{"id":63230,"date":"2021-03-10T09:45:39","date_gmt":"2021-03-10T08:45:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63230"},"modified":"2021-03-09T20:36:58","modified_gmt":"2021-03-09T19:36:58","slug":"chiamatemi-direttore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63230","title":{"rendered":"Chiamatemi \u201cdirettore\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Annina Vallarino)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Beatrice Venezi crocefissa dall\u2019intolleranza femminista per una frase sul palco dell\u2019Ariston. Evidentemente, \u00e8 impossibile essere davvero libere<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Scrittore<\/em>. La divina Isabella Santacroce pone la sua chiosa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/televisione\/sanremo-beatrice-venezi-direttrice-dorchestra-no-meglio-direttore-e-scoppia-la-polemica-social_29459127-202102k.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nel giorno della polemica su quel \u201cchiamatemi direttore\u201d detto da Beatrice Venezi sul palco del Festival di Sanremo 2021.<\/a>\u00a0Affermazione che ha richiamato il furore social femminista, che la taccia di non fare il bene delle donne, riaffermando le leggi del patriarcato, ormai interiorizzato. Isabella Santacroce di rimando ripropone una vecchio post, una donna con maschera e cerbiatto, e la didascalia \u201cscrittore\u201d. Siamo nelle Stories di Instagram, si sa, lei \u00e8 ormai una vera diva, ha fatto dell\u2019assenza la sua luce. Lei, proprio come Venezi, ha sempre rifiutato la desinenza femminile. Lei, che ha scritto romanzi, provocato, liberato. Lei, che ha aperto da s\u00e9 una casa editrice.<\/p>\n<p>\u201cPer me quello che conta \u00e8 il talento e la preparazione, la posizione ha un nome preciso\u201d, sono le parole, dette in maniera non troppo spontanea sul palco di Sanremo, che hanno seguito quel \u201cchiamatemi direttore\u201d. In questa affermazione sta la spiegazione del suo \u201cdirettore\u201d, che da queste parti pare non essere maschilismo, assoggettamento, ma rimarcare d\u2019essere prima di tutto individuo, capace, e poi, solo dopo, donna. In tempi di quote rosa, di rappresentanza femminile in percentuali, di continui slogan \u201cdonne al potere\u201d (dimenticandosi di fare, prima di tutto, nomi e cognomi, insomma: identificare gli individui), pare ovvio che una professionista, che si \u00e8 impegnata, ha faticato, voglia sottolineare la propria abilit\u00e0, scrollandosi di dosso il cromosoma XX, cassa di risonanza mediatica, oramai, da \u201cprotezione essere speciale\u201d. Ma ora, si sa, va di moda un\u2019altra retorica, quella della donna di successo che deve comunque scontare la pena. Quale? Quella dell\u2019esser donna, perennemente in lotta con il sistema patriarcale, mai vivo come ai nostri tempi (ma davvero?), voce di tutte le altre, come se le donne, tutte, fossero un comparto monolitico, un gruppo conforme, con una sola voce, stesse abilit\u00e0, stesse possibilit\u00e0, e non un insieme di individui unici e particolari. E se quella donna non lo fa? Allora \u00e8 fuori dai giochi, \u00e8 sbagliata, ha tradito, non importa abbia fatto pi\u00f9 lei a livello d\u2019emancipazione, nella sua vita, che tutto quel vociare social di penne impettite.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138860\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/immagini.quotidiano.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption><em>Beatrice Venezi tra Amadeus e Fiorello<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Eppure Venezi rappresenta proprio quello che le donne che vogliono emancipare professano. Giovane, capace, arrivata in alto con dedizione e caparbiet\u00e0. Non \u00e8 la valletta, il solito e solo abbellimento. Tuttavia, decide di non prendere le rappresentanze del genere femminile, mandando, comunque, un messaggio di forza, che pone la lente non sul suo esser femmina, ma sulle capacit\u00e0, sull\u2019importanza della preparazione. \u00c8 un affare cos\u00ec malvagio? Ma non eravamo tutti per le donne finalmente libere di autodefinirsi e di essere quello che vogliono? Ah no, si vede che devono definirsi come le altre vogliono, quelle giuste, corrette, con il maschilometro sempre pronto in mano.