{"id":62972,"date":"2021-03-01T11:00:18","date_gmt":"2021-03-01T10:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62972"},"modified":"2021-02-26T12:32:57","modified_gmt":"2021-02-26T11:32:57","slug":"il-pci-dalla-metamorfosi-al-crollo-raccontato-da-canfora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62972","title":{"rendered":"Il PCI dalla metamorfosi al crollo, raccontato da Canfora"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Kritica economica (Luca Paterlini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb lazyloaded td-animation-stack-type0-2\" title=\"m_m_Palmiro_Togliatti_comizio\" src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-696x365.jpg\" alt=\"Il PCI dalla metamorfosi al crollo, raccontato da Canfora\" width=\"696\" height=\"365\" data-srcset=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-696x365.jpg 696w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-150x79.jpg 150w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-1068x561.jpg 1068w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-800x420.jpg 800w, https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112.jpg 1200w\" data-src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/m_m_Palmiro_Togliatti_comizio-e1613661871112-696x365.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 21 Gennaio \u00e8 ricorso il centenario della <strong>scissione di Livorno<\/strong>, dalla quale nacque il\u00a0Partito Comunista d\u2019Italia (PCd\u2019I), diventato poi PCI nel 1944. A tal proposito, ci soffermiamo qui sul libricino <strong><em><u>La metamorfosi<\/u><\/em><\/strong> dello storico e filologo <strong>Luciano Canfora<\/strong>, che descrive la storia del comunismo italiano e la colloca all\u2019interno della lunga parabola della socialdemocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I partiti ottocenteschi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I partiti figli della Rivoluzione francese, e quello socialista-democratico tedesco del 1848 fecero da modello per tutti i partiti continentali. Si trattava di organismi viventi, in continua evoluzione, che svolgevano <strong>proselitismo tra le masse in nome di idealit\u00e0 e programmi<\/strong>\u00a0e che avrebbero dato forma alla storia dei secoli XIX e XX.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi modelli non erano eterni e una loro specifica forma di deperimento \u00e8 rintracciata dall\u2019autore nell\u2019<strong>adesione a un\u00a0certo\u00a0sistema di pensiero<\/strong>\u00a0\u2013 in questo caso il deperimento\u00a0avviene\u00a0per un progressivo distaccarsi dalle premesse ideali con una <strong>trasfigurazione<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0mentre, a volte, la longevit\u00e0 pu\u00f2 essere garantita dalla\u00a0<strong>\u201cliquidit\u00e0\u201d\u00a0ideologica<\/strong>, la cui mutazione, almeno apparentemente, non \u00e8 misurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso della tradizione socialista \u00e8 inscrivibile all\u2019interno di questo fenomeno. Ne \u00e8 un esempio la <strong>dialettica socialdemocrazia-leninismo\/rivoluzione<\/strong>: l\u2019allontanamento dal sistema di pensiero originario, ovvero il marxismo, era parzialmente gi\u00e0 avvenuto in Germania prima della Grande Guerra\u00a0con Bernstein e Bebel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal fallimento dei partiti socialisti\u00a0nacquero i nuovi partiti dell\u2019Internazionale comunista di Lenin, il cui giacobinismo si rivel\u00f2 vincente, almeno in Russia. Tuttavia, la storia successiva vide a sua volta un <strong>distacco dai forti presupposti \u201cdi pensiero\u201d per una mutazione della realt\u00e0<\/strong>: vi fu la ripresa del capitalismo,\u00a0la spinta dell\u2019economia americana (con la fine delle istanze rivoluzionarie nei Paesi vincitori), l\u2019intervento del fascismo per bloccare le istanze rivoluzionarie (mascherato da \u201crivoluzione nazionale\u201d)\u00a0e infine il fallimento del \u201cdiciannovismo\u201d che segn\u00f2\u00a0il neonato Partito Comunista d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019avanguardia leninista e il \u201cpartito nuovo\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La necessit\u00e0 di <strong>affrontare e superare il fascismo, <\/strong>che aveva