{"id":62892,"date":"2021-02-24T10:30:02","date_gmt":"2021-02-24T09:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62892"},"modified":"2021-02-24T00:09:57","modified_gmt":"2021-02-23T23:09:57","slug":"roma-senza-papa-ce-bergoglio-non-ce-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62892","title":{"rendered":"Roma senza papa. C&#8217;\u00e8 Bergoglio. Non c&#8217;\u00e8 Pietro"},"content":{"rendered":"<header class=\"container design2-header\">\n<div id=\"headerwrap\">\n<div id=\"header\">\n<div class=\"amp-logo\">\n<p dir=\"ltr\">di DUC IN ALTUM (Aldo Maria Valli)<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-62905\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/EpdY_mIW4AA4GyK-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/EpdY_mIW4AA4GyK-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/EpdY_mIW4AA4GyK-1.jpg 675w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Roma \u00e8 senza papa. La tesi che intendo sostenere si riassume in queste quattro parole. Quando dico Roma non mi riferisco solo alla citt\u00e0 di cui il papa \u00e8 vescovo. Dico Roma per dire mondo, per dire realt\u00e0 attuale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<article class=\"amp-wp-article\">\n<div class=\"amp-wp-article-content\">\n<div class=\"amp-wp-content the_content\">\n<p>Il papa, pur essendoci fisicamente, in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 non fa il papa. C\u2019\u00e8, ma non svolge il suo compito di successore di Pietro e vicario di Cristo. C\u2019\u00e8 Jorge Mario Bergoglio, non c\u2019\u00e8 Pietro.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il papa? Le definizioni, a seconda che si voglia privilegiare l\u2019aspetto storico, teologico o pastorale, possono essere diverse. Ma, essenzialmente, il papa \u00e8 il successore di Pietro. E quali furono i compiti assegnati da Ges\u00f9 all\u2019apostolo Pietro? Da un lato, \u201cpasci le mie pecorelle\u201d (Gv 21:17); dall\u2019altro, \u201ctutto ci\u00f2 che legherai sulla terra sar\u00e0 legato nei cieli, e tutto ci\u00f2 che scioglierai sulla terra sar\u00e0 sciolto nei cieli\u201d (Mt 16:19).<\/p>\n<p>Ecco che cosa deve fare il papa. Ma oggi non c\u2019\u00e8 nessuno che svolga questo compito. \u201cE tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli nella fede\u201d (Lc 22:32). Cos\u00ec dice Ges\u00f9 a Pietro. Ma oggi Pietro non pasce le sue pecorelle e non le conferma nella fede. Perch\u00e9? Qualcuno risponde: perch\u00e9 Bergoglio non parla di Dio, ma solo di migranti, ecologia, economia, questioni sociali. Non \u00e8 cos\u00ec. In realt\u00e0 Bergoglio parla anche di Dio, ma dall\u2019insieme della sua predicazione esce un Dio che non \u00e8 il Dio della Bibbia, ma un Dio adulterato, un Dio, direi, depotenziato o, meglio ancora, adattato. A che cosa? All\u2019uomo e alla sua pretesa di essere giustificato nel vivere come se il peccato non esistesse.<\/p>\n<p>Bergoglio ha certamente messo al centro del suo insegnamento i temi sociali e, tranne sporadiche eccezioni, appare in preda alle stesse ossessioni della cultura dominata dal politicamente corretto, ma ritengo che non sia questo il motivo profondo per cui Roma \u00e8 senza papa. Anche volendo privilegiare i temi sociali, si pu\u00f2 comunque avere una prospettiva autenticamente cristiana e cattolica. La questione, con Bergoglio, \u00e8 un\u2019altra, e cio\u00e8 che la prospettiva teologica \u00e8 deviata. E per un motivo ben preciso: perch\u00e9\u00a0<strong>il Dio di cui ci parla Bergoglio \u00e8 orientato non a perdonare, ma a discolpare<\/strong>.<\/p>\n<p>In\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>\u00a0si legge che la \u201cChiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli pi\u00f9 fragili\u201d. Mi spiace, ma non \u00e8 cos\u00ec. La Chiesa deve convertire i peccatori.