{"id":62870,"date":"2021-02-23T10:30:06","date_gmt":"2021-02-23T09:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62870"},"modified":"2021-02-23T01:02:02","modified_gmt":"2021-02-23T00:02:02","slug":"continente-euroasiatico-tra-nuova-guerra-fredda-e-prospettive-di-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62870","title":{"rendered":"Continente Euroasiatico. Tra nuova guerra fredda e prospettive di integrazione."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>(<strong>Giambattista Cadoppi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62873\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/CONTINENTE_EURASIATICO_-_Intera-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/CONTINENTE_EURASIATICO_-_Intera-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/CONTINENTE_EURASIATICO_-_Intera.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro di<strong> Marco Pondrelli<\/strong> direttore di Marx 21 \u00e8 uno di quei testi pieni di spunti che servono come base per sistematizzare il nostro pensiero. Per questo lo considero la base fondamentale da cui far partire una serie di spunti personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nL&#8217;autore fa bene a separare il concetto di Eurasia dal pan-russismo neozarista che combattendo il concetto di Eurasia socialista rimette al centro l&#8217;idea della Grande Madre Russia monarchica staccata per\u00f2 dall\u2019Europa. L\u2019Occidente in questo contesto \u00e8 percepito come base della decadenza russa che ha aperto le porte alle rivoluzioni guidate dai comunisti! Insomma quando si sente puzza di Aleksandr Dugin si sente l\u2019odore un po\u2019 nauseabondo della politica reazionaria che gi\u00e0 il buon Gramsci condannava ai suoi tempi.<\/p>\n<p>Dal libro viene fuori l\u2019immagine degli Stati Uniti come di un Impero che fatica a mantenere il passo con le forze in ascesa sulla scena mondiale. Ma non \u00e8 necessariamente in crisi terminale e pu\u00f2 essere imprevedibile e pericoloso come nella versione Trump-Pompeo. La guerra calda e diretta, oggi, \u00e8 improbabile ma si sostituisce ad una guerra asimmetrica giocata sia su conflitti locali, sanzioni unilaterali, ma soprattutto come guerra tecnologica. Gli USA accusano la Cina di pratiche commerciali scorrette ma sono i primi a sanzionare la concorrenza vedi il caso del 5G, di Tik Tok, Huawei e Xiaomi quando non sono in grado di vincere sul piano tecnologico e commerciale. Il problema \u00e8 che la Cina ha saputo ribaltare a suo favore la globalizzazione pensata per l&#8217;egemonia del sistema occidentale e che i cinesi con la genialata del socialismo di mercato hanno sfruttato a loro favore. Proprio sul piano della globalizzazione hanno saputo vincere e ora tentano di estendere la loro egemonia con un sistema non pi\u00f9 basato sulla prevalenza del capitalismo finanziario ma sull\u2019economia reale che ha bisogno di infrastrutture moderne come il pane. Sulle infrastrutture infatti si basa proprio la Belt and Road Initiative dei cinesi che vuole ricostruire i fasti della vecchia Via della Seta. Forse non \u00e8 del tutto chiaro ai popoli che l\u2019alternativa posta dai cinesi \u00e8 un\u2019alternativa di sistema: non solo finanza contro economia reale ma anche stabilit\u00e0 contro caos. Ovunque \u00e8 intervenuto l\u2019Occidente NATO-americano \u00e8 arrivata l\u2019instabilit\u00e0: Libia, Afghanistan, Siria, Ucraina, Caucaso. L\u2019instabilit\u00e0 favorisce governi deboli e remissivi nei confronti dei diktat occidentali. Pace contro guerra offre l\u2019Impero di mezzo. L&#8217;egemonia occidentale si \u00e8 costruita con la guerra. Un esempio per tutti Hong Kong dove un Impero fondato sul libero spaccio della