{"id":62677,"date":"2021-02-16T09:00:39","date_gmt":"2021-02-16T08:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62677"},"modified":"2021-02-15T21:52:09","modified_gmt":"2021-02-15T20:52:09","slug":"finche-ce-vita-vai-a-lavoro-lamara-ricetta-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62677","title":{"rendered":"Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita vai a lavoro: l\u2019amara ricetta dell\u2019Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/02\/manca.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2118\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/02\/manca.png?w=720\" alt=\"\" data-attachment-id=\"2118\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/manca\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/02\/manca.png\" data-orig-size=\"720,461\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"manca\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/02\/manca.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2021\/02\/manca.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Nel processo ormai trentennale di smantellamento dello Stato sociale in Italia e in Europa, alle pensioni \u00e8 spettato e continua a spettare il ruolo di boccone prelibato, oggetto di furiosi attacchi reiterati volti alla progressiva riduzione dei diritti pensionistici dei lavoratori. Da diversi anni l\u2019Unione europea \u00e8 in prima linea nel delineare in modo preciso e martellante le tappe dell\u2019austerit\u00e0 pensionistica. Raccomandazioni, moniti, lettere, linee guida. Tutto converge verso lo stesso obiettivo:\u00a0<strong>ridurre all\u2019osso il pilastro previdenziale pubblico<\/strong>\u00a0per favorire la previdenza privata, dietro cui si annidano i giganteschi interessi degli intermediari finanziari (banche, assicurazioni, societ\u00e0 di investimento).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Per favorire questo processo, per anni si \u00e8 attivata una campagna assillante basata\u00a0<strong>sulla presunta insostenibilit\u00e0<\/strong>\u00a0dei sistemi previdenziali in un\u2019epoca di invecchiamento della popolazione. Si \u00e8 agitato\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/03\/26\/il-mito-del-conflitto-generazionale-e-la-realta-del-conflitto-di-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lo spettro<\/a>\u00a0di conti pensionistici descritti in modo tendenzioso come al collasso e si \u00e8 fatto leva su un falso senso di \u201cgiustizia\u201d intergenerazionale contro gli avidi anziani divoratori di pensioni pubbliche pagate dai giovani precari. La fase pandemica, anzich\u00e9 portare all\u2019allentamento di questa pressione,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/01\/27\/profitto-contro-stato-sociale-la-crisi-accelera-la-resa-dei-conti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la sta esacerbando<\/a>\u00a0tramite quell\u2019architettura di strumenti pensati ad arte per scambiare denaro con diritti sociali.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il Recovery fund \u00e8 la chiave di volta di questo ricatto.\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/01\/30\/recovery-fund-unipoteca-sulla-politica-economica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Come noto<\/a>, il piano di prestiti e aiuti in via di definizione avr\u00e0 una\u00a0<strong>condizionalit\u00e0<\/strong>\u00a0esplicita, prevedendo come prerequisito di accesso il rispetto delle raccomandazioni del semestre europeo, ovvero il rispetto di quell\u2019insieme di linee guida di politica economica che l\u2019UE ogni anno definisce e si impegna a far osservare agli Stati membri. Tra queste l\u2019<strong>austerit\u00e0 pensionistica<\/strong>. La non osservanza di quelle linee guida, porterebbe, in tempi \u201cordinari\u201d, all\u2019ostilit\u00e0 dei mercati, a sua volta scatenata da un atteggiamento punitivo della Banca centrale europea che condiziona la propria linea di difesa dei debiti pubblici dei paesi all\u2019osservanza della retta via. A questa strada di ricatto \u201cordinario\u201d si aggiunge in questi tempi quella ancora pi\u00f9 cogente e diretta dei prestiti e degli aiuti condizionati alla linea dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ma andiamo a vedere in modo pi\u00f9 diretto cosa ci dicono le raccomandazioni del semestre europeo in tema pensionistico, riportate nel documento di Economia e finanza redatto dal MEF per il 2020. Alla spesa pubblica e in particolare alla spesa pensionistica spetta proprio il posto d\u2019onore. Ecco qui la raccomandazione numero 1: \u201cPer quanto riguarda la politica di bilancio, si raccomanda di perseguire la riduzione del rapporto debito\/PIL, la revisione della spesa pubblica e la riforma della tassazione, nonch\u00e9 di non invertire precedenti riforme in materia pensionistica e di ridurre la spesa pensionistica\u201d.