{"id":63455,"date":"2021-03-19T10:30:03","date_gmt":"2021-03-19T09:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63455"},"modified":"2021-03-18T22:30:26","modified_gmt":"2021-03-18T21:30:26","slug":"quale-ruolo-per-la-centralita-della-cina-nello-spazio-pubblico-proposte-esperienze-fragore-di-silenzi-e-clamore-di-grandi-narrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63455","title":{"rendered":"Quale ruolo per la centralit\u00e0 della Cina nello spazio pubblico? Proposte, esperienze, fragore di silenzi e clamore di Grandi Narrazioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINOSFERE (Amina Crisma)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. Dibattiti attuali ed esperienze trascorse.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una preziosa occasione di confronto, ricca di fertili sollecitazioni, il dibattito\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/10\/01\/marco-fumian-sinologi-nella-nuova-era\/\">\u201cSinologi della nuova era\u201d promosso su\u00a0<em>Sinosfere\u00a0<\/em>da Marco Fumian<\/a>, che ringrazio per avermi invitato a parteciparvi. Per una curiosa coincidenza, sull\u2019ultimo numero cartaceo uscito adesso di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>, a cui collaboro da un decennio e che proseguir\u00e0 d\u2019ora in poi la sua vita esclusivamente nella forma online gi\u00e0 attiva da tempo, appare il consuntivo di una costante attenzione al mondo cinese che data dalla nascita stessa della rivista, avvenuta cinquant\u2019anni fa, e che fra l\u2019altro si concretizz\u00f2 nel 1970, nel 1971 e nel 1973 in tre pionieristiche spedizioni in Cina dei suoi fondatori.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/p>\n<p>Una riflessione su tale esperienza, nel momento in cui se ne chiude una determinata fase e in cui si aprono nuovi e promettenti spazi di discussione, credo possa rivestire un qualche interesse in riferimento al tema di cui qui si tratta, non tanto per una forma di civetteria antiquaria ascrivibile alla ragazza del secolo scorso che, ahim\u00e9, indubbiamente ormai sono, quanto piuttosto perch\u00e9 alcuni elementi di un suo provvisorio bilancio si possono, a mio avviso, utilmente comparare con quelli dell\u2019odierna conversazione che si va svolgendo su\u00a0<em>Sinosfere.\u00a0<\/em>Quest\u2019esame pu\u00f2 forse in qualche misura giovarci a delineare un\u2019analisi che sia riferita non solo al fondamentale versante delle acquisizioni di carattere critico e metodologico, non solamente, insomma, alla rilevanza degli esiti teoretici sin qui conseguiti dalla discussione in corso, ma che si volga anche a una pragmatica considerazione di un aspetto che finora non mi pare si sia evidenziato, e che sintetizzerei in questi termini:<\/p>\n<p>qual \u00e8 l\u2019impatto reale di questi nostri discorsi sul mondo circostante (ambienti accademici, spazi della comunicazione, dell\u2019educazione, della cultura diffusa, spazi pubblici in genere)? In una parola, qual \u00e8 la loro effettiva capacit\u00e0 di incidere significativamente nell\u2019agor\u00e0, sulla coscienza collettiva?<\/p>\n<p>Provo a riformulare la questione che intendo proporre all\u2019attenzione prendendo le mosse dalle\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2021\/02\/28\/gaia-perini-giovanni-arrighi-a-pechino-elon-musk-a-shanghai-alla-ricerca-di-una-sinologia-ibrida\/\">parole pregnanti di Gaia Perini nel suo intervento su\u00a0<\/a><em>Sinosfere\u00a0<\/em>del 28 febbraio, che sottoscrivo\u00a0<em>toto corde:\u00a0<\/em>\u201cla Cina \u00e8 al centro di un\u2019evoluzione globale che riguarda l\u2019umanit\u00e0 tutta, e che resta solo in parte intelligibile dal pertugio di saperi frammentati\u201d. Ecco, di questo si tratta, a mio parere, quando ci si interroga sul ruolo presente e futuro del sinologo: si delinea qui un compito che eccede di gran lunga l\u2019ambito di uno specialismo, anche se indubbiamente ne postula un preciso e specifico contributo. Esso richiederebbe l\u2019impegno condiviso di vasti cantieri intellettuali (i \u201csodalizi ibridi\u201d capaci di \u201cspaziare, contaminare, deragliare\u201d di cui Gaia ci parla) e implicherebbe la configurazione di metodi di elaborazione adeguati alla complessit\u00e0 di tale prospettiva, e dunque non settoriali n\u00e9 parcellizzati, ma quanto mai aperti, dialogici, interdisciplinari, interattivi.