droga ha imposto il proprio volere e i propri costumi a una civilt\u00e0 millenaria. Il liberismo \u00e8 poi l\u2019ideologia che i dominatori cercano di imporre ai dominati. Una ideologia che si guardano bene di seguire in patria. Gli americani sono di fatto uno stato \u201csocialista\u201d fondato sulle commesse dell&#8217;apparato militar-industriale. In molti, di fatto, vivono delle commesse dello stato anche se tutto \u00e8 privatizzato. Questa caratteristica \u201csocialista\u201d e keynesiana li ha salvati, come molti altri, negli anni di Roosevelt dal fallimento del capitalismo \u201clibertarian\u201d che data dal 1929. Eppure gli americani cercano di contrabbandare a tutti la loro merce avariata gi\u00e0 fallimentare in patria.<\/p>\n<p>Se i paesi occidentali sottolineano sempre di essere strategicamente avversari della Cina e la loro ostilit\u00e0 nei confronti della Russia, tra questi due paesi si va sempre pi\u00f9 delineando una alleanza strategica, sottolineata anche dai leader dei due paesi, che spazia dal livello energetico, commerciale fino a quello militare. Il nucleo dell\u2019Eurasia si rinsalda sempre di pi\u00f9 come alleanza strategica. I cinesi preferiscono un mondo pacifico mentre gli USA non sembrano capaci di vivere senza seminare il caos nel pianeta. La deterrenza Russia-Cina sar\u00e0 sempre pi\u00f9 necessaria per fare crescere il mondo e farlo uscire dall\u2019unilateralismo.<\/p>\n<p>Un\u2019arma fondamentale dell\u2019Impero \u00e8 anche quella finanziaria gi\u00e0 usata contro Russia e Turchia. \u201cGli Usa sono i grandi burattinai di questa nuova guerra, aiutati da una moneta, il dollaro, che \u00e8 al contempo nazionale e mondiale\u201d. Ma se gli americani con gli accordi del Plaza sono riusciti ad imporre il loro diktat al Giappone, mettendo all\u2019angolo il loro principale avversario commerciale ma alleato strategico, sar\u00e0 diversa la musica con la Cina, ben pi\u00f9 solida e con un sempre pi\u00f9 robusto mercato interno.<\/p>\n<p>La Via della Seta destabilizza l\u2019ordine unilaterale fondato su caos e guerra per stabilizzare il mondo attraverso la pacifica competizione e collaborazione commerciale.<\/p>\n<p>Un libro. dunque, indispensabile per la formazione dei militanti ma fortemente consigliato anche a chi voglia semplicemente informarsi da una fonte indipendente dal mainstream ormai saldamente posizionato dalla parte dei\u00a0cold warrior\u00a0di Washington.<\/p>\n<p>Termino con le parole dell\u2019ambasciatore Alberto Bradanini, autore della prefazione, e uno dei pochi diplomatici che a Pechino erano nel posto giusto per le loro competenze: \u201cCon tutti i limiti, figlie di percorsi storici diversi, le nazioni sfidanti tengono per\u00f2 in vita la possibilit\u00e0 di un\u2019alternativa, opponendosi alla normalizzazione nichilista nell\u2019imbuto di Fukuyama, democrazia liberale ed economia di mercato. Il mantenimento del sogno in un mondo privo di sfruttamento e alienazione resta fondamentale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/cultura\/libri\/31024-continente-euroasiatico-tra-nuova-guerra-fredda-e-prospettive-di-integrazione-marco-pondrelli\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/cultura\/libri\/31024-continente-euroasiatico-tra-nuova-guerra-fredda-e-prospettive-di-integrazione-marco-pondrelli<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI\u00a0 (Giambattista Cadoppi) &nbsp; Il libro di Marco Pondrelli direttore di Marx 21 \u00e8 uno di quei testi pieni di spunti che servono come base per sistematizzare il nostro pensiero. Per questo lo considero la base fondamentale da cui far partire una serie di spunti personali. 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