{"id":63015,"date":"2021-03-01T16:37:46","date_gmt":"2021-03-01T15:37:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63015"},"modified":"2021-03-04T14:50:46","modified_gmt":"2021-03-04T13:50:46","slug":"il-nuovo-statuto-del-fsi-riconquistare-litalia-e-lo-scopo-di-fase-per-il-congresso-del-27-e-28-marzo-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63015","title":{"rendered":"Il nuovo Statuto del FSI-Riconquistare l&#8217;Italia e lo scopo di fase (per il Congresso del 27 e 28 marzo 2021)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Relazione sulle proposte di modifica dello Statuto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comitato Direttivo propone una serie di <strong><a href=\"http:\/\/frontesovranista.it\/proposta-di-modifica-dellatto-costitutivo-e-statuto-del-fsi-per-il-congresso-del-27-e-28-marzo-2021dinaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">modifiche dello Statuto<\/a><\/strong>. Nel documento fatto circolare tra i soci, le parti aggiunte al testo dello Statuto sono evidenziate in giallo, mentre le parti eliminate, quasi sempre perch\u00e9 sostituite da altre (in giallo appunto), sono state evidenziate in rosso. In questo modo i soci potranno meglio individuare le modifiche proposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modifiche, a parte profili puramente formali, sono undici:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> la modifica del nome del partito (il simbolo resta identico, salvo modifica della scritta) e la sostituzione nei documenti ufficiali del termine sovranista con quello di antieuropeista (art. 2 e art. 4, primo comma e dichiarazione costitutiva), ferma la immutabilit\u00e0 dello scopo sociale (art. 4, commi 2 e 3);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> la sostituzione dello \u201cscopo di fase\u201d (art. 6, integralmente sostituito);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> la scelta di auto-qualificarci come forza politica \u201cdemocratica, neosocialista, antieuropeista e patriottica\u201d (art. 9, comma primo, lett. b), ferma la scelta di non autoqualificarci per la collocazione parlamentare o extraparlamentare (centro, sinistra, destra, centrosinistra, centrodestra);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> l\u2019eliminazione del principio \u201cindietro non si torna\u201d (art. 9, comma primo lett. d);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> l\u2019introduzione della figura dei \u201csoci simpatizzanti\u201d al fianco dei \u201csoci militanti\u201d (art. 10 comma 4 bis per l\u2019enunciazione e art. 11 comma 3, per l\u2019indicazione dei diritti e dei doveri);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> l\u2019eliminazione del potere del Comitato Direttivo di cooptare soci ulteriori rispetto ai quindici eletti, salvo il caso che uno dei quindici sia cessato dalla carica (art. 15 comma 1 e 2 lett. e art. 17 comma 2);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> l\u2019aggiunta di competenze del Comitato Direttivo (art. 15 comma 2, lett. R-z);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> l\u2019eliminazione della carica del Vice-Presidente (art. 15 comma 2, lett. o, e comma 3 e art. 16 comma 1);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> il compito di ricerca almeno di una larga maggioranza in assemblea, anzich\u00e9 della tendenziale unanimit\u00e0 (art. 17, comma 1, lett. c);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> l\u2019iscrizione da 24 mesi, anzich\u00e9 da 18, per far parte del Comitato Direttivo (art. 17 comme 2, lett. b e c);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11) l\u2019aggiunta dell\u2019aggettivo \u201cchiare\u201d per delimitare le questioni che i soci possono rivolgere al Comitato Direttivo (all\u2019art. 17, comma 3, lett. b).<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) La modifica del nome del partito e la sostituzione del termine sovranista con il termine antieuropeista (artt 2 e 4 commi 1-3).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dubbio se proporre o meno la modifica del nome del partito \u00e8 sorto perch\u00e9 molti soci segnalavano che il nome del partito costituiva per essi un grande ostacolo nello svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 di militanza: molti loro amici e conoscenti si ritraevano, pensando che il termine sovranista alludesse a posizioni salviniane o meloniane; che essere sovranisti significasse essere vicini alle posizioni di questi due politici nazionali. Per i contatti dei nostri soci, il termine sovranista, il cui significato avevano appreso sulla TV e sui quotidiani, non implicava alcuna allusione alla Costituzione del 48, nessuna avversione al federalismo, nessun nesso con il neosocialismo e per di pi\u00f9 implicava semplicemente un euroscetticismo di tipo neoliberale, che si sommava ad atteggiamenti e propaganda qualunquisti e populisti in senso stretto. Insomma, il termine indicava puro squallore. Il nome, dicevano questi soci, era diventato un cattivo biglietto da visita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte persone che secondo questi soci avrebbero apprezzato le nostre idee, in tutto o in parte, o che potevano essere curiose o interessate, muovevano da posizioni prevenute, storcevano il naso, tendevano a non ascoltare; e quando approfondivano le nostre idee, non capivano la scelta del nome, perch\u00e9 non sapevano che noi avevamo adottato quel termine prima che altri se ne appropriasse screditandolo e distorcendone, nell\u2019uso comune e diffuso, l\u2019originario significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019anno la militanza fuori dalla rete, purtroppo, a causa di covid 19, \u00e8 stata poca cosa, ma fino all\u2019anno scorso erano decine e decine i soci che segnalavano il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I membri del Comitato Direttivo si sono interrogati e hanno dovuto constatare che anche essi si erano imbattuti in difficolt\u00e0 simili a quelle dei soci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in fondo la lezione era venuta anche dalle elezioni alle quali avevamo partecipato: ogni volta che canali tv o quotidiani intervistavano i nostri candidati, questi ultimi erano costretti a dedicare met\u00e0 del tempo e dello spazio in cui si trattava di questioni nazionali a precisare che eravamo si sovranisti ma che questo termine per noi significava una cosa diversa da ci\u00f2 significava per tutti (salviniani e antisalviniani). In definitiva apparivamo ed eravamo un partito, uomini idee e organizzazione, a difesa di un termine, che nell\u2019uso comune aveva assunto un significato rifiutato dal partito, anzich\u00e9 portare un nome al servizio del partito (ossia al servizio di uomini organizzazione e idee).