<\/p>\n<p>Ebbene, se di questo si tratta, come credo, la domanda che ne consegue, a mio avviso, \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p>come e quanto la percezione della centralit\u00e0 della Cina per il destino di tutti e la conseguente esigenza di costruire modalit\u00e0 interpretative, discorsive e comunicative adeguate a tale cruciale rilevanza riescono concretamente a inscriversi nella consapevolezza diffusa, dentro e fuori l\u2019universit\u00e0, negli scenari di pubblico dibattito di questo nostro Paese?<\/p>\n<p>\u00c8 a questa domanda che tenter\u00f2 di offrire qualche provvisoria risposta, sulla base di quanto mi \u00e8 stato dato finora di osservare in un trentennio di attivit\u00e0 di divulgazione e di promozione di confronti interdisciplinari e interculturali che mi hanno dato modo di incontrare non solo studenti e colleghi, ma anche una molteplicit\u00e0 e una variet\u00e0 di interlocutori diversi per et\u00e0, ascendenze, condizioni, appartenenze, propensioni, letture.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/p>\n<p><strong>2. Una discussione stimolante, e i suoi esiti.<\/strong><\/p>\n<p>Indubbiamente \u00e8 una ricca variet\u00e0 di stimolanti punti di vista a emergere in \u201cSinologi della nuova era\u201d: una variet\u00e0 decisamente incomprimibile in una schematica rappresentazione. E tuttavia, \u00e8 a mio avviso importante segnalare in particolare un aspetto che mi pare accomuni significativamente, pur con differenti declinazioni e accentuazioni, voci diverse che vi sono intervenute, da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/12\/20\/marina-miranda-lera-dello-storytelling-la-cina-e-noi\/\">Marina Miranda<\/a>\u00a0a\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/10\/ivan-franceschini-cina-globale-appunti-per-una-critica-sistemica\/\">Ivan Franceschini<\/a>, da\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/01\/daniele-brombal-rigenerare-la-sinologia\/\">Daniele Brombal<\/a>\u00a0a\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/29\/monica-de-togni-questione-di-metodo\/\">Monica De Togni<\/a>, ossia il netto rifiuto di ridurre la sinologia all\u2019esercizio di uno \u201cspecialismo senz\u2019anima\u201d, per riprendere una ben nota definizione weberiana. All\u2019esortazione a promuovere, difendere e valorizzare l\u2019irrinunciabile funzione critica del nostro mestiere e delle nostre competenze \u2013 una funzione che,\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2021\/01\/13\/maurizio-scarpari-allombra-dellanaconda-considerazioni-sinologiche\/\">come ci rammenta il contributo di Maurizio Scarpari<\/a>, \u00e8 pericolosamente insidiata da preoccupanti condizioni di censura e di autocensura \u2013 \u00a0si affianca l\u2019invito a \u201ccostruire ponti con la dinamite\u201d,\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/12\/06\/simone-pieranni\/\">come dice Simone Pieranni<\/a>, ossia a rapportarci con interlocutori molteplici, a configurare \u201csodalizi intellettuali ibridi\u201d superando la frammentazione dei saperi, come propone Gaia Perini nell\u2019intervento gi\u00e0 prima richiamato, e a mettere quindi in gioco nel dibattito pubblico le acquisizioni di cantieri interdisciplinari e \u201cmeticci\u201d di lavoro.