{"id":62787,"date":"2021-02-19T10:30:38","date_gmt":"2021-02-19T09:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62787"},"modified":"2021-02-19T08:50:31","modified_gmt":"2021-02-19T07:50:31","slug":"la-rete-che-unisce-leurasia-il-corridoio-dei-lapislazzuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62787","title":{"rendered":"La rete che unisce l\u2019Eurasia: il corridoio dei lapislazzuli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Emanuele Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Asia centrale, essendo il crocevia in cui si incontrano e scontrano ab immemorabili i destini delle potenze storiche dell\u2019Eurasia, in primis Russia, Cina, Turchia e India, riveste un\u2019importante pivotale ai fini del controllo e dell\u2019egemonia sul continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Riconquistata la libert\u00e0 a fine Novecento, grazie all\u2019estinzione dell\u2019Unione Sovietica, questa regione \u00e8 tornata al centro della competizione globale all\u2019alba del nuovo secolo ed \u00e8, oggi, attraversata e tagliata diagonalmente da una costellazione di rotte commerciali e corridoi di trasporto costruiti nell\u2019ambito di macro-progetti d\u2019integrazione regionali quali la Nuova Via della Seta, l\u2019Unione Economica Eurasiatica e il Consiglio Turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Inviare un cargo da Shanghai ad Amburgo non \u00e8 mai stato cos\u00ec semplice, n\u00e9 cos\u00ec veloce, e il merito \u00e8 del circuito di interdipendenza commerciale e interconnettivit\u00e0 infrastrutturale costruito progressivamente nell\u2019ultimo ventennio; circuito che non potrebbe esistere n\u00e9 funzionare senza l\u2019Asia centrale, che \u00e8, a tutti gli effetti, il trait d\u2019union tra le varie reti, linee e rotte realizzate nell\u2019arco degli anni da diversi attori per scopi che, in quanto differenti ma simili, si sono rivelati perfettamente complementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le molteplici tratte internazionali che traversano l\u2019Asia centrale, una delle meno conosciute \u00e8 la strada dei lapislazzuli, un corridoio di trasporto inaugurato nel 2018 e che si distingue per una peculiarit\u00e0: non \u00e8 l\u2019espressione di un disegno egemonico cinese, come la Jiaozhou\u2013Baku, o delle aspirazioni imperiali turche, come la Baku\u2013Tbilisi\u2013Kars, ma \u00e8 il risultato degli sforzi congiunti di due giocatori locali, Turkmenistan e Afganistan, e della prima potenza del Caucaso meridionale, l\u2019Azerbaigian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La storia del progetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il passato \u00e8 l\u2019ombra del presente, e i nomi magniloquenti dei titanici progetti di integrazione e interconnessione continentale che stanno riscrivendo il volto dell\u2019Eurasia ne sono la dimostrazione. La Nuova Via della Seta \u00e8 un richiamo all\u2019antica ed originale rotta che nei secoli ha collegato le civilt\u00e0 del Mediterraneo con l\u2019impero celeste, l\u2019Uee fa riferimento all\u2019idea sedimentata nella dirigenza russa che Mosca appartenga simultaneamente all\u2019Europa e all\u2019Asia, e il corridoio dei lapislazzuli vuole rievocare il commercio di questa pietra preziosa che, sin dall\u2019antichit\u00e0, i mercanti del Turkestan hanno esportato in ogni punto dell\u2019Eurafrasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I governi di Afganistan, Azerbaigian e Turkmenistan iniziarono a vagliare l\u2019idea di una rotta internazionale in grado di migliorare l\u2019interconnettivit\u00e0 dell\u2019Asia centrale quasi dieci anni or sono, nel 2012. All\u2019epoca, Baku stava muovendo i primi passi verso la costruzione di uno status egemonico nell\u2019area Caucaso\u2013Caspio, Ashgabat era alla ricerca di opportunit\u00e0 di diversificazione e Kabul cominciava a pensare al dopo\u2013ritirata americana; una combinazione propizia di eventi che avrebbe condotto all\u2019apertura di un tavolo negoziale sul quale discutere come coniugare le rispettive agende, visioni ed ambizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sin dai primordi, un ruolo-chiave nel processo negoziale \u00e8 stato giocato da Ankara, che ha visto nell\u2019ambizioso progetto un\u2019opportunit\u00e0 per dare concretezza al sogno di un corridoio panturco esteso dall\u2019Anatolia al Turkestan e poggiante su una costellazione di collegamenti ferroviari, come la BTK, e reti di trasporto, come il Corridoio di mezzo (Middle Corridor) e il Corridoio di trasporto internazionale Nord\u2013Sud, che, a loro volta, possibilitano l\u2019accorciamento delle distanze con Pechino. \u00c8 per le soprascritte ragioni che la capitale turca ha ospitato il terzo incontro del gruppo di lavoro sulla strada dei lapislazzuli, avvenuto nel febbraio 2016, e che la Turchia risulta tra i firmatari dell\u2019Accordo sulla rotta di transito e trasporto dei lapislazzuli, siglato ad