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto il Direttivo si \u00e8 perci\u00f2 convinto che il nome Fronte Sovranista Italiano fosse diventato un elemento che ci danneggiava, perch\u00e9, dovendo essere conosciuti, ci presentavamo con un bigliettino da visita che immediatamente comunicava ai nostri interlocutori altro rispetto alla nostra natura e proposta. Non bisognava cambiare di una virgola lo scopo sociale e il programma. Bisognava abbandonare un nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ostacolo che abbiamo dovuto superare \u00e8 stato quello di eliminare in noi stessi obiezioni di carattere emotivo ed affettivo. Alcuni membri del Direttivo pensavano inizialmente a un nome che ad essi piacesse. E il nome che piaceva era Fronte Sovranista Italiano. Ma \u00e8 stato agevole comprendere che non eravamo chiamati a scegliere il nome che amavamo di pi\u00f9, che ci piaceva di pi\u00f9 o al quale eravamo affettivamente legati, bens\u00ec il nome che avvantaggiava o, meglio, non svantaggiava il partito. Questo \u00e8 un punto decisivo. Si tratta di scegliere il nome che avvantaggia, anzi, come stiamo per osservare, che non svantaggia il partito, non il nome che ci piace o che preferiamo. Se fossimo cos\u00ec \u201csensibili\u201d, irrazionali e legati alla nostra emotivit\u00e0, da decidere di adottare il nome che pi\u00f9 ci piace, sarebbe meglio che ce ne tornassimo alle nostre famiglie e alle nostre attivit\u00e0 e ai nostri studi, perch\u00e9 sarebbe certo che non avremmo la capacit\u00e0 di raggiungere nessun obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed eccoci al terzo passaggio, racchiuso nella domanda: il nome di un partito nuovo, non conosciuto, che quindi \u00e8 un biglietto da visita per chiedere attenzione a chi non ti conosce, deve avvantaggiare o deve soltanto non svantaggiare il partito? Deve incuriosire o non incuriosire perch\u00e9 suscita diffidenza e avversione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche alla luce delle esperienze storiche recenti, abbiamo concluso che il nome di un partito &#8211; salvo quando sia nome noto, evochi un passato, precedenti adesioni e sostegno, e idee che sono state diffuse o egemoniche alle quali si \u00e8 affezionati &#8211; , non d\u00e0 un briciolo di consenso, mentre pu\u00f2 talvolta toglierlo, o almeno generare diffidenza, come attualmente \u00e8 il caso di fronte Sovranista Italiano, per la nota parabola del termine sovranista, ad esso impressa da media e partiti di rilievo nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Podemos, Forza Italia, Movimento cinque stelle, Partito dell\u2019Indipendenza della Gran Bretagna, Patria e Russia Unita, per considerare soltanto i nomi dei partiti di (relativamente) recente grande successo &#8211; talvolta banalmente sciupato &#8211; o sono semplici slogan, privi di ogni riferimento a una parte del contenuto (Podemos, Forza Italia) o designano parte del contenuto del partito (M5S, Russia Unita e Patria) o designano il contenuto del partito (Partito dell\u2019Indipendenza della Gran Bretagna). Non sono nomi che contengono o rinviano espressamente a un ismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo ampia riflessione, il Comitato Direttivo ha optato per il nome Riconquistare l\u2019Italia, per le seguenti ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Riconquistare l&#8217;Italia esprime in s\u00e9 la sintesi del patriottismo antieuropeista e del progetto di recupero della sovranit\u00e0 costituzionale ed \u00e8 al contempo un programma politico e uno slogan elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Riconquistare l&#8217;Italia viene da noi utilizzato ormai da anni, nella propaganda e nelle elezioni, e costituisce naturale evoluzione del progetto politico del FSI, richiamando inoltre anche terminologicamente l&#8217;iniziale esperienza dell&#8217;ARS (Associazione Riconquistare la Sovranit\u00e0): segna quindi una linea di continuit\u00e0 e perfetta coerenza del nostro percorso. Ci\u00f2 significa che non rischiamo di dover ricominciare da zero o di non essere riconosciuti nell&#8217;ambiente che si autodefinisce del sovranismo costituzionale, sia perch\u00e9 Riconquistare l&#8217;Italia \u00e8 gi\u00e0 da noi utlizzato, sia perch\u00e9 abbiamo riscontrato la preponderanza dei nostri temi e delle nostre parole d&#8217;ordine, che vengono fuori e risultano apprezzati laddove riusciamo ad esprimerci; ed anche in questo senso il nome Riconquistare l&#8217;Italia ha dimostrato di agevolarci nel trovare la disponibilit\u00e0 degli uditori;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il nome Riconquistare l&#8217;Italia incuriosisce, non spaventa e comunque viene accolto con simpatia, ed infatti ha avuto riscontri positivi gi\u00e0 al primo impatto con le persone che non ci conoscevano, sia durante le raccolte firme che durante le campagne elettorali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il nome suscita la domanda: in che senso bisogna Riconquistare l\u2019Italia? E alla domanda possiamo rispondere accogliendo svariate prospettive, tutte perfettamente inquadrabili nel nostro scopo sociale e nel nostro programma e tutte persuasive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) La sostituzione dello \u201cscopo di fase\u201d (art. 6, integralmente sostituito).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019art. 6 andava ovviamente sostituito, posto che indicava lo scopo della fase che si \u00e8 conclusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova fase ha una durata variabile a differenza della precedente che aveva durata fissa di quattro anni. Abbiamo infatti previsto che \u201cLa fase politica che si apre con l\u2019assemblea del 2021 si chiuder\u00e0 dopo le prime elezioni politiche nazionali, se si si svolgeranno a distanza di non meno di diciotto mesi dall\u2019assemblea. Altrimenti si chiuder\u00e0 con l\u2019Assemblea politica del 2025\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, abbiamo ipotizzato ci\u00f2 che \u00e8 altamente improbabile, che per esempio si vada a votare tra sei mesi o tra un anno e che non si faccia a tempo a presentare, nelle elezioni politiche nazionali, una lista che in ogni collegio candidi, sotto un unico simbolo, un cittadino di valore, per lo pi\u00f9 espressione di quel territorio, che sia antieuropeista neosocialista e democratico. In questa malaugurata e altamente improbabile ipotesi, la fase durer\u00e0 fino al 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti, come precisa l\u2019art. 6, si lavora fin da subito dopo l\u2019assemblea all\u2019obiettivo di presentare agli Italiani in tutta Italia uno schieramento di valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei commi successivi al primo \u00e8 sintetizzata l\u2019opzione strategica prescelta, della quale ora esponiamo in modo analitico le ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 ovvio non ci fondiamo con nessuno. