{"id":63388,"date":"2021-03-18T11:30:09","date_gmt":"2021-03-18T10:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63388"},"modified":"2021-03-16T14:20:20","modified_gmt":"2021-03-16T13:20:20","slug":"leconomista-che-sussurra-a-biden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63388","title":{"rendered":"L\u2019economista che sussurra a Biden"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa direste di un astronomo ancora convinto che sia il Sole a girare intorno alla Terra? Ebbene, secondo Stephanie Kelton quasi tutti gli economisti \u2013 e soprattutto anche i politici \u2013 \u00a0hanno convinzioni teoriche paragonabili a quelle pre-copernicane. Kelton insegna Economia e Politica alla State University di New York ed \u00e8 stata inclusa tra i teorici pi\u00f9 influenti al mondo da\u00a0<i>Bloomberg Businessweek<\/i>,\u00a0<i>Politico<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Prospect Magazine<\/i>. E\u2019 stata anche capo economista per i Democratici nella commissione Bilancio del Senato e consigliera di Sanders e di Biden. E\u2019 insomma una che va presa sul serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 stato appena tradotto in italiano un suo libro (<i>Il mito del deficit<\/i>\u00a0\u2013 Fazi editore) che spiega in modo molto chiaro la Modern Monetary Theory (MMT). Kelton racconta che all\u2019inizio ha fatto fatica ad accettare questa teoria, proprio perch\u00e9 rovescia il modo di pensare tradizionale. Ma poi se n\u2019\u00e8 talmente convinta da scrivere questa esposizione che ha conquistato molti autorevoli protagonisti del dibattito economico. \u201cChiaro, avvincente, sbalorditivo e convincente\u201d secondo James Galbraith; \u201cUn libro rivoluzionario \u2013 lo ha definito Mariana Mazzucato \u2013 sia teoricamente rigoroso che empiricamente divertente\u201d;\u00a0 \u201cLeggetelo \u2013 ha aggiunto Naomi Klein \u2013 e poi mettetelo in pratica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019errore fondamentale della generalit\u00e0 dei politici, spiega Kelton, \u00e8 di pensare che lo Stato sia come una famiglia. Ma non colgono una differenza fondamentale: uno Stato dotato di sovranit\u00e0 monetaria non pu\u00f2 \u201cfinire i soldi\u201d, perch\u00e9 ha la possibilit\u00e0 di crearli semplicemente premendo il tasto di un computer. Da quando le monete non sono pi\u00f9 legate a un bene fisico \u2013 come si ricorder\u00e0, nel 1971 il presidente americano Richard Nixon sospese e poi abol\u00ec la convertibilit\u00e0 del dollaro in oro \u2013 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un limite alla quantit\u00e0 che se ne pu\u00f2 creare. O meglio, un limite c\u2019\u00e8, ma non \u00e8 il livello del deficit o del debito, che non hanno nessuna rilevanza: il limite \u00e8 dato dall\u2019economia reale e il segnale \u00e8 l\u2019inflazione. Quando l\u2019inflazione aumenta vuol dire che si sta immettendo troppa moneta per le possibilit\u00e0 di assorbimento dell\u2019economia. In quel caso bisogna prendere provvedimenti: per esempio alzando le tasse, in modo da ridurre la capacit\u00e0 di spesa delle famiglie. Le tasse, secondo la MMT, non servono a finanziare la spesa pubblica: per quella basta, appunto, stampare moneta. Ma servono per controllare l\u2019inflazione e per evitare una distribuzione della ricchezza troppo sperequata, che, oltre ad essere socialmente iniqua, causa vari altri problemi all\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Addirittura \u2013 sempre secondo la MMT \u2013 uno Stato con sovranit\u00e0 monetaria potrebbe evitare di emettere debito pubblico, potendo finanziare con la sua moneta tutto ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 bisogno. Fino a qualche tempo fa i tutoli pubblici servivano alla Fed (la banca centrale americana) per gestire la politica monetaria, ma oggi nemmeno questo \u00e8 pi\u00f9 vero, la Fed pu\u00f2 farne a meno. E\u2019 bene comunque che il debito pubblico esista, per fornire ai cittadini uno strumento sicuro di impiego del risparmio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Debito e deficit sono dunque solo numeri sulla carta, senza nessuna importanza effettiva. Ma questo vale solo se si ha la sovranit\u00e0 monetaria, e non tutti gli Stati ce l\u2019hanno. La sovranit\u00e0 monetaria comporta tre condizioni precise:\u00a0 1) ovviamente, avere una propria moneta da poter gestire liberamente; non \u00e8 scontato come potrebbe sembrare: ci sono paesi che vi hanno rinunciato, non solo qualcuno di importanza economica marginale come Ecuador e Panama, ma anche tutti quelli che hanno adottato l\u2019euro; 2) non legare la propria moneta ad altre, agganciando il cambio, come nel caso di Venezuela, Niger, Bermuda; 3) non indebitarsi pesantemente in altre valute, come hanno fatto ad esempio Brasile, Argentina, Turchia, Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che succede a chi non soddisfa queste condizioni? Che non si trova pi\u00f9 nella situazione di\u00a0<i>emittente<\/i>, ma solo di\u00a0<i>utilizzatore<\/i>\u00a0di moneta. E allora s\u00ec che i suoi problemi diventano simili a quelli di una famiglia, e per