{"id":62951,"date":"2021-02-26T10:50:23","date_gmt":"2021-02-26T09:50:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62951"},"modified":"2021-02-25T18:54:04","modified_gmt":"2021-02-25T17:54:04","slug":"un-pianeta-affollato-a-sud-e-invecchiato-a-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62951","title":{"rendered":"Un pianeta affollato a Sud e invecchiato a Nord"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/demografiaaa1.png?itok=qoSr_akH\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1105\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Dal secondo dopoguerra ad oggi abbiamo assistito a una crescita demografica molto rapida che ci ha portato fino a quasi otto miliardi di persone. Le proiezioni delle Nazioni Unite stimano una crescita ulteriore fino a quasi undici miliardi per fine secolo, che per\u00f2 \u00e8 sempre pi\u00f9 lenta e ancora diversificata tra paesi: questo ha conseguenze politiche, sociali ed economiche.<\/p>\n<p>Lo studio della dinamica demografica della popolazione mondiale ha origine almeno dal noto \u00ab<em>Saggio sul principio di popolazione<\/em>\u00bb di Thomas Robert Malthus. Il saggio del 1798 assumeva che la crescita della popolazione procedesse per successione geometrica \u2013 quindi con andamento esponenziale \u2013 mentre la crescita degli alimenti per successione aritmetica \u2013 quindi con andamento lineare. E in questi termini si presentava il problema di impossibilit\u00e0 di sfamare un numero sempre maggiore di persone con quantit\u00e0 di cibo che non stavano al passo. Le cose sono molto pi\u00f9 complesse di cos\u00ec e il problema della crescita e decrescita della popolazione mondiale \u00e8 ormai presente in molti ambiti, dalla sfera ambientale a quella sociale ed economica. Per capire per\u00f2 il ruolo che il numero di persone sul pianeta ha nei diversi contesti planetari, \u00e8 necessario innanzitutto capire i numeri del passato, del presente e delle stime per il futuro della demografia mondiale.<\/p>\n<h2 style=\"font-weight: 300\">Da dove veniamo?<\/h2>\n<p>La Divisione per la popolazione del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali del Segretariato delle Nazioni Unite, ogni due anni, elabora i\u00a0<a href=\"https:\/\/population.un.org\/wpp\/\">\u00ab<em>World population prospects<\/em>\u00bb<\/a>\u00a0in cui mette a disposizione dati e analisi sull\u2019andamento della popolazione mondiale; in attesa degli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.un.org\/development\/desa\/pd\/sites\/www.un.org.development.desa.pd\/files\/unpd_egm_202004_s1_introduction-wpp2021_upgrade-towards_a_more_open_and_reproducible_wpp.pdf\">aggiornamenti per il 2021<\/a>, useremo l\u2019<a href=\"https:\/\/population.un.org\/wpp\/Publications\/Files\/WPP2019_Highlights.pdf\">elaborazione del 2019<\/a>\u00a0\u2013 che chiaramente non tiene conto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/agenda\/2020\/10\/united-states-population-predictions-graph-millions-change\/\">dell\u2019impatto della Covid-19<\/a>.<\/p>\n<p>Nel 2019, sulla Terra c\u2019erano circa 7,7 miliardi di persone. La crescita della popolazione, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 stata molto lenta dalla comparsa di\u00a0<em>Homo sapiens<\/em>\u00a0e ha iniziato ad accelerare con la rivoluzione industriale, subendo un\u2019impennata dopo la Seconda guerra mondiale. Basti pensare che nel 1950 eravamo ancora a circa 2 miliardi e mezzo. Tra le cause principali della crescita demografica c\u2019\u00e8 stato un veloce progresso scientifico e tecnologico che ha permesso il miglioramento dei sistemi di sanit\u00e0 pubblica e di welfare, quindi economici e sociali. Come si pu\u00f2 osservare nella seguente mappa, per\u00f2, la popolazione non \u00e8 cresciuta uniformemente in tutto il mondo; infatti, oggi la maggiore densit\u00e0 di popolazione \u00e8 concentrata in Europa, nella costa orientale degli Stati Uniti, in Africa subsahariana, e molto in India e Cina.<\/p>\n<p>Figura 1. Densit\u00e0 di popolazione stimata per il 2020 dal\u00a0<a href=\"https:\/\/sedac.ciesin.columbia.edu\/data\/collection\/gpw-v4\/maps\/gallery\/search?facets=theme:population\">Socioeconomic Data and Applications Center (SEDAC)<\/a>.