{"id":62953,"date":"2021-02-26T10:54:51","date_gmt":"2021-02-26T09:54:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62953"},"modified":"2021-02-25T18:58:00","modified_gmt":"2021-02-25T17:58:00","slug":"sleepless-biden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62953","title":{"rendered":"Sleepless Biden"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno commesso l\u2019errore di non comprendere il vantaggio del semi-isolazionismo di Donald Trump. Oggi, la definitiva \u201camericanizazzione\u201d dell\u2019Unione Europea rischia di trovare la sponda perfetta con la nuova amministrazione statunitense.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">La classe dirigente dell\u2019Unione Europea \u00e8 nota per il possesso di alcune caratteristiche per nulla invidiabili che la rendono drammaticamente incapace di essere all\u2019altezza delle sfide dei tempi. Non \u00e8 cos\u00ec da oggi, ma da ieri, dove per ieri si intende la fine della guerra fredda:\u00a0<strong>trent\u2019anni di pura insipienza politica<\/strong>. Invero, lo statismo richiede mentalit\u00e0 strategica, pragmatismo, machiavellismo, lungimiranza e una certa dose di spavalderia muscolare \u2013\u00a0Erdogan docet\u00a0\u2013, e in nessun caso gli alti papaveri europei possiedono simultaneamente ognuno di questi ingredienti.\u00a0Da\u00a0Emmanuel Macron\u00a0ad\u00a0Angela Merkel, passando per\u00a0Pedro Sanchez\u00a0e\u00a0Mark Rutte, l\u2019ingrediente che manca \u00e8 sempre uno: la spavalderia muscolare. La spavalderia significa coraggio, coraggio di ricorrere alla diplomazia delle cannoniere e del bastone e della carota, coraggio di ammettere che la storia\u00a0non\u00a0\u00e8\u00a0finita \u2013 o meglio, \u00e8 finita soltanto per l\u2019Occidente \u2013 e che il mondo trasuda la solita anarchia di sempre, ovverosia che nelle relazioni internazionali \u00e8 ancora un\u00a0<em>bellum\u00a0omnium contra omnes<\/em>\u00a0perch\u00e9\u00a0<em>homo<\/em>\u00a0<em>homini lupus\u00a0<\/em>e cos\u00ec sar\u00e0 sempre.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed-twitter wp-block-embed\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">https:\/\/twitter.com\/IntDissidente\/status\/1350129510486781952<\/div>\n<\/figure>\n<p>Il duo Macron\u2013Merkel \u00e8 avanti anni luce rispetto alla mediocrit\u00e0 che impera su gran parte dell\u2019Ue, ma la pavidit\u00e0 \u00e8 una malattia degenerativa che, se non curata, conduce alla morte.\u00a0<strong>L\u2019asse franco-tedesco<\/strong>, forse, sopravvivr\u00e0 alla prova della storia \u2013 del resto, ha dimostrato di funzionare e il Vecchio Continente ha bisogno di una guida \u2013, ma\u00a0<strong>Macron<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Merkel<\/strong>\u00a0no. Statisti? Senza dubbio. Giganti della politica? Non proprio. I\u00a0due avevano e hanno un sogno;\u00a0rendere l\u2019Europa (pi\u00f9) autonoma dagli\u00a0Stati Uniti, ma hanno sprecato quattro anni preziosi \u2013 l\u2019era Trump \u2013 durante i quali avrebbero potuto dare impeto ai propri progetti e, adesso, con l\u2019insediamento del sottovalutato e incompreso<strong>\u00a0Joe Biden\u00a0<\/strong>alla Casa Bianca, tutto \u00e8 perduto. L\u2019autonomia strategica di Macron \u00e8 un capitolo chiuso, che non verr\u00e0 riaperto. E i\u00a0sogni eurasiatici della Merkel sono morti, almeno per ora. Risorgeranno, certamente, perch\u00e9 la\u00a0<em>weltanschauung<\/em>\u00a0tedesca \u00e8 innatamente votata all\u2019egemonia mondiale e ha lo sguardo posato pi\u00f9 verso l\u2019Asia che verso l\u2019Europa. Perch\u00e9 l\u2019Europa, per la Germania, \u00e8 una gabbia\u00a0<em>ab immemorabili<\/em>. L\u2019<em>homo<\/em>\u00a0<em>germanicus<\/em>\u00a0ha sempre visto e cercato il proprio\u00a0<em>lebensraum<\/em> ad Est, dove sorge il Sole, nella consapevolezza che il Vecchio Continente \u00e8, per l\u2019appunto, troppo vecchio, oltre che piccolo e stretto.<\/p>\n<p><strong>Trump<\/strong>, disinteressato \u2013 ma non troppo \u2013 alle sorti dell\u2019Ue, ritenuta pi\u00f9 un rivale da mettere in riga che un alleato a cui delegare funzioni, ha servito a Macron e Merkel il loro sogno su un piatto d\u2019argento. Ma \u00e8 stato incompreso, persino deriso, e combattuto; quando, al contrario, la sua visione basata sul\u00a0<strong>semi-isolazionismo e sui disimpegni strategici<\/strong> avrebbe dovuto essere sostenuta, supportata, galvanizzata, nutrita. Attendere una vita intera il passaggio di un momento fuggevole, preparandosi a catturarlo, e poi, una volta davanti, lasciarselo scappare perch\u00e9 non si \u00e8 stati in grado di riconoscerlo. Questo \u00e8 accaduto negli anni di Trump. Ed \u00e8 accaduto anche per via dell\u2019assenza di quella soprascritta spavalderia muscolare che ha impedito a Macron e Merkel di difendere i loro interessi laddove minacciati, mostrandosi dei combattenti per l\u2019autonomia strategica a fasi alterne. Ma i sogni richiedono costanza, dedizione e tenacia, non volubilit\u00e0 e codardia.