{"id":62970,"date":"2021-03-01T11:00:21","date_gmt":"2021-03-01T10:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62970"},"modified":"2021-02-26T12:19:11","modified_gmt":"2021-02-26T11:19:11","slug":"il-cristianesimo-non-e-unideologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62970","title":{"rendered":"Il Cristianesimo NON \u00e8 un\u2019ideologia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Fionda, tratto da L&#8217;Indispensabile (Gabriele Guzzi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/PHOTO-2021-02-23-11-20-24.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/PHOTO-2021-02-23-11-20-24.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi accingo a scrivere questo articolo con non poche resistenze. Per chi \u00e8 credente, come me, si ha sempre un po\u2019 di timore nell\u2019esporre pubblicamente una critica nei confronti della Chiesa. La paura di risultare presuntuosi, il timore di aizzare altro astio nei confronti del proprio credo, la tendenza a voler risolvere questioni simili in un ambito \u201cprivato\u201d, fungono da freni per non parlare pubblicamente dei problemi della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi sono convinto, tuttavia, ad affrontare questo tema, ossia il nesso tra annuncio cristiano e ideologia, proprio perch\u00e9 mi si \u00e8 palesata la forte valenza ecclesiastica di questo gesto. La Chiesa, infatti, da almeno sessant\u2019anni, ha pi\u00f9 volte evidenziato la necessit\u00e0 di costruire una reale opinione pubblica all\u2019interno della comunit\u00e0 dei credenti. Dal Concilio Vaticano II fino al documento post-conciliare, \u201cCommunio et progressio\u201d, per non parlare dell\u2019insistenza di Papa Francesco sul bisogno di coltivare la <em>parresia<\/em>, la franchezza e il dialogo, la Chiesa da anni lavora affinch\u00e9 i laici non siano solo spettatori di un qualcosa di gi\u00e0 deciso ma partecipanti di un\u2019autentica vita comunitaria. Come sappiamo, c\u2019\u00e8 ancora molto da fare in questa direzione, oltrepassando quel clerico-centrismo che relega nel silenzio, o nell\u2019organizzazione del plebiscito, la comunit\u00e0 dei laici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto che vorrei qui affrontare origina da un\u2019esperienza che ho vissuto personalmente in una parrocchia romana durante le celebrazioni del 21 febbraio 2021 per la I domenica di Quaresima. La cosa \u00e8 molto semplice: al posto del Crocifisso che sempre presenzia quell\u2019assemblea, era stato posizionato un Crocifisso con legno chiaro, senza Cristo. Al centro dell\u2019asse verticale della Croce, era stato incollato un foglio blu con scritto in grande \u201cI MIGRANTI\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Debbo dire che la visione di questo ha suscitato in me non poche perplessit\u00e0, fin dall\u2019inizio. Perplessit\u00e0 che sono aumentate dopo che all\u2019uscita ho preso un foglio in cui si spiegava questo gesto e si davano diverse indicazioni all\u2019assemblea, tra cui linee guida molto specifiche su come rendere sempre pi\u00f9 \u201caccogliente\u201d e \u201cpro-immigrazione\u201d la legislazione italiana e un ammonimento per chi, seppur credente, votava partiti che non sposavano questo approccio (ovviamente Lega, FdI, etc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi sono allora chiesto con molta franchezza: cosa d\u00e0 fastidio a te, e probabilmente ad altre centinaia di persone che subiranno in silenzio questo atto, nell\u2019avere un crocifisso con al posto di Cristo la scritta \u201cI MIGRANTI\u201d? In fondo, lo sappiamo, si vuole solo dire che i migranti sono i sofferenti, e quindi immagine di Cristo, che gli ultimi sono il volto di Dio, che va aiutato, sostenuto, amato, difeso. Si vuole solo porre un valore concreto, si vuole solo sostenere un\u2019implicazione. Cosa ti d\u00e0 fastidio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea, dietro questo gesto, \u00e8 quella di ritenere di poter semplificare la morte e la resurrezione di Cristo, ossia il centro della vita spirituale del cristiano, ad un valore. Si ha cio\u00e8 la presunzione, cio\u00e8 letteralmente una conoscenza anticipante, di aver capito cos\u00ec tanto bene quell\u2019evento da poterlo spiegare, usare, facendolo sostituire da una parola. Quella parola dovrebbe, cos\u00ec, rappresentare un \u201cvalore\u201d equivalente, riducendo l\u2019intera essenza della crocifissione a qualcosa inerente all\u2019accoglienza dei migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Heidegger sosteneva, nel saggio fondamentale \u201cLa sentenza di Nietzsche: Dio \u00e8 morto\u201d, che \u201cil colpo pi\u00f9 duro contro Dio non consiste nel ritenerlo inconoscibile, nel provare l\u2019indimostrabilit\u00e0 della sua esistenza, ma nell\u2019innalzarlo a supremo valore.