<\/p>\n<p>Sempre in\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>\u00a0si legge che \u201cla Chiesa non manca di valorizzare gli elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non pi\u00f9 al suo insegnamento sul matrimonio\u201d. Mi spiace, ma sono parole ambigue. Nelle situazioni che non corrispondono al suo insegnamento ci saranno pure \u201celementi costruttivi\u201d (ma, poi, in che senso?), tuttavia la Chiesa non ha il compito di valorizzare tali elementi, bens\u00ec di convertire all\u2019amore divino al quale si aderisce osservando i comandamenti.<\/p>\n<p>In\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>\u00a0leggiamo anche che la coscienza delle persone \u201cpu\u00f2 riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; pu\u00f2 anche riconoscere con sincerit\u00e0 e onest\u00e0 ci\u00f2 che per il momento \u00e8 la risposta generosa che si pu\u00f2 offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella \u00e8 la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessit\u00e0 concreta dei limiti, bench\u00e9 non sia ancora pienamente l\u2019ideale oggettivo\u201d. Di nuovo l\u2019ambiguit\u00e0. Primo: non c\u2019\u00e8 una \u201cproposta generale\u201d del Vangelo, alla quale si pu\u00f2 aderire pi\u00f9 o meno. C\u2019\u00e8 il Vangelo con i suoi contenuti ben precisi, ci sono i comandamenti con la loro cogenza. Secondo: Dio mai e poi mai pu\u00f2 chiedere di vivere nel peccato. Terzo: nessuno pu\u00f2 rivendicare di possedere \u201cuna certa sicurezza morale\u201d circa ci\u00f2 che Dio \u201csta richiedendo in mezzo alla complessit\u00e0 concreta dei limiti\u201d. Queste espressioni fumose hanno un solo significato: legittimare il relativismo morale e prendersi gioco dei comandamenti divini.<\/p>\n<p>Questo Dio impegnato pi\u00f9 che altro a scagionare l\u2019uomo, questo Dio alla ricerca di attenuanti, questo Dio che si astiene dal comandare e preferisce comprendere, questo Dio che \u201cci \u00e8 vicino come una mamma che canta la ninna nanna\u201d, questo Dio che non \u00e8 giudice ma \u00e8 \u201cvicinanza\u201d, questo Dio che parla di \u201cfragilit\u00e0\u201d umane e non di peccato, questo Dio piegato alla logica dell\u2019\u201daccompagnamento pastorale\u201d \u00e8 una caricatura del Dio della Bibbia. Perch\u00e9 Dio, il Dio della Bibbia, \u00e8 s\u00ec paziente, ma non lassista; \u00e8 s\u00ec amorevole, ma non permissivo; \u00e8 s\u00ec premuroso, ma non accomodante. In una parola, \u00e8 padre nel senso pi\u00f9 pieno e autentico del termine.<\/p>\n<p>La prospettiva assunta da Bergoglio appare invece quella del mondo: che spesso non rifiuta del tutto l\u2019idea di Dio, ma ne rifiuta i tratti meno in sintonia con il permissivismo dilagante. Il mondo non vuole un vero padre, amorevole nella misura in cui \u00e8 anche giudicante, ma un amicone; anzi, meglio ancora, un compagno di strada che lascia fare e dice \u201cchi sono io per giudicare?\u201d.<\/p>\n<p>Ho scritto altre volte che, con Bergoglio, trionfa una visione che ribalta quella reale: \u00e8 la visione secondo cui Dio non ha diritti, ma solo doveri. Non ha il diritto di ricevere un culto degno, n\u00e9 di non essere irriso. Per\u00f2 ha il dovere di perdonare. Al contrario, secondo questa visione, l\u2019uomo non ha doveri, ma solo diritti. Ha il diritto di essere perdonato, ma non il dovere di convertirsi. Come se potesse esistere un dovere di Dio a perdonare e un diritto dell\u2019uomo a essere perdonato.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 Bergoglio, dipinto come il papa della misericordia, mi sembra il papa meno misericordioso che si possa immaginare. Trascura infatti la prima e fondamentale forma di misericordia che compete proprio a lui e a lui solo: predicare la legge divina e, cos\u00ec facendo, indicare alle creature umane, dall\u2019alto dell\u2019autorit\u00e0 suprema, la strada per la salvezza e la vita eterna.