<\/p>\n<p>Ripiegata nel cassetto la maglia dell\u2019autonomia strategica, il nipote di Napoleone e l\u2019erede di von Bismarck\u00a0<strong>hanno indossato subitaneamente la felpa scolorita dell\u2019atlantismo<\/strong>. Perch\u00e9 gli Stati Uniti sono una matrigna che non educa, punisce, e che non ama, odia, ma di cui non ci si pu\u00f2 liberare per paura di ritorsioni, disparit\u00e0 di forze e assenza di una propria visione. La\u00a0<strong>Germania<\/strong>, per quanto predichi il multipolarismo, nei fatti continua ad accettare la sudditanza alla matrigna: le sanzioni alla Russia, la strumentalizzazione del caso Navalny, l\u2019appiattimento all\u2019agenda estera degli Stati Uniti su ogni fascicolo internazionale.\u00a0Biden ha proposto un vertice delle democrazie, Berlino ha risposto proponendo un piano Marshall per salvare le democrazie liberali. Biden ha chiesto un ritorno al multilateralismo, la Merkel ha recentemente auspicato la formulazione di un\u2019<strong>agenda estera transatlantica comune, estesa da Mosca a Pechino<\/strong>. Non \u00e8 necessario il dono della preveggenza per sapere \u2013 con assoluta certezza \u2013 come andranno le cose: sar\u00e0 un\u2019agenda scritta da Washington e accettata da Bruxelles senza previa lettura.<\/p>\n<p>I rapporti euroatlantici continueranno a viaggiare su un doppio binario, ma la prospettiva del disallineamento integrale \u00e8 sempre pi\u00f9 lontana. L\u2019occasione era Trump, ed \u00e8 passata.\u00a0<strong>Biden<\/strong>, il sottovalutato e l\u2019incompreso, far\u00e0 leva sul multilateralismo e sullo spauracchio del mondo libero in pericolo per\u00a0<strong>rinsaldare la comunit\u00e0 euroatlantica<\/strong>, aumentando la morsa degli Stati Uniti sulla debole e vile Europa, potendo contare sull\u2019appoggio indiretto di statisti come Merkel e Macron: teoricamente contrari ad un\u2019americanizzazione ulteriore dell\u2019Europa, ma praticamente incapaci e\/o nolenti di evitarla.<\/p>\n<p>Biden, tutt\u2019altro che\u00a0<em>sleepy<\/em>, \u00e8 uno\u00a0<em>sleepless<\/em>, un padrino del Partito Democratico legato a\u00a0doppio filo\u00a0con il complesso militare-industriale nordamericano e attivo nella gestione di dossier delicati sin dai primi anni \u201990: dalle guerre iugoslave alle invasioni di\u00a0<strong>Iraq<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Afghanistan<\/strong>. Burattino di altri? Forse. Probabilmente s\u00ec. Ma i presidenti sono dei semplici attori che prestano il volto ad una sceneggiatura scritta da altri \u2013 questo vale negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Sbaglia chi crede che Biden sia un pupazzo nelle mani di\u00a0<strong>Kamala Harris<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Antony Blinken<\/strong>: questa era ed \u00e8 un\u2019immagine preconfezionata, fondata sul pregiudizio e sull\u2019ignoranza degli schemi che regolano la politica. Se Biden \u00e8 pupazzo di qualcuno, sicuramente non lo \u00e8 di altri due pupazzi \u2013 il regista, o l\u2019eminenza grigia, non ha un nome n\u00e9 una forma, \u00e8 immateriale, senza tempo e permea il Sistema Stati Uniti: \u00e8 il cosiddetto\u00a0<strong>Stato profondo<\/strong>.<\/p>\n<p>Quel regista, adesso, superato il paragrafo Trump, ha intenzione di ristendere il controllo sul secondo cortile di casa dell\u2019America, ovvero l\u2019Europa, e tutto indica che potrebbe riuscirci:\u00a0<strong>mancano gli statisti in grado di opporsi al disegno<\/strong>, manca l\u2019unit\u00e0 di intenti, manca una visione comune. Si continuer\u00e0 a litigare, perch\u00e9 fratelli coltelli e perch\u00e9 il rapporto tra Stati Uniti ed Europa regge su un miscuglio di amore e odio, ma ogni europeismo contemplante l\u2019autonomia strategica non vedr\u00e0 mai luce fino a quando la pavidit\u00e0 post-storica verr\u00e0 preferita al coraggio. Questi saranno gli anni del grande ritorno delle \u201c<strong>coalizioni dei volenterosi<\/strong>\u201d e i primi due mesi dell\u2019amministrazione Biden ne sono la dimostrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/sleepless-biden\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon) &nbsp; Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno commesso l\u2019errore di non comprendere il vantaggio del semi-isolazionismo di Donald Trump. Oggi, la definitiva \u201camericanizazzione\u201d dell\u2019Unione Europea rischia di trovare la sponda perfetta con la nuova amministrazione statunitense. &nbsp; La classe dirigente dell\u2019Unione Europea \u00e8 nota per il possesso di alcune caratteristiche per nulla invidiabili che la rendono drammaticamente incapace di essere all\u2019altezza delle sfide dei tempi. 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