{"id":62717,"date":"2021-02-17T09:56:34","date_gmt":"2021-02-17T08:56:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62717"},"modified":"2021-02-16T21:01:00","modified_gmt":"2021-02-16T20:01:00","slug":"chi-ha-ucciso-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62717","title":{"rendered":"Chi ha ucciso Mattei?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Federico Mosso)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La verit\u00e0 intorno all\u2019omicidio di Enrico Mattei \u00e8 in un documento della CIA del 1962 (se esiste). Intanto, dobbiamo leggere \u201cHo ucciso Enrico Mattei\u201d, il micidiale romanzo di Federico Mosso. Che qui svela le carte e le strategie letterarie<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 grande \u00e8 il delitto, tanto pi\u00f9 ovvio \u00e8 il movente, scriveva Sir Arthur Conan Doyle.<\/p>\n<p>Dunque, alla domanda:<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 \u00e8 stato ucciso Enrico Mattei?<\/em><\/p>\n<p>Si risponde:<\/p>\n<p><em>Enrico Mattei \u00e8 stato ucciso per impedire all\u2019Italia di diventare una potenza internazionale.<\/em><\/p>\n<p>Ecco, tutto in una frase. \u00c8 un esercizio che faccio innanzitutto per me stesso, per riassumere in una sola espressione il mio intero romanzo. Per spiegare in modo esauriente tutte le ragioni che hanno portato ad ordire il complotto mortale, ci vorrebbe in realt\u00e0 un saggio storico di un centinaio di pagine e oltre, ma all\u2019interno di\u00a0<em>Ho ucciso Enrico Mattei\u00a0<\/em>credo che il lettore possa trovare numerose risposte, sintetizzabili nella frase sopra.<\/p>\n<p>Il mio lavoro si \u00e8 sviluppato su tre punti essenziali combinati tra loro: una verit\u00e0 storica, un\u2019ipotesi, un\u2019idea di fantasia.<\/p>\n<p><em>Verit\u00e0 storica<\/em>: Enrico Mattei \u00e8 stato ammazzato. I dubbi se si fosse trattato di un incidente o attentato sono stati fugati dall\u2019inchiesta condotta dal magistrato Vincenzo Calia dal 1994 al 2003, che ha dimostrato che l\u2019aereo di Enrico Mattei \u00e8 stato sabotato. Grazie al lavoro di Calia, il sospetto \u00e8 divenuto verit\u00e0. Non pi\u00f9 ipotesi, immaginazione complottista, gusto per l\u2019intrigo, ma fatto storico oggettivo. Se prima della conclusione dell\u2019inchiesta si poteva ancora dibattere se fosse stato piazzato un ordigno o meno, e se il Morane-Saulnier MS-760 Paris\u00a0I-SNAP fosse precipitato per un\u2019avaria o per un errore del pilota, ora non si pu\u00f2 pi\u00f9. Chi ancora scrive o parla di \u201ctragica fatalit\u00e0\u201d o di \u201cmisterioso incidente\u201d lo fa per ignoranza o malafede. L\u2019instancabile e metodico lavoro di depistaggio e occultamento prove successivo a Bascap\u00e8, d\u00e0 ancora i suoi frutti cattivi a distanza di sessant\u2019anni.<\/p>\n<p><em>Ipotesi<\/em>: se sappiamo con certezza che Enrico Mattei \u00e8 stato vittima di un delitto premeditato, d\u2019altro canto non abbiamo le prove schiaccianti per indicare i colpevoli del complotto. Le indagini e i testi sull\u2019argomento suggeriscono vari nomi, di cui alcuni ritornano in quasi tutte le fonti. Personalmente, in questa mia ricostruzione ibrida tra Storia e narrativa, ne ho individuati alcuni, americani e italiani. La mafia ag\u00ec solo sullo sfondo, a supporto logistico, perch\u00e9 l\u2019operazione si realizz\u00f2 in Sicilia, loro dominio. Per certe cose si doveva chiedere il permesso. Non si ha la certezza di questi ed altri nomi, sono solo sospetti, ipotesi di colpevolezza.