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto a due ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, al fatto che, purtroppo, non esistono nella nostra area gruppi che durino da molti anni, che abbiano dimostrato di avere una organizzazione solida, funzionale, capace di attrarre e di non far fuggire gli iscritti, di evitare scissioni, di promuovere una prolungata attivit\u00e0 di militanza fuori e dentro la rete, gruppi che abbiano centinaia di militanti: gli iscritti non contano quasi niente se non militano. Dunque possiamo allearci e ci alleeremo ma non fonderci. Fondere una organizzazione solida con una instabile, significa distruggere, non creare. \u00c8 un atto suicida. Solo due organizzazioni solide, che si conoscano da tempo, i cui militanti siano da lungo tempo in contatto sui territori, possono fondersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo alcuni dei nostri potenziali alleati non vogliono nemmeno allearsi con noi. Alludiamo a Italexit di Paragone. Figuriamoci se vogliono fondersi. Ma essi sono appena sorti e quindi sarebbe perfino folle per noi fonderci con un piccolo partito del quale ancora non si conosce lo Statuto, che non ha ancora svolto un congresso e che non ha dimostrato di saper durare nel tempo e di resistere alle difficolt\u00e0 e ai fallimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo alcuni potenziali alleati concepiscono la fusione come un aggregarsi di pi\u00f9 associazioni e gruppi e magari anche persone \u201cin un unico contenitore\u201d (espressione loro). Insomma per noi la cosa importante \u00e8 \u201cIL PARTITO\u201d, la sua forma, la sua organizzazione, la disciplina statutaria, il progetto di azione che quest\u2019ultima esprime: tutto ci\u00f2, secondo noi, \u00e8 condizione della qualit\u00e0 e della crescita dei militanti e del partito. Per loro tutto ci\u00f2, che per noi \u00e8 quasi tutto, \u00e8 invece secondario o addirittura irrilevante: infatti propongono unioni a prescindere dal tipo di organizzazione. Noi crediamo che questo modo di pensare sia molto ingenuo e destinato inevitabilmente al fallimento. Dato un tipo di organizzazione, si pu\u00f2 gi\u00e0 dire se essa sar\u00e0 efficace o no, se far\u00e0 emergere furbastri o persone di valore, se valorizzer\u00e0 il lavoro o la notoriet\u00e0, se generer\u00e0 amicizie o astio e conflitti, fiducia o sfiducia, se attirer\u00e0 persone di valore o gentucola e, nel migliore dei casi, persone ingenue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, lavoreremo intensamente per due anni nel tentativo di formare una alleanza che si candidi su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo in mano il processo di aggregazione e lo portiamo avanti con il nostro metodo. I nostri alleati saranno in posizione del tutto paritaria con noi. E va sottolineato: del tutto paritaria. Tanti militanti, tanti candidati, tanti capilista e tanti non capilista; e qualunque gruppo metter\u00e0 nell\u2019alleanza alcune centinaia di militanti, avr\u00e0 diritto ad infilare il proprio simbolino (dentro quello che sar\u00e0 il simbolo dell\u2019alleanza); i piccoli gruppi di amici o raccolti attorno a una persona no: non \u00e8 giusto e non sarebbe serio, anzi sarebbe ridicolo, perch\u00e9 nel simbolo apparirebbero un\u2019accozzaglia di simbolini che non significano nulla per nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ad aggregare procediamo noi, con il nostro metodo, perch\u00e9 abbiamo potuto constatare che gli altri non sono in grado di far durare una iniziativa collettiva un paio di anni e di farla crescere, senza subire enormi scissioni: tanti tentativi completamente falliti dimostrano che mancano le capacit\u00e0 umane e organizzative per dar vita a una frazione; figuriamoci per unire le frazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo che il Direttivo intende seguire \u00e8 il seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima verifichiamo dove siamo gi\u00e0 in grado di candidarci alla Camera e\/o al Senato: sicuramente in pi\u00f9 di un terzo dei collegi forse nella met\u00e0. Ci sono disegni di legge che prefigurano i nuovi collegi. Potremmo tener conto di questi o dei vecchi. Ma il lavoro va iniziato subito, dopo l\u2019Assemblea. Bisogna organizzarsi al livello di collegi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi andiamo a cercare alleati, secondo l\u2019ordine logico e cronologico che noi ci daremo, perch\u00e9 lo reputeremo il pi\u00f9 opportuno per riuscire ad aggregare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dove possiamo andare a trovare alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, pensiamo ad alcuni dei deputati e senatori pentastellati che sono stati espulsi dal M5S, per essersi opposti a Governo Draghi. Alcuni di essi, non tutti, ma coloro che accetteranno di essere per la democrazia rappresentativa realizzata dai partiti, e sono neosocialisti e antieuropeisti, potranno essere molto utili, come gruppo alleato. Dico gruppo perch\u00e9 attorno ad essi potrebbe aggregarsi qualche decina o forse qualche centinaio e forse anche un migliaio di attivisti pentastellati. Tutte le ingenue avversioni preconcette verso i pentastellati sono fuori luogo. Se noi siamo severissimi con noi stessi e nel valutare i soggetti con i quali fonderci, siamo cos\u00ec realisti nel valutare la nostra forza, da cercare alleati ovunque riusciamo a trovarli. Tra l\u2019altro alcuni di questi deputati e senatori li conosciamo e hanno delle qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, pensiamo a un numero non piccolissimo di amici e contatti di particolare valore sotto il piano teorico, che abbiamo conosciuto sui social. Si tratta di intellettuali, studiosi o divulgatori, i quali saranno utili anche se privi di piccoli gruppi di supporto ma che talvolta potrebbero portare in dote gruppi di persone di valore sparse per l\u2019Italia, ed eventualmente altri candidati. Non pochi di essi, infatti, si sono costruiti un certo seguito. In questo secondo caso potrebbero essere non utili ma utilissimi. Ad essi noi chiederemo senz\u2019altro di partecipare con noi alla battaglia del 2023 e di dichiararlo fin da subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi vengono alcune centinaia di persone che ci seguono e che non sono iscritte e alle quali chiederemo di prometterci il loro impegno nella campagna elettorale del 2023, nella forma degli iscritti simpatizzanti, dei quali tra breve parleremo, o come indipendenti simpatizzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, prima di passare ai piccoli partiti dell\u2019area, dobbiamo accennare ad uno dei tanti coordinamenti di partite IVA. Ne abbiamo conosciuti diversi di questi coordinamenti ma questo ci sembra il migliore. Abbiamo ottimi rapporti con il Presidente e ci auguriamo che da questo coordinamento possa venire fuori un gruppo di persone che oltre alla legittima prospettiva corporativa, che tuttavia non ci interessa, sappia inquadrare gli interessi di categoria in una prospettiva politica simile alla nostra. Purtroppo molto spesso i gruppi di partite IVA non dimostrano di avere la capacit\u00e0 di inquadrare le rivendicazioni corporative in un quadro politico ampio e coerente. Ma almeno da un gruppo speriamo e crediamo vi siano possibilit\u00e0 di tirar fuori qualcosa di buono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando ai gruppi politici, certamente faremo di tutto per allearci con i migliori militanti di Vox.