{"id":63283,"date":"2021-03-12T10:44:18","date_gmt":"2021-03-12T09:44:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63283"},"modified":"2021-03-11T18:46:56","modified_gmt":"2021-03-11T17:46:56","slug":"la-strana-dinamica-delle-citazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63283","title":{"rendered":"La strana dinamica delle citazioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCIENZA IN RETE (Patrizia Caraveo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/white-paper-table.jpg?itok=i30oPakE\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1117\" \/><\/p>\n<blockquote class=\"image-field-caption\"><p>La metrica delle citazioni ha il vantaggio della semplicit\u00e0, ma anche molti limiti che vanno dal gender gap all&#8217;effetto \u201cpiove sul bagnato\u201d evidenziato da uno studio pubblicato su PNAS, per il quale la maggioranza delle citazioni \u00e8 concentrata su un piccolo numero di articoli.<\/p>\n<p>Crediti immagine:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.freepik.com\/photos\/business\">Business photo created by Racool_studio &#8211; www.freepik.com<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-5 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/taxonomy\/term\/2163\">RICERCA SCIENTIFICA<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<p>Lo studio delle citazioni \u00e8 una miniera di informazioni che travalicano le varie discipline della ricerca per sconfinare nella sociologia. Non \u00e8 un argomento da affrontare a cuor leggero: dal numero di citazioni che ricevono gli articoli che abbiamo scritto possono dipendere i finanziamenti futuri ed eventuali avanzamenti di carriera.<\/p>\n<p>Quella delle citazioni \u00e8 una metrica molto criticata (con ottime argomentazioni) ma ha il vantaggio della semplicit\u00e0. Le riviste scientifiche internazionali permettono di contare facilmente le citazioni di ciascun articolo e, una volta che si hanno i numeri, \u00e8 immediato vedere chi \u00e8 pi\u00f9 citato di altri, ma anche chi cita chi. In questo modo si scopre che gli articoli con primo autore donna\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.insidehighered.com\/news\/2018\/08\/16\/new-research-shows-extent-gender-gap-citations\">sono (in media) meno citati<\/a>\u00a0di quelli con primo autore maschio per l\u2019ottimo motivo che gli autori maschi (che sono in numero maggiore) tendono a citare di pi\u00f9 articoli scritti da altri maschi piuttosto che quelli scritti da femmine. \u00c8\u00a0il gender gap nelle citazioni, uno delle tante sfaccettature del gender gap in ambito accademico.<\/p>\n<p>Si scoprono anche i\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-019-02479-7\">citatori seriali<\/a>, quelli che si autocitano in modo compulsivo perch\u00e9 avere molte citazioni \u00e8 sempre un buon biglietto da visita. Mentre un certo numero di autocitazioni \u00e8 normale, con una media fisiologica che si aggira tra il 12 e il 13% del totale, c\u2019\u00e8 chi \u00e8 arrivato al 94%, distorcendo completamente la metrica (e dimostrandone i limiti intrinseci).<\/p>\n<p>Tornando ai numeri delle citazioni, dal conteggio alla graduatoria il passo \u00e8 breve. In effetti, da circa vent&#8217;anni viene redatta una lista dei cosiddetti\u00a0<em>highly cited researchers<\/em>\u00a0che comprende coloro che sono autori degli articoli che si piazzano in cima alla classifica e costituiscono l\u2019insieme dell\u20191% di quelli pi\u00f9 citati. Proprio per come \u00e8 stata fatta la classifica, non \u00e8 sorprendente che gli articoli degli\u00a0<em>highly cited<\/em>\u00a0tendano ad accumulare citazioni, tuttavia l\u2019effetto cumulativo cresce con il passare del tempo. \u00c8\u00a0quello che emerge da un recente studio basato su 26 milioni di articoli pubblicati tra il 2000 e\u00a0il 2015 da oltre 4 milioni di ricercatori in 118 discipline scientifiche. La\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.pnas.org\/content\/118\/7\/e2012208118\">pubblicazione<\/a>\u00a0su PNAS\u00a0non \u00e8 accessibile senza abbonamento e\u00a0i risultati sono stati gentilmente\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-021-00553-7\">riassunti da Nature<\/a>.