<\/p>\n<p><em>Idea di fantasia<\/em>: qua entra in gioco il mio romanzo. Se sappiamo per certo che Mattei \u00e8 stato assassinato e possiamo suppore le identit\u00e0 dei mandanti, non abbiamo la pi\u00f9 pallida idea di chi sia stato l\u2019esecutore del piano, colui che con professionalit\u00e0 e abilit\u00e0 ha piazzato l\u2019ordigno di esplosivo al plastico tra i componenti del bireattore presidenziale. Ci sono alcune fonti che parlano di tre uomini senza nome, di cui uno in divisa da carabiniere, che si aggiravano nell\u2019hangar dell\u2019aeroporto di Fontanarossa dove era costudito il jet Morane-Saulnier dell\u2019ENI. Si dice anche della presenza a Catania quel 27 ottobre del boss della mafia italoamericana Carlos Marcello. O anche di un sicario della mala francese assoldato per l\u2019occasione. Ma sono solo voci che non si possono verificare e allora mi sono immaginato il misterioso Joe, killer italiano ex-spia infedele del regime fascista passato dalla parte degli americani per convenienza. Joe, l\u2019assassino materiale del delitto Mattei, alias Oreste Lucciani, alias Umberto Malinberi, \u00e8 pura invenzione in uno sfondo di ipotesi e verit\u00e0 storiche.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138044\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/MOSSO_MATTEI.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>La libert\u00e0 che mi ha dato la scelta del romanzo invece che l\u2019ennesimo saggio storico d\u2019inchiesta \u00e8 stata straordinaria. Certo, occorre l\u2019obbligatoria premessa inziale\u00a0<em>questo non \u00e8 un libro di Storia ma un romanzo e come tale deve essere letto<\/em>. Tramite questa formula si ottiene libert\u00e0 di movimento in cambio della responsabilit\u00e0 storica \u2013 oggettiva, rigorosa e disciplinata \u2013 che la Storia come materia richiede nei suoi testi.<\/strong>\u00a0Insomma, scrivere un romanzo storico esige una diversa responsabilit\u00e0 rispetto a un\u2019opera di Storia\u00a0<em>tout court<\/em>\u00a0che non pu\u00f2 e non deve divulgare invenzioni o ricostruzioni di fantasia. Meno responsabilit\u00e0 con i lettori = pi\u00f9 libert\u00e0. Voi lettori che siete arrivati fino alla conclusione della vicenda e state leggendo queste righe sapete di esservi avventurati in un racconto d\u2019immaginazione. Per\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>per\u00f2\u00a0<\/em>che pongo scaturisce dalla prospettiva di analisi storica che l\u2019avventura\u00a0<em>noir\u00a0<\/em>dell\u2019antieroe Joe mi fornisce. Mi spiego. Immaginiamo di essere in un laboratorio e di essere degli stregoni che vogliono trovare una pozione magica che permette a chi la ingerisce di viaggiare indietro nel tempo. Allora, mischiamo lo studio storico, ingrediente per la scenografia della nostra narrazione, assieme alla fantasia del racconto. Mescoliamo l\u2019intruglio stregonesco tra vapori inebrianti e fumi allucinatori. Tracanniamo il beverone. Viaggiamo dal 1943 al 1975, osservando trent\u2019anni italiani con gli occhi di un personaggio d\u2019immaginazione. \u00c8 un modo completamente fuori dall\u2019accademia per studiare la Storia, viaggiando nel tempo drogati di fantasia. Sappiamo che il nostro mezzo, la nostra macchina del tempo \u2013 nel nostro caso il killer Joe che racconta quello che vede in prima persona \u2013 \u00e8 inventato, ma parte di quello che vede e descrive \u00e8 un passato reale. Pertanto, la fantasia non \u00e8 solo il grande gioco dei creatori di mondi paralleli, la fantasia pu\u00f2 essere anche un metodo d\u2019indagine storica.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138045\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Cefis-scaled.