{"id":63055,"date":"2021-03-03T09:02:39","date_gmt":"2021-03-03T08:02:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63055"},"modified":"2021-03-02T22:05:21","modified_gmt":"2021-03-02T21:05:21","slug":"la-prima-volta-di-biden-gli-usa-tornano-a-colpire-in-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63055","title":{"rendered":"La \u201cprima volta\u201d di Biden: gli USA tornano a colpire in Siria"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"title-post\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/john-kirby.jpg\" alt=\"john-kirby\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>Il presidente Joe Biden \u201capre le ostilit\u00e0\u201d per la prima volta dall\u2019inizio del suo mandato con un raid aereo sulla Siria. Esattamente come fece il suo predecessore Donald Trump che nell\u2019aprile 2018 ordin\u00f2 di colpire con missili da crociera una base aerea delle forze governative siriane (di fatto vuota perch\u00e9 gi\u00e0 evacuata dai militari di Assad) per rappresaglia per il supposto impiego di gas nervini da parte delle forze di Damasco contro ribelli e civili.<\/p>\n<p>Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio jet, missili e forse elicotteri statunitensi hanno bombardato la base delle milizie scite filo-iraniane Imam Ali, nei pressi della cittadina siriana di Albu Kamal, sul confine con l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Il Pentagono ha fatto sapere di aver preventivamente consultato gli alleati motivando il raid con l\u2019attacco compiuto con razzi lo scorso 15 febbraio contro la base delle forze della Coalizione di Erbil, nel Kurdistan iracheno, in cui ha perso la vita un contractor civile mentre militari statunitensi e di altre forze della coalizione sono rimasti feriti. E\u2019 la prima operazione militare dell\u2019amministrazione Biden, a 37 giorni dal suo insediamento. \u201cI raid hanno distrutto diverse strutture al confine, utilizzate da una serie di milizie filo iraniane\u201d, ha precisato il portavoce del Pentagono, il contrammiraglio John Kirby (nella foto d\u2019apertura).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-141802 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/doc-93T8NX-@photo2.jpg\" alt=\"doc-93T8NX-@photo2\" width=\"768\" height=\"430\" \/><\/p>\n<p>\u201cIl presidente Biden agir\u00e0 per proteggere il personale della coalizione americana\u201d.\u00a0I razzi erano stati lanciati da un\u2019area a sud di Erbil, vicino al confine con la provincia di Kirkuk. L\u2019attacco venne rivendicato dal gruppo sciita Awliyaa al-Dam, o Guardiani del Sangue. L\u2019Iran nega per\u00f2 di avere legami con queste milizie. La scorsa settimana un altro razzo \u00e8 stato lanciato nella Zona Verde di Baghdad, che ospita le ambasciate, compresa quella americana, senza provocare vittime.<\/p>\n<p>Washington non ha accusato una milizia specifica ma aveva reso noto di ritenere l\u2019Iran responsabile delle azioni dei suoi \u2018delegati\u2019. Molti di questi attacchi, \u201csono stati portati avanti con armi prodotte o fornite dall\u2019Iran\u201d, le ha fatto eco il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 in tutto l\u2019Iraq abbondano le armi e le munizioni di produzione iraniana che sono state fornite in gran quantit\u00e0 alle forze di Baghdad per far fronte alla campagna contro lo Stato Islamico.\u00a0Almeno 22 i miliziani iracheni uccisi nel raid ad Abu Kamal secondo l\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), ong con sede in Gran Bretagna legata alle opposizioni al regime di Bashar Assad. I missili americani avrebbero colpito tre veicoli carichi di munizioni arrivate dall\u2019Iraq alle milizie scite Kaitaib Hezbollah e Hashd al-Shaabi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-141806 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/doc-93T8NX-@photo1.jpg\" alt=\"doc-93T8NX-@photo1\" width=\"812\" height=\"367\" \/><\/p>\n<p>Il giorno prima dell\u2019attacco le forze statunitensi avrebbero trasportato proiettili di artiglieria e missili nella base di al-Shaddadi, nel sud della provincia di Al Hasaka, nel nord-est della Siria. Lo hanno riportato fonti locali citate dall\u2019agenzia di stampa governativa \u201cSana\u201d, che ha riferito del rafforzamento della presenza militare statunitense nella Siria Orientale dove un mese or sono, appena dopo l\u2019insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, un convoglio di 40 mezzi militari proveniente dal nord dell\u2019Iraq aveva rinforzato la presenza statunitense nella base di Rumalian. In quest\u2019area sarebbero circa un migliaio i soldati americani che affiancano le milizie curde e impediscono alle truppe di Damasco di riprendere il possesso di alcuni pozzi petroliferi.