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/p>\n<p>Ne deriva, mi sembra, una constatazione della ineludibile politicit\u00e0 del nostro ruolo, che non equivale a faziosit\u00e0 o a parzialit\u00e0 settaria, come pretendono gli assertori di sedicenti asettiche \u201cneutralit\u00e0\u201d (che a ben vedere in effetti equivalgono a dissimulate e non dichiarate prese di posizione), poich\u00e9,\u00a0<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2020\/11\/08\/fabio-lanza-nuova-era-vecchi-dualismi\/\">come ci ricorda Fabio Lanza nel suo denso contributo<\/a>, la sinologia non \u00e8 un\u2019isola, non \u00e8 una corporazione a s\u00e9 stante di studiosi di un presunto pianeta alieno. E dunque se ne desume che ai sinologi, come a qualsivoglia altra figura intellettuale, ineriscono inevitabilmente delle decisioni e delle scelte. Una scelta a parer mio assai auspicabile \u2013 e che ritengo anzi intimamente coerente con il nostro Beruf \u2013 \u00e8 quella di assumerci il compito, morale e politico, di demistificare il potere e le narrazioni che ad esso sono funzionali.<\/p>\n<p>Ce lo ricordano le parole di un compianto amico e maestro, Paolo Prodi, che fra l\u2019altro nelle sue ultime pagine aveva espresso (cosa davvero piuttosto rara nel panorama italiano) una lucida consapevolezza delle vaste e profonde implicazioni problematiche dell\u2019attuale centralit\u00e0 della Cina nell\u2019orizzonte globale:<\/p>\n<p>\u201cIl nostro mestiere non pu\u00f2 che consistere, pi\u00f9 che nello studio del passato, nella de-mistificazione o de-legittimazione del potere, in tutte le sue forme.\u201d<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/p>\n<p>Fra le narrazioni da decostruire integralmente funzionali al potere, un rilievo speciale rivestono quelle imperniate sul ben noto meccanismo di opposizione dualistica Cina\/Occidente, che fra l\u2019altro \u2013 come diversi interventi su\u00a0<em>Sinosfere\u00a0<\/em>hanno sottolineato \u2013 vanno sempre pi\u00f9 assumendo toni aggressivi e inquietanti da guerra fredda (e tale scontro di propaganda ha fra l\u2019altro rilevanti conseguenze sugli atenei nel mondo, come Antonella Ceccagno e io abbiamo cercato di mostrare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/antonellaa-ceccagno-amina-crisma-durante-e-dopo-il-covid-come-la-guerra-di-propaganda-tra-usa-e-cina-sta-cambiando-le-universita-nel-mondo\/\">in un recente articolo su\u00a0<em>Inchiesta<\/em><\/a>). Da un lato esse occultano la materiale unit\u00e0 e la stretta interconnessione dell\u2019unico, onnipossente e onnivoro sistema\/mondo in cui viviamo, il capitalismo globale di cui la Cina \u00e8 non solo parte integrante bens\u00ec fondamentale centro propulsivo, dall\u2019altro fanno sparire dalla vista le diversit\u00e0 infraculturali, ossia la pluralit\u00e0 dei soggetti concreti, donne e uomini in carne ed ossa, che abitano il\u00a0<em>tianxia<\/em>, e le corpose differenze delle loro situazioni e condizioni, materiali e spirituali, di genere e di classe. Essendo io una ragazza del secolo scorso, come ho gi\u00e0 detto, e coerentemente con la storia passata e presente di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>, resto pervicacemente convinta che la distinzione sfruttati\/sfruttatori, oppressi\/oppressori, bastonati\/bastonatori sia tutt\u2019altro che desueta, nonostante ogni magniloquente essenzialismo culturale, sotto qualsiasi cielo e ad ogni latitudine; aggiungo inoltre di diffidare di ogni forma di sciovinismo, di nazionalismo, di aggressiva retorica identitaria, occidentale o orientale che sia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mi riconosco integralmente nella prospettiva dei\u00a0<i>Critical China\u00a0Scholars\u00a0<\/i>che Fabio Lanza limpidamente ci illustra, a partire dal presupposto che \u201calla radice delle ingiustizie nel mondo ci sono sistemi politici ed economici \u2014 capitalismo, autoritarismo, imperialismo, razzismo, e patriarcato \u2014 che trascendono i confini nazionali\u201d, e nel corollario che ne scaturisce: \u201cci opponiamo alla retorica razzista e guerrafondaia che demonizza la Cina e i cinesi, ma siamo nello stesso tempo solidali con i movimenti che resistono all\u2019oppressione dello stato cinese\u201d. \u00c8 un programma che mi sembra pi\u00f9 che mai condivisibile, ma se devo pensare a una sua concretizzazione, mi pare di intravederne le potenzialit\u00e0 future ed eventuali forse in un ambito di links internazionali piuttosto che sul nostro patrio suolo, perch\u00e9 l\u2019atteggiamento sin qui prevalente nel panorama nostrano, nei confronti di queste come delle altre sollecitazioni provenienti dal dibattito di\u00a0<em>Sinosfere,<\/em>\u00e8 una sostanziale e generale\u00a0<em>distrazione<\/em>.