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>btr<\/figcaption><\/figure>\n<p>La caratteristica di verosimiglianza che presumo aver tenuto fino alla fine nella narrazione (fatta esclusione per i racconti \u201cmetafisici\u201d all\u2019inizio di ogni parte e a conclusione del tutto), merita un appunto. Si potr\u00e0 obiettare che la verosimiglianza vada a mancare per alcune situazioni assurde e certi personaggi grotteschi. Ad esempio la scena della caccia all\u2019uomo sulla sinistra isola nel Maine, o il folle membro dell\u2019OAS senza orecchio di Etienne \u201cL\u2019Oreille\u201d detto anche \u201cLa Mort\u201d. Il lettore potrebbe bollare queste invenzioni come esagerazioni, bizzarrie scelte dall\u2019autore per mettere pepe alla sua storia di agenti segreti e intrighi. Ma credetemi, la creativit\u00e0 delle spie, quelle realmente esistite, non ha limiti. Basti pensare agli studi fatti per far fuori Fidel Castro o agli esperimenti perversi con LSD per controllare le menti, alle infiltrazioni nei movimenti di protesta dove spesso gli agenti infiltrati superavano in eccentricit\u00e0 chi infiltravano, a loschi figuri vissuti per davvero del calibro di Joseph Schneider lo \u201cStregone Nero\u201d della CIA, esperto di allucinogeni a scopi spionistici e avvelenatore professionista. Faccio a gara con le spie su chi sia dotato di pi\u00f9 fantasia, se io autore di questo romanzo o loro, arzille barbe finte\u2026<\/p>\n<p>Una buona parte del lavoro \u00e8 stata di studio. Il punto di partenza dell\u2019indagine per capire il contesto che ha portato all\u2019esecuzione e alla successiva e articolata opera di insabbiamento \u00e8 stato il fondamentale\u00a0<em>Il Caso Mattei \u2013 Le prove dell\u2019omicidio del presidente dell\u2019ENI dopo bugie, depistaggi e manipolazioni della verit\u00e0\u00a0<\/em>(Chiarelettere, 2017) scritto a quattro mani dal magistrato Vincenzo Calia e dalla giornalista Sabrina Pisu. Libro non solo d\u2019inchiesta, ma di importanza storica perch\u00e9 spiega che di attentato si \u00e8 trattato \u2013al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio \u2013 oltre a raccontarci di manovre nell\u2019ombra, di depistaggi, di menzogne lunghe decenni, di calunnie, di giornalisti mercenari.<\/p>\n<p><em>Profondo Nero \u2013 Mattei, De Mauro, Pasolini<\/em>\u00a0(Chiarelettere, 2009) di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza \u00e8 un ottimo testo che fa una buona sintesi dell\u2019inchiesta di Calia, anticipandone le conclusioni del suo\u00a0<em>Il Caso Mattei<\/em>\u00a0(<em>Profondo Nero\u00a0<\/em>\u00e8 del 2009,\u00a0<em>Il Caso Mattei<\/em>\u00a0del 2017) e che aggiunge al collegamento delle morti di Mattei e De Mauro anche la successiva morte violenta di Pier Paolo Pasolini. Da Lo Bianco e Rizza ho preso in prestito l\u2019idea suggestiva e tragicomica della cassaforte di Mattei aperta dal curioso sottoposto infedele, beccato con le mani nella marmellata; spero non me ne vogliano.<\/p>\n<p>Poi, per capire a fondo l\u2019opera imprenditoriale di Enrico Mattei, la sua ambizione smisurata e la visione negli affari, nell\u2019economia nazionale e nel ruolo dell\u2019Italia nel mondo, \u00e8 stata lettura preziosa la raccolta dei suoi\u00a0<em>Scritti e discorsi 1945 -1962<\/em>\u00a0(Rizzoli, 2012), un tomone di oltre mille pagine odorose di idrocarburi, che fornisce un\u2019essenziale chiave di lettura dell\u2019intera epopea ENI prima della scomparsa del suo fondatore. Attraverso discorsi pubblici per inaugurazioni d\u2019impianti, per anniversari politici, per spronare le maestranze, o attraverso le interviste televisive (vivaci e ricche di aforismi d\u2019effetto) o gli interventi piccati sui giornali che lo attaccavano, si ottiene un ritratto del personaggio storico. Se si vuole capire Mattei, non si pu\u00f2 trascurare questa sua vasta eredit\u00e0 scritta.