{"id":63032,"date":"2021-03-02T09:30:50","date_gmt":"2021-03-02T08:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63032"},"modified":"2021-03-01T23:04:44","modified_gmt":"2021-03-01T22:04:44","slug":"il-petrolio-e-la-guerra-economica-storia-di-un-legame-inscindibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63032","title":{"rendered":"Il petrolio e la guerra economica: storia di un legame inscindibile"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Non ci proponiamo come nostro scopo quello di riassumere puntualmente l\u2019interessantissimo report pubblicato dalla Scuola di Guerra Economica di Parigi sul legame tra i servizi di sicurezza e la lotta per le risorse petrolifere.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il nostro scopo sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice: ci limiteremo a presentare al lettore italiano alcuni aspetti di questo report. Facendo riferimento al ruolo che la lotta per il petrolio ha svolto nei paesi considerati araldi e difensori della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza, della democrazia e dei diritti e cio\u00e8 l\u2019Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Come giustamente sottolineato gli autori del report \u201cdalla fine del XIX secolo, la corsa al petrolio ha accompagnato lo sviluppo del mondo e la sua crescita. Ha contribuito sia a migliorare drasticamente le condizioni di vita che a volte a distruggerle con una velocit\u00e0 impressionante. Questa dicotomia spiega in gran parte l\u2019importanza strategica che le viene attribuita. Ancora oggi l\u2019accesso all\u2019oro nero fornisce questa leva essenziale per il dominio economico e militare. La sua conquista ha portato a molti conflitti, ha anche ridisegnato alcuni confini e modificato gli equilibri di potere internazionali. Gli Stati sono naturalmente gli attori apparenti in queste aspre lotte. Ma alcune grandi compagnie petrolifere svolgono un ruolo altrettanto importante nel teatro delle operazioni.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tuttavia, come ha detto Sun Tzu, \u201cL\u2019intero successo di un\u2019operazione sta nella sua preparazione. \u201cQuindi, il successo della conquista del petrolio non fa eccezione a questa regola e richiede un lavoro di intelligence efficace a monte. Di conseguenza, i metodi utilizzati saranno moralmente ambigui e molto spesso andranno oltre il quadro della legalit\u00e0. I servizi di intelligence utilizzeranno quindi i mezzi a loro disposizione spiando, rintracciando e persino istigando rivoluzioni nei paesi presi di mira. Inoltre creeranno stretti legami con politici e imprese per cooperare meglio e difendere gli interessi nazionali. Il loro utilizzo sar\u00e0 poi a volte difensivo, a volte offensivo a seconda delle manovre da eseguire.\u201d<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Se quanto affermato nella premessa corrisponde a verit\u00e0 storica \u2013 e non abbiamo alcuna ragione razionalmente valida per dubitarne \u2013 non c\u2019\u00e8 dubbio che le nazioni che si sono ispirate \u2013 almeno sul piano formale \u2013 alla democrazia e ai diritti umani \u2013come l\u2019Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti -abbiano violato costantemente e ripetutamente questi valori \u201csacri \u201c pur di salvaguardare il loro interesse nazionale e soprattutto gli immensi profitti ricavati dalle multinazionali petrolifere a prezzo di destabilizzazioni politiche, guerre civili, colpi di Stato, governi fantocci, ampia e diffusa corruzione all\u2019interno della classe politica e della classe imprenditoriale africana etc.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per raggiungere questi traguardi il ruolo dei servizi di sicurezza e delle operazioni coperte \u00e8 stato decisivo. Un\u2019ultima considerazione infine: che gli apparati statali e quelli di intelligence abbiano operato in spregio sia ai valori della democrazia che ai valori della morale \u00e8 un dato di fatto storico acquisito. Ieri come oggi. Proprio per questa ragione sarebbe opportuno che le riflessioni astratte ed autoreferenziali \u2013 quanto vuote \u2013 della filosofia della politica e della filosofia del diritto -si confrontassero con la dinamica effettiva della realt\u00e0 storica. Allo stesso tempo sarebbe altrettanto opportuno ricordare ai numerosi difensori del politicamente corretto \u2013 e fra questi