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad ora le cose non sono facilissime. \u00c8 bene che i nostri militanti sappiano cosa \u00e8 accaduto quest\u2019anno. La migliore cosa \u00e8 sempre dire soltanto tutta la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo chiesto pi\u00f9 volte al Presidente di Vox di far incontrare il Direttivo del FSI e la direzione nazionale di Vox. Ma c\u2019\u00e8 stato sempre risposto di no, in base a una precisa motivazione, che non \u00e8 stata nascosta: dentro la direzione ci sarebbero idee diverse e il Presidente credeva non opportuno per Vox questo tipo di incontro. Era preferibile che noi incontrassimo soltanto l\u2019ufficio di Presidenza, composto da tre persone, cosa che non ci interessava minimamente: per allearsi, o addirittura fondersi, come proponeva proprio il Presidente di Vox, bisogna prima conoscersi e conoscersi a fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di recente, Liberiamo l\u2019Italia, dopo essersi sentita con noi, ha promosso incontri a tre, ai quali hanno partecipato: alcuni membri del nostro Direttivo, alcuni membri della loro direzione nazionale e per Vox il Presidente, che in una delle due occasioni era accompagnato da un membro della direzione nazionale. In sostanza \u00e8 stato impossibile incontrare e conoscere i dirigenti di Vox: l\u2019unico legittimato a parlare in nome di Vox ma anche l\u2019unico con cui potevamo parlare era il Presidente del partito. Una situazione a dir poco paradossale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, la nostra proposta in questa occasione \u00e8 stata pi\u00f9 avanzata. Abbiamo detto: facciamo incontrare i militanti locali, al livello provinciale o cittadino, dove ci sono gruppi significativi; facciamoli conoscere, facciamo in modo che possano eventualmente stimarsi, che possano decidere di organizzare assieme qualche iniziativa locale, a partire da alcune liste comuni alle elezioni amministrative. Ci \u00e8 stato detto che noi, con la nostra proposta di alleanza e non di fusione, volevamo mantenere una piccola rendita di posizione e che tutto ci\u00f2 non interessava a Vox (almeno nella prospettiva del Presidente di Vox), la quale era interessata esclusivamente a creare un \u201cnuovo contenitore\u201d nel quale confluissero tutte le forze. Insomma alleanza no, conoscenza no, contatti no, dialogo no, liste comuni no. O fusione o morte. Noi dovremmo fonderci con chi non conosciamo e tra l\u2019altro senza nemmeno aver verificato se abbiamo la stessa idea di partito e di organizzazione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il primo momento (nostra richiesta di incontro a Vox) e il secondo (iniziativa di Liberiamo l\u2019Italia), il 10 ottobre abbiamo sperato di riuscire ad incontrare militanti e dirigenti di Vox nella manifestazione della marcia della liberazione. Anzi eravamo certi che sarebbe accaduto. Noi eravamo 2-300 tra soci e simpatizzanti. Loro, che sostengono di avere migliaia di iscritti, erano pochissimi, anche perch\u00e9 non pochi che gi\u00e0 conoscevamo e che erano presenti ci hanno detto che erano usciti da Vox.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo avuto contatti con il coordinatore romano, per verificare se volevano appoggiare la candidatura di Trombetta ma alla fine hanno preferito, del tutto legittimamente per carit\u00e0, tentare alleanze con altri gruppi. In sostanza, ad oggi, e siamo a pochi mesi dalle elezioni, n\u00e9 candidano un militante di Vox n\u00e9 sostengono Trombetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, a Varese dove siamo pochi e siamo presenti soprattutto nella provincia pi\u00f9 che nella citt\u00e0, abbiamo recentemente offerto la nostra disponibilit\u00e0 a inserire due nostri candidati nella lista di Vox a sostegno di un loro eventuale candidato sindaco. Ma dopo abbiamo scoperto che il 20 aprile 2020 questo candidato sindaco aveva fatto un pubblico proclama, che si trova in Rete, a favore di Forza Nuova. Noi non sappiamo chi in Vox abbia deciso di candidare questo ragazzo; se sanno che ancora il 20 aprile stava con Forza Nuova; se non lo sanno; se in realt\u00e0 si \u00e8 autopromosso e ancora non ha avuto l\u2019approvazione dei dirigenti nazionali, anche se sulla stampa locale sono uscite alcune notizie che lo davano come candidato sindaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in Vox certamente esiste un problema di nostalgici. Per avere rapporti con noi devono eliminare fino all\u2019ultimo nostalgico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un conto \u00e8 avere tra i propri iscritti persone che in giovent\u00f9 sono state della destra radicale: ci mancherebbe che non si possano cambiare idee politiche, inizialmente professate per provenienza familiare, o per influenza di compagni di banco o di persone ammirate al liceo, e che, a una certa et\u00e0, non si possa scegliere la democrazia, la Costituzione e un patriottismo che esprima una antropologia o psicologia collettiva fiera e dignitosa ma non narcisa e aggressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro conto \u00e8 candidare persone che sono appena uscite da quell\u2019ambiente: \u00e8 pura follia. Ed \u00e8 folle non soltanto perch\u00e9 la stampa mainstream e la TV poi ribadiranno sistematicamente questa scelta in modo sistematico per screditarti (tu ti candidi alle politiche nazionali e i quotidiani nazionali non faranno altro che parlare di quel candidato). \u00c8 folle di per s\u00e9. Infatti, un partito serio queste persone le mette al ciclostile per alcuni anni, verifica se si tratta di infiltrati o di tentativi di trovare spazi, controlla che non pubblichino post nostalgici, accerta che c\u2019\u00e8 stato davvero un mutamento di ideologia, le mette alla prova chiedendo ad esse di fare campagna elettorale per altri iscritti, che da pi\u00f9 lungo tempo militano nel partito ed hanno dato prova di fedelt\u00e0 all\u2019idea e al partito, e infine, trascorso un sufficiente lasso di tempo, senza che abbiamo pi\u00f9 proferito una sola parola nostalgica, consente ad esse anche di candidarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva noi, nei rapporti con Vox, abbiamo incontrato questi ostacoli: i) la presenza di infiltrati della destra radicale; ii) l\u2019estrema difficolt\u00e0, se non addirittura impossibilit\u00e0, a dialogare con militanti e con i membri della direzione nazionale; iii) la constatazione o almeno il fondato dubbio che manchi una vita associativa e comunitaria, che generi amicizia tra i militanti, dimostrata dalla manifestazione del 10 ottobre; iv) e infine una organizzazione quasi assente: tutto sembra essere mediatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le notizie di questi giorni confermano la nostra impressione, che d\u2019altra parte era fondata su fatti: iscritti di Vox che passano da Paragone; litigi anche nell\u2019Ufficio di Presidenza &#8211; un organo di 3 persone assurdo, che incredibilmente decideva tutto, in luogo di un organo pi\u00f9 ampio e collegiale (il nostro organo di vertice \u00e8 composto da 15 membri ed elegge al suo interno ogni anno il Presidente, che non \u00e8 eletto dall\u2019Assemblea); la radice del male sta in questo organo e la responsabilit\u00e0 in chi lo ha pensato e accettato senza prevedere il disastro \u2013 con due membri che si dividono dal terzo; un congresso annunciato che per ora non si svolge e che sar\u00e0 il raduno di alcuni; una proposta di Statuto che ancora attribuisce poteri enormi a singole cariche e che \u00e8 rifiutata da molti di coloro che stanno rimanendo, i quali non \u00e8 escluso che a breve si dividano; uscite in massa di soci che formano altre associazioni divulgative; offese pubbliche sulla rete tra ex compagni di partito. Insomma una disgregazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci auguriamo che le energie valide che sono in Vox si organizzino, prendano la direzione del partito e restino unite e compatte, dando al partito una organizzazione efficiente ed eliminando tutti i nostalgici e i personaggi che credono che l\u2019organo di vertice debba essere composto da una due o tre persone e non da sette o quindici. Se ci\u00f2 accadr\u00e0, sar\u00e0 