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138046\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Il-malaffare.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Veniamo al famoso\u00a0<em>Petrolio\u00a0<\/em>di Pier Paolo Pasolini: turbine di parole, ciclone di appunti e idee, una tempesta caotica di visioni oniriche, affresco incompiuto di un\u2019opera che sarebbe diventata colosso letterario italiano. Ma appunto, \u00e8 un lavoro assolutamente incompleto (a noi \u00e8 arrivato un quarto di quello che era nelle intenzioni del poeta), e di difficile approccio. Questa non \u00e8 la sede opportuna per un\u2019analisi del testo arrivato fino a noi. Basti sapere che il famoso\u00a0<em>Appunto 21 \u2013 Lampi sull\u2019ENI\u00a0<\/em>\u00e8 scomparso. Che mistero, basterebbe questo spunto per ricamarci sopra un romanzo thriller dal titolo\u00a0<em>Il capitolo scomparso\u00a0<\/em>o qualcosa di simile.\u00a0<em>Petrolio\u00a0<\/em>sarebbe dovuto essere un\u2019arma carica puntata contro il potere \u2013 un certo potere \u2013 e una critica spietata ai cambiamenti sociali e culturali che stavano investendo l\u2019Italia nel periodo in cui \u00e8 stato abbozzato. Il testo di Pasolini \u2013 rimasto incompiuto perch\u00e9 hanno ammazzato l\u2019autore \u2013 a mia modesta opinione va aperto con spirito da esploratori. Non c\u2019\u00e8 da martellarsi tanto il cervello nel trovare un filo di Arianna in una trama resa criptica e singhiozzante dagli eventi tragici e inattesi, ma cogliamo l\u2019opportunit\u00e0 lasciataci da Pasolini con\u00a0<em>Petrolio\u00a0<\/em>per cercare, come avventurieri della parola scritta, pensieri, panorami, sogni. Anche se fuori tema, permettetemi uno scorcio, uno e uno solo, ritagliato da\u00a0<em>Petrolio<\/em>:\u00a0<em>\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abNon c\u2019era pi\u00f9 curiosit\u00e0 per niente. Tutto era gi\u00e0 obbligatoriamente noto. C\u2019era solo l\u2019ansia nervosa \u2013 che rendeva brutti e pallidi \u2013 di consumare la propria fetta di torta\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Pasolini, nella stesura della bozza di\u00a0<em>Petrolio<\/em>, tra le fonti d\u2019ispirazione ebbe il libro\u00a0<em>Questo \u00e8 Cefis. L\u2019altra faccia dell\u2019onorato presidente\u00a0<\/em>di Giorgio Steimetz, che gli fu utile per ritrarre la figura di Aldo Troya. Introduciamo allora i libri maledetti consultati per il mio\u00a0<em>Ho ucciso Enrico Mattei<\/em>. Sono due. Il gi\u00e0 menzionato\u00a0<em>Questo \u00e8 Cefis<\/em>,scritto da Corrado Ragozzino dell\u2019agenzia di stampa Milano Informazioni con la copertura del nome finto di Steimetz, e appena uscito subito ritirato dagli scaffali delle librerie, \u00e8 un lungo\u00a0<em>j\u2019accuse\u00a0<\/em>contro il potente Eugenio Cefis, figura di grande burattinaio occulto dagli interessi tentacolari.<\/strong>\u00a0La forma si articola in tono beffardo, divertito, canzonatorio, alquanto arzigogolato. C\u2019\u00e8 da immaginarsi Eugenio Cefis viola di rabbia a leggere quelle pagine al vetriolo, e infatti il libro spar\u00ec dalla circolazione in quattro e quattr\u2019otto, diventato proibita rarit\u00e0 da collezionisti. Grazie a qualche altra anima curiosa e pestifera,\u00a0<em>Questo \u00e8 Cefis\u00a0<\/em>\u00e8 ora reperibile gratuitamente in rete. L\u2019altro testo maledetto \u00e8\u00a0<em>Il malaffare \u2013 dall\u2019America di Kennedy, all\u2019Italia, a Cuba, al