innumerevoli giornalisti ed intellettuali \u2013 che la dinamica conflittuale del potere non ha mai rispettato i sacri principi della democrazia e tantomeno la morale evangelica n\u00e9 quella kantiana. Ma solo quella della ragion di Stato e degli arcana imperi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Petrolio e guerra economica nella strategia statunitense<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dal punto di vista storico non esiste ormai alcun dubbio che durante la guerra fredda gli Stati Uniti si servirono dei colpi di Stato e quindi delle cover action non solo con lo scopo di limitare e contenere la proiezione di potenza russa ma soprattutto per proteggere e garantire l\u2019accesso al petrolio facendo proprio una strategia gi\u00e0 sperimentata con successo dagli inglesi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il golpe in Iran in nome del petrolio<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Emblematica da questo punto di vista fu l\u2019operazione Ajax posta in essere dagli Stati Uniti per destabilizzare l\u2019Iran. Quando Mossadegh nel 1951, insieme al Fronte Nazionale e al partito marxista Tudeh, approv\u00f2 il progetto di nazionalizzazione dell\u2019industria petrolifera la reazione inglese sar\u00e0 durissima.Infatti l\u2019industria petrolifera iraniana era allora sotto il dominio britannico, con Winston Churchill che aveva svolto un ruolo fondamentale nell\u2019ottenere i diritti petroliferi in Iran insieme all\u2019Anglo-Iranian Oil Company, considerata vitale per la ripresa dell\u2019economia britannica del secondo dopoguerra e per garantire l\u2019indipendenza energetica della Royal Navy.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In primo luogo, la Gran Bretagna reag\u00ec organizzando un embargo generale sul petrolio iraniano e in seconda battuta prepar\u00f2 nel contempo un colpo di Stato per rovesciare Mossadegh. Gli Stati Uniti, in un primo momento desiderando rimanere neutrali, incoraggiano gli inglesi ad accettare la nazionalizzazione e a negoziare un accordo amichevole; questa neutralit\u00e0 continu\u00f2 fino alla fine dell\u2019amministrazione Truman nel 1953. Tuttavia quando Eisenhower sal\u00ec al potere, il presidente americano si mostr\u00f2 pi\u00f9 comprensivo nei confronti delle pretese britanniche.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per gli Stati Uniti, questa operazione segreta fu un tentativo di impedire l\u2019espansione sovietica e di guadagnare una quota delle riserve petrolifere iraniane a favore delle compagnie americane. Di conseguenza, l\u2019impero coloniale britannico oramai in evidente declino ceder\u00e0 il passo all\u2019erede dell\u2019imperialismo e cio\u00e8 agli USA.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Secondo i documenti declassificati nel 2000 e presenti nei National Security Archives della George Washington University (ottenuti in base al Freedom of Information Act40), la CIA ha ammesso di aver orchestrato questa operazione, denominato esattamente TPAJAX,con l\u2019obiettivo di rovesciare Mossadegh e mettere al potere Shah Mohammad Reza Pahlavi, uno stretto alleato degli americani (fino al suo rovesciamento durante la rivoluzione islamica del 1979). Dopo aver conseguito questo obiettivo le risorse petrolifere iraniane furono sostanzialmente gestite da due multinazionali e cio\u00e8 la British Petroleum e la National Iranian Oil Company.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La guerra Iran-Iraq<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per quanto riguarda l\u2019Iraq e le sue preziosissime riserve petrolifere ,nel 1963 Saddam Hussein sal\u00ec al potere grazie a un colpo di stato orchestrato dalla CIA che destabilizz\u00f2 il potere politico di Kassam che \u2013 fra l\u2019altro\u2013 aveva nel dicembre del 1961 confiscato le riserve petrolifere della Iraq Petroleum Company, privando cos\u00ec le major occidentali dei loro profitti . Di conseguenza, dall\u2019inizio degli anni \u201960, l\u2019Agenzia, allora con sede in Kuwait, mobilitava gli oppositori del regime di Kassem e trasmetteva ordini ai ribelli via radio. La CIA tent\u00f2 ripetutamente di assassinare Kassem, ma senza successo ,che per\u00f2 arriver\u00e0 soltanto l\u20198 febbraio 1963, quando il partito Bass guidato da Hussein prese il potere con un colpo di stato .Kassem fu fucilato e la CIA in questo modo pot\u00e9 guidare il cambio di regime a Baghdad. I presidenti degli Stati Uniti Reagan e della Gran Bretagna hanno sostenuto Hussein negli anni \u201980 contro il loro nemico comune, l\u2019Iran nella guerra Iraq-Iran (1980-88).