<\/p>\n<h2 style=\"font-weight: 300\">Il punto di flesso<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/population.un.org\/wpp\/Download\/Standard\/Population\/\">I dati del \u00ab<em>World population prospects 2019<\/em>\u00bb<\/a>\u00a0danno un quadro piuttosto completo della situazione, in particolare se si prendono in considerazione le sei macroaree Africa, Asia, Europa, America Latina e Caraibi, Nord America, Oceania. Dal grafico sottostante risulta evidente che, dal 1950 al 2020 circa, Europa e Oceania hanno registrato un incremento demografico trascurabile, il Nord America un leggero aumento che si fa pi\u00f9 marcato considerando il resto del continente americano: macroaree che inoltre non superano il limite di 500 milioni di persone circa, ciascuna. Le previsioni per macroaree dicono che Europa e America Latina e Caraibi subiranno una leggerissima decrescita, mentre il Nord America una leggera crescita, ma comunque senza incidere in modo consistente a scala globale.<\/p>\n<p>Diverso il discorso per l\u2019Asia, che nel 1950 contava pi\u00f9 del doppio della popolazione Europea, e che \u00e8 cresciuta da 1 miliardo e mezzo a pi\u00f9 di 4 miliardi e mezzo di oggi: l\u2019Asia detiene di gran lunga la quota maggiore di popolazione mondiale. Secondo le previsioni, il continente asiatico continuer\u00e0 lentamente a crescere fino al 2050 superando la soglia dei 5 miliardi, per poi cominciare a decrescere lentamente.<\/p>\n<p>Ancora un&#8217;altra situazione in Africa, che \u00e8 cresciuta dal 1950 a oggi pi\u00f9 velocemente di qualsiasi altro continente, passando da una popolazione simile a quella del Nord America all\u2019attuale un miliardo e mezzo circa. Secondo le stime seguiter\u00e0 a crescere fino a fine secolo raggiungendo quasi l\u2019Asia con circa 4 miliardi e mezzo di persone.<\/p>\n<p>Figura 2. Andamento della popolazione mondiale dal 1950 al 2100 (in migliaia). La linea tratteggiata rappresenta l\u2019andamento mondiale, le linee continue quello per le aree geografiche indicate in legenda. Il grafico evidenzia come la crescita della popolazione mondiale non segua pi\u00f9 un andamento esponenziale, ma stia rallentando per raggiungere un plateau a fine secolo circa.<br \/>\nDati: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2019). World Population Prospects 2019, Online Edition. Rev. 1. Rielaborazione dell&#8217;autore. Nota: i dati successivi il 2019, per semplicit\u00e0, vengono riportati senza intervallo di incertezza (crescente nel tempo).<\/p>\n<p>Come scrive il \u00ab<em>World Population Prospects 2019<\/em>\u00bb i paesi dell&#8217;Africa subsahariana potrebbero rappresentare pi\u00f9 della met\u00e0 della crescita della popolazione mondiale tra il 2019 e il 2050. E in particolare, la crescita si concentrer\u00e0 sostanzialmente in nove paesi: Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Repubblica Unita di Tanzania, e Stati Uniti d&#8217;America\u00bb. A ulteriore conferma che il grosso della crescita avverr\u00e0 in Africa, pur con contributi provenienti da altri continenti trai quali, per altro, non c\u2019\u00e8 l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Complessivamente, quindi, si pu\u00f2 dire che la crescita della popolazione mondiale non \u00e8 pi\u00f9 esponenziale da diversi anni, avendo raggiunto una sorta di \u00abpunto di flesso\u00bb indicativamente al passaggio di millennio, lustro pi\u00f9 lustro meno. Tuttavia, prima di raggiungere un plateau che oscillerebbe intorno alla fine del secolo, dovremmo prima passare dagli 8,5 miliardi nel 2030, ai 9,7 miliardi nel 2050 e finalmente ai 10,9 miliardi nel 2100.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 osservare dal grafico seguente, il rallentamento demografico pu\u00f2 essere descritto, tra le varie possibili variabili, dal progressivo abbassamento dei \u00abnati vivi per donna\u00bb, cio\u00e8 la fertilit\u00e0. Tra il 1950 e il 1970, il numero di nati vivi per donna era globalmente attorno ai 5, con punte fino a 5,5 in Asia e America Latina e addirittura oltre i 6 figli e mezzo in Africa (vedi grafico in Appendice). Oggi siamo attorno ai 2,5 e per fine secolo dovremmo raggiungere a livello planetario i 2, in pi\u00f9 o meno tutti i continenti. A questo proposito, il prospetto ONU ricorda che, con una bassa mortalit\u00e0, il numero di nati vivi per donna per avere un tasso di crescita nullo \u00e8 di 2,1 figli.