Vietnam<\/em>\u00a0del cineasta torinese Roberto Faenza. Scrivo maledetto come per\u00a0<em>Questo \u00e8 Cefis<\/em>, perch\u00e9 anch\u2019esso quando nel 1978 usc\u00ec con la prestigiosa Mondadori fu immediatamente tolto dal commercio per pressioni politiche. Sono riuscito a consultarlo nell\u2019unica biblioteca torinese che ne conserva una vecchia copia sgualcita. A mio avviso \u00e8 un libro interessantissimo, ben argomentato e documentato; Faenza realizz\u00f2 un\u2019opera d\u2019inchiesta che oggi vale come un ottimo libro di Storia: intrighi e manovre nell\u2019ombra degli anni \u201960, dai Kennedy, a Castro, al Congo, passando tra segreti e poteri di casa nostra. Le tresche su Cuba sono davvero gustose, con tutte quelle storie di spie e gangster. Bello, mi piacerebbe conoscere i retroscena sulla censura che il libro sub\u00ec, su chi fu o furono i fautori dell\u2019oscuramento.\u00a0<em>Il malaffare\u00a0<\/em>sarebbe da ripubblicare.<\/p>\n<p>Aggiungo altri due titoli che mi sono serviti per lo studio preparatorio al mio romanzo:\u00a0<em>Storia della Mafia\u00a0<\/em>(Newton Compton Editore, 1998) di Giuseppe Carlo Marino e\u00a0<em>La mia vita nella CIA\u00a0<\/em>di William Colby (Ugo Mursia Editore, 2005). Il primo mi ha aiutato per raccontare i rapporti mafiosi con i servizi segreti americani OSS durante lo sbarco alleato in Sicilia, il secondo per capire dinamiche e mentalit\u00e0 della CIA nel mezzo della guerra fredda visto che sono le memorie di un funzionario di alto livello dell\u2019intelligence di Washington, che fu direttore della CIA dal 1973 al \u201975 e che ho inserito anche nel mio romanzo. Un capitolo della biografia di Colby \u00e8 dedicato alle sue attivit\u00e0 in Italia durante gli anni \u201950 quando era agente a Roma, ma non pensiamo di trovare tra le pagine chiss\u00e0 quale mistero svelato, Colby non si sbottona troppo, anche in pensione \u00e8 rimasto un buon agente segreto.<\/p>\n<p>A Londra e Washington si discuteva molto del troppo ambizioso Mattei, del suo progetto visto come un ostacolo allo strapotere delle grandi compagnie petrolifere, le cosiddette Sette Sorelle i cui interessi esteri spesso convergevano con quegli degli Stati Uniti e di Gran Bretagna. Convergenza ovvia, visto che si parla di petrolio, il bene energetico, strategico e vitale, alla base della geopolitica mondiale dalla seconda guerra mondiale in poi. In rete si trova un\u2019eloquente raccolta di documenti del Foreign Office. Sono dispacci britannici riguardanti Enrico Mattei dal 1957 al 1961, raccolti e tradotti dal saggista e esperto di archivi anglosassoni Mario\u00a0Jos\u00e9\u00a0Cereghino. Quando L\u2019ENI si affacci\u00f2 all\u2019estero con la sua politica aggressiva che min\u00f2 il tradizionale e \u201csacro\u201d principio del\u00a0<em>fifty-fifty\u00a0<\/em>tra paesi possessori di giacimenti petroliferi e le grandi compagnie anglo-americane, gli inglesi ne furono naturalmente irritati. Tra le tante indiscrezioni nei messaggi tra l\u2019ambasciata britannica a Roma e i funzionari d\u2019alto grado del Foreign Office di Londra, riporto a titolo d\u2019esempio:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abMattei punta in alto. A nostro parere, \u00e8 un manager tosto e un uomo potente nonch\u00e9 pericoloso\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abGli italiani sono alleati nostri e degli Stati Uniti nell\u2019ambito della NATO. Inoltre, essi dipendono dagli Stati Uniti per gli aiuti economici. Sarebbe un peccato se, senza prima consultarsi con noi, si imbarcassero in un\u2019impresa volta a mettere in crisi i delicati equilibri petroliferi