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019asse coi sauditi: un patto col diavolo in nome del petrolio<\/div>\n<div dir=\"auto\">Gli Stati Uniti hanno utilizzato la International Trade and Credit Bank, fondata nel 1972, per le sue operazioni segrete della CIA con i sauditi. Questa banca ha contribuito a riciclare denaro sporco e a finanziare gruppi armati come i mujaheddin in Afghanistan. Secondo un rapporto della CIA del 1977, l\u2019agenzia ha sempre avuto fra i suoi compiti quello di monitorare lo stato delle riserve mondiali di petrolio.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nel 1974 l\u2019Arabia Saudita e gli Stati Uniti hanno occultato i volumi delle riserve petrolifere dell\u2019ARAMCO , prima della nazionalizzazione di quest\u2019ultima, con l\u2019obiettivo di sottovalutare le riserve in tempi di abbondanza per poi annunciare il \u201c volume reale \u201din tempi di crescita in base alla domanda mondiale e alle esigenze americane.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Mentre il suolo americano \u00e8 stato attaccato per la prima volta l\u201911 settembre 2001, i sauditi non hanno ricevuto sanzioni significative nonostante gli avvertimenti della CIA. Proprio nel 2001 una serie di contratti petroliferi fu in fase di definizione con l\u2019Arabia Saudita. Infatti, un memorandum della CIA fu inviato al presidente Bush, intitolato \u201cBin Laden determinato a colpire negli Stati Uniti\u201d. Secondo Ahmed Zaki Yamani, ex ministro dell\u2019OPEC, nonostante la crescente indipendenza petrolifera degli Stati Uniti, questi ultimi hanno bisogno dell\u2019Arabia Saudita grazie alle sue notevoli riserve massicce dotazioni petrolifere. A causa del ruolo che l\u2019Arabia Saudita svolge all\u2019interno dell\u2019OPEC e dell\u2019influenza in Medio Oriente e nei paesi musulmani, gli Stati Uniti non hanno altri partner impegnati in Medio Oriente (tranne Israele, che \u00e8 circondato da vicini antagonisti); si pu\u00f2 notare che nel 2013, ad esempio, le esportazioni statunitensi in Arabia Saudita hanno superato i 35 miliardi di dollari (19 miliardi sono esportazioni dirette, con un aumento del 76% dal 2009).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il petrolio e la strategia imperiale britannica<\/div>\n<div dir=\"auto\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che le scelte poste in essere a livello di politica estera della Gran Bretagna siamo stati profondamente influenzata dalla sua dimensione insulare Questo spiega la supremazia marittima dell\u2019Impero britannico, le cui dinamiche di potere si riflettono in una proiezione verso le terre esterne. A cominciare dall\u2019Asia. Oltre ad essere il fulcro del mondo, il centro nevralgico del globo, l\u2019Asia centrale \u00e8 anche una terra di ricchezze, di immense ricchezze. Sete, giada, spezie, tappeti persiani o caviale sono stati sostituiti da idrocarburi, petrolio e gas.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Iniziata gi\u00e0 con la rivoluzione industriale inglese, la capacit\u00e0 di costruire scenari anticipando il fabbisogno energetico, ha notevolmente contribuito ad aumentare il potere economico dell\u2019Impero britannico, gi\u00e0 con il carbone.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Fin dal 1919 la Royal Navy e Winston Churchill, allora primo Lord dell\u2019Ammiragliato, compresero la centralit\u00e0 geopolitica del petrolio e in questo ambito L\u2019intelligence economica gioc\u00f2 un ruolo decisivo nella fase di appropriazione dei giacimenti petroliferi. Dietro l\u2019avanzata delle societ\u00e0 britanniche nel mercato dell\u2019oro nero si celano infatti le azioni dei servizi segreti britannici con la collaborazione della aristocrazia e del mondo accademico.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Gran Bretagna infatti ,come aveva fatto in precedenza per il cotone, mobilit\u00f2 tutte le \u00e9lite pubbliche e private interessate alla difesa degli interessi del suo impero coloniale anche se il ruolo del SIS fu preponderante. Ieri come oggi. Sir John Sawers, ex diplomatico e direttore della SIS dal 2009 al 2014, fa parte del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera britannica BP dal 2015, il cui antenato non \u00e8 altro che la Anglo-Persian Oil Company. In qualit\u00e0 di ex funzionario del governo e dell\u2019intelligence, Sir John Sawers \u00e8 incaricato di condividere le sue preziose conoscenze nell\u2019analisi geopolitica di livello mondiale.