cambiato lo scenario politico,<strong>\u00a0<\/strong>impose ai comunisti italiani<strong>\u00a0l\u2019archiviazione del leninismo<\/strong>,\u00a0la ricerca di un\u2019unit\u00e0 del <strong>fronte antifascista<\/strong>\u00a0e la <strong>collaborazione col mondo cattolico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu un\u2019<strong>inevitabile e salvifica <em>revisione<\/em><\/strong>, una nuova strategia\u00a0di lunga durata\u00a0il cui artefice fu <strong>Palmiro Togliatti<\/strong>. Personaggio d\u2019esperienza\u00a0carismatico, storicista di formazione,\u00a0fautore di una pedagogia costante verso il corpo dei militanti, trov\u00f2 le ragioni della sua fortuna nell\u2019aver <strong>tenuto insieme \u201cil vecchio e il nuovo\u201d<\/strong>\u00a0e nell\u2019essere rientrato nel <strong>gradualismo<\/strong>. Il \u201c<strong>partito nuovo<\/strong>\u201d, per Togliatti, doveva essere:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cUn <strong>partito nazionale italiano<\/strong>, cio\u00e8 un partito che ponga e <strong>risolva il problema della emancipazione del lavoro nel quadro della nostra vita e libert\u00e0 nazionale<\/strong>, facendo proprie tutte le tradizioni progressive della nazione<\/em>\u201c(1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un partito, dunque, che svolgesse non solo un ruolo critico, ma di <strong>intervento nella vita del Paese<\/strong>. Questo mutamento di prospettiva rispetto ai dettami del \u201921 \u2013 tra i quali c\u2019era l\u2019espulsione dei riformisti richiesta dal Komintern \u2013 era dato dal profondo radicamento del fascismo. Le nuove parole d\u2019ordine erano <strong>democrazia politica (\u201cprogressiva\u201d), riforme, inclusivit\u00e0 delle alleanze <\/strong>e<strong> partecipazione all\u2019Assemblea Nazionale Costituente<\/strong>, nonostante i malumori di molti alla base del partito, assuefatti all\u2019idea che la Resistenza fosse il preludio alla rivoluzione socialista e contrari all\u2019azione comune con i democristiani. Era implicita la critica degli errori commessi e delle illusioni coltivate precedentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019inizio della <strong>guerra fredda<\/strong>, le alternative erano accantonare l\u2019illusione di dirigere una coalizione di unit\u00e0 nazionale (con il partito nuovo come \u201cforza decisiva\u201d, perno della democrazia progressiva) o mantenere quell\u2019opzione in una situazione generale sfavorevole (ricordiamo le pressioni degli USA che non volevano i comunisti al governo e le difficolt\u00e0 del PCI nel seguire l\u2019URSS). A tal proposito Canfora ritiene che la <strong>grandezza di Togliatti<\/strong>\u00a0stia nel <strong>tentativo di tenere il partito in vita quando tutto cospirava per un ripiegamento identitario<\/strong> e rifiuta la retorica della sua \u201cdoppiezza\u201d, interpretando la virata del PCI come una <strong>scelta di grande realismo politico<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Il transitorio si colloca in una situazione in sviluppo e si regge sull\u2019aderenza a questa situazione da un lato e sulla tendenza e capacit\u00e0 di trasformarla muovendo in una direzione determinata. [\u2026] Scavando in questo concetto si pu\u00f2 scoprire veramente quale \u00e8 e deve essere<strong> la sostanza di una politica comunista<\/strong><\/em>\u201c(2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si trattava di <strong>muoversi verso il socialismo all\u2019interno della Costituzione<\/strong>, nella considerazione che la borghesia monopolistica esercitava una dittatura anche nelle \u201cforme della democraticit\u00e0\u201d, e di <strong>placare i rivoluzionari \u201ca buon mercato<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel decennio \u201853-\u201963, durante la quasi estinzione dei partiti comunisti occidentali, Togliatti inizia a parlare di <strong>riformismo<\/strong>\u00a0e tenta nuovamente l\u2019intesa con il mondo cattolico; nel \u201862-\u201864 \u00e8 sull\u2019<strong>orlo della socialdemocrazia<\/strong>, avendo come sfondo un\u2019Italia diversa con un benessere pi\u00f9 diffuso e l\u2019incrinarsi del mondo socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Berlinguer e la mancata riscoperta della