facilissimo formare una lista comune tra noi e Vox con un programma comune. Se non riusciranno, ci auguriamo comunque che tutte le persone valide restino assieme, e, come autonoma associazione, mantenendo la propria specificit\u00e0 e individualit\u00e0 politico ideologica, si alleino comunque con noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, per poter instaurare un dialogo, \u00e8 necessario attendere gli eventi e verificare cosa accadr\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 poi Liberiamo l\u2019Italia: non sono molti ma sono dotati di alcune capacit\u00e0 specifiche, che hanno dimostrato nell\u2019organizzare la manifestazione del 10 ottobre e certamente sono in grado di apportare un utile contributo e di coprire un certo numero di collegi e di dare utili militanti in altri collegi. Il rapporto con loro ha un unico problema: vogliono contare pi\u00f9 di quanti sono (erano entrati con Paragone con questo obiettivo: lo hanno dichiarato ad alcuni di noi). Ma li conosciamo da molto tempo e sappiamo che questo \u00e8 il loro modo di intendere la politica. Sollevazione, Campo Antimperialista, Movimento Popolare di Liberazione, Sinistra contro l\u2019Euro, CLN, P101, Liberiamo l\u2019Italia sono sempre loro (in Liberiamo l\u2019Italia invero ci sono altri soggetti), che promuovono organizzazioni che poi non crescono e non crescono perch\u00e9 vogliono avere un ruolo che non ha alcun senso in una organizzazione che cresce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con noi, comunque, non attacca. \u00c8 una volont\u00e0 che non accettiamo gi\u00e0 sotto il profilo morale. Se son rimasti pochi vuol dire che difettano di alcune competenze e qualit\u00e0: ne hanno alcune ma mancano di altre. E dovrebbero essere i primi a saperlo e a dirlo. Quando avranno accettato la nostra condizione \u2013 si conta in base al numero dei militanti messi a disposizione dell\u2019alleanza, n\u00e9 un capello di meno n\u00e9 un capello di pi\u00f9: l\u2019uguaglianza tra le associazioni alleate \u00e8 il sommo principio -, che \u00e8 condizione logica, morale e di efficienza ad un tempo, ci si alleer\u00e0 senza dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, essi per il momento aspirano a star dentro il movimento sociale che credono si svilupper\u00e0 a causa della crisi e delle restrizioni anti-covid e vorrebbero riuscire a conquistarsi la direzione di almeno un filone di questo ipotetico movimento. Ci\u00f2 significa che per il momento le strade restano separate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, noi non promuoviamo alcun movimento; non siamo cos\u00ec sicuri, come lo sono loro, che tale movimento ci sar\u00e0; e non siamo sicuri che dedicare tanto tempo a questo movimento, che per ora \u00e8 poca cosa anzi \u00e8 mera ipotesi, sia il miglior modo per impiegare le nostre forze, tenuto conto del nostro scopo sociale, ossia per trovare validi militanti e candidati per le elezioni del 2023. Alcuni nostri militanti sui territori stanno e staranno dentro l\u2019auspicato movimento, che per ora \u00e8 poco pi\u00f9 di un tentativo, credendo che sia il miglior modo per trovare nuovi validi militanti. Altri faranno altro. La nostra regola \u00e8 l\u2019autonomia della militanza territoriale. Nessuno pu\u00f2 dire con certezza cosa convenga fare. Lo si fa e si ottengono risultati e poi si viene imitati, anche se non da tutti (non tutti i territori sono uguali e non tutti i militanti hanno capacit\u00e0 e qualit\u00e0 identiche: chi ne ha una e chi ne ha altre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 contatteremo gli amici di Liberiamo l\u2019Italia tra un po\u2019 di tempo, quando gi\u00e0 avremo tentato di aggregare altri gruppi. E ovviamente ci auguriamo che riescano nel loro obiettivo. Resta fermo che al momento dell\u2019Alleanza ognuno dovr\u00e0 contare in base alle forze che mette a disposizione e che nessuno pu\u00f2 dire \u201ci nostri militanti valgono di pi\u00f9 dei vostri\u201d. \u00c8 accettabile che qualcuno con umilt\u00e0 dica \u201cvalgono di meno\u201d. Ma \u00e8 inaccettabile che qualcuno dica \u201cvalgono di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta Italexit di Paragone. Siamo andati ad incontrare Paragone a Roma. Ma egli ha detto chiaramente di non essere intenzionato ad alleanze. Andranno alle elezioni per conto loro, eventualmente in contrasto con un\u2019altra lista, portatrice di idee politiche per certi versi affini. Questo ha detto. Poi ha anche detto che prevarrebbe lui. Ma questa \u00e8 solo una opinione fondata sul suo convincimento soggettivo. Invece che egli non sia disposto ad allearsi \u00e8 una dichiarazione che \u00e8 oggettivamente vera per la ragione che l\u2019ha fatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe un ostacolo. Noi crediamo che Paragone non riuscir\u00e0 nell\u2019obiettivo di costruire, non una semplice frazione di un\u2019alleanza, come umilmente avrebbe dovuto tentare di fare, bens\u00ec un intero partito. Stanno entrando da lui numerosissimi orfani di innumerevoli tentativi falliti, da ultimi alcuni di Vox. Essi non sono la prova di capacit\u00e0, anzi. Inoltre, il partito di ex pentastellati all\u2019orizzonte, tantopi\u00f9 se raccatter\u00e0 qualche simbolo qua e l\u00e0 per non raccogliere le sottoscrizioni, potrebbe dare molto fastidio a Paragone. Gli opportunisti disposti a sostenerlo, sceglierebbero di sostenere il partito degli ex.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi ipotizziamo che tra un anno lo si possa contattare e dire: visto che non riuscirai a formare il partito che si candida in tutta Italia, sei disposto a dare un contributo generoso ad una alleanza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non escludiamo questa astratta possibilit\u00e0. E chiediamo ai militanti di vincere ogni forma di resistenza, nei confronti di Paragone, dovuta sia a posizioni politiche assunte, sia a un modo di comunicare alla Grillo, che in quella forma racchiude in s\u00e9 un contenuto e un tipo di estimatori, sia perch\u00e9 non ha avuto nessun interesse a scoprire cosa ci fosse di valido tra gli antieuropeisti: bisogna candidarsi in tutto il territorio nazionale e la frazione promossa da Paragone potrebbe essere utile. Quando ci sono scelte si sceglie. Quando non ci sono, non si sceglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, restano degli ostacoli. In primo luogo, Paragone vorrebbe inserire il suo nome nel simbolo, ovviamente parliamo del simbolino che starebbe dentro il simbolo dell\u2019Alleanza. Noi abbiamo detto da sempre tutto il male possibile di questa prassi, di chi usa il proprio nome, di chi si candida sotto un simbolo che ha un nome di persona e di chi vota quella lista, in generale di chi \u00e8 incapace di vedere il male racchiuso in una simile scelta. Nulla di buono pu\u00f2 nascere da un simbolo politico che contenga un nome di persona (si tratti di Renzi, Salvini, Meloni o Grillo). Il nulla \u00e8 il destino. Tuttavia, si tratterebbe di un nome inserito in un simbolino che assieme al nostro starebbe dentro il simbolo dell\u2019Alleanza. Ci si pu\u00f2 passare sopra. Questo \u00e8 dunque un ostacolo apparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, essendosi mosso alla fine, Paragone sta tentando di promuovere il suo gruppo aggregando una serie di persone che vogliono