<\/p>\n<p>Chiaramente uno degli effetti principali sulla demografia di un rallentamento nelle nascite \u2013 seppur non cos\u00ec sostenuto \u2013 \u00e8 l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media, come riportato nel grafico seguente. Si dovrebbe passare infatti dai trent\u2019anni medi di oggi ai quaranta per fine secolo, con picchi fino ai cinquant\u2019anni (vedi grafico in Appendice). Secondo un altro documento ONU, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.un.org\/development\/desa\/pd\/sites\/www.un.org.development.desa.pd\/files\/undesa_pd-2020_world_population_ageing_highlights.pdf\">\u00ab<em>World Population Ageing 2020<\/em>\u00bb<\/a>, si passer\u00e0 dai 727 milioni di persone di pi\u00f9 di 65 anni nel 2020 a oltre 1,5 miliardi entro il 2050.<\/p>\n<p>Figura 3. Il grafico riporta negli istogrammi l\u2019andamento della popolazione (in miliardi di persone), nelle due linee colorate l\u2019andamento della fertilit\u00e0 (numero di nati vivi per donna: valori nella colonna di sinistra) e l\u2019andamento dell\u2019et\u00e0 media (in anni: valori nella colonna di destra).<br \/>\nDati: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2019). World Population Prospects 2019, Online Edition. Rev. 1. Rielaborazione dell&#8217;autore. Nota: i dati successivi il 2019, per semplicit\u00e0, vengono riportati senza intervallo di incertezza (crescente nel tempo).<\/p>\n<h2 style=\"font-weight: 300\">Verso una stagnazione secolare?<\/h2>\n<p>Come segnala il \u00ab<em>World Population Prospects 2019<\/em>\u00bb la diversa evoluzione demografica deve spingere i paesi ad attrezzarsi di conseguenza. Da un lato bisogna soddisfare i bisogni di un numero crescente di bambini e ragazzi dove i livelli di fertilit\u00e0 sono ancora alti e, visto che generalmente si tratta di paesi ancora poveri, assicurare che l\u2019innalzamento dei livelli di sviluppo umano (economico, ma anche sociale, ambientale, istituzionale) non lasci indietro nessuno. Dall\u2019altro lato, nei paesi in cui si assiste a un declino della fertilit\u00e0 (generalmente quelli ricchi), e quindi all\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 media, si deve investire maggiormente \u00abnel capitale umano assicurando l&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;istruzione a tutte le et\u00e0 e opportunit\u00e0 di lavoro produttivo\u00bb. Un aspetto particolarmente rilevante dell\u2019invecchiamento della popolazione \u00e8 la tutela verso le donne anziane che, in media, saranno pi\u00f9 colpite dalla povert\u00e0 rispetto agli uomini anziani, come scrive il \u00ab<em>World Population Ageing 2020<\/em>\u00bb. Inoltre, per attutire gli effetti diversificati tra paesi ricchi e paesi poveri, \u00abtutti i paesi dovrebbero adottare misure per facilitare una migrazione sicura, ordinata e regolare migrazione per il beneficio di tutti\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 tra i continenti che pi\u00f9 subir\u00e0 l\u2019invecchiamento della sua popolazione. Come scrive la\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/new-push-european-democracy\/impact-demographic-change-europe_it\">Commissione Europea<\/a>, nel 2070 la speranza di vita degli uomini europei raggiunger\u00e0 gli 86 anni e quella delle donne europee i 90. Rispetto al resto del mondo, poi, gli abitanti dell\u2019Europa nel 2070 sarebbero solo il 4%. Nel rapporto \u00ab<em><a href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/highlights\/ageing-population-emerging-technologies-and\">Ageing population, emerging technologies and fiscal sustainability can influence EU\u2019s path to sustainable future<\/a><\/em>\u00bb del 2020 dell\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente (EEA), si scrive che l\u2019invecchiamento della popolazione europea \u00abporter\u00e0 probabilmente alla rottura del &#8220;contratto sociale&#8221; tra i gruppi di et\u00e0, poich\u00e9 le relazioni intergenerazionali funzionano bene quando le quote dei gruppi di et\u00e0 rimangono relativamente stabili nel tempo e il costo per la popolazione in et\u00e0 lavorativa di sostenere i giovani e gli anziani rimane approssimativamente stabile\u00bb. Servono quindi modifiche significative nelle politiche di welfare e lavorative per sostenere questo processo di invecchiamento.