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 eclatante \u00e8 l\u2019effetto \u201cpiove sul bagnato\u201d. Mentre nel 2000 l\u2019insieme degli articoli pi\u00f9 citati attraeva il 14% delle citazioni, nel 2015 si era passati al 21%. In altre parole, il 21% delle citazioni sono concentrate sull\u20191% degli articoli, un dato che fa riflettere e che mette in luce la diffusa disuguaglianza nel mondo delle citazioni dove, evidentemente, pochi lavori vengono citati tantissimo mentre tutto il resto riceve poche o nessuna citazione.<\/p>\n<p>Un controverso\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/250\/4986\/1331\">studio<\/a>\u00a0pubblicato su Science nel 1990\u00a0sostiene che la met\u00e0 degli articoli non riceve nessuna citazione nei cinque\u00a0anni successivi alla pubblicazione. Altri studi sostengono che la percentuale dei lavori che non ricevono nessuna citazione sia molto pi\u00f9 bassa. Considerando i lavori pubblicati nel 2006, Web of Science dice che dopo dieci anni la percentuale dei non citati \u00e8 del 4% in area biomedica, 8% per la chimica, 11% in fisica per arrivare al 24% nelle tecnologie.<\/p>\n<p>Ma a noi interessa capire la dinamica dei grandi numeri di citazioni. Sicuramente \u00e8 vero che, con il passare del tempo, l\u2019aumento del numero degli studiosi si riflette nell\u2019aumento dei lavori pubblicati e quindi nell\u2019aumento del numero di citazioni. Visto che per\u00f2 non stiamo parlando di numero medio di citazioni ma piuttosto di concentrazione crescente delle citazioni, \u00e8 possibile che l\u2019effetto sia, almeno in parte, dovuto al moltiplicarsi delle grandi collaborazioni internazionali che producono articoli di grande rilevanza con centinaia di autori. Non \u00e8 un caso che il pi\u00f9 grande aumento nella concentrazione delle citazioni sia avvenuto in fisica e\u00a0astronomia, dove le citazioni ai lavori al top sono in continua crescita. Per esempio, erano il 20% nel 2011 e sono salite al 22% nel 2012 e l\u2019aumento continua.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 chiaro che non c\u2019\u00e8 nulla di male a partecipare a lavori che ricevono molte citazioni, \u00e8 evidente che, in caso di concentrazione abnorme delle citazioni in poche aree, si rischia di creare una specie di monopolio scientifico dove tutti quelli che si vogliono mettere in luce finiscono per fare le stesse cose con la speranza di avere molte citazioni e\u00a0aumentare le loro possibilit\u00e0 di carriera a scapito della diversit\u00e0 (e\u00a0originalit\u00e0) del panorama scientifico.<\/p>\n<p>Per mettere in discussione la metrica delle citazioni, prendo a prestito l\u2019esempio citato nel 2014 in una conferenza a Lindau dal genetista Oliver Smithies che raccont\u00f2 agli studenti del totale disinteresse con cui venne accolto uno dei suoi primi lavori, scritto nel 1953, che,\u00a0a sua conoscenza, non ha mai ricevuto alcuna citazione. Questo non ha implicato la fine della carriera scientifica dell\u2019autore, che ha ricevuto il premio Nobel per la medicina nel 2007.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/strana-dinamica-delle-citazioni\/patrizia-caraveo\/2021-03-09<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Patrizia Caraveo) &nbsp; La metrica delle citazioni ha il vantaggio della semplicit\u00e0, ma anche molti limiti che vanno dal gender gap all&#8217;effetto \u201cpiove sul bagnato\u201d evidenziato da uno studio pubblicato su PNAS, per il quale la maggioranza delle citazioni \u00e8 concentrata su un piccolo numero di articoli. 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