{"id":62837,"date":"2021-02-22T09:30:30","date_gmt":"2021-02-22T08:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62837"},"modified":"2021-02-21T21:59:46","modified_gmt":"2021-02-21T20:59:46","slug":"un-complesso-di-inferiorita-tutto-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62837","title":{"rendered":"UN COMPLESSO DI INFERIORIT\u00c0 TUTTO ITALIANO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Sergio Flore)<\/strong><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Dopo sei secoli, il vecchio detto rinascimentale andrebbe aggiornato: \u201cFrancia o Spagna, purch\u00e9 non sia Italia\u201d. Non \u00e8 un caso che il gran tifo, la sviolinata per Mario Draghi arrivi in buona parte da quegli stessi spalti che un decennio fa orgasmarono per il Governo Monti. Il grigio bocconiano e il drago del QE, due personaggi teoricamente diversissimi, vengono accolti allo stesso modo. Persino gli slogan hanno un che di gi\u00e0 sentito, con gli \u201cappelli all\u2019unit\u00e0\u201d in un \u201cmomento di emergenza senza precedenti\u201d. Sono due facce di una stessa moneta \u2013 inutile specificare di quale conio si tratti \u2013 e, al di l\u00e0 dei programmi di governo, l\u2019unionista medio sbrodola proprio per questo motivo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">\u2018Tecnici\u2019 super partes di questa caratura sono percepiti come personaggi europei, non italiani. Chi sta ad arrovellarsi su promesse, pronostici, programmi di spesa semplicemente non coglie l\u2019essenza della situazione. \u00c8 infatti necessario accettare di non trovarsi pi\u00f9 nel reame della politica, ma dell\u2019ideologia, forse persino della psicologia. Non si tratta pi\u00f9 di metter d\u2019accordo due parti per trovare una soluzione mediana e risolvere un problema di natura pubblica. L&#8217;europeista odia il politico italiano per principio, e per lo stesso principio adula il tecnico dai modi pacati, morigerati, incapace di inciampare in una gaffe \u2013 roba da italiani, troppo italiani \u2013, il vero leader europeo. Forse ci si identifica. Forse \u00e8 una proiezione delle sue fantasie, che si infrangono sul volto ingenuo della casalinga in fila al supermercato, o sul grugno di quello zotico del vicino di casa, o dell\u2019impiegato pubblico che sbadiglia tra una pratica e l\u2019altra. Fortuna che c\u2019\u00e8 l\u2019efficiente vicer\u00e8, espressione del volere di Berlino e vassallo di Bruxelles, calato dalle Alpi a rimettere ordine, a portare la torcia del rigore. E dunque la difesa \u00e8 meglio affidarla a Washington, l\u2019economia a Bruxelles. Per le grandi tematiche sociali e morali ci sono l\u2019ONU e le lobby internazionali. Le \u2018misure anticovid\u2019 ce le detti l\u2019OMS, Berlino, la Cina. Insomma, dell\u2019Italia decidano tutti tranne che l\u2019Italia. Per il bene degli italiani, si capisce.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019aspetto forse pi\u00f9 divertente \u00e8 il carattere supponente, saccente dell&#8217;europeista. Si crede cittadino cosmopolita, moderno e globalizzato, ma il retroterra sociale \u00e8 quello del classico provincialotto che all\u2019estero, tra lo stupore divertito e un po\u2019 imbarazzato di inglesi e tedeschi, parla dell\u2019Italia come fosse l\u2019ultimo dei Paesi del terzo mondo. Patetico e servile, egli \u00e8 convinto di farsi degli alleati, di leccare chiappe internazionali. Non sa che sta ripetendo dinamiche vecchie di secoli \u2013queste s\u00ec, purtroppo, italianissime \u2013, le stesse per le quali davvero \u201csiam derisi, perch\u00e8 non siam popolo, perch\u00e8 siam divisi\u201d. La cosa \u00e8 palese a tutti i livelli, un cancro che non ha risparmiato nemmeno la coscienza storica nazionale. L\u2019Italia condanna il colonialismo europeo, ma si fustiga e si deride per esser stata una potenza coloniale sostanzialmente fallimentare, fuori tempo massimo. L\u2019Italia vinse la prima guerra mondiale, ma gli italiani continuano a piangere per Caporetto (trovate un\u2019inglese che si vergogna di Dunkirk, o un russo che rinnega il valore dell\u2019Armata Rossa perch\u00e8 costretta a battere in ritirata fino a Stalingrado).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L&#8217;Europeista sguazza in questo complesso di inferiorit\u00e0, e lo risolve con un paradosso che diventa regola: egli si \u00e8 convinto che il Paese persegua il suo interesse nazionale solo negando il suo interesse nazionale. L\u2019eterno mantra del \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d significa semplicemente questo. L\u2019Italia, al tavolo europeo, deve comportarsi come il classico scemo che va volontario all\u2019interrogazione, senza sapere un tubo, semplicemente per salvare i suoi compagni di classe. Crede che il professore ne riconosca il valore, che gli altri alunni apprezzino lo spirito di abnegazione per la causa. Una sorta di logica evangelica pervertita, per la quale gli ultimi saranno i primi, un complesso di inferiorit\u00e0 geopolitico unito a manie di martirio per una (in tutti i sensi) supposta battaglia europeista.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Le origini del fenomeno sono antiche ma, con il concretizzarsi del progetto europeo, l&#8217;europeista ha finalmente trovato un suo vessillo, azzurro e stellato: il suo odio pu\u00f2 diventare \u2018positivo\u2019, travestendosi da fanatismo nazionalista per una nuova, farsesca, patria europea. Che si parli di immigrazione, che si cerchi di proteggere l\u2019industria italiana, o che si lotti per una migliore politica monetaria, lui remer\u00e0 contro, difendendo gli interessi di tutti i Paesi tranne che del suo. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che la Penisola sia da decenni inesorabilmente avviata verso un costante declino, palese da qualsiasi lato lo si guardi. Il geniale G.K. Chesterton scrisse che \u201ci romani non amarono Roma perch\u00e8 fu grande, ma Roma fu grande poich\u00e8 i romani la amarono\u201d. Il paradosso \u00e8 perfetto perch\u00e8 funziona persino al contrario: gli italiani non odiano l\u2019Italia perch\u00e9 \u00e8 misera, ma forse l\u2019Italia \u00e8 misera perch\u00e9 gli italiani la odiano.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ildetonatore.it\/...\/leditoriale-un-complesso...\/\">http:\/\/: https:\/\/www.ildetonatore.it\/&#8230;\/leditoriale-un-complesso&#8230;\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Sergio Flore) Dopo sei secoli, il vecchio detto rinascimentale andrebbe aggiornato: \u201cFrancia o Spagna, purch\u00e9 non sia Italia\u201d. 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