<\/p>\n<p>Mi colpisce la sproporzione che si pu\u00f2 constatare fra l\u2019importanza cruciale di questa discussione e delle proposte che ne emergono, da un lato, e la sorda e impenetrabile indifferenza con cui vengono accolte. Come se cadessero nel vuoto, come se andassero a sbattere contro un muro di gomma, come se non riguardassero nessuno salvo coloro che se ne fanno latori,\u00a0<em>sicut voces clamantes in deserto<\/em>.<\/p>\n<p>Mi auguro di essere smentita in un futuro che auspico quanto mai vicino, ma \u00e8 un dato di fatto di cui non si pu\u00f2 non prendere atto che \u00e8 finora invariabilmente questo l\u2019esito deludente, ogni volta che si cerca di promuovere un confronto approfondito, largo e aperto sulla Cina, che tenga conto della sua irriducibile complessit\u00e0. Chiss\u00e0 perch\u00e9, questo tema non riesce mai a conquistarsi l\u2019attenzione che meriterebbe, e l\u2019esperienza di dieci anni di tentativi condotti dall\u2019Osservatorio Cina di\u00a0<em>Inchiesta\u00a0<\/em>purtroppo conferma inequivocabilmente questo desolante risultato.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/p>\n<p><strong>3. L\u2019esperienza dell\u2019Osservatorio Cina di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>Mi siano consentite due brevi parole su tale esperienza, non certo per gusto rievocativo, ma perch\u00e9 mi sembra che essa possa offrire qualche utile spunto di riflessione, ai fini delle considerazioni che qui si vanno svolgendo. L\u2019Osservatorio Cina di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>, che si \u00e8 sviluppato in questo decennio sia sulla sua versione cartacea sia su quella online, ha cercato di raccogliere, rilanciare e approfondire l\u2019interesse per il Paese di Mezzo sorto con la nascita stessa della rivista all\u2019inizio degli anni Settanta, e ha dedicato un costante e cospicuo impegno a costruire interazioni fra sinologia e ambiti disciplinari diversi, e collegamenti fra vecchie e nuove generazioni di studiosi. Il ventaglio tematico esplorato spazia dalle questioni del lavoro a quelle ambientali, dai modelli di sviluppo ai diritti, dai problemi dei migranti a quelli delle minoranze, dal welfare alle disuguaglianze, dai nodi potere\/societ\u00e0 e rapporti passato\/presente a quelli delle relazioni internazionali, dalle concezioni dell\u2019ordine mondiale alle reinterpretazioni post-moderne delle tradizioni, senza dimenticare \u201cla Cina in Italia\u201d, con indagini sull\u2019imprenditoria cinese nei distretti industriali italiani e iniziative che hanno coinvolto giovani cinesi di seconda generazione. Si \u00e8 tentato inoltre di decostruire gli stereotipi intorno all\u2019Alterit\u00e0 Cinese, da una parte valorizzando il ruolo critico della filologia e dall\u2019altra promuovendo larghi confronti con storici, antropologi, sociologi, giuristi, filosofi, fra cui si annoverano maestri di interculturalit\u00e0 quali PierCesare Bori, Giangiorgio Pasqualotto, Nicola Gasbarro. Si sono promossi dibattiti e si sono costruiti documentati dossier su argomenti quali il \u201critorno a Confucio\u201d nella Cina d\u2019oggi,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup>\u00a0il Memorandum sulla Nuova Via della Seta,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup>\u00a0il controverso ruolo degli Istituti Confucio,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup>\u00a0al cui proposito il direttore di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>, Vittorio Capecchi, sottolineava:<\/p>\n<p>\u201cil\u00a0motivo che spinge la redazione di\u00a0<em>Inchiesta<\/em>\u00a0e il suo direttore a pubblicare questo dibattito \u00e8 che non si tratta di un dibattito \u201cinterno\u201d al mondo accademico e in particolare a quella parte di mondo accademico che si occupa di studi sulla Cina: esso coinvolge chiunque abbia un ruolo nella ricerca e nella universit\u00e0 italiana.