essere candidate. Non ci sono gruppi di militanti cittadini e provinciali ma aspiranti candidati, reperiti soprattutto, almeno inizialmente, tra ex pentastellati delusi, traditi, trombati, gi\u00e0 eletti o candidati due volte, in rotta con i capetti dei loro territori, desiderosi di vendetta, spesso mai stati antieuropeisti. \u00c8 molto difficile che questi soggetti muovano un dito per i candidati dell\u2019Alleanza al momento del voto, se non saranno stati candidati. \u00c8 gi\u00e0 accaduto a Piazzarotti che, sostenendo altre idee, ha tentato di fondare un partito su una molteplicit\u00e0 di galletti ex pentastellati. E ha fallito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, non chiudiamo le porte, non costruiamo muri. Paragone fallir\u00e0 il suo progetto. Se le persone che avr\u00e0 aggregato vorranno allearsi, l\u2019alleanza si far\u00e0. Ma sar\u00e0 l\u2019ultimo alleato in ordine di tempo, perch\u00e9 cercher\u00e0 di fare da solo fino a quando sar\u00e0 costretto ad accorgersi che si \u00e8 posto un obiettivo eccessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come capite, sar\u00e0 un\u2019azione di lunga durata, continua e ininterrotta, che inizier\u00e0 subito dopo l\u2019Assemblea e che \u00e8 l\u2019unico metodo che potrebbe consentire di coronare con successo quelli che nel 2023 saranno 11 anni di militanza, permettendo di candidare, sotto un unico simbolo e nome, in ogni collegio, un valido candidato antieuropeista, democratico, neosocialista, per lo pi\u00f9 espressione del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) La scelta di auto-qualificarci come forza politica \u201cdemocratica, neosocialista, antieuropeista e patriottica\u201d (art. 9, comma primo, lett. b), ferma la scelta di non autoqualificarci per la collocazione parlamentare o extraparlamentare (centro, sinistra, destra, centrosinistra, centrodestra).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui c\u2019\u00e8 poco da dire: noi crediamo che l\u2019Unione Europea riduca di per s\u00e9 la democrazia italiana e faccia dell\u2019Italia una Repubblica semi-democratica. Inoltre, l\u2019Unione Europea impone di fatto, con la superiorit\u00e0 dei Trattati sulla nostra Costituzione economica, il neoliberalismo. Ci qualifichiamo dunque espressamente antieuropeisti, perch\u00e9 democratici e neosocialisti. L\u2019antieuropeismo \u00e8 la logica conseguenza del nostro essere democratici e neosocialisti. E in questo senso, per la ripresa del vigore della democrazia italiana e della Costituzione ispirata a valori comunitari e sociali, siamo patriottici. Nel tempo presente, non si pu\u00f2 essere patriottici e europeisti al tempo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non siamo soltanto per il recesso dai Trattati Europei; non siamo per isolarci da una Unione Europea che resti in piedi. Siamo per la disintegrazione dell\u2019Unione Europea e per una organizzazione europea, che lasci liberi gli Stati di aiutare le proprie imprese e di limitare la circolazione dei capitali e dei servizi (la circolazione del lavoro, invece, anche se non libera, pu\u00f2 essere agevolata rispetto all\u2019entrata di lavoratori che vengono da fuori dell\u2019Alleanza); l\u2019organizzazione europea deve limitarsi ad imporre il pareggio della bilancia commerciale e delle partite correnti tra i paesi alleati. Di tutte e due: se la Germania vuole esportare in Italia o in Spagna beni e servizi non finanziari, deve importare nella stessa misura. Altrimenti esporta comunque soltanto ci\u00f2 che importa. E cos\u00ec per tutti. Questo vero equilibrio, questa vera pace tra i popoli europei, messi in competizione da Maastricht, si realizza soltanto restituendo a tutti gli Stati i poteri sovrani dei quali si sono privati e imponendo ad essi l\u2019equilibrio commerciale e finanziario. Il presupposto di tutto, oltre che l\u2019esistenza di monete diverse, \u00e8 una rigorosa disciplina della circolazione dei capitali. Questa organizzazione, sar\u00e0 dunque a difesa della sovranit\u00e0 degli Stati, e per la pace tra i popoli. E sar\u00e0 anche una alleanza militare. Si partir\u00e0 in pochi Stati, tra i quali inizialmente non ci sar\u00e0 la Germania e poi, se e quando vorr\u00e0 entrare, la si vincoler\u00e0. Questo \u00e8 il nostro sogno: un sogno di pace europea dunque e perci\u00f2 un mondo di Stati sovrani con l\u2019unico vincolo di non sopraffare gli altri: i surplus commerciali si realizzano fuori dall\u2019alleanza e i capitali, se uno Stato li esporta, li esporta fuori dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4) L\u2019eliminazione del principio \u201cindietro non si torna\u201d (art. 9, comma primo lett. d).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio nella sua formulazione originaria era provvisorio. Infatti esso prevedeva che con questa Assemblea avremmo potuto modificare i nostri documenti. Abbiamo stabilito che salvo i principi immodificabili contenuti nell&#8217;originario \u201cDocumento di analisi e proposte\u201d, la modifica possa d\u2019ora in avanti avvenire in ogni assemblea. Ovviamente \u00e8 necessario che gli emendamenti siano sostenuti da 30 soci, e siamo persone serie quindi ci \u00e8 sembrato che non corriamo il rischio di dimostrare che siamo ragazzini e che dedicheremo le prossime assemblee a discutere quella parte dei documenti che non ci convince: stiamo nel partito perch\u00e9 condividiamo l\u201980%, non per lottare in modo da affermare il nostro 100%. E tuttavia, se abbiamo fatto qualche affermazione eccessiva o sbagliata o opinabile o esprimibile pi\u00f9 correttamente o chiaramente, sar\u00e0 possibile modificare il programma, fermo restando che dobbiamo andare avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5) L\u2019introduzione della figura dei \u201csoci simpatizzanti\u201d al fianco dei \u201csoci militanti\u201d (art. 10 comma 4 bis per l\u2019enunciazione e art. 11 comma 3, per l\u2019indicazione dei diritti e dei doveri).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019introduzione di questa figura \u00e8 strettamente legata al nuovo scopo di fase. Se noi lavoreremo per un paio di anni per candidarci in tutti i collegi, allora oltre ai soci militanti aggregheremo o potremmo aggregare soci simpatizzanti, che ai sensi dell\u2019art. 11 comma 3, possono assistere all\u2019Assemblea senza diritto di parola o di voto ma non hanno i diritti dei soci militanti. Essi non hanno nemmeno i doveri dei soci militanti, salvo quelli indicati nell\u2019art. 11 comma 2 lett. g) ed h), ossia di versare la quota associativa annuale e di partecipare attivamente alla campagna elettorale per le elezioni politiche nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva si tratta di persone che ci dicono \u201cio ci sto ad aiutarvi nella campagna elettorale per le nazionali: dal I gennaio 2023 al giugno 2023 (o eventualmente in sei mesi precedenti) contate su di me; sono disposto a candidarmi o a fare comizi, o ad accompagnare chi fa comizi o a fare volantinaggi o a fare banchetti o a raccogliere firme o a girare con una autovettura e l\u2019altoparlante o a utilizzare le mia pagine social per la propaganda\u201d (ognuno d\u00e0 la disponibilit\u00e0 a svolgere le attivit\u00e0 che crede di poter e saper svolgere). Insomma ci dice che partecipa alla battaglia che si svolger\u00e0 in quei sei mesi. Noi li inquadriamo semplicemente inserendoli nella chat relativa ai soci del collegio. I soci simpatizzanti, al di fuori di quei sei mesi, non hanno i doveri che hanno i soci militanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6) L\u2019eliminazione del potere del Comitato Direttivo di cooptare soci ulteriori rispetto ai quindici eletti, salvo il caso che uno dei quindici sia cessato dalla carica (art. 15 comma 1 e 2 lett. e art. 17 comma 2).