in Medio Oriente\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abMattei \u00e8 ansioso di ridurre la dipendenza italiana dalle maggiori compagnie petrolifere, ed \u00e8 un tipo che non si ferma dinanzi a niente pur di raggiungere i suoi obiettivi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abEgli \u00e8 l\u2019apostolo delle imprese statali. Tuttavia, molti ritengono che la sua psicologia si avvicini molto al concetto de \u201cLo Stato sono io\u201d\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u00abMattei e l\u2019Eni non sono fenomeni transitori. E non scompariranno solo perch\u00e9 le imprese petrolifere britanniche si rifiutano di affrontare la questione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ho consultato poi l\u2019archivio digitale messo a disposizione dalla CIA per tenere fede al Freedom of Information Act\u00a0(FOIA), traducibile in \u201cLegge sulla libert\u00e0 di informazione\u201d, dove sono pubblicati una serie di documenti desegretati inerenti alla questione Enrico Mattei. Usando come parole chiave \u201cMattei\u201d, \u201cENI\u201d, \u201cCefis\u201d e altro, ne vengono fuori di cose interessanti sull\u2019\u201cItalian Oil Czar\u201d.<\/strong>\u00a0Tra le righe oscurate da OMISSIS e le pagine \u201cDenied\u201d si evince la forte preoccupazione americana nei confronti della politica energetica attuata da Enrico Mattei. Preoccupazione divenuta poi ostilit\u00e0. Nei rapporti dell\u2019intelligence americana emerge di certo un\u2019attenzione particolare rivolta a Mattei, quasi come se fosse messo al centro di un mirino, ma mancano ovviamente prove inconfutabili e pistole fumanti. Negli appunti dell\u2019intelligence nessuno mai si sarebbe sognato di scrivere e tramandare frasi esplicite che ammettessero chiaramente la volont\u00e0 di assassinio. Queste cose le scriviamo noi scrittori, non le spie, discrete per natura. Per\u00f2 non tutto viene declassificato e desegretato, dipende se le informazioni risultino essere sensibili per la sicurezza degli Stati Uniti. Un segreto, anche se vecchio di sessant\u2019anni, pu\u00f2 fare ancora dei danni se di pubblico dominio. Se mai si trovassero delle chiare ammissioni sul coinvolgimento della CIA nell\u2019attentato a Mattei pensiamo a che ripercussioni si avrebbero sui rapporti diplomatici tra Italia e Stati Uniti. L\u2019eco dell\u2019esplosione nel cielo sopra Bascap\u00e8 si udirebbe di nuovo. Voglio dire, sarebbe la prova storica non solo di un\u2019ingerenza spudorata nei nostri affari, ma una confessione di un delitto maturato con mentalit\u00e0 e metodi mafiosi, contro un importante personaggio pubblico italiano, quindi un attacco violento di uno Stato contro un altro Stato. Certo, possiamo fare tutte le considerazioni che vogliamo sulla sudditanza italiana alla NATO e agli Stati Uniti dal 1943-45 in avanti, ma un conto \u00e8 ragionare sull\u2019evidenza di basi militari e di una politica estera allineata e che spesso sacrifica il nostro interesse nazionale, altra cosa \u00e8 invece sapere senza ombra di dubbio che si \u00e8 compiuto un assassinio in nome di questa sudditanza, un attentato pianificato e realizzato per togliere di mezzo un uomo potente e incontrollabile che era diventato molto scomodo e che avrebbe potuto portare l\u2019Italia verso un\u2019indipendenza troppo marcata dall\u2019influenza americana. Certi progetti di grandezza non potevano essere contemplati da parte di uno Stato suddito, questo il movente pi\u00f9 che credibile, ma la prova del coinvolgimento diretto dei servizi segreti manca. Immaginate se si trovasse la prova che terremoto si scatenerebbe, non solo