019ordine perentorio: \u201cnon fatevi illusioni n\u00e9 idee minimamente pi\u00f9 ambiziose: servite esclusivamente a sostenere la tecnocrazia a-politica, o sovra-politica\u201d. 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