\u201d<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">9)<\/sup><\/p>\n<p>Ebbene, a fronte di questa profusione ininterrotta di impegno, definire modesti i risultati ottenuti sul piano dell\u2019incidenza nell\u2019agor\u00e0 \u00e8 ricorrere a un grazioso eufemismo. Intendiamoci: \u00e8 certamente un inestimabile conseguimento l\u2019aver costruito e allargato una rete di autorevoli e generosi contributori con cui c\u2019\u00e8 un dialogo costante, che \u00e8 in continua espansione, e dove accanto a nomi noti hanno spazio giovani ricercatori.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_10\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">10)<\/sup>\u00a0Non sarei confuciana se non apprezzassi debitamente i piaceri dell\u2019amicizia, dello studio condiviso, della conversazione, nonch\u00e9 la gioia di \u201cfar fiorire i talenti dell\u2019impero\u201d. Detto questo, penso anche, in accordo con i maestri antichi, che l\u2019autocoltivazione del\u00a0<em>junzi,\u00a0<\/em>\u201cl\u2019uomo esemplare\u201d, non sia fine a se stessa, ma sia necessariamente volta a incidere sullo spazio circostante. Sotto questo profilo, \u00e8 dunque innegabile che \u201ccontinuiamo a raccontarcela fra noi\u201d: l\u2019impatto esterno, nonostante ogni sforzo, rimane pressoch\u00e9 inesistente, e aumenta la sensazione di avere attorno un muro di sostanziale indifferenza.<\/p>\n<p>Quest\u2019impressione mi sembra confermata, fra l\u2019altro, dalla risonanza pressoch\u00e9 nulla invariabilmente ottenuta da tutti i casi di rimostranza puntualmente ripresi e rilanciati su\u00a0<em>Inchiesta:\u00a0<\/em>dalla lettera aperta del luglio 2018, primo firmatario Ivan Franceschini, intitolata \u201cPerch\u00e9 \u00e8 pericoloso prendere la Cina come modello di gestione dei flussi migratori\u201d,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_11\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">11)<\/sup>\u00a0all\u2019appello internazionale in favore dell\u2019illustre giurista Xu Zhangrun, licenziato, com\u2019\u00e8 noto, per aver criticato il mandato a vita assunto da Xi Jinping (in tutta Italia solo una decina i firmatari),<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_12\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">12)<\/sup>\u00a0dalla lettera aperta del Presidente dell\u2019\u00c9cole des Hautes Etudes di Parigi in pro dello studioso uiguro Tiyip Taspholat<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_13\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">13)<\/sup>\u00a0all\u2019appello della Fondazione Alexander Langer \u201c4 giugno: da Tian Anmen a Hong Kong, prima che sia troppo tardi\u201d.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_14\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">14)<\/sup><\/p>\n<p>Mere disattenzioni, o non piuttosto indizi di una pericolosa insensibilit\u00e0, se non anzi di una \u2013 non tanto impercettibile \u2013 deriva in direzione di simpatie autoritarie?<\/p>\n<p><strong>4. Clamore di Grandi Narrazioni.<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, c\u2019\u00e8 tutto un repertorio lessicale \u2013 da Tian Anmen a Tibet, da uiguri a Hong Kong \u2013 che sembra essersi eclissato dal proscenio, che sembra letteralmente sparito dal vocabolario comune (ne hanno trattato, fra l\u2019altro, in interventi pregnanti,\u00a0<a href=\"https:\/\/sinosfere.com\/2019\/11\/25\/attilio-andreini-ecco-perche-e-fondamentale-parlare\/\">Attilio Andreini<\/a>\u00a0e Fiorenzo Lafirenza<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_15\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">15)<\/sup>). E questo silenzio e questo vuoto appaiono occupati in crescente misura dalla retorica magniloquente intorno alle Magnifiche Sorti e Progressive della Sinit\u00e0 Millenaria, sempre pi\u00f9 