dal punto di vista della verit\u00e0 storica, ma dal punto di vista della politica estera odierna. E oggi che tutti i possibili testimoni e responsabili della vicenda sono morti, mi chiedo: ma questa prova esiste? E se s\u00ec, dove si cela? Queste sono le domande a cui gli storici e ricercatori devono impegnarsi a dare una risposta, non solo per soddisfare una curiosit\u00e0 storica, ma per dare soddisfazione ad un senso di giustizia, e per l\u2019Italia. C\u2019\u00e8 una traccia minuscola, una piccolissima impronta, che forse potrebbe essere un punto di partenza per nuove indagini sul caso Mattei. Da un atto archiviato della Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi istituita nella XIII legislatura, nel capitolo\u00a0<em>Il contesto delle stragi \u2013 una cronologia 1968-1975<\/em>\u00a0spunta il nome di Karamessines associato a un rapporto CIA da lui redatto. Leggiamo: \u00abKaramessines \u00e8 anche il presunto autore del rapporto della stazione CIA in Italia del 28 ottobre 1962 sulla morte di Mattei che il governo degli Stati Uniti ha coperto con il segreto di Stato e perci\u00f2 negato agli inquirenti italiani\u00bb.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138047\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Il-caso-Mattei.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>E allora ci si chiede: 1. Il documento esiste? 2. Quando e da quale inquirente italiano fu chiesta la visione del documento? 3. Se esiste tale documento negli archivi CIA, \u00e8 ancora coperto dal segreto di Stato?<\/p>\n<p>Basterebbe rispondere affermativamente alla prima domanda e gi\u00e0 si avrebbe in mano una prova, anche senza visionare il documento. Sarebbe un\u2019ammissione da parte degli Stati Uniti, che s\u00ec, esistono dei segreti che loro ben conoscono sul caso Mattei e che tali segreti sono cos\u00ec delicati ed esplosivi da rimanere ancora oggi sotto chiave. Sarebbe come trovarsi davanti ad una porta chiusa, non sapere esattamente cosa si cela dietro essa, ma essere dinnanzi a tale porta proibita significherebbe che c\u2019\u00e8 effettivamente una verit\u00e0 occultata e dunque un coinvolgimento dell\u2019intelligence americana nella faccenda.\u00a0<strong>A mio parere storici e inquirenti dovrebbero indirizzarsi verso questa pista: sapere se il rapporto CIA del 28 ottobre 1962 sulla morte di Mattei esiste, e se s\u00ec, tentare di recuperarlo. In quelle pagine c\u2019\u00e8 la verit\u00e0 sul caso di Enrico Mattei, la risoluzione del giallo.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attentato al Morane-Saulnier con l\u2019esplosivo al plastico non \u00e8 stato solo un omicidio politico di alto livello, ma un colpo di Stato, essendo l\u2019ENI Stato nello Stato. Giro di parole: colpo di Stato nello Stato. Questa \u00e8 una buona chiave di lettura: studiare il caso Mattei non solo come un delitto, ma come un disegno non dissimile da un golpe realizzato con un regicidio.<\/p>\n<p>L\u2019attentato \u00e8 stato quasi perfetto nella sua esecuzione. Dico quasi perch\u00e9 se fosse stato assolutamente perfetto oggi non saremmo qui a parlarne. Nel \u201cquasi\u201d c\u2019\u00e8 l\u2019eccessiva quantit\u00e0 di esplosivo piazzato, che s\u00ec ha fatto schiantare l\u2019aereo ma che ha lasciato tracce inequivocabili, nonch\u00e9 alcuni errori nella macchina di occultamento messa in piedi per nascondere la verit\u00e0. Macchina di occultamento efficace, sicuramente, ma che ha lasciato impronte al suo passaggio. Un attentato studiato e portato alla sua fase finale di \u201c<em>Executive action<\/em>\u201d quasi alla perfezione, ma anche gli attentati sono fatti da uomini, non da entit\u00e0 soprannaturali, e gli uomini anche se molto preparati compiono errori.