{"id":62659,"date":"2021-02-15T10:30:17","date_gmt":"2021-02-15T09:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62659"},"modified":"2021-02-14T23:58:00","modified_gmt":"2021-02-14T22:58:00","slug":"ue-e-russia-verso-la-rottura-ecco-cosa-sta-succedendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62659","title":{"rendered":"Ue e Russia verso la rottura? Ecco cosa sta succedendo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Emanuele Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La recente tre-giorni di Josep Borrell a Mosca avrebbe dovuto contribuire a rivitalizzare il dialogo tra Russia ed Unione europea, anche alla luce dell\u2019opportunit\u00e0 offerta dal \u201cmomento Sputnik\u201d, ma, lungi dal conseguire l\u2019obiettivo, si \u00e8 rivelata controproducente avendo innescato un circolo vizioso il cui apice \u00e8 stato raggiunto nella giornata del 12 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sconcerto nell\u2019Ue<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra Ue e Russia \u00e8 esploso il caso mediatico il 12 febbraio, quando alcune dichiarazioni del capo della diplomazia del Cremlino, Sergej Lavrov, sono state misinterpretate, in quanto incomprese ed estrapolate dal contesto generale, dando vita ad un quasi-incidente diplomatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lavrov, secondo quanto si apprende, avrebbe dichiarato che \u201cla Russia \u00e8 pronta a tagliare i legami con l\u2019Unione Europea\u201d; parole gravi che hanno raggiunto con celerit\u00e0 il Vecchio Continente e che stanno esacerbando ulteriormente il clima tra le parti. I rappresentanti e i portavoce delle istituzioni europee e delle cancellerie dei 27, infatti, stanno replicando duramente al commento infelice di Lavrov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Peter Stano, il portavoce di Borrell, \u201cla Russia ha fatto capire molto chiaramente di non essere disponibile ad andare nella direzione [del dialogo], [e lo ha fatto] con diversi messaggi e non soltanto con un\u2019intervista\u201d. Pi\u00f9 conciso, ma ugualmente tagliente, il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, che ha parlato \u201cdi dichiarazioni veramente sconcertanti e incomprensibili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Che cos\u2019ha detto realmente Lavrov?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dichiarazioni di Lavrov hanno provocato un polverone mediatico (e diplomatico) perch\u00e9 sono state misinterpretate e lette singolarmente, come se facenti parte di una proposizione unica, quando, in realt\u00e0, erano e sono da inquadrare nel contesto di appartenenza. Anzitutto, urge sottolineare che l\u2019intervista al ministro degli esteri russi \u00e8 avvenuta dopo che Bloomberg, l\u201911 febbraio, ha filtrato un\u2019indiscrezione proveniente dai corridoi dell\u2019Europarlamento: alcuni diplomatici europei avrebbero iniziato a discutere del proposito di introdurre (nuove) sanzioni contro la Russia in relazione al caso Navalny.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La voce di corridoio, commentata subitaneamente da Maria Zakharova, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, \u00e8 stata poi ripresa e approfondita nel corso dell\u2019intervista della discordia. Lavrov, parlando sul canale Youtube \u201cSoloviev Live\u201d dell\u2019attuale stato di salute delle relazioni tra Mosca e Bruxelles, ha dichiarato che \u201cpartiamo dal fatto che siamo pronti [ad una rottura] nel caso in cui vedessimo, siccome lo abbiamo gi\u00e0 sentito pi\u00f9 di una volta, imporre le sanzioni in certe aree che creerebbero dei rischi per la nostra economia, come quelle pi\u00f9 sensibili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il passaggio finale della risposta all\u2019intervistatore \u00e8 altrettanto utile a capire che cosa intendesse Lavrov: \u201cNon vogliamo isolarci dalla vita mondiale, ma dobbiamo essere pronti anche a questo. Se vuoi la pace, preparati alla guerra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non una rottura preventiva e immotivata, quindi, ma una ritorsione (potenziale) che il Cremlino potrebbe considerare se Bruxelles decidesse di inasprire ulteriormente il regime sanzionatorio antirusso, che, inizialmente sviluppato nell\u2019ambito del fascicolo Ucraina (Donbass e Crimea), con lo scorrere del tempo \u00e8 stato esteso per le ragioni pi\u00f9 disparate: caso Skripal, attacchi cibernetici, Russiagate, Nord Stream 2, e, ora, forse, persino Navalny.