possente e sempre pi\u00f9 influente, in cui si fonde la celebrazione dei successi economici, dell\u2019\u201carmonia\u201d autoritaria e del protagonismo della RPC su scala globale, e alla quale danno voce garruli autopromossi \u201cesperti\u201d. Essa si giova abilmente di difettivi sillogismi che screditano, mediante accorte strategie discorsive, ogni resistenza e ogni obiezione, per cui ogni seppur minima critica nei confronti della attuale leadership della RPC equivarrebbe\u00a0<em>ipso facto\u00a0<\/em>a una deprecabile sinofobia. Ne ho potuto misurare l\u2019efficacia in una quantit\u00e0 di confronti con i pubblici pi\u00f9 vari, e mi impressiona sempre la sua grande capacit\u00e0 di fascinazione, a destra come a sinistra, sia nei confronti degli ammiratori della potenza di uno Stato forte, per cui la crescita del PIL cinese \u00e8 l\u2019assoluta misura di ogni bene sotto il cielo, sia di coloro che hanno sempre ritenuto che \u201cdemocrazia\u201d e \u201cpluralismo\u201d siano vacue parole prive di valore, e che hanno sempre preferito Lenin a Rosa Luxemburg. Ma, al di l\u00e0 di queste curiose convergenze, \u00e8 sconcertante che tale genere di Grandi Narrazioni sia divenuto a tal punto senso comune da aver corso incontrastato su grandi reti televisive nazionali.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_16\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">16)<\/sup><\/p>\n<p>Credo ci sia bisogno di modi diversi di raccontare la Cina nello spazio pubblico: modalit\u00e0 non stereotipate, non costrette dalle inerzie di luoghi comuni, che non la riducano a un feticcio autoritario, a un reificato monolite alieno, ma che si sforzino di coglierne l\u2019irriducibile complessit\u00e0, senza demonizzazioni e senza mitizzazioni. Che non riducano la sua immensa civilt\u00e0 nello stereotipo del dispotismo orientale, vuoi per deprecarlo vuoi per magnificarlo, ma che ne colgano la natura plurale di campo di tensioni, restituendo visibilit\u00e0 all\u2019<em>anticonformismo\u00a0<\/em>e allo spirito di\u00a0<em>rimostranza\u00a0<\/em>nei confronti del potere che l\u2019hanno da sempre percorsa, rintracciando nelle sue antichissime fonti risorse per poter oggi formulare una nozione pi\u00f9 ampia e inclusiva di fraternit\u00e0 umana, recuperando tutta la carica\u00a0<em>inattuale<\/em>, progettuale, utopica, dirompente di dense parole antiche come\u00a0<i>renyi,\u00a0<\/i>\u201csenso dell\u2019umanit\u00e0 e della giustizia\u201d.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_17\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">17)<\/sup><\/p>\n<p>E ancora, credo ci sia bisogno di modi di raccontare la Cina ispirati all\u2019atteggiamento problematico del \u201cfare inchiesta\u201d (ricordate il motto famoso \u201cchi non fa inchiesta non ha diritto di parola?\u201d).\u00a0 Che tale genere di narrazione sia possibile lo attesta, ad esempio,\u00a0<em>Project China<\/em>, documentario appena uscito di due giovani autori, Elisabetta Giacchi e Thomas Saglia, che compendia in un\u2019ora due anni di ricerche, e che offre un caleidoscopio di sguardi sulla Cina spiazzante, non improntato a facili e sbrigative risposte, ma a domande che rimangono aperte, e che via via si approfondiscono, e portano a nuove scoperte.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_18\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">18)<\/sup><\/p>\n<p>Anche i fondatori di\u00a0<em>Inchiesta\u00a0<\/em>che andarono in una Cina quanto mai remota da quella attuale cinquant\u2019anni fa non si accontentavano degli slogan, erano consapevoli dei limiti dei loro strumenti interpretativi e dell\u2019irriducibile complessit\u00e0 della realt\u00e0 con cui tentavano di misurarsi; da quella esperienza trassero, come mi dicono, \u201cun bagaglio di interrogativi aperti\u201d. Un\u2019affinit\u00e0 con le propensioni degli autori di\u00a0<em>Project China\u00a0<\/em>che mi pare significativa, dato che l\u2019esperienza di questi giovani \u00e8 maturata in modo totalmente indipendente, e che mi conferma nella convinzione che \u201camare la Cina\u201d, in fondo, altro non sia che questo: interrogare tale universo senza timore di farsene spiazzare e sconcertare, e rammentando, con Hannah Arendt, che comunque si amano non le collettivit\u00e0, ma le persone: esistenze e soggetti concreti di cui le grandi astrazioni reificanti tendono a cancellare la percezione.