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il risvolto concreto, nel caso specifico dell\u2019Italia, suona forte e chiaro: dobbiamo ridurre la spesa pensionistica e non invertire le precedenti riforme, ovvero lasciar che l\u2019impianto disegnato con le riforme del 2010-2011, le ultime della lunga serie di interventi restrittivi iniziati nel 1992, rimanga inalterato. Quelle norme per cui si va in pensione a 67 anni senza se e senza ma e che piano piano porteranno l\u2019et\u00e0 di accesso alla pensione dai 67 anni ai 68, poi ai 69, ai 70 e cos\u00ec via tramite l\u2019adeguamento automatico all\u2019evoluzione della speranza di vita.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">A leggere le raccomandazioni dell\u2019UE, sembra quasi che quota 100 non esista. Non si tratta, per\u00f2, di una svista. \u00c8 vero, i liberisti pi\u00f9 oltranzisti volevano sbarazzarsi di questa recente riforma a ogni costo, ma niente paura, ci ha gi\u00e0 pensato il tempo ad abolirla. Per quanto Salvini possa fingere di non ricordarlo,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/01\/18\/il-naufragio-delle-promesse-pensionistiche-quota-100-ridotta-al-nulla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quota 100 \u00e8 stata pensata come misura sperimentale a termine<\/a>, di durata triennale. Nessuno dovr\u00e0 quindi nemmeno prendersi la briga di abolirla per tornare agli effetti della legge Fornero, perch\u00e9 il 2021 sar\u00e0 il suo ultimo anno di applicazione.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Mentre il governo giallorosso, gi\u00e0 prima dell\u2019attuale crisi politica, traccheggiava e prendeva tempo cercando di elaborare\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/11\/08\/pensioni-tanto-rumore-per-poche-briciole-mentre-la-pagnotta-scompare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">soluzioni di transizione graduale<\/a>\u00a0dalla fine di quota 100 al ritorno del regime Fornero, l\u2019UE riprendeva a martellare sul tema previdenziale partorendo un emblematico libro verde dal titolo \u201con ageing\u201d sull\u2019invecchiamento e la solidariet\u00e0 intergenerazionale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/1_en_act_part1_v8_0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">libro verde<\/a>, pubblicato pochi giorni fa, \u00e8 la perfetta illustrazione dei fondamenti teorici e ideologici della filosofia del conflitto intergenerazionale e della conseguente ricetta dell\u2019austerit\u00e0 pensionistica predicata e attuata dalle istituzioni europee e dai governi nazionali.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ecco il punto di partenza: \u201c\u00e8 probabile che un numero maggiore di pensionati e un numero minore di persone in et\u00e0 lavorativa possano condurre ad aliquote contributive pi\u00f9 alte e tassi di sostituzione pi\u00f9 bassi per garantire la sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche. Tali sviluppi potrebbero caricare sulle generazioni pi\u00f9 giovani un doppio fardello e, quindi, sollevare questioni di equit\u00e0 intergenerazionale\u201d.<\/p>\n<p>Tradotto in estrema sintesi: se ci sono pi\u00f9 pensionati e meno giovani al lavoro il risultato non potr\u00e0 che essere o la diminuzione delle pensioni future o l\u2019aumento dei contributi, pesando sulle giovani generazioni.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">L\u2019idea \u00e8 quella di dover stabilizzare il cosiddetto indice di dipendenza, ovvero il rapporto tra popolazione non in et\u00e0 da lavoro e popolazione in et\u00e0 da lavoro. Naturalmente, in presenza di invecchiamento demografico, se l\u2019indice deve essere stabilizzato occorre necessariamente diminuire la popolazione non attiva, restringendone il campo tramite l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 legale di pensionamento. Non vi sarebbe altra scappatoia possibile. Si afferma addirittura a chiare lettere che, nell\u2019ottica della stabilizzazione, mediamente a livello europeo l\u2019et\u00e0 pensionabile dovrebbe presto giungere a 70 anni con valori lievemente disomogenei tra paesi (71 nel caso dell\u2019Italia).<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Ecco qui i termini della soluzione prospettata: \u201cI sistemi pensionistici potrebbero sostenere vite lavorative pi\u00f9 lunghe modificando l\u2019et\u00e0 pensionabile e i requisiti di carriera, le aliquote di rendimento o i benefici pensionistici in maniera automatica, in modo tale da riflettere una pi\u00f9 lunga aspettativa di vita. Limitare il pensionamento anticipato a casi oggettivamente garantiti, stabilire un diritto generale a lavorare oltre l\u2019et\u00e0 pensionabile e prevedere sistemi di pensionamento flessibili sono tutti elementi che potrebbero rendere i sistemi pensionistici adeguati e sostenibili\u201d.