{"id":62884,"date":"2021-02-24T09:35:48","date_gmt":"2021-02-24T08:35:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62884"},"modified":"2021-02-23T18:38:49","modified_gmt":"2021-02-23T17:38:49","slug":"i-killer-dellitaliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62884","title":{"rendered":"I killer dell&#8217;Italiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Grittani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Pandemia e digitalizzazione hanno ucciso ci\u00f2 che restava dell\u2019italiano, tra neologismi imbarazzanti e ipocriti omaggi a Dante. Mario Draghi dovrebbe istituire un Ministero per la difesa della lingua<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sento dire \u00abpanel\u00bb e mi agito fino all\u2019ansia. Provo a sbucciare questo frutto geneticamente modificato, arrivo alla polpa. E scopro un mostro poliforme, ora pannello, ora ventaglio di proposte (in senso lato), in alcuni casi offerta, in altri campione demografico. Cos\u00ec barbaro e primitivo, a dispetto dell\u2019era digitale che l\u2019ha generato, l\u2019idioma che giornali e televisioni ci hanno infilato in bocca durante la pandemia riflette come poche altre cose la liquidit\u00e0 e l\u2019inconsistenza del nostro tempo.\u00a0<strong>Sento \u00absmart working\u00bb e penso che esiste dalla prima guerra mondiale, quando le mogli degli alpini confezionavo a casa le munizioni rudimentali con cui i loro coniugi avrebbero difeso il Piave. Sento \u00abwebinar\u00bb e dopo un mancamento provo a riavermi, in fondo si tratta di un\u2019occasione meno appariscente di quanto la vorrebbero far sembrare: un seminario via web.<\/strong>\u00a0Origlio \u00abskill\u00bb e mi impongo di star calmo, che tanto sono solo competenze (o meglio, quello che uno dice di saper fare). Cos\u00ec come i \u00absocial media manager\u00bb sono persone uguali a noi, con una discreta manualit\u00e0 in fatto di post. Una \u00abchallenge\u00bb altro non \u00e8 che una prova, alle brutte una sfida. Uno \u00abstaffing solution direct\u00bb un tizio che offre risposte e possibilmente soluzioni, uno che a mr Wolf di\u00a0<em>Pulp Fiction\u00a0<\/em>pu\u00f2 solo allacciare le scarpe. E che le competenze \u00abhard\u00bb e quelle \u00absoft\u00bb non si riferiscono a un film porno, ma \u2013 ancora a una volta \u2013 a quello che rivendichiamo di saper fare. Ma se tutto \u00e8 cos\u00ec semplice, perch\u00e9 ci mostriamo arresi di fronte a questo accanimento nei confronti della nostra Lingua? Perch\u00e9 ci ostiniamo a sedarla somministrandole pesanti dosi di metadone (sotto forma di neologismi)? Perch\u00e9 la sottoponiamo continuamente a drammatici elettroshock (come quelli che si facevano ai pazienti psichiatrici)? Perch\u00e9 la umiliamo come se non ci appartenesse pi\u00f9?<\/p>\n<p>Insieme alla strage pressoch\u00e9 ininterrotta dallo scorso febbraio (quasi 100.000 vittime) e al massacro socio-economico che ha riportato il Paese alle condizioni del secondo dopoguerra, la pandemia da Covid 19 ha stordito anche l\u2019Italiano. Inteso come borghese\/proletario medio, riferimento dei censimenti che descrivono l\u2019Italia per com\u2019\u00e8. Come Lingua, che nonostante tutto continua a essere tra le pi\u00f9 belle, armoniche, poetiche e complesse al mondo. E forse proprio in questo va cercata la ragione di ogni accanimento. L\u2019Italiano \u00e8 troppo forte e delicato, troppo soave e rozzo, troppo nobile e operaio, in grado di ricorrere a una trentina di aggettivi e sostantivi (pi\u00f9 o meno identici) per dire tutto e il contrario di tutto (dipende dal tono, dal calore e dal contesto in cui si usa una delle lingue pi\u00f9 sensoriali e coraggiose della terra).\u00a0<strong>Un \u201cdifetto strutturale\u201d che il Paese in cui \u00abnoncen\u2019\u00e8covvidi\u00bb non pu\u00f2 evidentemente tollerare, ecco che risulta pi\u00f9 semplice \u2013 e figo \u2013 cedere a neologismi che non dicono niente ma che in compenso lo fanno benissimo. I primi segnali di questa nuova invasione si erano avuti con l\u2019avvento della \u00abdidattica a distanza\u00bb,<\/strong>\u00a0quando l\u2019apertura di milioni di \u00abvirtual room\u00bb aveva mandato nel pallone generazioni di genitori che pensavano fossero delle stanze pedagogiche in cui espiare qualche pena. Classi virtuali senza alcuna virt\u00f9, lezioni in cui spesso risuona l\u2019eco delle nostre incompetenze, seminari desolanti e claustrofobici (allestiti tra gabbie di materia impalpabile, perimetrate dalla paradossale solitudine della rete), strategie dell\u2019emergenza trasformate in presunte abilit\u00e0. Poi \u00e8 arrivato lo \u00absmart working\u00bb, l\u2019alibi elevato a missione da milioni di dipendenti della pubblica amministrazione