finanziare le spese deve ricorrere alle tasse e al debito, diventando dipendente dal mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kelton e la MMT vedono un problema di vincolo esterno (sempre per chi dispone di sovranit\u00e0 monetaria) solo per i paesi economicamente meno sviluppati, che \u201cnon possono permettersi di ignorare gli squilibri fiscali e commerciali, perch\u00e9 hanno bisogno di importare dall\u2019estero i beni per il soddisfacimento dei bisogni essenziali (cibo, petrolio, medicine, tecnologia), il che significa che devono preoccuparsi di incassare sufficiente valuta straniera (solitamente dollaro Usa) con la quale pagare le importazioni\u201d. In effetti, quello di preoccuparsi assai poco del valore esterno di una moneta, cio\u00e8 del valore che le attribuisce il resto del mondo, appare il punto pi\u00f9 debole di questa teoria. In un\u2019economia globalizzata tutti i paesi scambiano intensamente tra di loro, e un persistente squilibrio dei conti con l\u2019estero prima o poi presenta il conto anche se non si \u00e8 un paese del Terzo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, non a caso la MMT \u00e8 nata negli Stati Uniti, dove questo problema non si pone. Il paese che emette la moneta di riserva mondiale pu\u00f2 permettersi di avere tutti i deficit che vuole, tanto fiscali che nei conti con l\u2019estero. I paesi europei, invece, come spiega Kelton, non possono applicare la MMT, perch\u00e9 hanno rinunciato a una loro valuta. Ma l\u2019Unione europea potrebbe: distanziato dal dollaro (21% contro 62%, dati Fmi), ma l\u2019euro \u00e8 la seconda valuta di riserva mondiale (la terza \u00e8 lo yen con il 5,2), e oltretutto l\u2019Eurozona ha anche i conti con l\u2019estero in forte attivo, il che significa che spende al suo interno molto meno di quello che potrebbe permettersi. D\u2019altronde, negli ultimi anni la Bce (come le altre maggiori banche centrali) ha inondato l\u2019economia di moneta, eppure l\u2019inflazione non solo non \u00e8 salita, ma non ha mai raggiunto nemmeno l\u2019obiettivo del 2%. Come mai? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 molta capacit\u00e0 produttiva inutilizzata, tanti disoccupati, imprese che producono meno di quanto potrebbero. La sperequazione nella distribuzione del reddito e della ricchezza, un po\u2019 minore che negli Usa ma comunque in crescita da decenni, gioca il suo ruolo:\u00a0 quando i soldi si concentrano in poche mani la domanda complessiva ne soffre, perch\u00e9 i ricchi risparmiano molto e quelle risorse vengono sottratte al circuito produttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La disoccupazione \u00e8 un altro grande problema che la MMT vorrebbe risolvere. Kelton spende molte pagine sulla proposta che lo Stato debba essere il datore di lavoro di ultima istanza, ossia garantisca un posto retribuito decentemente a chiunque voglia avere un lavoro. Sarebbe uno stabilizzatore automatico dei cicli economici: quando la congiuntura \u00e8 negativa vi ricorrerebbero molte persone: la spesa pubblica aumenterebbe, ma quella spesa sarebbe reddito per chi non ne aveva. Costoro lo spenderebbero interamente, facendo aumentare di nuovo la domanda; le imprese, per soddisfarla, ricomincerebbero a produrre di pi\u00f9, richiamando nel settore privato la manodopera necessaria; e cos\u00ec il ciclo ripartirebbe, mentre si sarebbe evitato a molte persone un periodo di gravi difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sono solo gli economisti MMT a caldeggiare una misura del genere. Per esempio Sir Robert Skydelsky, divenuto famoso come biografo di Keynes, l\u2019aveva inserita nel programma economico del Labour di Jeremy Corbyn e anche in Italia ha vari sostenitori, per esempio le economiste Antonella Stirati e Laura Pennacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 non essere del tutto d\u2019accordo con qualche affermazione della MMT, ma il libro di Stephanie Kelton, oltre ad essere di gradevole lettura e scritto per farsi capire da tutti, ha due pregi fondamentali. Costringe a fare i conti con una serie di idee economiche che, nonostante si siano rivelate sbagliate, continuano a condizionare le decisioni politiche e ad essere ripetute acriticamente da mass media e politici. Ma soprattutto, ricorda che il compito degli economisti dovrebbe essere quello di studiare come far stare meglio le persone, e non di considerare le persone in funzione di un astratto equilibrio dell\u2019economia, a cui per giunta si pu\u00f2 applicare il vecchio detto sull\u2019araba fenice: \u201cche ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/03\/16\/leconomista-che-sussurra-a-biden\/\">https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/03\/16\/leconomista-che-sussurra-a-biden\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0CARLO CLERICETTI Cosa direste di un astronomo ancora convinto che sia il Sole a girare intorno alla Terra? Ebbene, secondo Stephanie Kelton quasi tutti gli economisti \u2013 e soprattutto anche i politici \u2013 \u00a0hanno convinzioni teoriche paragonabili a quelle pre-copernicane. 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