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Alla fine della Grande Guerra, la battaglia tra i servizi segreti britannici e tedeschi per il controllo dei giacimenti petroliferi di Baku fu intensa. Un ex agente del Raj britannico e affiliato all\u2019MI5, noto anche come Ronald Sinclair, \u00e8 stato decisivo nel perseguimento del Great Game contro la sua controparte tedesca Wilhelm Wassmuss.Insomma il petrolio aveva dimostrato di essere al centro della geopolitica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Seguendo la teoria di Sir Mackinder, \u00e8 intorno al Golfo Persico e al Golfo Arabico che si trova il perno della strategia dell\u2019Impero britannico, che inizia a tracciare i contorni dei futuri accordi Sykes-Picot. Alla fine della Grande Guerra, la Gran Bretagna non ritir\u00f2 le sue truppe dal Golfo Persico, anzi. Questa zona \u00e8 diventata un \u201clago britannico\u201d di fronte al profondo ridimensionamento dell\u2019 impero turco.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Ebbene, l\u2019espansione dell\u2019Impero britannico in Mesopotamia per controllare la regione e difendere i suoi interessi strategici petroliferi fu ampiamente consentita da Gertrude Bell che fu non solo la prima donna a diplomarsi a Oxford con lode, ma anche la prima donna ufficiale dell\u2019intelligence britannica. Gertrude Bell era considerata la \u201cMadre dell\u2019Iraq\u201d dai suoi contemporanei quando gli accordi furono firmati. Con gli accordi Sykes-Picot del 1916, l\u2019Impero Ottomano viene quindi diviso in due zone: la Francia recupera la tutela di Siria e Iran, mentre l\u2019Impero britannico assume la tutela di Palestina e Mesopotamia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Anche in questo caso, i servizi segreti britannici manovrarono abilmente per appropriarsi delle risorse petrolifere persiane poi inizialmente promesse agli arabi e poi ai francesi. L\u2019ascesa del nazionalismo e l\u2019indipendenza delle colonie segnarono la graduale fine dell\u2019imperialismo britannico.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Alla fine della seconda guerra mondiale, la sterlina fu superata dal dollaro, che divenne il nuovo sistema di riferimento monetario internazionale, materializzato dagli accordi di Bretton Woods. L\u2019ascesa degli Stati Uniti e dell\u2019URSS intorno a due blocchi bipolari costrinse gli occidentali da un lato a stringere alleanze ma dall\u2019altro a fare di tutto per salvaguardare i loro interessi nazionali.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Come Lawrence d\u2019Arabia prima di lui, Harry Saint-John Philby, noto come \u201cJack\u201d, fu inviato in Arabia Saudita da Gertrude Bell, allora rappresentante dell\u2019Ufficio arabo con sede al Cairo. Figlio di un coltivatore di t\u00e8, Philby non era membro dell\u2019aristocrazia britannica. Ex agente segreto della prima guerra mondiale e laureato a Cambridge, Philby fu un arabista amante del deserto, affascinato dal mondo arabo (si converti all\u2019Islam nel 1930) ma fu fortemente in disaccordo con la politica estera britannica in Medio Oriente. Nel 1924, Philby lasci\u00f2 il servizio di Sua Maest\u00e0 d\u2019Inghilterra per diventare il consigliere personale di Ibn Saud Re dell\u2019Arabia Saudita. La duplicit\u00e0 della Gran Bretagna nei confronti degli arabi, mescolata al sentimento di odio che nutr\u00ec nei confronti del suo Paese, lo port\u00f2 a commettere un formidabile tradimento per l\u2019Impero, le cui conseguenze influenzarono le relazioni internazionali in Medio Oriente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Infatti Nel 1933, il rinnegato Saint-John diede un duro colpo a questa odiata aristocrazia consigliando con successo a Ibn Saoud di preferire, per lo sfruttamento delle sue risorse , la Standard Oil of California alla Anglo-Persian Oil Company.