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il chiarimento di Peskov<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella stessa giornata, replicando alle richieste di delucidazione della Tass, Lavrov ha ribadito quanto espresso in mattinata su Youtube: \u201cSiamo pronti a tagliare i legami, ma [solo] se ci\u00f2 accadesse su [previa] iniziativa dell\u2019Ue. Da parte nostra, chiediamo vivamente all\u2019Ue di stabilire una cooperazione equa e reciprocamente rispettosa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dmitrij Peskov, il portavoce della presidenza, \u00e8 intervenuto sulla questione per integrare \u2013 e convalidare \u2013 il pensiero del numero due del Cremlino, dichiarando che \u201ccertamente, se dovessimo affrontare politiche pi\u00f9 distruttive, a danno delle nostre infrastrutture e dei nostri interessi, la Russia dovrebbe prepararsi in anticipo a queste mosse ostili\u201d. Ad ogni modo, ha precisato Peskov, \u201cnoi non vogliamo questo [la rottura diplomatica] ma cerchiamo di sviluppare delle relazioni con l\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una bufera basata sul nulla?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intervento di Lavrov, ripreso nella sua interezza, e le delucidazioni di Peskov, utili a chiarire gli eventuali punti grigi, sono l\u2019evidenza che la bufera mediatica \u00e8 scaturita dalla misinterpretazione di un passaggio che, se adeguatamente letto e contestualizzato, perde ogni valenza di bellicosit\u00e0 irragionevole e restituisce al longevo diplomatico russo l\u2019immagine che gli \u00e8 pi\u00f9 consona: non un demolitore, ma un costruttore di ponti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Contestualizzate e spiegate le dichiarazioni di Lavrov, per\u00f2, permane una questione piuttosto rilevante: estrapolate assumono un altro significato, ma, comunque, sono state dette \u2013 un \u201cpensiero impensabile\u201d dieci anni or sono. E sarebbe erroneo veicolare l\u2019idea che a Mosca non stiano aumentando a livelli esponenziali il risentimento e, soprattutto, la stanchezza nei confronti di Bruxelles e Washington per via di un confronto sempre pi\u00f9 acceso e che, da qualche tempo, si \u00e8 trasferito (di nuovo) al proprio interno; oggi Navalny, ieri le Pussy Riot. Se un altro significato pu\u00f2 essere attribuito al pensiero di Lavrov, \u00e8 sicuramente questo: stanchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una regia occulta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come avevamo spiegato di recente sulle nostre colonne, il Cremlino non ha alcun interesse in una rottura definitiva, essendo impegnato, da oramai sette anni, in un\u2019opera costante di de-escalation basata sull\u2019asimmetria al ribasso, ovvero sull\u2019implementazione di misure ritorsive pianificate in maniera tale da risultare limitate nelle conseguenze e ridotte nelle proporzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il fondamento dell\u2019asimmetria al ribasso \u00e8 una logica sagace e assennata che vede nella moderazione l\u2019unica risposta possibile al nuovo maccartismo imperante nelle cancellerie occidentali \u2013 pena un\u2019escalation perniciosa in quanto difficile da controllare \u2013; perci\u00f2 si pu\u00f2 legittimamente affermare che non sar\u00e0 la Russia l\u2019iniziatrice di un\u2019eventuale rottura. Tutto indica, ad ogni modo, che la tattica non sta funzionando: i rapporti con il blocco euroamericano sono ai minimi storici dal dopo-guerra fredda e le rappresaglie asimmetriche stanno venendo interpretate come una manifestazione di debolezza \u2013 da qui le crescenti ingerenze occidentali negli affari interni russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ultimo ma non meno importante, non \u00e8 da escludere che l\u2019aggravamento repentino delle relazioni tra Mosca e Bruxelles, iniziato curiosamente alla vigilia della missione di Borrell, sia il frutto di una longa manus operante per conto di Washington, che, proprio in questi giorni, appare stranamente distante. La domanda che il lettore dovrebbe porsi \u00e8 \u201ca che pro?\u201d; a quel punto avrebbe davanti a s\u00e9 una duplice risposta: l\u2019allontanamento dello spettro della normalizzazione tra i poli e l\u2019impedimento, o comunque la limitazione significativa, dell\u2019ingresso dello Sputnik V nel mercato europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se cos\u00ec fosse, la campagna di linciaggio politico contro Borrell e il moto disinformativo che ha bersagliato Lavrov assumerebbero immediatamente senso: non due espressioni di isteria russofoba, ma immagini di un disegno intelligente da inquadrare nel pi\u00f9 ampio contesto della guerra fredda tra Ovest ed Est; guerra in cui \u2013 promemoria tassativo \u2013 l\u2019Ue non \u00e8 attore ma spettatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/ue-e-russia-verso-la-rottura-ecco-cosa-sta-succedendo.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/ue-e-russia-verso-la-rottura-ecco-cosa-sta-succedendo.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuele Pietrobon) La recente tre-giorni di Josep Borrell a Mosca avrebbe dovuto contribuire a rivitalizzare il dialogo tra Russia ed Unione europea, anche alla luce dell\u2019opportunit\u00e0 offerta dal \u201cmomento Sputnik\u201d, ma, lungi dal conseguire l\u2019obiettivo, si \u00e8 rivelata controproducente avendo innescato un circolo vizioso il cui apice \u00e8 stato raggiunto nella giornata del 12 febbraio. 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