ai quali la pandemia ha servito su un vassoio il sogno di una vita: pagargli lo stipendio per farli stare in pigiama. Da l\u00ec in poi un fiorire di aberrazioni del web, incestuosit\u00e0 (lessicali) imperdonabili se si considera che a incoraggiarle sono soprattutto accademici, docenti, politici e qualche scrittore. L\u2019invito \u2013 rivolto all\u2019umanit\u00e0 \u2013 consiste nell\u2019andare dall\u2019altra parte del mondo, nel seguirli oltre il cristallo che separa la realt\u00e0 dalla virtualit\u00e0. Una frontiera a cui si accede col \u00abpass\u00bb del proprio \u00abupgrade\u00bb, scaricando cio\u00e8 gli aggiornamenti del nostro sistema encefalico e installandoli dentro la testa di un popolo che i suoi obiettivi li ha sempre chiamati come faceva Il marchese del Grillo (Alberto Sordi docet: \u00abAh\u00f2, famme fa\u2019 un po\u2019 de cazzi mia\u00bb) e che adesso deve chiamarli \u00abtarget\u00bb. Dopo essere andata al governo, la mediocrit\u00e0 si \u00e8 fatta anche Verbo. La modesta proposta che Intellettuale Dissidente rivolge a Mario Draghi \u00e8 istituire un Ministero per la difesa e la protezione della Lingua Italiana, un dicastero che da un lato imponga canoni estetico-linguistici degni di un Paese come il nostro e dall\u2019altro aiuti \u2013 questi scolaretti dell\u2019erba del vicino \u2013 a distinguere la volgarit\u00e0 dalle evoluzioni gergali.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post bar\">\n<div class=\"bannerBarContent\" data-ref=\"bannerBar\">\n<div class=\"barSlides\">\n<div class=\"slides-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ma lo stupore pi\u00f9 grande non \u00e8 stato prendere atto che l\u2019invasione era ormai compiuta, che l\u2019assalto alla \u201cfortezza Bastiani\u201d era impossibile da respingere, quanto che gli Italiani fossero un popolo prono (e quindi pronto) a subirne ogni umiliazione.\u00a0<strong>E cos\u00ec, mentre si celebrano gli omaggi pi\u00f9 retorici e ipocriti al padre della Lingua Dante Alighieri, gli stessi esegeti del sommo tra un peana e l\u2019altro convocano \u00absummit\u00bb, tengono \u00ablesson\u00bb durante cui redigono \u00abcharacter\u00bb, scrivono \u00abplan\u00bb destinati agli \u00abstudent\u00bb le cui scelte future sono irreggimentate dal \u00abplacement\u00bb. Di fronte a cosa siamo?<\/strong>\u00a0Si tratta solo di mode, che come tutti i \u00abtrend\u00bb finiranno per lasciare il posto ad altre fragilit\u00e0, ad altre insicurezze? Oppure \u2013 come dicono tutti \u2013 si tratta di un passaggio epocale, di un\u2019estinzione di massa della logica e dell\u2019estetica, di un recesso senza preavviso dai codici della convivenza civile? Di fronte a cosa siamo? A una casuale mollezza filologica dovuta perlopi\u00f9 allo smarrimento in cui viviamo, o all\u2019incontinenza verbale di chi \u2013 non avendo mai letto un libro in vita sua \u2013 minaccia di tracciare le coordinate del futuro? E siccome il futuro non \u00e8 fatto di soluzioni ma di Lingue \u2013 pi\u00f9 o meno universali, come quelle dell\u2019ambiente e dell\u2019ecosostenibilit\u00e0 \u2013, sapere che la pandemia ha sfregiato l\u2019identit\u00e0 del pianeta (oltre a ferirla a morte) deve preoccupare tutti. Come se avesse fatto di pi\u00f9 che ridurci in un letto d\u2019ospedale, come se ci avesse rovesciato addosso dell\u2019acido sfigurando per sempre l\u2019unico strumento orizzontale (senza ceti sociali, senza razze e colori, senza veti di alcuna natura) che ci consentiva di comunicare. La Lingua, appunto. A questa gente, a tutte queste donne e uomini che parlando della loro condizione dicono \u00ablockdown\u00bb e non \u00abisolamento\u00bb, che rivendicando maggiore documentazione da parte dei mezzi d\u2019informazione che parlano di Covid 19 dicono \u00abinfodemic\u00bb e non \u00abminchiate in libert\u00e0\u00bb, che supplicando un\u2019empatia tra popoli per quanto successo dicono \u00abbrotherhood\u00bb, a tutta questa gente posso solo consigliare due cose. La prima, leggere il \u00abbugiardino\u00bb di un medicinale a caso per provare la nostalgia di una Lingua. La seconda, pentirsi. Pentitevi, l\u2019Italiano avr\u00e0 piet\u00e0 di voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/italiano-pandemia\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Grittani) &nbsp; Pandemia e digitalizzazione hanno ucciso ci\u00f2 che restava dell\u2019italiano, tra neologismi imbarazzanti e ipocriti omaggi a Dante. Mario Draghi dovrebbe istituire un Ministero per la difesa della lingua &nbsp; Sento dire \u00abpanel\u00bb e mi agito fino all\u2019ansia. Provo a sbucciare questo frutto geneticamente modificato, arrivo alla polpa. 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