<\/p>\n<p>Se Bergoglio ha concepito un \u201cdio\u201d di questo genere \u2013 che volutamente indico con la minuscola, poich\u00e9 non \u00e8 il Dio Uno e Trino che adoriamo \u2013 \u00e8 perch\u00e9 per Bergoglio non vi \u00e8 alcuna colpa di cui l\u2019uomo debba chiedere perdono, n\u00e9 personale n\u00e9 collettiva, n\u00e9 originale n\u00e9 attuale. Ma se non vi \u00e8 colpa, non vi \u00e8 nemmeno Redenzione; e senza necessit\u00e0 di Redenzione non ha senso l\u2019Incarnazione, e tantomeno l\u2019opera salvifica dell\u2019unica Arca di salvezza che \u00e8 la Santa Chiesa. Vien da chiedersi se quel \u201cdio\u201d non sia piuttosto la\u00a0<em>simia Dei<\/em>, Satana, che ci spinge verso la dannazione proprio nel momento in cui egli nega che i peccati e i vizi con i quali ci tenta possano uccidere la nostra anima e condannarci all\u2019eterna perdita del Sommo Bene.<\/p>\n<p>Roma \u00e8 dunque senza papa. Ma se nella distopia vaticana di Guido Morselli (il romanzo intitolato appunto\u00a0<em>Roma senza papa<\/em>) lo era fisicamente, perch\u00e9 quel papa immaginario se n\u2019era andato a vivere a Zagarolo, oggi Roma \u00e8 senza papa in un modo ben pi\u00f9 profondo e radicale.<\/p>\n<p>Avverto gi\u00e0 l\u2019obiezione: ma come puoi dire che Roma \u00e8 senza papa quando Francesco \u00e8 ovunque? \u00c8 in tv e nei giornali. \u00c8 stato sulle copertine di\u00a0<em>Time<\/em>,\u00a0<em>Newsweek<\/em>,\u00a0<em>Rolling Stones<\/em>, perfino di\u00a0<em>Forbes<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Vanity Fair<\/em>. \u00c8 nei siti e in un\u2019infinit\u00e0 di libri. \u00c8 intervistato da tutti, addirittura dalla\u00a0<em>Gazzetta dello sport<\/em>. Forse mai un papa \u00e8 stato cos\u00ec presente e cos\u00ec popolare. Rispondo: tutto vero, ma \u00e8 Bergoglio, non \u00e8 Pietro.<\/p>\n<p>Che il vicario di Cristo si occupi delle cose del mondo non \u00e8 certo vietato, anzi. Quella cristiana \u00e8 fede incarnata e il Dio dei cristiani \u00e8 Dio che si fa uomo, che si fa storia, dunque il cristianesimo rifugge dagli eccessi di spiritualismo. Ma una cosa \u00e8 essere nel mondo e un\u2019altra \u00e8 diventare come il mondo. Parlando come parla il mondo, e ragionando come ragiona il mondo, Bergoglio ha fatto svaporare Pietro e ha messo se stesso in primo piano.<\/p>\n<p>Ripeto: il mondo, il nostro mondo nato dalla rivoluzione del Sessantotto, non vuole un vero padre. Il mondo preferisce il compagno. L\u2019insegnamento del padre, se \u00e8 vero padre, \u00e8 faticoso, perch\u00e9 indica la strada della libert\u00e0 nella responsabilit\u00e0. Molto pi\u00f9 comodo \u00e8 avere accanto qualcuno che si limita a farti compagnia, senza indicare nulla. E Bergoglio fa proprio questo: mostra un Dio non padre, ma compagno. Non a caso alla \u201cchiesa in uscita\u201d di Bergoglio, come a tutto il modernismo, piace il verbo \u201caccompagnare\u201d. \u00c8 una chiesa compagna di strada, che tutto giustifica (attraverso un concetto distorto di discernimento) e tutto, alla fine, relativizza.<\/p>\n<p>La riprova sta nel successo che Bergoglio riscuote tra i lontani, i quali si sentono confermati nella loro lontananza, mentre i vicini, disorientati e perplessi, non si sentono affatto confermati nella fede.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 in materia \u00e8 piuttosto esplicito. \u201cGuai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi\u201d (Lc 6, 26). \u201cBeati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell\u2019uomo\u201d (Lc 6, 22).<\/p>\n<p>Ogni tanto torna alla ribalta una voce secondo cui anche Bergoglio, come Benedetto XVI, penserebbe di dimettersi. Io credo che non abbia in programma nulla di simile, ma il problema \u00e8 ben altro. Il problema \u00e8 che Bergoglio si \u00e8 reso protagonista, di fatto, di un processo di dismissione dai compiti di Pietro.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 scritto altrove che Bergoglio \u00e8 ormai diventato il cappellano delle Nazioni Unite, e ritengo che questa scelta sia di una gravit\u00e0 inaudita. Tuttavia, ancora pi\u00f9 grave della sua adesione all\u2019agenda dell\u2019Onu e al politicamente corretto \u00e8 che abbia rinunciato a parlarci del Dio della Bibbia e che il Dio al centro della sua predicazione sia un Dio che discolpa, non che perdona.