{"id":62999,"date":"2021-03-01T09:30:24","date_gmt":"2021-03-01T08:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62999"},"modified":"2021-02-28T19:22:57","modified_gmt":"2021-02-28T18:22:57","slug":"il-pericolo-di-una-saldatura-tra-houthi-e-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=62999","title":{"rendered":"Il pericolo di una saldatura tra Houthi e Iran"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Vittorio Maccarrone)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63000\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-1024x481.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-768x361.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-1536x722.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k-720x340.jpg 720w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20352638644_301f4e4872_k.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Il gruppo sciita filo-iraniano degli houthi ha recentemente inasprito la propria retorica contro Israele, intensificando i rapporti politici e militari con l\u2019Iran. Mentre Tel Aviv risponde dispiegando i sistemi antimissile a Eilat e rinforzando l\u2019intesa con gli Emirati, la saldatura tra Houthi e Repubblica Islamica potrebbe diventare un ostacolo alle aperture dell\u2019Amministrazione Biden nei confronti di Teheran.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>GLI HOUTI MINACCIANO ISRAELE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abNon esiteremo a lanciare l\u2019attacco pi\u00f9 forte possibile contro obiettivi sensibili del nemico israeliano\u00bb qualora lo Stato ebraico intervenisse contro i ribelli sciiti houthi in Yemen. Le parole del leader Houthi Fadl Abu-Talib contro Israele, pronunciate intorno a met\u00e0 gennaio, segnalano la volont\u00e0 del gruppo scissionista yemenita di inasprire, almeno a parole, lo scontro con Tel Aviv. Sull\u2019onda emotiva del primo anniversario dell\u2019uccisione americana del generale delle forze iraniane Quds, Qassem Soleimani, e dello scienziato responsabile del programma nucleare di Teheran, Mohsen Fakhrizadeh, gli iraniani hanno deciso di aumentare concretamente il supporto militare agli insorti sciiti loro alleati in funzione antisraeliana. Secondo alcune fonti, infatti, Teheran avrebbe inviato agli Houthi droni suicidi in grado di raggiungere Israele o altri bersagli sauditi o americani nel Golfo entro un raggio di 2mila chilometri. Immagini ottenute da Newsweek e confermate da un esperto mostrano la presenza di alcuni Shaded-136 \u2013 questi \u201cdroni kamikaze\u201d appunto \u2013 nel nord dello Yemen, precisamente nella provincia di al-Jawf, un\u2019area controllata dagli insorti filo-Teheran. Un sostegno, quello iraniano ai ribelli houthi, garantito ormai da diversi anni, che contribuisce alla destabilizzazione dello Yemen e permette al Paese persiano di mantenere su pi\u00f9 fronti la pressione su Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE CONTROMOSSE DI TEL AVIV<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attenzione di Israele verso lo Yemen \u00e8 cresciuta gi\u00e0 da un po\u2019 di anni, con una particolare rilevanza agli occhi dell\u2019intelligence sionista della strategica isola di Socotra. La retorica antisraeliana degli Houthi ha inoltre suscitato la pronta risposta degli apparati di Tel Aviv, convinti che la vicinanza del gruppo all\u2019Iran possa costituire un salto di qualit\u00e0 della minaccia proveniente da Teheran. Dopo le parole bellicose di Abu-Talib, lo Stato ebraico ha infatti dispiegato le batterie antimissile Iron Dome e Patriot a Eilat, citt\u00e0 portuale dell\u2019estremo sud di Israele, affacciata sul Mar Rosso. I servizi segreti israeliani credono infatti che gli Houthi abbiano a disposizione missili a lungo raggio in grado di arrivare proprio fino a Eilat o a Beersheba o che, in alternativa, possano colpire le navi dello Stato ebraico presenti nel Mar Rosso o nello Stretto di Bab el-Mandeb anche attraverso l\u2019uso di mine navali e di piccole barche cariche di esplosivo. Ed \u00e8 proprio in questo quadrante \u2013 tra Mar Rosso, Gibuti e Stretto di Bab el-Mandeb \u2013 che si sta concentrando l\u2019attivismo della diplomazia israeliana. Lo storico accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti \u2013 firmato nell\u2019agosto dello scorso anno con la mediazione interessata dell\u2019Amministrazione Trump nell\u2019ambito di una pi\u00f9 ampia distensione tra mondo arabo e Israele \u2013 va in questa direzione. Abu Dhabi e Tel Aviv si impegnano infatti a rafforzare la loro cooperazione militare, stipulando anche un coordinamento