socialdemocrazia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciononostante, <strong>la proclamazione della democrazia politica \u00e8 generalmente ascritta a Berlinguer <\/strong>per la rottura con l\u2019ortodossia sovietica con il discorso del \u201876 a Mosca e la difesa del Patto Atlantico il 15 giugno dello stesso anno. Secondo l\u2019autore, <strong>il \u201cberlinguerismo\u201d \u00e8 difficile da definire<\/strong>, date la sua stratificazione in diverse esperienze e la sua ambiguit\u00e0 che comprenderebbe un\u2019\u201daltra idea\u201d di rivoluzione, la mai chiarita \u201cterza via\u201d, un po\u2019 di spontaneismo sessantottesco nell\u2019erronea convinzione che fosse quello lo strumento per \u201cagganciare\u201d le nuove generazioni, l\u2019ambientalismo e il vagheggiamento di \u201cuna diversa qualit\u00e0 della vita\u201d. Difatti, nel decennio \u201872-\u201984 vi fu un\u2019oscillazione tra diverse alternative fallimentari: dal \u201c<strong>compromesso storico<\/strong>\u201d dopo il golpe in Cile e dal rilancio del togliattismo verso le masse cattoliche \u2013 entrambi falliti con il sequestro Moro \u2013 alla proposta dell\u2019\u201d<strong>alternativa di sinistra<\/strong>\u201d con il PSI rifiutata da Craxi e all\u2019 arroccamento sulla \u201c<strong>questione morale<\/strong>\u201d (\u201cNoi abbiamo le mani pulite!\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Canfora sostiene che dopo la rottura con l\u2019Urss \u201c<strong>Berlinguer non ha maturato (n\u00e9 fatto sorgere nel Partito) alcuna convincente e organica visione (e tanto meno opzione) alternativa<\/strong>\u201d(3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019errore maggiore dell\u2019era Berlinguer e, in realt\u00e0, di molti comunisti italiani, fu la <strong>mancata riscoperta della socialdemocrazia<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Questa ostinata volont\u00e0 di non prendere atto che, a partire dalla \u201cseconda nascita\u201d nel 1944, <strong>il Pci <\/strong>aveva man mano percorso una strada che gli imponeva, come compito storico, di<strong> occupare lo spazio della socialdemocrazia nel panorama politico italiano<\/strong>\u00a0\u00e8 stata la <strong>matrice della crescente inconsistenza progettuale<\/strong>\u00a0e \u201csvogliatezza\u201d pratica, oltre che della progressiva perdita di contatto con i gruppi sociali il cui consenso veniva dato ottimisticamente per scontato<\/em>\u201d(<em>ivi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le conseguenze ideologiche pi\u00f9 evidenti ci furono il cambiamento del \u201cPaese guida\u201d che non era pi\u00f9 l\u2019Urss, il \u201cPaese del socialismo\u201d, ma gli <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/come-il-neoliberismo-ha-costruito-la-sua-egemonia\/\">Usa<\/a> ovvero la\u201d grande democrazia americana\u201d e la riscoperta dei lati positivi del capitalismo e dunque la<strong> necessit\u00e0 del profitto<\/strong> per il bene dell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Internazionalismo e \u201cquestione nazionale\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autore traccia una panoramica della parabola del comunismo di notevole interesse. Il movimento comunista fu originariamente una <strong>forza politica internazionalista<\/strong>, in opposizione ai socialisti \u201csocialpatrioti\u201d finiti nel disastro della Grande Guerra. La sua massima espressione si ebbe nel \u201917 russo e nella proclamazione del \u201cdecreto sulla pace\u201d. La <strong>torsione nazionale<\/strong> <strong>fu una modifica profonda<\/strong>\u00a0<strong>e strategicamente necessaria<\/strong> i cui esempi teorici furono i <em>Quaderni dal carcere<\/em>\u00a0di Gramsci e la <em>Storia del Bolscevismo<\/em>\u00a0di Arthur Rosenberg e, sul piano dell\u2019azione, il \u201csocialismo in un Paese solo\u201d e la \u201cgrande guerra patriottica\u201d in Russia, la Resistenza e il \u201cpartito nuovo\u201d e nazionale in Italia. Canfora afferma che si tratt\u00f2 di un \u201critorno pieno alla socialdemocrazia come strada maestra dopo la lunga (e storicamente necessaria) parentesi \u00abcomunista\u00bb\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprendendo il pensiero dell\u2019ultimo Engels, per l\u2019autore \u00e8 possibile cercare un\u2019<strong>analogia