{"id":63126,"date":"2021-03-05T08:30:35","date_gmt":"2021-03-05T07:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63126"},"modified":"2021-03-04T22:42:23","modified_gmt":"2021-03-04T21:42:23","slug":"orban-rompe-col-ppe-nei-suoi-piani-ce-luscita-dallunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63126","title":{"rendered":"Orb\u00e1n rompe col Ppe: nei suoi piani c\u2019\u00e8 l\u2019uscita dall\u2019Unione europea?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di: Striscia rossa (Paolo Soldini)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata una corsa tra chi si preparava a cacciarlo e chi voleva andarsene. Alla fine ha vinto lui, Viktor Orb\u00e1n che ieri ha annunciato con una lettera al presidente del gruppo popolare al Parlamento europeo, il tedesco Manfred Weber, che il suo partito Fidesz lascia il PPE. Per andare dove, per ora, non si sa. Si sa per\u00f2 che la sua cacciata era praticamente scontata da quando, pochi giorni fa, gli europarlamentari popolari avevano approvato una modifica al regolamento in base alla quale per l\u2019espulsione di una componente nazionale basta una maggioranza semplice e non pi\u00f9 l\u2019unanimit\u00e0 che, finora, aveva protetto la formazione ungherese che contava su una minoranza di deputati \u201camici\u201d costituita, quasi esclusivamente, da esponenti di Forza Italia. Era sulla base di questo appoggio che i deputati di Fidesz avevano potuto continuare a sedere sui banchi riservati ai popolari nonostante il \u201ccongelamento\u201d, ovvero la sospensione in attesa di ravvedimenti, mai avvenuti, che era stata decisa ormai pi\u00f9 di un anno fa.<\/p>\n<p>Non \u00e8, l\u2019appoggio di Berlusconi e dei suoi, l\u2019unico intreccio dei casi del partito di Orb\u00e1n con le vicende politiche italiane. L\u2019autocrate ungherese, come si sa, ha una sua affezionata platea nella destra di casa nostra, dove Matteo Salvini e Giorgia Meloni non hanno certo nascosto le loro simpatie per la \u201cdemocrazia illiberale\u201d, l\u2019ossimoro politico di moda a Budapest e dintorni elevato a sistema di potere dall\u2019\u201damico Viktor\u201d. E infatti la leader di Fratelli d\u2019Italia ha esultato per la \u201cmossa coraggiosa\u201d mentre Salvini, visibilmente impacciato nella sua improbabile versione europeista, \u00e8 parso un po\u2019 pi\u00f9 prudente, quasi a voler dar ragione a certi commentatori che immaginano per lui un cammino specularmente inverso all\u2019ungherese: lui se ne va dal PPE sbattendo la porta, mentre al capo della Lega viene accreditata l\u2019intenzione di avvicinarsi al gruppo popolare per autosdoganarsi ed entrare nel gioco parlamentare (cariche istituzionali comprese) dal quale sono esclusi da sempre i componenti di Identit\u00e0 e Democrazia (ID), il gruppo in cui la Lega milita insieme con lepenisti, tedeschi ultranazionalisti e vagamente nazisteggianti, indipendentisti belgi, fondamentalisti antitasse scandinavi e varia altra umanit\u00e0 di estrema destra.<\/p>\n<h3>Dove approder\u00e0 Fidesz?<\/h3>\n<p>Non \u00e8 chiaro, al momento, dove Orb\u00e1n pensi di far approdare il suo Fidesz, se in ID, dove magari i suoi 12 deputati potrebbero sostituire i leghisti in partenza, oppure nel gruppo in cui militano i suoi amici e sodali polacchi del PiS dell\u2019ultraconservatore Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski \u00a0e la sua entusiasta seguace italiana Meloni, quello dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR in sigla, con il solito gusto per l\u2019ossimoro caro alle destre).<\/p>\n<p>Ma forse agli occhi di Orb\u00e1n e dei suoi fedelissimi la scelta del gruppo in cui andare non \u00e8 poi importantissima. \u00c8 diffusa infatti tra gli osservatori della politica magiare l\u2019idea che il clamoroso addio al PPE sia in realt\u00e0 il primo passo verso un divorzio molto pi\u00f9 radicale: quello dall\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Molti segnali indicano che c\u2019\u00e8 una percepibile propensione di Orb\u00e1n a portare alle estreme conseguenza di una exit magiara i contrasti, le insofferenze e le indiscipline che caratterizzano ormai da molto tempo l\u2019atteggiamento dei governanti di Budapest verso le istituzioni e le politiche dell\u2019Unione europea. Lo si \u00e8 visto nelle vicende che hanno preceduto il varo del Recovery Fund, quando gli ungheresi, spalleggiati dai polacchi, hanno cercato in tutti i modi di respingere la condizionalit\u00e0 del rispetto dello stato di diritto che la Commissione e quasi tutti gli altri paesi volevano imporre a Budapest e Varsavia. Se ne \u00e8 usciti, alla fine, con un compromesso abbastanza discutibile, ma i contrasti sui concetti fondamentali del rispetto dei diritti umani e delle prassi democratiche sono rimasti tutti.<\/p>\n<h3>La prospettiva di un\u2019exit magiara<\/h3>\n<p>Se l\u2019uscita dall\u2019Unione \u00e8 davvero il disegno di Orb\u00e1n e la rottura con il partito popolare ne \u00e8 stato un passo meditato, va detto per\u00f2 che non \u00e8 affatto detto che l\u2019autocrate di Budapest sia in grado di condurlo in porto. Tutti i sondaggi dicono che una sensibile maggioranza degli ungheresi, anche di quelli orientati a destra, \u00e8 contrario all\u2019idea di uscire dall\u2019Europa per ritrovarsi cittadini di un piccolo paese isolato e fragile. Non fosse che perch\u00e9 \u00e8 abbastanza diffusa la consapevolezza che senza i cospicui fondi che l\u2019Ungheria riceve dall\u2019Europa e con i quali, per inciso, \u00e8 stata finanziata la flat tax introdotta dalla destra, il paese si troverebbe in gravissime difficolt\u00e0. Proprio la certezza che la maggioranza degli ungheresi voterebbe per restare in Europa ha ispirato il veto opposto dal governo e dal parlamento dominato da Fidesz a un referendum sull\u2019Europa che vari gruppi di opposizione vorrebbero che si tenesse.<\/p>\n<p>Insomma, per Orb\u00e1n si annunciano tempi politicamente duri. I sondaggi danno in vantaggio per le elezioni dell\u2019anno prossimo l\u2019alleanza elettorale ad hoc che si \u00e8 formata nel dicembre scorso con tutti i partiti democratici, dai socialisti ai liberali e cui si \u00e8 associato anche Jobbik, una formazione che contesta Fidesz da posizioni di estrema destra. L\u2019accordo tra i partiti prevede che si tengano le primarie per scegliere il candidato alla guida del governo, ma l\u2019opposizione pare aver gi\u00e0 trovato la sua stella nel sindaco di Budapest Gergely Kar\u00e1csony.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/orban-rompe-con-il-ppe-nei-suoi-piani-ce-luscita-dallunione-europea\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/orban-rompe-con-il-ppe-nei-suoi-piani-ce-luscita-dallunione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di: Striscia rossa (Paolo Soldini) \u00c8 stata una corsa tra chi si preparava a cacciarlo e chi voleva andarsene. 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