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo potere del Direttivo, che durante l\u2019anno poteva aumentare di numero, cooptando iscritti, aveva una ragion d\u2019essere al tempo dell\u2019associazione, che precedette il partito, quando i membri del Direttivo erano inizialmente sette e cooptavano persone che si distinguevano per il fatto che si davano da fare, meglio se con qualche risultato. Serviva a dimostrare il carattere aperto dell\u2019organo dirigente: chiunque impegnandosi e ottenendo risultati poteva entrare nel Direttivo. Fermo restando che ogni anno il Direttivo era eletto dall\u2019Assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 dal 2016 questa funzione era venuta meno. E infatti abbiamo fatto un uso modestissimo di questo potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un potere che non serve pi\u00f9. Durante l\u2019anno che separa un\u2019assemblea da un\u2019altra, se per qualche ragione viene meno uno dei membri del Direttivo, il Direttivo ha il potere di cooptare un nuovo membro per tornare ad essere composto da 15 iscritti. Ma al di l\u00e0 di questo potere di sostituire membri, il Direttivo non ha pi\u00f9 il potere di cooptare soci per aumentare la compagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7) L\u2019aggiunta di competenze del Comitato Direttivo (art. 15 comma 2, lett. q-z).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le competenze aggiunte con le lettere r-z dell\u2019art. 15, comma 2, sono riconducibili a tre categorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune non fanno altro che formalizzare (prevedere espressamente) poteri ovvi, impliciti e gi\u00e0 esercitati. Sono quelle indicate sotto le lettere q) (sottoporre all\u2019assemblea mozioni) e s) (emanare il regolamento che disciplina lo svolgimento dell\u2019assemblea). Sul punto non c\u2019\u00e8 nulla da dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una \u00e8 a s\u00e9 stante e riflette l\u2019esigenza di far fronte ad emergenze. Il Direttivo era definito dal vecchio Statuto come \u201corgano che dirige l\u2019esecuzione di un progetto che \u00e8 gi\u00e0 scritto e approvato in Assemblea\u201d. Ci\u00f2 comportava che atto costitutivo e Statuto ma anche documenti programmatici e mozioni strategiche erano di competenza esclusiva dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi abbiamo mantenuto questa impostazione, ribadendo nell\u2019art. 15, comma 1, che \u201cIl Comitato Direttivo \u00e8 l\u2019organo esecutivo dell\u2019Associazione. La sua funzione \u00e8, fondamentalmente, salvo emergenze\u201d, (non pi\u00f9 esclusivamente) \u201cquella di dirigere l\u2019esecuzione di un progetto approvato dai soci e consacrato nell\u2019Atto Costitutivo e nel presente Statuto\u201d. Dunque non pi\u00f9 esclusivamente ma fondamentalmente e salvo emergenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima, infatti, in caso di assoluta novit\u00e0 imposta dalla situazione, il Direttivo poteva redigere documenti che non vincolavano nemmeno momentaneamente i soci, perch\u00e9 gli unici vincoli nascevano dall\u2019assemblea. Il Direttivo poteva emettere comunicati e documenti che, se non trovavano un fondamento in un atto dell\u2019assemblea, non erano validi. La crisi generata da covid ha dimostrato che era opportuno prevedere che eccezionalmente il Direttivo possa approvare documenti che danno la linea al partito. La nostra assemblea \u00e8 annuale, dunque i documenti sono sempre destinati ad essere ratificati, modificati o respinti dall\u2019assemblea entro un anno dalla loro approvazione da parte del Direttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla della competenza indicata alla lettera r): \u201cin caso di necessit\u00e0 e di urgenza emettere dichiarazioni, comunicati o elaborare documenti, che eventualmente saranno oggetto di mozione in assemblea\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine la terza categoria di competenze aggiunte \u00e8 legata allo scopo di fase: \u201ct) assieme ad altri soggetti di un\u2019alleanza elettorale ripartire tra i partiti e i gruppi dell\u2019alleanza seggi, candidati e quant\u2019altro, e concordare simboli comuni; questa funzione pu\u00f2 essere delegata a un numero ristretto di membri del Comitato Direttivo, che partecipino a organi comuni; u) nei collegi riservati a RI all\u2019interno di alleanze elettorali, o in tutti i collegi nel caso di candidatura fuori dall\u2019alleanza, sollecitare la candidatura dei militanti, dirimere contrasti sulle candidature che siano sollevati dai territori, proporre candidati in situazione di stallo, riservarsi la scelta di un certo numero di candidati in alcuni collegi; nonch\u00e9 collegi per candidati indipendenti scelti dal Direttivo, qualora possano essere utili al partito; v) indicare i candidati che parteciperanno a trasmissioni televisive o radiofoniche nazionali o concederanno interviste o interverranno sulla stampa nazionale; z) nominare coordinatori provinciali, regionali o relativi a collegi elettorali, motivandone le ragioni.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ultima competenza l\u2019abbiamo formulata in modo astratto e generale e non specificamente legato all\u2019assemblea. Era gi\u00e0 capitato che durante le elezioni il Direttivo nominasse dei referenti che riferissero al Direttivo e sollecitassero e organizzassero l\u2019azione sui territori. In due casi in cui abbiamo avuto crisi, per abbandono o per volont\u00e0 di assoluto riposo dei soci che lavoravano e coordinavano, in Sardegna e a Bologna (anche se poi a Bologna non abbiamo agito, lo faremo dopo l\u2019assemblea) abbiamo nominato dei commissari, in Friuli Venezia Giulia, dove stentiamo a partire, abbiamo nominato un commissario. Quindi forse a rigore questa competenza ratifica poteri che ci eravamo presi e che non possono che spettare logicamente all\u2019organo esecutivo, ossia al Direttivo, e non certo all\u2019organo deliberativo, ossia all\u2019Assemblea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8) L\u2019eliminazione della carica del Vice-Presidente (art. 15 comma 2, lett. o, e comma 3 e art. 16 comma 1).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando abbiamo proposto questa modifica coloro che l\u2019hanno proposta non ricordavano nemmeno che avessimo una volta scelto quella splendida persona che \u00e8 Giampiero Marano come Vice-Presidente. Credevano che non avessimo applicato la clausola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo considerato che lo Statuto prevede che il Presidente \u00e8 scelto dai membri del Comitato Direttivo. Dunque non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 che l\u2019associazione rimanga per pi\u00f9 di qualche giorno senza Presidente, per recesso, morte, o per sopravvenuta incapacit\u00e0: il membro pi\u00f9 anziano convoca la riunione e si sceglie il nuovo Presidente. In caso di impossibilit\u00e0 momentanea \u2013 difficilmente ipotizzabile, tenuto conto che le riunioni si possono svolgere e normalmente si svolgono online \u2013 lo Statuto prevede che il Comitato Direttivo sia presieduto dal membro pi\u00f9 anziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma la carica di Vice-Presidente era del tutto inutile, come infatti si \u00e8 dimostrata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9) Il compito di ricerca almeno di una larga maggioranza in assemblea, anzich\u00e9 della tendenziale unanimit\u00e0 (art. 17, comma 1, lett. c).