<\/p>\n<p>La crisi della figura paterna e la crisi del papato vanno di pari passo. Cos\u00ec come il padre, rifiutato e smantellato, \u00e8 stato trasformato in un generico accompagnatore privo di qualsiasi pretesa di indicare una strada, allo stesso modo il papa ha smesso di farsi portatore e interprete dell\u2019oggettiva legge divina ed ha preferito diventare un semplice compagno.<\/p>\n<p>Pietro, cos\u00ec, \u00e8 svaporato proprio quando avevamo pi\u00f9 bisogno che ci mostrasse Dio in quanto padre a tutto tondo: padre amorevole non perch\u00e9 neutrale, ma perch\u00e9 giudicante; misericordioso non perch\u00e9 permissivo, ma perch\u00e9 impegnato a mostrare la strada del vero bene; pietoso non perch\u00e9 relativista, ma perch\u00e9 desideroso di indicare la via della salvezza.<\/p>\n<p>Osservo che il protagonismo nel quale indulge l\u2019ego bergogliano non \u00e8 una novit\u00e0, ma risale in buona parte alla nuova impostazione conciliare, antropocentrica, a partire dalla quale papi, vescovi e chierici hanno anteposto se stessi al loro sacro ministero, la propria volont\u00e0 a quella della Chiesa, le proprie opinioni all\u2019ortodossia cattolica, le proprie stravaganze liturgiche alla sacralit\u00e0 del rito.<\/p>\n<p>Questa personalizzazione del papato \u00e8 diventata esplicita da quando il Vicario di Cristo, volendo presentarsi come \u201cuno come noi\u201d, ha rinunciato al\u00a0<em>plurale humilitatis<\/em>\u00a0con il quale dimostrava di parlare non a titolo personale, ma assieme a tutti i suoi predecessori e allo stesso Spirito Santo. Pensiamoci: quel Noi sacro, che faceva tremare Pio IX nel proclamare il dogma dell\u2019Immacolata Concezione e san Pio X nel condannare il modernismo, non avrebbe mai potuto essere usato per sostenere il culto idolatrico della pachamama, n\u00e9 per formulare le ambiguit\u00e0 di\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>\u00a0o l\u2019indifferentismo di\u00a0<em>Fratelli tutti<\/em>.<\/p>\n<p>Circa il processo di personalizzazione del papato (al quale l\u2019avvento e lo sviluppo dei mass media hanno dato un importante contributo), occorre ricordare che vi fu un tempo in cui, almeno fino a Pio XII incluso, ai fedeli non importava chi fosse il papa, perch\u00e9 comunque essi sapevano che, chiunque fosse, avrebbe sempre insegnato la stessa dottrina e condannato gli stessi errori. Nell\u2019applaudire il papa essi applaudivano non tanto colui che in quel momento era sul santo soglio, ma il papato, la regalit\u00e0 sacra del Vicario di Cristo, la voce del Supremo Pastore, Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Bergoglio, che non gradisce presentarsi come successore del principe degli apostoli e, sull\u2019<em>Annuario pontificio<\/em>, ha fatto mettere in secondo piano l\u2019appellativo di vicario di Cristo, implicitamente si separa dall\u2019autorit\u00e0 che Nostro Signore ha conferito a Pietro e ai suoi successori. E questa non \u00e8 una mera questione canonica. \u00c8 una realt\u00e0 le cui conseguenze sono gravissime per il papato.<\/p>\n<p>Quando torner\u00e0 Pietro? Quanto a lungo Roma rester\u00e0 senza papa? Inutile interrogarci. I disegni di Dio sono misteriosi. Possiamo solo pregare il Padre celeste dicendo: \u201cSia fatta la tua volont\u00e0, non la nostra. Ed abbi piet\u00e0 di noi peccatori\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div class=\"s_so\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aldomariavalli.it\/2021\/02\/20\/roma-senza-papa-ce-bergoglio-non-ce-pietro\/amp\/\">https:\/\/www.aldomariavalli.it\/2021\/02\/20\/roma-senza-papa-ce-bergoglio-non-ce-pietro\/amp\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DUC IN ALTUM (Aldo Maria Valli) Roma \u00e8 senza papa. La tesi che intendo sostenere si riassume in queste quattro parole. Quando dico Roma non mi riferisco solo alla citt\u00e0 di cui il papa \u00e8 vescovo. Dico Roma per dire mondo, per dire realt\u00e0 attuale. Il papa, pur essendoci fisicamente, in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 non fa il papa. 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