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Alla fine degli anni Quaranta, la stretta mortale esercitata dalle compagnie petrolifere britanniche della Anglo-Persian Oil Company (ora Anglo-Iranian Oil Company) sull\u2019Iran \u2013 l\u2019Impero britannico era allora il 3 \u00b0 produttore pi\u00f9 grande del mondo e il 1\u00b0 produttore del Medio Oriente-Mohammad Mossadegh vuole intraprendere importanti cambiamenti politici ed economici per il suo paese, ridurre l\u2019influenza straniera e rimuovere lo Sci\u00e0 dall\u2019incarico. Nel 1951 riusc\u00ec ad essere nominato Primo Ministro con l\u2019aiuto del Majlis, il Parlamento iraniano, e pose in essere la nazionalizzazione della Anglo-Iranian Oil Company, provocando un\u2019immediata reazione di Londra con un blocco internazionale sugli idrocarburi. Con la Anglo-Iranian Oil Company che assicura l\u2019indipendenza energetica della Royal Navy, Winston Churchill segui il caso \u201cmolto da vicino\u201c.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nel 1952, il capo del SIS a Teheran, Christophe Woodhouse incontr\u00f2 a Washington i due omologhi americano Bedel Smith e Frank Wisner. Il SIS si preparer\u00e0 per il \u201ccolpo di stato di Teheran\u201d, denominato Operazione BOOT che sar\u00e0 affiancato dalla CIA attraverso l\u2019 Operazione AJAX.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il blocco di Berlino del 1948 ha lasciato tracce durature e profonde nella memoria: la paura che le forze armate non sarebbero state in grado di fermare l\u2019avanzata dell\u2019URSS e la paura della perdita delle compagnie petrolifere di Iran, Iraq e Golfo Persico indussero la CIA e il Sis inglese a collaborare ancora una volta nel 1948. Questa sinergia si concretizz\u00f2 in un documento noto come NSC 26 in base al quale si prevedeva la possibilit\u00e0 di demolire impianti, attrezzature e rifornimenti petroliferi in Medio Oriente. L\u2019obiettivo di questo progetto era distruggere le scorte di carburante e smantellare gli impianti attraverso demolizioni selettive temporanee, in modo che potessero essere riutilizzati dopo la sconfitta dell\u2019URSS. Per avere successo, le operazioni dell\u2019NSC prevedevano il coinvolgimento sia delle compagnie petrolifere che dei militari. Il Foreign Office nascose tuttavia agli americani il fatto che le compagnie petrolifere britanniche avevano accettato questa cooperare affidandosi esclusivamente ai militari.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Gli inglesi temevano infatti non solo le conseguenze economiche ma anche che le compagnie petrolifere americane potessero ridurre il petrolio in Medio Oriente. Tuttavia, questo piano fu oggetto di numerose modifiche per diversi motivi. In primo luogo a causa delle carenze individuate nei termini di attuazione delle demolizioni selettive, alcune delle quali avrebbero potuto rivelarsi irreversibili e dalla presenza di installazioni petrolifere iraniane che non erano sotto il controllo degli inglesi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tuttavia, a causa dell\u2019ascesa del nazionalismo, e in particolare di quello iraniano , delle guerre regionali e delle invasioni sovietiche l\u2019 NSC 26 fu poi modificato negli anni \u201950 prendendo forma in un piano noto come NSC 5714 con il quale si abbandona il ricorso alle compagnie petrolifere, si rafforza l\u2019azione delle forze armate, si mantiene la distruzione delle scorte, si pianifica la distruzione di terre e mezzi di approvvigionamento e si prevede l\u2019utilizzo di attacchi aerei con bombe convenzionali e nucleari. Fortunatamente questi piani non sono mai stati attuati ma queste strategie segrete mostrano quanto fosse prezioso il petrolio e come non dovesse cadere nelle mani dell\u2019avversario o dell\u2019alleato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nel 2011, la Libia del Colonnello Mouhammar Gheddafi, fu oggetto di violente rivolte popolari promosse dal Consiglio nazionale di transizione (CNT) che rapidamente si trasformarono in guerra civile con un visibile intervento britannico (esercito regolare) e sotterraneo (SIS) .Grazie a recenti rivelazioni di Wikileaks sappiamo che vi furono e mail tra Hillary Clinton e Sidney Blumenthal, uno dei suoi stretti consiglieri, hanno rivelato che alti funzionari della CNT erano convinti che il Foreign Office stesse lavorando per rafforzare la posizione della British Petroleum. In queste e mail viene sottolineato il fatto che fino a questo momento la BP \u00e8 stata costretta a trattare con Gheddafi, ma che tuttavia il Regno Unito \u00e8 stato una delle prime grandi potenze a sostenere la ribellione della CNT.