{"id":62825,"date":"2021-02-22T08:30:27","date_gmt":"2021-02-22T07:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62825"},"modified":"2021-02-21T15:00:07","modified_gmt":"2021-02-21T14:00:07","slug":"tra-salute-pubblica-e-geopolitica-la-posta-in-palio-nella-corsa-ai-vaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62825","title":{"rendered":"Tra salute pubblica e geopolitica: la posta in palio nella corsa ai vaccini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Alessandro Catanzaro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62826\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FILIERE-VACCINO-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FILIERE-VACCINO-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/FILIERE-VACCINO.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A un anno di distanza dalla scoperta del paziente 1 in Italia, pu\u00f2 risultare utile un riepilogo di come sta procedendo a livello globale la strategia dei vaccini anti-Covid. Ossia, l\u2019unico strumento teoricamente in grado di debellare, una volta per tutte, la pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre fare una considerazione preliminare. Tenuto conto che il primo allarme ricevuto dall\u2019Oms, relativo al focolaio di Wuhan, risale al 31 dicembre 2019 (anche se \u00e8 altamente probabile che la diffusione del virus sia partita molto prima), il fatto che ad oggi esistano diversi vaccini disponibili, testati e autorizzati con procedure d\u2019emergenza tra la fine del 2020 e l\u2019inizio del 2021, \u00e8 un risultato eccezionale. Forse addirittura insperato sulla base delle precedenti esperienze nel settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, le criticit\u00e0 non mancano. Intanto, proprio il fatto che i vaccini sono tanti indica che \u00e8 stata imboccata una strada ben precisa: quella della competizione tra i laboratori di ricerca. Ufficialmente per avere pi\u00f9 frecce all\u2019arco della lotta al virus, ma \u00e8 facile osservare che per alcune aziende questa opportunit\u00e0 si sia tradotta nell\u2019affare del secolo, come dimostrano i titoli letteralmente schizzati in borsa dopo l\u2019annuncio del vaccino. Tale \u201csegregazione produttiva\u201d mette a rischio, in via teorica, l\u2019interscambio di informazioni (fondamentale per la ricerca scientifica) e, di sicuro, la possibilit\u00e0 di un\u2019equa distribuzione: al momento ad accaparrarsi la stragrande maggioranza dei vaccini, disponibili e non, sono stati infatti i Paesi a pi\u00f9 alto reddito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, come peraltro prevedibile, il Sars-CoV-2 sta mutando. Ne sono gi\u00e0 state identificate migliaia di varianti, tra cui quelle attualmente pi\u00f9 problematiche sono tre: inglese, sudafricana e brasiliana. Di queste, la variante inglese presenta sicuramente una maggiore contagiosit\u00e0 e forse anche una maggiore letalit\u00e0; probabilmente sono pi\u00f9 contagiose anche le varianti sudafricana e brasiliana che, in aggiunta, sembrerebbero anche in grado di ridurre l\u2019efficacia dei vaccini esistenti. Fattore, questo, che potrebbe costringere le aziende farmaceutiche a rimettere mano ai propri prodotti, di fatto \u201crincorrendo\u201d il virus e ritardando la fine dell\u2019emergenza pandemica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Detto ci\u00f2, proviamo a fare una panoramica dei vaccini attualmente a disposizione nelle varie zone del mondo e di quelli in fase avanzata di sperimentazione, analizzandone le informazioni relative alla struttura, alla produzione, alla distribuzione e all\u2019efficacia, cos\u00ec come risulta da studi e pubblicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il tutto tenendo presente l\u2019ovvia considerazione che la battaglia contro il Covid non \u00e8 esente da fattori geopolitici. Chi esce prima dalla pandemia accumula infatti un notevole vantaggio competitivo su tutti gli altri; chi lo distribuisce, pu\u00f2 godere di consistenti benefici in termini di soft power. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[Fonte dati: Oms, Bloomberg, Financial Times, Statista, Wikipedia]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pfizer\u2013BioNTech<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Frutto della collaborazione tra il colosso statunitense Pfizer e l\u2019azienda tedesca BioNTech, questo vaccino funziona con la tecnologia dell\u2019Rna messaggero e prevede due dosi. Primo in Occidente ad annunciare l\u2019esito positivo dei test della cosiddetta fase 3 (il 9 novembre), a breve distanza \u00e8 stato approvato dalle varie autorit\u00e0 di regolazione, tra cui la stessa Oms. Viene prodotto tra Germania, Belgio e Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in assoluto il vaccino con l\u2019efficacia pi\u00f9 alta, pari al 95%, nonch\u00e9 l\u2019unico prodotto occidentale di cui viene portata avanti una sperimentazione in Cina, in collaborazione con la locale Fosun Pharma. Finora ne sono state ordinate in giro per il mondo oltre un miliardo e 200 milioni di dosi, distribuite soprattutto nelle aree pi\u00f9 sviluppate, come Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Regno Unito, Canada e Israele. Il limite pi\u00f9 grande \u00e8 la temperatura di conservazione estremamente bassa, intorno ai -70\u00b0 C, ma una recentissima nota dei produttori sostiene che il vaccino \u00e8 in grado di resistere per due settimane anche tra i -25\u00b0 e i -15\u00b0 C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Moderna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Moderna \u00e8 un\u2019azienda statunitense, pi\u00f9 piccola rispetto a Pfizer, che produce tra gli Usa e la Svizzera. L\u2019annuncio dell\u2019efficacia del suo vaccino \u00e8 arrivato una settimana dopo quello della concorrente. Anche questo \u00e8 un vaccino a Rna messaggero, con un\u2019efficacia molto simile al precedente, pari al 94%. Ha tuttavia una temperatura di conservazione pi\u00f9 alta, attorno ai -20\u00b0 C, e oltretutto pu\u00f2 resistere fino a un mese in frigorifero. Gli ordini di Moderna superano le 800 milioni di dosi e provengono anch\u2019essi soprattutto dai Paesi pi\u00f9 sviluppati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Oxford-AstraZeneca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aveva destato grosse speranze il vaccino prodotto dalla multinazionale anglo-svedese in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Oxford, ma allo stato attuale \u00e8 anche quello che sembra presentare maggiori criticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un prezzo basso (la Commissione europea lo avrebbe pagato appena 1,78 euro a dose) e la conservabilit\u00e0 in un normale frigorifero ne hanno tra l\u2019altro favorito la scelta per il programma Covax, promosso dall\u2019Oms insieme ad altri soggetti e destinato ai Paesi meno sviluppati. A tale riguardo, \u00e8 arrivata anche l\u2019autorizzazione della stessa Oms limitatamente agli stock prodotti in Corea del Sud e in India (che si \u00e8 assicurata in questo modo una parte consistente della produzione nazionale). Anche per questo motivo gli ordini sono i pi\u00f9 alti in assoluto: pi\u00f9 di 3 miliardi di dosi su scala globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da notare come il Regno Unito, giocando d\u2019anticipo con l\u2019autorizzazione concessa gi\u00e0 a dicembre, si sia accaparrato molte delle prime dosi, prodotte paradossalmente all\u2019interno dell\u2019Ue, tra Germania, Olanda e Belgio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto critico del vaccino, che funziona grazie a un vettore virale, \u00e8 l\u2019efficacia. Quella generale \u00e8 intorno al 70% (anche se una pubblicazione degli ultimi giorni rivede tale percentuale all\u201981% semplicemente seguendo diverse tempistiche di somministrazione). Tuttavia, l\u2019efficacia sembra diminuire sui soggetti over 55: alcune perplessit\u00e0 sono state sollevate a riguardo dall\u2019Ema, che ha comunque deciso di autorizzare il farmaco. Un grosso punto interrogativo riguarda inoltre la copertura delle varianti, tanto che il Sudafrica ha deciso di non somministrare le sue dosi. Da notare il fatto che la Fda, l\u2019ente regolatore statunitense, non ha ancora autorizzato l\u2019uso del vaccino negli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Johnson &amp; Johnson<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ultimo arrivato in ordine di tempo tra i vaccini occidentali (la Johnson &amp; Johnson \u00e8 una multinazionale statunitense, ma la sua sussidiaria Janssen si trova in Belgio), si basa anch\u2019esso sulla tecnica del vettore virale. \u00c8 stato approvato finora solamente nel piccolo Stato caraibico di Saint Vincent e Grenadine e in Sudafrica, dove \u00e8 iniziata una primissima distribuzione a seguito della marcia indietro su AstraZeneca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019efficacia generale \u00e8 pi\u00f9 bassa dei concorrenti, attestandosi al 66%, ma il vaccino si conserva tranquillamente in frigorifero e, a differenza di quasi tutti gli altri, richiede un unico dosaggio, cosa che ne aumenta notevolmente la praticit\u00e0. Su base globale ha gi\u00e0 oltre 350 milioni di ordini, nonostante il fatto che, come detto, attenda ancora l\u2019approvazione di gran parte degli enti regolatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gamaleya<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vaccino