tra il progresso del cristianesimo e quello del socialismo<\/strong>: Lenin come Lutero, i bolscevichi come gli \u201ceretici\u201d che chiedono alla Chiesa \u2013 ovvero i socialdemocratici \u2013 un ritorno all\u2019originario. Assolto il ruolo propulsivo e innovatore, la Riforma perse progressivamente le ragioni della sua affermazione: le chiese riformate imitarono sul piano organizzativo la Chiesa, che volle un ricongiungimento ecumenico. La riforma era necessaria come lo era il comunismo, e la stessa socialdemocrazia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>[\u2026]<\/em> <em>ha recepito non poche istanze e mimato non poche conquiste empiriche del comunismo fattosi realt\u00e0 statale, mentre a sua volta il<strong> comunismo<\/strong> o \u00e8 rifluito, di fatto <strong>dissolvendosi<\/strong>, nell\u2019alveo di partenza [\u2026] o ha malauguratamente assunto, in alcune aree dell\u2019Asia, <strong>forme aberranti<\/strong> (quale fu la funesta meteora <\/em>Pol Pot <em>in Cambogia)<\/em>\u201c(<em>ivi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pd, la \u201csinistra\u201d contemporanea, trova nell\u2019<strong>europeismo <\/strong>il suo<strong>\u00a0articolo di fede<\/strong>: pu\u00f2 sembrare una nuova forma di internazionalismo, un ritorno alle origini, ma si tratta niente pi\u00f9 che di un \u201c<strong>internazionalismo dei benestanti<\/strong>\u201d il cui epicentro \u00e8 finanziario e che sta comportando la <strong>destrutturazione dello Stato sociale<\/strong>\u00a0con la conquista del gradualismo socialdemocratico negli ambiti nazionali, <strong>il divieto <\/strong>degli<strong> aiuti di Stato alle aziende nazionali<\/strong>\u00a0e dunque l\u2019<strong>abbandono di qualsiasi progetto economico <\/strong>fondato sulla<strong> partecipazione statale o ad economia mista<\/strong>. In altre parole, <strong>la sinistra <\/strong>contemporanea si \u00e8 rivelata<strong> alfiere di valori antitetici <\/strong>a quelli sui quali era nata, ha\u00a0trasformato il pi\u00f9 grande partito comunista d\u2019Occidente in una <strong>forza liberal-liberista<\/strong>. Pertanto \u00e8 consolatorio obiettarsi che si parla di qualcosa che continua a vivere sia pure in forme nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La morte dei partiti politici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La forma-partito descritta all\u2019inizio \u00e8 caduta insieme ai partiti socialdemocratici. Non \u00e8 fallito solamente il \u201cpartito nuovo\u201d di Togliatti, ma tutto il <strong>sistema di partiti<\/strong> sorto dalla fine del fascismo (e non solo in Italia), ovvero tutte quelle formazioni politiche che proponevano un rinnovamento radicale, descritto da Fanfani nel 1946 come \u201c<strong>rivolta universale contro la civilt\u00e0 capitalistica<\/strong>\u201d. Sullo sfondo di una trasformazione sociale profonda (sbriciolamento delle classi sociali, sessantottismo individualistico, \u201cvittoria\u201d del capitale finanziario nella guerra di classe) sono sorti <strong>partiti e <em>leader<\/em>\u00a0fragili ed effimeri, agglomerati ondivaghi senza programmi di respiro, <\/strong>che fiutano l\u2019aria (ovvero l\u2019opinione pubblica conquistata da miti primordiali-consumistici) e non svolgono<strong>\u00a0alcuna funzione educativa<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Il mondo che \u00e8 finito, e nell\u2019ambito del quale si \u00e8 consumata la storia dei partiti politici (tra cui il Pci), era, sul terreno delle formazioni politiche di massa, un mondo ordinato e, se si vuole, \u2018arcaico\u2019. Il \u2018capo\u2019, e via via i vari dirigenti ai pi\u00f9 diversi livelli, erano selezionati dalla prassi e dall\u2019impegno quasi totalizzante; ed erano perci\u00f2 accettati e riconosciuti<\/em>. <em>[\u2026] Ora, <strong>lo spazio politico \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 un business economico<\/strong>, e la prateria spalancata davanti agli <strong>appetiti personalistici degli arrivisti<\/strong>\u00a0senza princ\u00ecpi \u00e8 vastissima. Lo spazio politico \u00e8 sempre pi\u00f9 lo spazio di chi \u201cha i soldi\u201d, mentre le corporazioni sono sempre pi\u00f9 settorializzate e, in tale prospettiva, agguerrite. L\u2019<strong>americanizzazione della