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un lungo periodo, durante l\u2019associazione che ha preceduto il partito e poi nella prima fase di vita del partito, \u00e8 stata vigente la regola che imponeva, anche in assemblea, non soltanto nel Direttivo, di ricercare possibilmente l\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regola serviva ad educare all\u2019unit\u00e0, ad avanzare proposte che fossero accolte tendenzialmente da tutti nel momento in cui venivano avanzate, a imparare a riconoscere i passi che si possono fare per rimanere uniti dai passi che rischiano di spaccare il partito e che sono distruttivi. Insomma il bene dal male, la ragione dall\u2019istinto, la generosit\u00e0 dall\u2019egocentrismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il partito ha un nucleo duro di persone che conoscono il metodo, che muovono da analisi omogenee, che conoscono lo Statuto, che sanno che si tratta di un progetto paziente, che riconoscono che lo scopo sociale \u00e8 immodificabile, che sanno che durante la fase nemmeno lo scopo di fase \u00e8 modificabile. Esiste dunque una unit\u00e0 di intenti che non riguarda esclusivamente le idee, ma anche l\u2019organizzazione e l\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si rischiano scissioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 perci\u00f2 possibile consentire al Direttivo o a gruppi di soci di proporre documenti, mozioni o emendamenti che aspirino semplicemente a una larga maggioranza (non una semplice maggioranza assoluto) anzich\u00e9 all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modifica deriva dal fatto che la nostra associazione \u00e8 solida e salda, che tra i membri c\u2019\u00e8 stima ed amicizia e pu\u00f2 capitare che ci si divida su una questione, sebbene resti la inopportunit\u00e0 di avanzare proposte che spacchino a met\u00e0 il partito. Ecco la necessit\u00e0 di una larga maggioranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10) L\u2019iscrizione da 24 mesi, anzich\u00e9 da 18, per far parte del Comitato Direttivo (art. 17 comme 2, lett. b e c).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un termine ancora molto esiguo e che con il tempo dovr\u00e0 aumentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dirigente di un partito deve aver dimostrato di aver a lungo militato nel partito, di averci creduto, di essere stato disciplinato e paziente, di aver rispettato lo Statuto, di essersi conquistato la stima e la simpatia dei militanti locali, di aver lavorato molto e con risultati, di possedere razionalit\u00e0 saggezza e capacit\u00e0 umane necessarie a costruire e non dividere o scindere il gruppo. Per tutto ci\u00f2, \u00e8 necessario parecchio tempo e 24 mesi non bastano. Ma la clausola \u00e8 ormai modificabile ogni anno e quindi possiamo modificarla pi\u00f9 volte man mano che il partito va avanti. Per ora un aumento del termine di 6 mesi ci \u00e8 parso sufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro non \u00e8 un partito nel quale arriva l\u2019avvocato, il dottore, l\u2019imprenditore, il professore, il dirigente d\u2019azienda, l\u2019intellettuale o il personaggio famoso e diventa dirigente. Consentire una simile possibilit\u00e0 significa aver introiettato l\u2019ideologia del consumatore rispetto al cittadino, dell\u2019attivista rispetto al militante, del fan rispetto all\u2019estimatore, del capitale rispetto al lavoratore. Significa in definitiva essere ridicoli, irrazionali e inetti e meritare la schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 guarire naturalmente. E si guarisce iscrivendosi o simpatizzando per Riconquistare l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11) L\u2019aggiunta dell\u2019aggettivo \u201cchiare\u201d per delimitare le questioni che i soci possono rivolgere al Comitato Direttivo (all\u2019art. 17, comma 3, lett. b).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa clausola statutaria, \u00e8 consentito ai soci \u201cporre questioni al Comitato Direttivo, da formalizzare in istanze scritte e nominative inviate alla casella di posta elettronica ufficiale dell\u2019Associazione. Non sono prese in considerazione istanze che sollevino pi\u00f9 di due chiare questioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve trattarsi di domande. Questioni. Le domande non possono essere pi\u00f9 di due. E i quesiti, abbiamo aggiunto, devono essere chiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capita talvolta, anche se raramente, che alcuni soci ci scrivano lettere o veri e propri documenti, che contengono 3-4 anche 5 elementi di analisi di fatto o giudizi di valore, su ciascuno dei quali ogni membro del Direttivo pu\u00f2 concordare o dissentire per varie ragioni. E sulla base di quelle analisi si avanzano proposte, una, due o pi\u00f9. Che cosa ci dobbiamo fare con questi documenti? Possibile che basta che un socio ci scriva e noi siamo tenuti a dedicarci a rispondere al socio? Sulla base di pregresse esperienze inserimmo questa clausola, estremamente ragionevole. Infatti per prendere posizione su questi documenti, serve una intera riunione del Direttivo e la discussione su tutti i punti di analisi e su tutte le proposte. Ora, salvo nei due mesi in cui il Direttivo prepara l\u2019assemblea, quando si riunisce settimanalmente e non ha tempo per dedicarsi ad altro, negli altri periodi, tolto il mese di agosto, il Direttivo si riunisce mediamente una volta al mese, quindi nove volte. Ebbene basterebbe che, in un anno, tre soci ci inviino tre di questi documenti per far s\u00ec che un terzo del nostro lavoro debba essere dedicato a queste risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, la proposta di documenti spetta per Statuto al Direttivo, non ai soci. Le mozioni spettano anche a gruppi di trenta soci (il singolo socio deve dunque impegnarsi a trovare altri 29 soci) e si discutono in assemblea. Le scelte strategiche (lo scopo di fase) si discutono una volta ogni 3-4 anni e si discutono in assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 abbiamo stabilito nel 2016 che al Direttivo i singoli soci possono porre singole questioni, al massimo due questioni, che si condensino in due o tre righe; e con l\u2019innovazione che proponiamo abbiamo voluto precisare che si deve trattare di questioni chiare: \u201cperch\u00e9 il Direttivo ha scelto questo e non quest\u2019altro\u201d? \u201cperch\u00e9 il Direttivo sembra intenzionato a non fare questo?\u201d; \u201cil Direttivo \u00e8 intenzionato a fare questo e se \u00e8 intenzionato come intende agire?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione sulle proposte di modifica dello Statuto Il Comitato Direttivo propone una serie di modifiche dello Statuto. 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