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Queste email rivelano anche la pressione esercitata dagli inglesi sulla CNT per ottenere un risarcimento per il loro supporto sotto forma di contratti favorevoli per le societ\u00e0 del settore petrolifero. La CNT, rifiutando accordi globali, accetta accordi commerciali in modo selettivo a favore delle aziende britanniche. La vera posta in gioco della guerra era quindi non solo il passaggio a un nuovo ordine politico la gestione e la ridistribuzione della rendita petrolifera.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Francia e il neocolonialismo petrolifero<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dopo l\u2019indipendenza algerina, Parigi ha perso il controllo di una parte significativa del petrolio . Tuttavia, l\u2019indipendenza energetica cos\u00ec cara alla politica di potere del presidente de Gaulle necessita al contrario di un aumento delle sue fonti di approvvigionamento.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Francia si \u00e8 poi rivolta alle risorse petrolifere del suo ex impero coloniale in Africa occidentale. Attraverso Jacques Foccart, la SDECE e la compagnia petrolifera Elf, istituir\u00e0 reti di influenza per mantenere leader \u201camici della Francia\u201d a capo degli stati petroliferi della Golfo di Guinea. L\u2019obiettivo cos\u00ec perseguito \u00e8 la stabilit\u00e0 politica del Paese produttore perch\u00e9 la redditivit\u00e0 di un giacimento petrolifero si raggiunge nel lungo periodo.Infatti, dalla scoperta di un giacimento al suo sfruttamento, si possono impiegare da 5 a 10 anni.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In primo luogo, Jacques Foccart, \u00e8 stato \u201cSegretario generale della Presidenza della Repubblica per la Comunit\u00e0 e gli affari africani e malgasci\u201d sotto de Gaulle e poi sotto Pompidou dal 1960 al 1974. \u00c8 diventato rapidamente indispensabile grazie alla rete molto attiva che sta sviluppando per realizzare la politica africana della Francia. Da un lato, stringe legami molto forti con i presidenti francese e africano.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Dall\u2019altra, con i servizi di intelligence come lo SDECE ma anche con aziende francesi presenti in Africa \u201ccome Elf e il suo presidente, Pierre Guillaumat. \u00bbInoltre, Elf \u00e8\u00ab un\u2019azienda al servizio dello Stato \u00bb. Il suo ex presidente, Lo\u00efk Le Floch-Prigent, lo ha addirittura soprannominato \u201cil ministero del petrolio\u201d. \u00c8 anche una \u201cagenzia di intelligence\u201d privata piena di ex agenti operativi e analisti dell\u2019intelligence che lavorano all\u2019ombra del petrolio. Foccart vi colloca anche membri della sua rete.Ad esempio, il denaro del petrolio aiuta a finanziare la politica estera della Francia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In particolare, pu\u00f2 influenzare il voto dei suoi alleati africani all\u2019ONU e quindi \u201cestendere il suo status di potenza mondiale mantenendo il suo seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite\u201d. Allo stesso tempo, la SDECE e il DST, hanno un ampio pool di fonti umane con cui confrontarsi tra le fila dei tanti espatriati che lavorano all\u2019Elf.Inoltre, il supporto fornito dalla SDECE alla compagnia Elf ha contribuito a garantire in parte l\u2019approvvigionamento di petrolio francese.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tuttavia, i vari impegni esterni della Francia dopo il 1945 contribuiranno a rendere lo SDECE un servizio pi\u00f9 orientato all\u2019azione clandestina che alla ricerca di intelligence. Infine, un uomo, la figura chiave di questi intrecci di interesse sar\u00e0 Maurice Robert. Ufficiale della SDECE dal 1954 al 1974, ha ricoperto in particolare la carica di capo della sezione Africa. Ha poi lavorato per il presidente di Elf dal 1974 al 1979, dove ha sviluppato le capacit\u00e0 di intelligence dell\u2019azienda. Le sue attivit\u00e0 consistevano principalmente nel tenersi al passo con ci\u00f2 che stava accadendo politicamente ed economicamente nei paesi in cui Elf era presente o aveva progetti, nell\u2019essere alla ricerca di nuove opportunit\u00e0 per il gruppo. Incontrava frequentemente alti leader politici africani, compresi capi di stato, in Africa o