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138048\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Enrico_Mattei_2.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>Enrico Mattei (1906-1962)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>\u00c8 interessante inoltre mettere a confronto le due figure storiche che si sono succedute alla guida dell\u2019ENI: Enrico Mattei ed Eugenio Cefis. Mattei ha lasciato ai posteri una ricca testimonianza orale e scritta, raccolta nei suoi\u00a0<em>Scritti e discorsi 1945 -1962<\/em>, volume di 1000 pagine di cui abbiamo gi\u00e0 parlato. Cefis, invece, ha lasciato molto meno. Ma basta prendere il suo discorso agli allievi ufficiali dell\u2019Accademia militare di Modena e paragonarlo con l\u2019eredit\u00e0 del suo predecessore. Due visioni agli antipodi.\u00a0<\/strong>Mattei per l\u2019Italia, Cefis per le multinazionali. I due mostravano due mentalit\u00e0 opposte nell\u2019esercitare il potere. Mattei uomo politico delle grandi folle, dei proclami tra le fanfare, dei comizi davanti ai dipendenti, della vanit\u00e0 sui giornali e sui media, Cefis, all\u2019esatto contrario, potente nell\u2019ombra, silenzioso, discreto fino all\u2019estremo, attentissimo che il proprio nome e la propria immagine circolassero il meno possibile. Associando i due ad altrettante figure storiche (esagerando e scherzando un po\u2019) Mattei appare come un Napoleone, Cefis come un Andreotti.<\/p>\n<p>E infine, ci chiediamo: ma se Mattei l\u2019avesse scampata e non fossero riusciti ad ucciderlo? Qua si \u00e8 nel divertente gioco dell\u2019ucronia, nella Storia fatta coi se, e dunque Storia che non \u00e8 pi\u00f9 tale, perch\u00e9 si imbocca un sentiero di pura fantasia, lasciata ancora pi\u00f9 libera di sfogarsi rispetto al contenuto del mio romanzo storico. Ma una congettura la si pu\u00f2 fare, riprendendo le parole di Enrico Mattei che il fratello Italo ha confidato in un\u2019intervista alla rivista \u00abOggi\u00bbdel 7 dicembre 1972, e riportate nel libro di Calia e Pisu\u00a0<em>Il Caso Mattei<\/em>: \u00abVoglio ancora cinque anni di tempo, e trasformer\u00f2 l\u2019Italia in un modo tale che non si potr\u00e0 pi\u00f9 farla tornare indietro. Poi mi ritirer\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p>Un progetto incompiuto.<\/p>\n<p>Italia, 27 ottobre 1962, accadde in una notte buia e tempestosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/storia\/mattei-mosso-libro\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Federico Mosso) &nbsp; La verit\u00e0 intorno all\u2019omicidio di Enrico Mattei \u00e8 in un documento della CIA del 1962 (se esiste). Intanto, dobbiamo leggere \u201cHo ucciso Enrico Mattei\u201d, il micidiale romanzo di Federico Mosso. Che qui svela le carte e le strategie letterarie &nbsp; Quanto pi\u00f9 grande \u00e8 il delitto, tanto pi\u00f9 ovvio \u00e8 il movente, scriveva Sir Arthur Conan Doyle. Dunque, alla domanda: Perch\u00e9 \u00e8 stato ucciso Enrico Mattei? Si risponde: Enrico&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":37788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intellettuale-dissidente-e1474974730908-320x320-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gjz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62717"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62717"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62718,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62717\/revisions\/62718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}