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_19\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">19)<\/sup><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aminacrisma.it\/\">Amina Crisma<\/a>\u00a0ha studiato all\u2019Universit\u00e0 di Venezia dove ha conseguito le lauree in Filosofia e in Lingua e Letteratura cinese, e il PhD in Studi sull\u2019Asia orientale. Dal 2007\/8 insegna Filosofie dell\u2019Asia orientale all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, dopo aver insegnato per un decennio Sinologia all\u2019Universit\u00e0 di Padova, e Storia delle Religioni della Cina all\u2019Universit\u00e0 di Urbino. Oltre a numerosi contributi in opere collettanee, fra cui\u00a0<i>R\u00e9formes<\/i>\u00a0(Berlin 2007),\u00a0<i>Per una filosofia interculturale<\/i>\u00a0(Milano 2007),\u00a0<i>La Cina\u00a0<\/i>(Torino 2009),\u00a0<i>In the Image of God<\/i>\u00a0(Berlin 2010),\u00a0<i>La filosofia e l\u2019altrove<\/i>\u00a0(Milano 2016), ha pubblicato i volumi\u00a0<i>Il Cielo, gli uomini<\/i>\u00a0(Venezia 2000),\u00a0<i>Conflitto e armonia nel pensiero cinese dell\u2019et\u00e0 classica<\/i>\u00a0(Padova 2004),\u00a0<i>Neiye, il Tao dell\u2019armonia interiore<\/i>\u00a0(Milano 2015),\u00a0<i>Confucianesimo e taoismo<\/i>\u00a0(Bologna 2016). Fra le riviste a cui collabora, vi sono\u00a0<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/\"><i>Inchiesta<\/i><\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cosmopolisonline.it\/\"><i>Cosmopolis<\/i><\/a>,\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giornalecritico.it\/\"><i>Giornale critico di storia delle idee<\/i><\/a>,\u00a0<i>Parolechiave<\/i>,\u00a0<i>Prometeo<\/i>,\u00a0<i>\u00c9tudes interculturelles<\/i>. Fra le sue traduzioni e curatele vi \u00e8\u00a0<i>Storia del pensiero cinese<\/i>\u00a0di Anne Cheng (Torino 2000).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\">1. \u2191 Amina Crisma, \u201cLa Cina su Inchiesta. Uno sguardo retrospettivo, e qualche considerazione sull\u2019attuale stato dell\u2019arte\u201d, Inchiesta, anno 50, 210, ottobre\/dicembre 2020, 75-81 (anche in www.inchiestaonline.it).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">2. \u2191 Risale agli anni Novanta, ad esempio, il progetto \u201cLa scuola dell\u2019interculturalit\u00e0\u201d (che ho ideato e promosso con Renza Ravagnan, Renata Firpo, Ester Geremia) nel cui ambito fra l\u2019altro Wang Meng, insieme a Fiorenzo Lafirenza, che aveva appena tradotto e curato il suo Dura la pappa di riso (Cafoscarina 1998), incontr\u00f2 cittadinanza e studenti al liceo Stefanini di Mestre.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">3. \u2191 Va rilevato che le attuali condizioni di lavoro all\u2019universit\u00e0 non facilitano certo tale prospettiva: cfr. Luca Baldissara, \u201cLavorare in universit\u00e0\u201d, Inchiesta, anno 50, 210, ottobre\/dicembre 2020, 33-37 (anche in www.inchiestaonline.it).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">4. \u2191 Paolo Prodi, Homo europaeus (Bologna: Il Mulino, 2015), 11. La scomparsa di Paolo Prodi ha purtroppo interrotto una nostra conversazione sulla questione della Cina i cui interrogativi problematici mi pare restino tuttora aperti. Cfr. Amina Crisma, \u201cFine della rivoluzione e tramonto dell\u2019Occidente. A chi andr\u00e0 il Mandato celeste?\u201d, 17 giugno 2015, www.inchiestaonline.it; Ead., \u201cIn ricordo di Paolo Prodi\u201d, 18 dicembre 2016, www.inchiestaonline.it. Si veda inoltre, nel medesimo sito, la rubrica \u201cPaolo Prodi e la rivista Inchiesta\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">5. \u2191 Amina Crisma, \u201cHong Kong non \u00e8 su un altro pianeta: e allora perch\u00e9 questo silenzio?