bilaterale per la sicurezza. Una formula che potrebbe nascondere la possibilit\u00e0 per Israele di usufruire delle basi militari emiratine nella regione, avvicinando in modo tutt\u2019altro che metaforico i confini di Israele a quelli iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ATTENZIONE ALLA SALDATURA HOUTHI-IRAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che preoccupa Israele \u00e8 una maggiore coordinazione tra Houthi e Iran, nell\u2019ottica di un coinvolgimento pi\u00f9 organico degli insorti sciiti alle milizie filo-iraniane sparse in tutta la regione. Se da un lato il gruppo yemenita non pu\u00f2 considerarsi una diretta emanazione dell\u2019Iran, i recenti sviluppi fanno pensare alla volont\u00e0 degli Houthi di legarsi a doppio filo alle sorti della Repubblica Islamica. La convergenza tattica pu\u00f2 servire a entrambi. All\u2019Iran per nascondersi dietro eventuali attacchi ai rivali regionali. \u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 successo nel settembre 2019, quando missili e droni colpirono le installazioni della compagnia nazionale di idrocarburi saudita, la Saudi Aramco: un attacco rivendicato dagli Houthi, ma troppo ben organizzato per non immaginare un coinvolgimento iraniano. Anche il gruppo zaidita, per\u00f2, potrebbe trarre beneficio da un avvicinamento all\u2019Iran. Dal punto di vista interno per compattare il fronte che rimane unito soprattutto per meglio fronteggiare la potenza di Riyadh. Sotto il profilo internazionale, invece, far parte integrante del network di milizie pro-Teheran significa accrescere la propria legittimit\u00e0 e, quindi, aumentare anche il peso negoziale in possibili colloqui di pace con l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>COSA SUCCEDE ORA CON L\u2019APERTURA DI BIDEN?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le grandi manovre in Medio Oriente alla luce dell\u2019insediamento dell\u2019Amministrazione Biden e del conseguente cambio tattico che adotter\u00e0 nella regione \u2013 la strategia, invece, rimane fissa ormai da qualche decennio, ed \u00e8 quella di evitare l\u2019ascesa di un egemone, che sia l\u2019Iran o la Turchia \u2013 riguardano anche gli Houthi, i loro sponsor e i loro nemici. Il neopresidente statunitense ha da poco adottato due importanti provvedimenti di politica estera che hanno ricadute su due attori molto attivi nella guerra in Yemen: gli Houthi, appunto, e l\u2019Arabia Saudita. Biden ha deciso di rimuovere dalla lista delle organizzazioni terroristiche il gruppo ribelle \u2013 ribaltando la scelta pro-saudita di Trump \u2013 ufficialmente per motivi umanitari. Un cambio di marcia che segue l\u2019altra importante presa di posizione, lo stop temporaneo alla vendita di armi e di F-35 a Riyadh. A parte la narrazione incentrata su considerazioni umanitarie, si scorge un\u2019apertura tattica all\u2019Iran. La volont\u00e0 USA di rientrare nell\u2019accordo sul nucleare iraniano del 2015 impone dei segnali che l\u2019impero persiano deve saper cogliere se vorr\u00e0 ripristinare anche i punti del JPCOA che riguardano le sanzioni sul Paese. In questo senso la possibile saldatura tra Houthi e Iran pu\u00f2 mettere in difficolt\u00e0 la riuscita di un appeasament tra Teheran e Washington, dato che il nodo del supporto iraniano ai proxies in Medio Oriente rimane di cruciale importanza per ogni Amministrazione americana e che Israele resta refrattario a qualsiasi apertura ai persiani. \u00c8 pur vero che il gioco delle parti comporta prima l\u2019irrigidimento delle posizioni, per cui anche gli Houthi potrebbero voler sfruttare la vicinanza all\u2019Iran sperando di rivendicare una sovranit\u00e0 nella terra yemenita nell\u2019ottica di una risoluzione della crisi nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Di Vittorio Maccarrone. Pubblicato su Il Caff\u00e8 Geopolitico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/il-pericolo-di-una-saldatura-tra-houthi-e-iran\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/il-pericolo-di-una-saldatura-tra-houthi-e-iran\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Vittorio Maccarrone) Il gruppo sciita filo-iraniano degli houthi ha recentemente inasprito la propria retorica contro Israele, intensificando i rapporti politici e militari con l\u2019Iran. Mentre Tel Aviv risponde dispiegando i sistemi antimissile a Eilat e rinforzando l\u2019intesa con gli Emirati, la saldatura tra Houthi e Repubblica Islamica potrebbe diventare un ostacolo alle aperture dell\u2019Amministrazione Biden nei confronti di Teheran. 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