russo, prodotto dall\u2019ente nazionale di ricerca epidemiologica ed evocativamente chiamato Sputnik V, \u00e8 basato sempre su un vettore virale. Ha sorpreso tutti quelli che credevano che il gigante eurasiatico stesse bluffando con i suoi annunci. Certo, in Russia si bruciano un po\u2019 le tappe: lo Sputnik \u00e8 stato approvato gi\u00e0 in agosto, prima ancora che fossero disponibili dati ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In ogni caso, una successiva pubblicazione su The Lancet ha dimostrato un\u2019efficacia pari al 92%. Inoltre, con una temperatura di conservazione ragionevole (-18\u00b0 C ) e un buon prezzo (meno di 10 dollari a dose), il vaccino si candida ad avere molte richieste a livello globale, al momento gi\u00e0 pari a oltre 750 milioni di dosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A parte la Russia, dove sono state somministrate la maggior parte delle vaccinazioni, lo hanno gi\u00e0 approvato altri venti Paesi. Tra questi l\u2019Argentina, il Messico, l\u2019Iran, la Serbia e l\u2019Ungheria, unico membro della Ue (da Bruxelles hanno invece fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcuna richiesta di approvazione). Altri carichi potrebbero essere destinati al Brasile e all\u2019India, che dovrebbe anche diventare un hub di produzione, affiancando cos\u00ec i siti russi e kazaki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Vector Institute<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vaccino peptidico, sempre di provenienza russa, \u00e8 prodotto nel centro di ricerca statale di Novosibirsk, in Siberia. Anch\u2019esso, come lo Sputnik \u00e8 stato approvato prima della pubblicazione di dati ufficiali. Si suppone quindi che possa avere una certa diffusione nel Paese, anche se non \u00e8 ben chiaro quanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I vaccini cinesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Veniamo dunque ai vaccini cinesi, che presentano diverse particolarit\u00e0. Intanto, in Cina si segue la stessa logica utilizzata in Russia: diversi farmaci sono stati autorizzati gi\u00e0 durante le prime fasi di studio. Ma, a differenza dei vaccini russi, le sperimentazioni avvengono non solo in patria, ma anche in diversi Paesi in giro per il mondo (il che ha senso considerato che, allo stato attuale, il Covid in Cina non circola, almeno stando ai dati ufficiali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019azienda di Stato Sinopharm ha prodotto un vaccino a virus inattivato, con la collaborazione degli istituti di ricerca biologica di Pechino e Wuhan. Il prodotto, conservabile in frigorifero, ha un\u2019efficacia dichiarata dall\u2019azienda pari al 79%, ma le autorit\u00e0 sanitarie degli Emirati Arabi, uno dei Paesi dove \u00e8 in corso la sperimentazione, hanno rivisto al rialzo tale percentuale all\u201986%. Gli ordini di questo vaccino in giro per il mondo ammontano a 230 milioni di dosi. Tra i richiedenti spiccano il Pakistan, l\u2019Indonesia, l\u2019Egitto e, ancora una volta, l\u2019Ungheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Risultati contrastanti per il secondo vaccino cinese, Sinovac, prodotto stavolta da un\u2019azienda privata. Anch\u2019esso si serve del virus inattivato e si conserva in frigo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Studi in Turchia hanno dimostrato un\u2019efficacia alta (91%), subito per\u00f2 ridimensionati dalla sperimentazione indonesiana (65%) e infine da quella brasiliana, con un modesto 50%. Ricordiamo che il Brasile \u00e8 il Paese da cui \u00e8 partita una delle varianti pi\u00f9 insidiose. Proprio questi tre Stati sono quelli a cui \u00e8 destinata la maggior parte delle forniture, che in totale ammontano a oltre 350 milioni di dosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">CanSino, ultimo dei vaccini cinesi, anche se in realt\u00e0 \u00e8 quello che ha ricevuto la prima approvazione di emergenza (gi\u00e0 a fine giugno), essendo destinato al personale militare. \u00c8 in effetti sviluppato da un\u2019azienda privata in collaborazione con l\u2019istituto di biotecnologie dell\u2019accademia militare delle scienze. Funziona grazie a un vettore virale e si pu\u00f2 conservare in frigorifero; \u00e8 inoltre l\u2019unico altro vaccino, oltre a quello di Johnson &amp; Johnson, a inoculazione singola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Spedito anch\u2019esso all\u2019estero per i test sulle popolazioni locali, ha un\u2019efficacia del 66% secondo le autorit\u00e0 sanitarie del Pakistan. Gli ordini in questo caso sono pi\u00f9 ridotti (circa 50 milioni di dosi, destinate in prevalenza al Messico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Bharat