<\/p>\n<p>Il raid aereo statunitense \u00e8 stato definito \u201cun\u2019azione illegittima che va condannata categoricamente\u201d da Aleksei Chepa, vicepresidente della commissione Affari internazionali della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ammesso che \u201ci nostri militari sono stati avvertiti con quattro o cinque minuti di anticipo\u201d, ma ha sottolineato che le truppe degli Stati Uniti (nelle due foto sotto) si trovano illegalmente nel territorio siriano, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale, inclusa la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019Iraq, dove la presenza militare statunitense e e alleata \u00e8 stata chiesta dal governo di Baghdad, in Siria il governo legittimo e ricon9sciuto (quello di Bashar Assad) non ha mai \u201cinvitato\u201d truppe straniere diverse da quelle russe e dalle milizie scite guidate dagli iraniani: per questa ragione ogni altra presenza militare straniera, turchi e statunitensi in testa, \u00e8 di fatto una forza d\u2019invasione, illegittime per il diritto internazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-141804 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/104879945_mediaitem104879942.jpg\" alt=\"_104879945_mediaitem104879942\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Dal punto di vista militare gli USA hanno colpito le milizie scite gi\u00e0 da tempo bersaglio dei raid israeliani sul territorio siriano, mentre sul piano politico non mancano le contraddizioni in un raid che colpisce le milizie scite in Siria per punire attacchi compiuti forse da altre milizie in territorio iracheno.<\/p>\n<p>Evidente quindi che Washington volesse effettuare una rappresaglia contro le milizie filo-iraniane ma non lo abbia voluta attuare in Iraq dove avrebbe messo in imbarazzo il debole governo di Baghdad guidato da una maggioranza scita e ufficialmente alleato degli USA ma molto diffidente nei confronti di Washington dopo l\u2019attacco che presso l\u2019aeroporto di Baghdad 14 mesi or sono port\u00f2 all\u2019uccisione del generale iraniano Kasem Suleimani.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno quindi preferito colpire nella Siria del nemico Assad, bombardando i miliziani in un\u2019area della provincia di Deir Ezzor sotto il controllo delle forze di Damasco e dei loro alleati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-141808 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/merlin_173184147_29627764-1dea-4170-aebe-32bd8bad8f38-articleLarge.jpg\" alt=\"merlin_173184147_29627764-1dea-4170-aebe-32bd8bad8f38-articleLarge\" width=\"812\" height=\"541\" \/><\/p>\n<p>Il raid pu\u00f2 essere letto anche come il tentativo di Washington di accomunare la questione iraniana con quella siriana puntando forse a un negoziato con Teheran che includa il programma nucleare e la presenza militare in Siria, dove sono per\u00f2 Russia e Turchia oggi a esercitare l\u2019influenza maggiore.<\/p>\n<p>L\u2019attacco statunitense contro le milizie scite ha consentito a Mosca di rimarcare l\u2019illegalit\u00e0 della presenza militare americana in Siria e, indirettamente, aiuta lo Stato Islamico a riprendere forza colpendone i suoi nemici pi\u00f9 acerrimi. Elementi che inducono a ipotizzare il rischio di un ritorno alle ambigue iniziative dell\u2019Amministrazione Obama che favorirono l\u2019insurrezione sunnita di matrice islamista contro Bashar Assad.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/03\/la-prima-volta-di-biden-gli-usa-tornano-a-colpire-in-siria\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; Il presidente Joe Biden \u201capre le ostilit\u00e0\u201d per la prima volta dall\u2019inizio del suo mandato con un raid aereo sulla Siria. 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