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">In breve: aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile e diminuzione delle pensioni in essere in modo da riflettere in modo automatico l\u2019aumento della speranza di vita. E stretti limiti ad eventuali eccezioni alla regola. Naturalmente, se ci\u00f2 comporta aumenti soverchianti di et\u00e0 pensionabile e pensioni da fame, non dovremmo per\u00f2 preoccuparci: \u201cPensioni complementari di alta qualit\u00e0, sicure ed efficienti dal punto di vista dei costi, che integrino gli schemi pensionistici obbligatori, possono fornire risparmi pensionistici ulteriori. Politiche volte a facilitare e incoraggiare la partecipazione alla previdenza complementare dovrebbero prendere in considerazione i costi fiscali e gli effetti distributivi\u2026\u201d. Ci pensa insomma la previdenza complementare ad integrare le nostre pensioni future! Quella gestita dai privati tramite gli affidabili fondi che investivano in Lehman Brothers.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Il punto \u00e8 allora, evidentemente, un altro: la redistribuzione, logica e inevitabile, deve passare, secondo i detrattori delle pensioni pubbliche, per l\u2019obolo del profitto privato degli intermediari finanziari e per i rischi spaventosi dell\u2019instabilit\u00e0 finanziaria dei loro investimenti. Una bella prospettiva per milioni di lavoratori futuri pensionati!<\/p>\n<p>Questo futuro cos\u00ec fosco dipinto come destino inevitabile \u00e8 per\u00f2 nient\u2019altro che una medicina amara che vorrebbero farci ingoiare dietro false rappresentazioni e ricatti istituzionali: le\u00a0<strong>false narrazioni<\/strong>\u00a0dei conti pensionistici in rosso e dei giovani sfruttati dai vecchi e i meccanismi istituzionali del ricatto permanente di cui il Recovery Fund \u00e8 in questa fase il pi\u00f9 potente strumento.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-justify\">Una medicina amara da rispedire energicamente al mittente assieme al pacchetto di ricatti che le fa da contenitore, assieme ad una brevissima e chiara nota esplicativa al margine: l\u2019aumento dell\u2019aspettativa di vita media, peraltro tristemente rallentato dalla crisi negli ultimissimi anni, \u00e8 soltanto\u00a0<strong>una buona notizia<\/strong>\u00a0per l\u2019umanit\u00e0. Non deve e non pu\u00f2 rappresentare la scusa per allungare indefinitamente l\u2019et\u00e0 da lavoro, ma al contrario, anche grazie al progresso tecnico che accorcia i tempi di lavoro necessario, \u00e8 l\u2019occasione per allungare i tempi della vita dedicati al riposo e alla realizzazione personale e sociale.Le pensioni non vanno diminuite, ma vanno aumentate. I meccanismi di uscita dal mercato del lavoro devono garantire una significativa flessibilit\u00e0 di scelta senza che ci\u00f2 comporti una\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/02\/05\/lamaro-ricatto-delle-pensioni-flessibilita-in-cambio-di-tagli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">decurtazione drastica<\/a>\u00a0dell\u2019assegno pensionistico. Il finanziamento della spesa pensionistica infine \u00e8 un problema inesistente: lo si garantisce attraverso tre strade non necessariamente alternative ma che si rafforzano a vicenda: tramite il raggiungimento della\u00a0<strong>piena e buona occupazione<\/strong>\u00a0che garantisce un aumento del montante contributivo; tramite la\u00a0<strong>leva fiscale<\/strong>\u00a0se necessario, con imposte fatte pagare a chi ha molto; tramite, infine, il ricorso alla\u00a0<strong>spesa in deficit<\/strong>. Proprio quegli strumenti che l\u2019austerit\u00e0 e il liberismo ci hanno sottratto da troppo tempo.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/02\/10\/finche-ce-vita-vai-a-lavoro-lamara-ricetta-dellunione-europea\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2021\/02\/10\/finche-ce-vita-vai-a-lavoro-lamara-ricetta-dellunione-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; Nel processo ormai trentennale di smantellamento dello Stato sociale in Italia e in Europa, alle pensioni \u00e8 spettato e continua a spettare il ruolo di boccone prelibato, oggetto di furiosi attacchi reiterati volti alla progressiva riduzione dei diritti pensionistici dei lavoratori. Da diversi anni l\u2019Unione europea \u00e8 in prima linea nel delineare in modo preciso e martellante le tappe dell\u2019austerit\u00e0 pensionistica. Raccomandazioni, moniti, lettere, linee guida. 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