politica<\/strong>\u00a0procede come una marcia trionfale, mentre la tenuta e la seriet\u00e0 dei corpi portanti dello Stato (la burocrazia in primo luogo) vengono fortemente intaccate da un lobbismo \u201call\u2019americana\u201d sempre pi\u00f9 sfacciato. La nascita di volgarit\u00e0 assolute come \u201cMovimento 5 Stelle\u201d o \u201cLega Salvini\u201d, o, in paesi pi\u00f9 chic, di formazioni a denominazione ginnica come \u201cEn Marche\u201d, \u00e8 la controprova, se non il coronamento, della <strong>disintegrazione della politica in direzione affaristico-plebiscitaria<\/strong><\/em>\u201c(<em>ivi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E ora?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Canfora precisa che il suo \u00e8 un \u201clibro di storia antica\u201d, senza nostalgia. Le domande aperte di oggi sono: <strong>quale partito sar\u00e0 in grado di affrontare il mondo nuovo<\/strong>? <strong>La socialdemocrazia pu\u00f2 reggere la vittoria planetaria del capitale finanziario<\/strong>? Di fronte alla vittoria della finta saggezza secondo cui le diseguaglianze e le divisioni di classe sono eterne, i problemi quali l\u2019avanzata delle destre in vari Paesi, la tecnologia che supera il lavoro umano e la lotta tra superpotenze non dovrebbero essere lasciati in mano a oligarchie del denaro il cui aumento di potere inizia a mettere in pericolo la democrazia stessa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Oggi sappiamo bene quanto quella diagnosi sia vera ben oltre ci\u00f2 che Togliatti sessant\u2019anni fa potesse immaginare: oggi che il capitale finanziario regola la vita della cosiddetta \u201cUnione europea\u201d, e i governi nazionali (per quel poco che contano) e la pomposa \u201cCommissione europea\u201d (che nessun elettorato ha designato) ne eseguono gli ordini e ne rispettano scrupolosamente le istanze. Anzi, si \u00e8 determinata, col passar del tempo, una situazione in cui quelle \u201cforme di una certa democraticit\u00e0\u201d di cui parlava allora Togliatti si sono di molto ridotte<\/em>. <em>[\u2026]<\/em>\u00a0<em>democrazia ed economia fondata sul profitto capitalistico non sono affatto un binomio indissolubile; corollario di tale constatazione palmare (se si pensa \u2013 guardando alla storia \u2013 alla perfetta <strong>convivenza tra grande capitale e fascismo<\/strong>) \u00e8 che \u201cnelle societ\u00e0 cosiddette occidentali\u201d <strong>il principio e la pratica democratica stentano a \u201cpenetrare nella direzione della vita economica\u201d<\/strong><\/em> (<em>ivi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(1) Discorso pronunciato il 24 settembre 1944 alla conferenza della Federazione romana del PCI, citato in L. Canfora, <em>La metamorfosi<\/em>, Laterza, Bari-Roma 2021, p. 18, sottolineature nostre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(2) \u00abRinascita\u00bb, n. 6, giugno 1960, cit. in Canfora, L., <em>La metamorfosi<\/em>, p. 39.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(3) L. Canfora, <em>La metamorfosi<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte: https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/pci-da-metamorfosi-al-crollo-canfora\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Kritica economica (Luca Paterlini) Il 21 Gennaio \u00e8 ricorso il centenario della scissione di Livorno, dalla quale nacque il\u00a0Partito Comunista d\u2019Italia (PCd\u2019I), diventato poi PCI nel 1944. A tal proposito, ci soffermiamo qui sul libricino La metamorfosi dello storico e filologo Luciano Canfora, che descrive la storia del comunismo italiano e la colloca all\u2019interno della lunga parabola della socialdemocrazia. I partiti ottocenteschi I partiti figli della Rivoluzione francese, e quello socialista-democratico tedesco del 1848&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58073,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Kritica_Economica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gnG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62972"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62972"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62973,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62972\/revisions\/62973"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}