in Francia durante i loro viaggi. Infine, ha ottenuto dal 1979 al 1981 il prestigioso incarico di Ambasciatore di Francia in Gabon, che tende a dimostrare l\u2019importanza politica dell\u2019intelligence e del petrolio in questa parte del mondo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019intervento francese in Gabon<\/div>\n<div dir=\"auto\">Jacques Foccart pone il Gabon, ricco di petrolio, al centro della politica africana della Francia. Non esita quindi a intervenire negli affari interni del Paese. Dopo l\u2019indipendenza del Paese nel 1960, l\u2019ex colono aiut\u00f2 fortemente L\u00e9on M\u2019ba, presidente francofilo, a organizzare la sua amministrazione. Il mantenimento della stabilit\u00e0 politica, in accordo con gli interessi della Francia, fu espresso per la prima volta durante il putsch di Jean-Hilaire Aubame nel 1964. Charles de Gaulle volle quindi riportare al potere M\u2019ba. Ha quindi autorizzato un intervento militare organizzato da Foccart, Guillaumat, Robert (SDECE) e Robert Ponsaill\u00e9, consigliere del gruppo petrolifero e presidente gabonese. M\u2019ba riprese cos\u00ec il potere. Quando mor\u00ec nel 1967, la rete Foccart install\u00f2 Omar Bongo, un ex membro del servizio segreto francese, a capo del Gabon. Ha poi regnato sul paese con il sostegno della Francia fino alla sua morte nel 2009. In cambio, ha condiviso la ricchezza del paese con la Francia e la classe politica francese.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nigeria e Biafra, caccia al petrolio<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il caso della guerra del Biafra in Nigeria (1967-1970) mette in luce le capacit\u00e0 sovversive della Francia di instaurare un regime favorevole all\u2019approvvigionamento di petrolio alla Francia. Dagli anni \u201960 in poi, le riserve petrolifere della Nigeria si sono rivelate eccezionali.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nel 1968, de Gaulle incaric\u00f2 Foccart di riprendere il controllo dei giacimenti petroliferi nigeriani e del terminal petrolifero di Port-Harcourt (l\u2019unico grande accesso all\u2019Atlantico) allora sotto il controllo anglosassone. Dalla sua base a Libreville in Gabon e ad Abidjan in Costa d\u2019Avorio, lo SDECE alimenter\u00e0 il conflitto fornendo armi ai secessionisti con il pretesto di aiuti umanitari. Il tenente colonnello Raymond Bichelot, capo del SDECE ad Abidjan dal 1963, avr\u00e0 un ruolo centrale nella conduzione delle operazioni in Biafra. Parigi sta quindi usando i suoi servizi di intelligence per fini sovversivi per aiutare la sua industria petrolifera a sviluppare le sue fonti di approvvigionamento.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In realt\u00e0, la guerra del Biafra \u00e8 una guerra tra le compagnie petrolifere britanniche, Shell e BP, e la francese SAFRAP, filiale del gruppo statale francese ERAP. Parigi viene quindi a cacciare sulle terre delle compagnie britanniche gi\u00e0 costituite dal 1950. Infine, la rivolta viene repressa al costo di pi\u00f9 di un milione di morti causati in parte dal blocco alimentare deciso dall\u2019esercito nigeriano.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La SDECE sfrutta il \u201cgenocidio per manipolare l\u2019opinione pubblica (tramite il quotidiano Le Monde) e nascondere il suo vero ruolo nella guerra\u201d. Tuttavia, la compagnia petrolifera francese riuscir\u00e0 a mantenere la maggior parte della sua produzione di petrolio. In conclusione, osserviamo, da un lato, che Foccart orchestra efficacemente \u201cle varie strategie di influenza e manipolazione contro dei paesi produttori di petrolio\u201d. Il suo scopo \u00e8 mantenere un clima politico favorevole al buon approvvigionamento di petrolio alla Francia. Per raggiungere questo obiettivo, si affida alle risorse umane dei servizi di intelligence e delle reti diplomatiche, nonch\u00e9 a notevoli risorse finanziarie come quelle dell\u2019Elf e dei suoi suoi alleati africani . Tuttavia, questo \u201csistema Foccart\u201d non riesce a sviluppare al di fuori del distretto africano, una \u201cvisione particolare sul ruolo dell\u2019intelligence economica nella conservazione di un interesse di potere, ad eccezione di alcune aree chiave\u201d e in particolare di quella del petrolio.