<\/p>\n<p>A livello macroeconomico, scrive l\u2019EEA, si raggiunger\u00e0 a livello mondiale gi\u00e0 nei prossimi anni uno stato sempre pi\u00f9 vicino alla cosiddetta \u00abstagnazione secolare\u00bb; ben rappresentata anche dai dati del rapporto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oecd-ilibrary.org\/docserver\/b4f4e03e-en.pdf?expires=1613919906&amp;id=id&amp;accname=guest&amp;checksum=CD9E426796D79896CE3B8E1E7FF29659\">\u00ab<em>The long view: scenarios for the world economy to 2060<\/em>\u00bb<\/a>\u00a0dell\u2019OCSE del 2018, nel seguente grafico.<\/p>\n<p>Figura 4. Rielaborazione dei dati OCSE di previsione di crescita del PIL (in %). I paesi del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agenziacoesione.gov.it\/amministrazione-trasparente\/altri-contenuti\/anticorruzione\/ocse-organizzazione-per-la-cooperazione-e-lo-sviluppo-economico\/#:~:text=Dai%2020%20Paesi%20iniziali%2C%20tra,%2C%20Lituania%2C%20Lussemburgo%2C%20Messico%2C\">gruppo OCSE<\/a>\u00a0(Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria) sono gi\u00e0 di fatto in stagnazione e i BRIICS (Brasile, Russia, India, Indonesia, Cina e Sud Africa) ci entreranno progressivamente. Dati: \u00abThe long view: scenarios for the world economy to 2060\u00bb. Rielaborazione dell\u2019autore.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, oltre a riformare le politiche fiscali, bisogner\u00e0 anche ripensare ai sistemi di contabilit\u00e0 della ricchezza nazionale, integrandoli con indicatori di benessere veri e propri, cio\u00e8 non solo dipendenti dalla quantit\u00e0 di beni prodotti ma anche dalla loro qualit\u00e0, sia sociale che ambientale.<\/p>\n<p>In questo excursus di dati c\u2019\u00e8 evidentemente un convitato di pietra: l\u2019ambiente, o meglio, la biosfera terrestre. Gli impatti di una crescita eccessiva di popolazione e di consumi sulle risorse naturali\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nap.edu\/read\/9543\/chapter\/5\">sono infatti studiati da molto tempo<\/a>, ma forse il pi\u00f9 noto documento che metteva in guardia dagli effetti sulle risorse alimentari e dall\u2019aumento di inquinamento atmosferico \u00e8 stato \u00ab<em>I limiti della crescita<\/em>\u00bb del 1972. Rapporto commissionato dal Club di Roma di Aurelio Peccei a esperti del MIT di Boston che elabor\u00f2 varie stime sugli effetti della crescita demografica indiscriminata e su un conseguente ipotetico collasso demografico dovuto proprio all\u2019inadeguato modello di sviluppo dell\u2019epoca (che \u00e8 anche il modello di sviluppo attuale). Quanto di quello che avevano previsto allora si \u00e8 oggi verificato?\u00a0[Continua]<\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300\">Appendice<\/h3>\n<p>Figura 5. Numero di nati vivi per donna. L\u2019andamento \u00e8 sostanzialmente decrescente in tutto il mondo, verso circa 2 nati vivi per donna per fine secolo.<br \/>\nDati: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2019). World Population Prospects 2019, Online Edition. Rev. 1. Rielaborazione dell&#8217;autore. Nota: i dati successivi il 2019, per semplicit\u00e0, vengono riportate senza intervallo di incertezza (crescente nel tempo).<\/p>\n<p>Figura 6. L\u2019andamento dell\u2019et\u00e0 media \u00e8 crescente dagli anni \u201870 circa. Dal 2020 tutte le aree geografiche sono al di sopra della media, eccetto l\u2019Africa che tende ad abbassare l\u2019et\u00e0 media globale.<br \/>\nDati: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2019). World Population Prospects 2019, Online Edition. Rev. 1. Rielaborazione dell&#8217;autore. Nota: i dati successivi il 2019, per semplicit\u00e0, vengono riportate senza intervallo di incertezza (crescente nel tempo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/pianeta-affollato-sud-e-invecchiato-nord\/jacopo-mengarelli\/2021-02-23<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli) &nbsp; Dal secondo dopoguerra ad oggi abbiamo assistito a una crescita demografica molto rapida che ci ha portato fino a quasi otto miliardi di persone. 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