\u201d Elevare Dio a valore significa cio\u00e8 tradirlo, appropriarsene, riducendolo a opinione, appunto, ad ideologia. Questo valore si pu\u00f2 cos\u00ec ribaltare nel suo esatto opposto, in un esercizio di superbia, e, con essa, in un atto di violenza, che, in questo caso, diventa teologica ed ecclesiale. Teologica perch\u00e9 sostituisce Dio con un concetto, ecclesiale perch\u00e9 si condanna, in quello stesso momento, chiunque non sostenga quelle linee guida lasciate all\u2019ingresso della Chiesa come estraneo alla comunit\u00e0 dei credenti. Quello spirito accogliente diviene, cos\u00ec, rifiuto, divisione, condanna. Si ribalta nel suo opposto. Tutto per ritenere giusta, e anzi sostituibile al volto di Cristo, una propria idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, \u00e8 ovvio che la Chiesa debba portare avanti principi, implicazioni, per non risultare ipocrita \u2013 come purtroppo varie volte \u00e8 accaduto negli ultimi secoli. Ma questo non pu\u00f2 essere il centro, neanche del dialogo con la cultura laica. In ambito economico, ad esempio, la Chiesa ha pi\u00f9 volte ricordato come a Lei non spetti una declinazione concreta e politica delle sue idee di uguaglianza e fratellanza universale. Non sta insomma alla Chiesa decidere se sposare le idee economiche di Federico Caff\u00e8 o di Mario Draghi (giusto?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sarebbe cio\u00e8 assurdo se al posto del Crocifisso ci mettessero, non so, i poveri che recepiscono il reddito di cittadinanza e che sono criticati dai media ufficiali, o i bambini greci morti a causa dell\u2019austerit\u00e0 europea, o le popolazioni del terzo mondo sfruttate dagli accordi di \u201clibero commercio\u201d, etc. O no? Possiamo scendere cos\u00ec nel concreto, fino a sostituire il volto sofferente, definitivo, salvifico del Cristo crocifisso con una di queste categorie? Possiamo farlo? Ci possiamo arrogare il diritto di fare di Dio un insieme di concetti, un sostegno di cause, magari anche giustissime?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda, a mio avviso, \u00e8 questa: la Chiesa, incapace di annunciare ci\u00f2 che le \u00e8 proprio, si getta in una mondanit\u00e0 dalle \u201cbuoni maniere\u201d, in una ideologia, che, come ha detto varie volte Papa Francesco, non la differenzia tanto da una ONG, dalle Nazioni Unite, o da qualunque discorso del progressismo globale? \u201cIl tedio di essere cristiani\u201d, come diceva Ratzinger, ci ha portato a ideologizzare la nostra fede, a degradarla a valore, proprio perch\u00e9 non sappiamo pi\u00f9 viverla, \u201cin spirito e Verit\u00e0\u201d, nella sua essenza terribile e liberatoria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ironia della sorte, e a suffragio di questa intuizione, il Vangelo della domenica era proprio quello dell\u2019inizio della predicazione di Ges\u00f9. \u00abDopo che Giovanni fu arrestato, Ges\u00f9 and\u00f2 nella Galilea proclamando il vangelo di Dio, e diceva: \u201cIl tempo \u00e8 compiuto e il regno di Dio \u00e8 vicino; convertitevi e credete nel Vangelo\u201d\u00bb (Mc 1, 14-15). Bene. Il celebrante, nella sua predica, non ha speso neanche una parola su questo passo, cos\u00ec semplice e quindi forse cos\u00ec complicato per la nostra mente ordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi chiedo allora se ridurre l\u2019annuncio a ideologia \u2013 che sia giusta o meno non \u00e8 questo il punto \u2013 sia ci\u00f2 che Cristo chiede alla Chiesa quando la istituisce, ad esempio quando invia i dodici apostoli \u201cad annunciare a tutti l\u2019arrivo del Regno di Dio ed a guarire i malati \u201c(Lc 9, 2)? La Chiesa \u00e8 oggi in grado di farci percepire, anche un minimo, questa gioia liberatoria che ci annuncia l\u2019avvento del Cristo? Le comunit\u00e0 concrete, parrocchiali, delle nostre citt\u00e0 ospitano percorsi di fede in cui gli uomini e le donne del XXI secolo corrono per farsi guarire? Le Chiese sono oggi luoghi di un\u2019esperienza spirituale concreta? Oppure, piuttosto che andare in Chiesa, dove al pi\u00f9 puoi godere di un bel corso di esegesi biblica, le persone si rifugiano nel primo garage dove seguire un corso di Yoga?