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il ruolo di Alexandre de Marenches<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Alexandre de Marenches \u00e8 stato nominato Direttore generale dello SDECE da Pompidou nel 1970. Ha ricoperto questo incarico fino al 1981. Il presidente lo ha invitato a riformare fondamentalmente lo SDECE. La scelta di Pompidou \u00e8 motivata dall\u2019affare Markovi\u0107, uno scandalo che coinvolge la moglie del presidente e lo SDECE. All\u2019alba del primo shock petrolifero (1973-1974), de Marenches si preoccupava dell\u2019uso che i paesi dell\u2019OPEC avrebbero fatto del guadagno finanziario generato dal \u201cdrastico aumento dei diritti dovuti dalle compagnie petrolifere. Per realizzare gli interessi della Francia porta in essere quattro possibili strategie : primo, guerra finanziaria,secondo, partecipazioni arabe in societ\u00e0 francesi, potenzialmente destabilizzanti per l\u2019economia; terzo, aiuti alle organizzazioni terroristiche e infine l\u2019uso della corruzione diffusa.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Convinto che l\u2019Unione Sovietica stia segretamente tirando le fila con l\u2019obiettivo di minare l\u2019approvvigionamento di petrolio dell\u2019Occidente, costruisce un\u2019alleanza di intelligence anticomunista: Safari club.Creato nel 1976, riunisce quindi l\u2019intelligence francese, iraniana, egiziana, saudita e marocchina. L\u2019obiettivo di Parigi \u00e8 la lotta al comunismo in Africa e in Medio Oriente. Lo SDECE si avvale quindi dei petrodollari sauditi per finanziare le sue operazioni e aumentare la sua influenza.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 in gioco oltre alla sua partecipazione al Safari club \u00e8 non solo l\u2019importanza dell\u2019Arabia Saudita per l\u2019industria degli armamenti francese ma anche il rinnovo dell\u2019accordo petrolifero con il regno saudita. Inoltre, alla Francia viene tacitamente affidato dai suoi partner NATO il ruolo di \u201cpoliziotto dell\u2019Africa\u201d. In cambio, il suo attivismo energetico particolarmente autoritario \u00e8 tollerato. Ad esempio, durante la guerra civile in Angola (1975-1991), lo SDECE, ed in particolare il suo servizio di azione, ha fornito sostegno militare all\u2019UNITA, un movimento di guerriglia che combatteva contro il regime comunista al potere. Tuttavia, l\u2019Angola \u00e8 un paese ricco di petrolio ed ,in particolare ,la regione di Cabinda. Elfi, e quindi Parigi, attutano le loro reti per beneficiare della situazione sotto le spoglie della lotta al comunismo. Insomma, durante la Guerra Fredda, lo SDECE si \u00e8 trasformato in un servizio per la difesa del distretto africano al fine di mantenere l\u2019influenza francese sulle sue ex colonie e per garantire il suo approvvigionamento di risorse petrolifere.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fosservatorio%2Fil-petrolio-e-la-guerra-economica-storia-di-un-legame-inscindibile%2F%3Ffbclid%3DIwAR3RgPn5K9J-_a6oskEcgu2JDK09t1o1xL4WrqkQqBz6jqC3kwMGE1mZb8Q&amp;h=AT0DXbseP_cr88GOhCWiHq7kn2wH6O2Cui5m6LfqYyzK5iHiaip4MMQYIRVfOvjCE3KWXthtd_eUwCk8sFRyuY0rCSpAO-FHvGjQypULDeQLfjmQ1Hhp6Kz3u99sMc-UMlOD&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT0XywsEsIV_-nmYq_vmZRg3P599Qsv1VUMeq9ZRe0zWr42J6lQv7f4nYdL_-n2VWbBOnt6kByAuuFzUoTx2UwmhU3QVaG0yZl2IFzV8oG2qYSR6UfiZ1lbjKB1IMq3y-_QDK6Yx_2YPu2IubmmDNEcaCvYTZm4jkdLQugOPOZi8I_w\">https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fosservatorio%2Fil-petrolio-e-la-guerra-economica-storia-di-un-legame-inscindibile%2F%3Ffbclid%3DIwAR3RgPn5K9J-_a6oskEcgu2JDK09t1o1xL4WrqkQqBz6jqC3kwMGE1mZb8Q&amp;h=AT0DXbseP_cr88GOhCWiHq7kn2wH6O2Cui5m6LfqYyzK5iHiaip4MMQYIRVfOvjCE3KWXthtd_eUwCk8sFRyuY0rCSpAO-FHvGjQypULDeQLfjmQ1Hhp6Kz3u99sMc-UMlOD&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT0XywsEsIV_-nmYq_vmZRg3P599Qsv1VUMeq9ZRe0zWr42J6lQv7f4nYdL_-n2VWbBOnt6kByAuuFzUoTx2UwmhU3QVaG0yZl2IFzV8oG2qYSR6UfiZ1lbjKB1IMq3y-_QDK6Yx_2YPu2IubmmDNEcaCvYTZm4jkdLQugOPOZi8I_w<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giuseppe Gagliano) Non ci proponiamo come nostro scopo quello di riassumere puntualmente l\u2019interessantissimo report pubblicato dalla Scuola di Guerra Economica di Parigi sul legame tra i servizi di sicurezza e la lotta per le risorse petrolifere. Il nostro scopo sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice: ci limiteremo a presentare al lettore italiano alcuni aspetti di questo report. 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