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nei social, a suon di like, si leggono le critiche pi\u00f9 aspre, fino ad arrivare a parole in cui si afferma di \u201cprovare tenerezza\u201d per Venezi (non siamo proprio sicuri che Venezi abbia bisogno della commiserazione, d\u2019esser cullata, ci pare capace di asfaltare tutti quanti noi, che stiamo qua a commentare), condannandola per una frase, dimenticandosi invece chi \u00e8 e cosa fa. Attacchi paternalistici al contrario, che paiono volerla considerare vittima, incapace, finendo per infantilizzarla. Ma si sa, nella narrazione odierna, estemporanea, che corre sugli algoritmi, le persone valgono pi\u00f9 per quello che dicono in un frammento, che sia un tweet, per un\u2019immagine, che per quello che fanno lungo l\u2019arco di una vita, giorno per giorno. Il commento vale pi\u00f9 dell\u2019azione, in un gioco di specchi in cui si perde, e si finisce per rallegrarsi per un\u2019ascella non depilata in mondovisione, quando solo ottant\u2019anni fa le stesse donne usavano i rasoi per ribellarsi al diktat cattolico che le voleva aspre e naturali.\u00a0 Diciamolo: ognuno sceglie le proprie battaglie.<\/p>\n<p>Si legge, addirittura, che quello che ha detto Venezi non ha scusanti, \u00e8 un tradimento per tutte le donne (di nuovo, siamo veramente al circolo del cucito, al \u201cclub delle donne\u201d, eppure non volevamo essere considerate\u00a0<em>alla pari<\/em>?), \u00e8 una \u201caffermazione sessista e sbagliata\u201d. E su quel\u00a0<em>sbagliata<\/em>\u00a0arriva un grido, affranto.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-138861\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot_20210306_203803_com.instagram.android.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Donne che giudicano le parole delle altre, \u201csbagliate\u201d. Perch\u00e9? Perch\u00e9 sono altro. Sar\u00e0 un caso che alcune fra le pi\u00f9 celebri, personaggi che hanno smosso le pareti, infranto confini di genere, ignorato il patriarcato, annullato l\u2019immagine della donna bambina bisognosa di protezione e di quote, promulgando, invece, quella dell\u2019artefice del proprio destino, abbiano rifiutato, a pi\u00e8 pari, d\u2019esser megafono identitario femminista? Oriana Fallaci, Isabella Santacroce, e, per andare pi\u00f9 in l\u00e0, Colette, Janis Joplin, Joan Didion. Figure estreme, capaci, uniche, contraddittorie, umanissime. Ma si vede che non ce le meritiamo, preferiamo le voci che ci ricordano che siamo delle poverine, che per vincere dobbiamo fare gruppo, diventando anonime, e mai particolari.<\/p>\n<p>Venezi non ha detto molto, ma ha interrotto, posto un iato, a quel refrain festivaliero, inziato l\u2019anno scorso, il refrain da\u00a0<em>monologhi della vagina<\/em>. Un monologo a ogni donna, per ogni sfiga che ha incontrato. Le donne vanno bene e fanno felice il pubblico solo quando rispondono a un ruolo deciso e preciso, un tempo era quello delle bombe sexy, ancor meglio se silenti, ora siamo a quello delle vittime, eroine in quanto oppresse, con un tocco un po\u2019 neorealista, un po\u2019 retorico.\u00a0 E va bene, deve esserci spazio per tutti e per tutte. E allora perch\u00e9 non rispettare anche voci altre, diverse, che ci portino da un\u2019altra parte?<\/p>\n<p>Venezi e Santacroce, \u201cdirettore\u201d e \u201cscrittore\u201d, da qui, dovremmo considerarle delle vittime? No. Anzi, paiono, pi\u00f9 di altre, rappresentare la forza d\u2019essere, sono donne di successo che non rendono il loro femminile un\u00a0<em>cahier de dol<\/em><em>\u00e9ances<\/em>, come par di moda. Quindi, da qua si vede la scelta di Venezi come un richiamo a quell\u2019abilit\u00e0, a quel mondo meritocratico, che bisogna chiedere e richiedere. Lei, come Santacroce, rappresenta tutto quello che le giustiziere vogliono. Eppure non \u00e8 abbastanza. Lei nel suo \u201cdirettore\u201d, e in quel richiamo alla meritocrazia, ci appare pi\u00f9 femminista di tutte le femministe. Santacroce con il suo \u201cscrittore\u201d ci libera.<\/p>\n<p>Ma no, non va bene. Sono troppo avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/beatrice-venezi-sanremo\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Annina Vallarino) &nbsp; Beatrice Venezi crocefissa dall\u2019intolleranza femminista per una frase sul palco dell\u2019Ariston. Evidentemente, \u00e8 impossibile essere davvero libere &nbsp; Scrittore. La divina Isabella Santacroce pone la sua chiosa\u00a0nel giorno della polemica su quel \u201cchiamatemi direttore\u201d detto da Beatrice Venezi sul palco del Festival di Sanremo 2021.\u00a0Affermazione che ha richiamato il furore social femminista, che la taccia di non fare il bene delle donne, riaffermando le leggi del patriarcato, ormai interiorizzato.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":37788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intellettuale-dissidente-e1474974730908-320x320-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-grQ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63230"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63230"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63231,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63230\/revisions\/63231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}