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ridurre il Vangelo a messaggi vaghi circa l\u2019accoglienza o l\u2019amore dell\u2019altro non \u00e8 forse il sintomo pi\u00f9 evidente dell\u2019incapacit\u00e0 che ha la Chiesa di vivere la radicalit\u00e0 del Vangelo, nella sua urgenza ultimativa di conversione e guarigione? Parlare di amore, in un modo cos\u00ec ideologico, ossia scisso dalla fatica delle nostre esperienze, delle nostre immani resistenze e ferite, ma nell\u2019astrattezza di un messaggio politico, che nessuno fa fatica ad applaudire, non \u00e8 forse il segno di una crisi spirituale che colpisce drammaticamente la Chiesa e, con essa, l\u2019intero Occidente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019amore, di cui dovrebbe vivere la Chiesa, \u00e8 lo stesso amore di cui parlano le istituzioni internazionali, e oramai la cultura dominante che fa di tutto una melassa pubblicitaria stile <em>Mulino Bianco<\/em>? Come scriveva nel 1938 Romano Guardini, uno dei pi\u00f9 importanti teologi del \u2018900, \u201cquel che Cristo predica come \u201camore\u201d, quello che Paolo e Giovanni intendono quando essi parlano di amore alla luce della loro coscienza cristiana, non \u00e8 quel fenomeno universale umano che si suole designare con questa parola e non \u00e8 neppure la sua purificazione ovvero la sua sublimazione, ma qualcosa d\u2019altro. [\u2026] Esso significa piuttosto la rinascita del credente nel Dio vivo, che si compie mediante lo Spirito di Cristo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo in questa prospettiva, quindi estremamente concreta, non ideologica, \u00e8 possibile per un cristiano pensare, con molta cautela e prudenza, di poter aiutare l\u2019altro, di poterlo amare, di essere canale di guarigione, sapendo, sempre e in ogni caso, che \u00e8 meglio che la tua sinistra non sappia cosa faccia la tua destra. Senza trionfalismi, cio\u00e8, o giudizi perentori, e senza quelle scenografie un po\u2019 eccessive che, invece di rendere pi\u00f9 democratico l\u2019annuncio, lo rendono semplicemente pi\u00f9 astratto e confuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vivere il Cristianesimo come ideologia \u00e8 quindi il sintomo di un\u2019astrattezza della fede, ossia di una sua carenza. La forza della fede dovrebbe partire invece dall\u2019essenziale, dalla concretezza, dall\u2019accoglienza di persone in ricerca, dal dolore, dal grido, dalla paura della morte, dalla sofferenza della malattia. Questo \u00e8 l\u2019essenziale: ricordare all\u2019uomo e alla donna del XXI secolo, scombussolati dal chiasso della chiacchiera globale, che si apre oggi una possibilit\u00e0 inedita di vita, pi\u00f9 felice, pi\u00f9 sana, pi\u00f9 relazionale, proprio dove noi rinunciamo all\u2019autonomia del nostro ego, sempre disposto a mostrare le sue belle opinioni e idee, e ci apriamo alla forza di un annuncio che ci libera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo essenziale \u00e8 l\u2019inaggirabile. Che nessun concetto pu\u00f2 semplificare, che nessuna ideologia pu\u00f2 sostituire, pena la decadenza della stessa vitalit\u00e0 della Chiesa. Solo da una rinnovata esperienza di quella \u201crinascita del credente nel Dio vivo\u201d sar\u00e0 possibile per la Chiesa donare al mondo quella forza e potenza per ri-creare anche un nuovo pensiero politico.<\/p>\n<p><strong>Fonte: https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/02\/24\/il-cristianesimo-non-e-unideologia\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Fionda, tratto da L&#8217;Indispensabile (Gabriele Guzzi) Mi accingo a scrivere questo articolo con non poche resistenze. Per chi \u00e8 credente, come me, si ha sempre un po\u2019 di timore nell\u2019esporre pubblicamente una critica nei confronti della Chiesa. 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