Biotech<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019India, autentica potenza in ambito di manifattura farmaceutica, ha un vaccino tutto suo. Prodotto da un\u2019azienda locale in collaborazione con l\u2019istituto nazionale di virologia, funziona con tecnologia a virus inattivato e si conserva in frigorifero. Anche in questo caso, l\u2019autorizzazione di emergenza \u00e8 stata data prima della pubblicazione di dati precisi. Sappiamo che \u00e8 stato mandato in giro per il Paese e offerto ad alcuni Stati come Filippine, Bangladesh e Myanmar, che hanno accettato ma non hanno ancora ricevuto le dosi. Sono stati siglati accordi per spedire il farmaco anche in Brasile e perfino negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli altri vaccini in arrivo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In fase 3 di sperimentazione e dunque teoricamente vicini al traguardo (non considerando Johnson &amp; Johnson che come detto viene distribuito al momento solo in Sudafrica) sono almeno altri sei vaccini. Due sono occidentali: Novavax (americano) e CureVac (tedesco). Due sono cinesi: Anhui Zhifei Longcom e quello su cui sta lavorando la nazionale accademia delle scienze mediche. Uno \u00e8 indiano (Cadila Healthcare); uno, infine, \u00e8 kazako, sviluppato dall\u2019istituto statale di ricerca biologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il dato curioso \u00e8 che prodotti non ancora sul mercato sono gi\u00e0 ampiamente prenotati. Novavax, ad esempio, che finora non aveva mai lanciato un vaccino ma che sta lavorando a uno particolarmente economico, ha gi\u00e0 1,4 miliardi di dosi opzionate (il grosso dall\u2019onnipresente India). Mentre CureVac ne ha 275 milioni, suddivisi tra Ue e Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Rischia invece un clamoroso flop la collaborazione tra due big del settore farmaceutico come Sanofi (francese) e GlaxoSmithKline (britannica). Nonostante ordini per oltre 700 milioni di dosi, lo sviluppo del vaccino \u00e8 terribilmente in ritardo: difficilmente vedr\u00e0 la luce prima della fine dell\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Paradossalmente \u00e8 molto pi\u00f9 avanti la piccola Cuba che, soggetta a sessantennale embargo da parte degli Usa, ha trovato il modo di sviluppare un suo vaccino grazie al lavoro dell\u2019istituto nazionale di ricerca epidemiologica. Il farmaco, chiamato orgogliosamente Soberana, sembra essere giunto a un buono stadio di sviluppo, tanto che il governo ha annunciato che verr\u00e0 somministrato gratuitamente ai turisti che visiteranno l\u2019isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E l\u2019Italia? Un po\u2019 a rilento, ma ci siamo anche a noi. Il vaccino 100% made in Italy, sviluppato dall\u2019azienda laziale ReiThera insieme all\u2019Istituto Spallanzani, \u00e8 da poco entrato nella fase 2. Con un po\u2019 di ottimismo, potrebbe essere pronto per settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 in generale, in giro per il mondo ci sono attualmente oltre 250 compagnie che stanno lavorando a un vaccino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In chiusura, andiamo a vedere quali sono i Paesi con maggiore copertura vaccinale sul totale degli abitanti. Decisiva, a tale proposito, \u00e8 la quantit\u00e0 di vaccini immediatamente consegnati (al momento, a livello mondiale siamo intorno ai 200 milioni), oltre ovviamente alla predisposizione di piani vaccinali efficienti. Sotto questo punto di vista, sono messi bene Stati Uniti e Regno Unito, meno l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la nazione che sta andando meglio di tutti \u00e8 Israele, con quasi un abitante su due che ha ricevuto almeno un\u2019inoculazione (e i risultati in termini di diminuzione dei contagi sono pi\u00f9 che confortanti). Se consideriamo anche i microstati e i territori non autonomi, Gibilterra fa ancora meglio, mentre al terzo posto troviamo, sorprendentemente, le isole Seychelles. Appena fuori dal podio gli Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/tra-salute-pubblica-e-geopolitica-la-posta-in-palio-nella-corsa-ai-vaccini\/\">http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/tra-salute-pubblica-e-geopolitica-la-posta-in-palio-nella-corsa-ai-vaccini\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Alessandro Catanzaro) A un anno di distanza dalla scoperta del paziente 1 in Italia, pu\u00f2 risultare utile un riepilogo di come sta procedendo a livello globale la strategia dei vaccini anti-Covid. Ossia, l\u2019unico strumento teoricamente in grado di debellare, una volta per tutte, la pandemia. Occorre fare una considerazione preliminare. 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