Ashgabat il 15 novembre 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I lavori sono proceduti sullo sfondo di trattative, tavole rotonde e discussioni tecniche che, organizzate a cadenza regolare e periodica, sono state, s\u00ec, influenzate dalla Turchia, ma sono state protagonizzate dall\u2019Azerbaigian. \u00c8 a Baku che, invero, tra il 15 e il 16 novembre 2016, si sono riunite le parti per rifinire gli aspetti tecnici del corridoio nell\u2019attesa dell\u2019accordo definitivo; ed \u00e8 sempre Baku che, insieme all\u2019Asian Development Bank, ha contribuito maggiormente al finanziamento del progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La banca multilaterale e il governo azero hanno destinato oltre cinque miliardi di dollari alla costruzione delle necessarie rotte stradali, autostradali e ferroviarie e al potenziamento delle tratte esistenti, in primis la BTK, e del porto di Baku. Il governo azero, singolarmente, ha investito nell\u2019aumento delle capacit\u00e0 della BTK e del porto di Baku rispettivamente 770 e 760 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La cerimonia di inaugurazione ha avuto luogo a poco pi\u00f9 di un anno di distanza dalla firma dell\u2019accordo di Ashgabat. Il 13 dicembre 2018, alla presenza del presidente afgano Ashraf Ghani, dalla citt\u00e0 di Herat \u00e8 partito il primo treno-merci diretto verso ponente, carico, tuttavia, non di pietre preziose ma di 175 tonnellate di cotone, frutta secca e sesamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel primo anno di operativit\u00e0, l\u2019interscambio commerciale tra Baku e Kabul ha registrato un incremento del 50%; un risultato tangibile, concreto ed immediato che \u00e8 indicativo dell\u2019utilit\u00e0 e della profittabilit\u00e0 del corridoio. Inoltre, tutto indica che la rete, se fosse adeguatamente sfruttata da Bruxelles e Pechino, potrebbe contribuire a migliorare i traffici tra i mercati europeo e cinese; attraverso essa, infatti, un cargo afgano raggiunge l\u2019Europa in soli sedici giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019importanza geostrategica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il corridoio dei lapislazzuli \u00e8 una rete transnazionale per il trasporto merci che si origina in Afganistan, a Torghundi (provincia di Herat), prosegue verso il Turkmenistan, attraversando Ashgabat, e raggiunge l\u2019Azerbaigian a mezzo della rotta marittima Turkmenbashi\u2013Baku. Le merci, una volta giunte nella capitale azera, possono essere redirezionate verso il Vecchio Continente tramite la Georgia, che figura tra i membri ufficiali del corridoio e i cui porti di Poti e Batumi sono collegati al porto di Costanza (Romania), e la Turchia, che dal 30 ottobre 2017 \u00e8 amalgamata all\u2019Azerbaigian dalla BTK.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il corridoio \u00e8 il complemento ideale ai progetti di integrazione regionale rispondenti a Cina (Nuova Via della Seta), Russia (Uee) e Turchia (Consiglio Turco); progetti che risulterebbero irreparabilmente troncati e imperfetti senza la partecipazione dell\u2019Azerbaigian, trait d\u2019union tra i mondi russo e turco, tra Mar Nero e Mar Caspio, tra Caucaso meridionale e Asia centrale, ovvero tra Europa e Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni modo, la rilevanza geostrategica della strada dei lapislazzuli travalica i confini dei singoli disegni egemonici delle grandi potenze e tocca le corde dell\u2019integrazione eurafrasiatica voluta dalla moltitudine. Il corridoio, in effetti, oltre ad essere inquadrato perfettamente nelle rotte della Nuova Via della Seta, dell\u2019Uee e del Consiglio Turco, si connette in maniera altrettanto circostanziata con il Corridoio di trasporto internazionale Nord\u2013Sud (via Baku) e potrebbe assurgere a perno del futuro corridoio indo\u2013irano\u2013turcico (via Kabul).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62788\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392-300x137.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392-300x137.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392-1024x468.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392-768x351.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392-980x450.jpg 980w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FB_IMG_1613720846392.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/economia\/la-rete-che-unisce-leurasia-il-corridoio-dei-lapislazzuli.html\">https:\/\/it.insideover.com\/economia\/la-rete-che-unisce-leurasia-il-corridoio-dei-lapislazzuli.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuele Pietrobon) L\u2019Asia centrale, essendo il crocevia in cui si incontrano e scontrano ab immemorabili i destini delle potenze storiche dell\u2019Eurasia, in primis Russia, Cina, Turchia e India, riveste un\u2019importante pivotale ai fini del controllo e dell\u2019egemonia sul continente. 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