\u201d, 2 luglio 2020 (www.inchiestaonline.it).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">6. \u2191 Amina Crisma (a cura di), \u201cRitorno a Confucio nella Cina d\u2019oggi\u201d, dossier e dibattito interdisciplinare, gennaio\/aprile 2016, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">7. \u2191 Maurizio Scarpari, \u201cTimeo Danaos et dona ferentes\u201d, \u201cIn margine alla visita di Xi Jinping in Italia\u201d, \u201cInciampi e delusioni lungo la Via della Seta\u201d, marzo\/settembre 2019, www.inchiestaonline.it; Amina Crisma (a cura di), dossier \u201cLa Nuova Via della Seta\u201d, con interventi di Alessia Amighini e Ivan Franceschini, Inchiesta 205\/2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">8. \u2191 Un dibattito aperto da Maurizio Scarpari, \u201cIstituti Confucio e libert\u00e0 accademica\u201d, 29 settembre 2014; cfr. Amina Crisma, \u201cHong Kong, la Cina, gli IC e noi\u201d, 16 dicembre 2019; \u201cGli IC e il soft power\u201d, 3 ottobre 2014, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">9. \u2191 Vittorio Capecchi, \u201cI testi del dibattito sugli Istituti Confucio, la Cina e noi\u201d, 22 dicembre 2019, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">10. \u2191 Nell\u2019impossibilit\u00e0 di elencarli qui tutti (in proposito rinvio a \u201cLa Cina su Inchiesta\u201d gi\u00e0 citato) mi limito ad evocarne a titolo esemplificativo almeno alcuni: Alessia Amighini, Attilio Andreini, Sabrina Ardizzoni, Ester Bianchi, Umberto Bresciani, Daniele Brombal, Raimondo Bultrini, Renzo Cavalieri, Antonella Ceccagno, Davide Cucino, Laura De Giorgi, Ivan Franceschini, Marco Fumian, Chiara Ghidini, Luigi Moccia, Massimo Mori, Ignazio Musu, Antonio Olmi, Paola Paderni, Angela Pascucci, Gaia Perini, Federico Picerni, Claudia Pozzana, Alessandro Russo, Guido Samarani, Maurizio Scarpari, Paolo Scarpi, Flavia Solieri, Luigi Tomba, Wang Hui\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">11. \u2191 8 luglio 2018, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">12. \u2191 17 aprile 2019, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">13. \u2191 Hubert Bost, 10 ottobre 2018, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">14. \u2191 3 giugno 2020, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">15. \u2191 Fiorenzo Lafirenza, \u201cLa Cina d\u2019oggi non \u00e8 solo successi: dobbiamo trasmettere senso critico\u201d, 16 dicembre 2019, www.corriere.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">16. \u2191 Un episodio in tal senso eloquente si \u00e8 avuto su Omnibus de la Sette del 24 gennaio scorso, dove la rappresentazione autocelebrativa che offre di s\u00e9 il governo della RPC ha avuto spazio senza alcun contraddittorio (cfr. Amina Crisma, \u201cVerso un\u2019egemonia della Grande Narrazione cinese?\u201d 26 gennaio 2021, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">17. \u2191 Amina Crisma, \u201cUmanit\u00e0 nelle tradizioni di pensiero cinesi\u201d, Parolechiave 57\/2017, 109-130.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">18. \u2191 Thomas Saglia, Elisabetta Giacchi, \u201cProject China. Un progetto chiamato Cina\u201d, 7 marzo 2021; Amina Crisma, \u201cProject China, un caleidoscopio di sguardi\u201d, 24 febbraio 2021, www.inchiestaonline.it.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 8pt\">19. \u2191 Hannah Arendt, Ebraismo e modernit\u00e0 (Milano: Unicopli 1986), 226.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0 http:\/\/sinosfere.com\/2021\/03\/14\/amina-crisma-quale-ruolo-per-la-centralita-della-cina-nello-spazio-pubblico-proposte-esperienze-fragore-di-silenzi-e-clamore-di-grandi-narrazioni\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINOSFERE (Amina Crisma) &nbsp; 1. Dibattiti attuali ed esperienze trascorse. \u00c8 una preziosa occasione di confronto, ricca di fertili sollecitazioni, il dibattito\u00a0\u201cSinologi della nuova era\u201d promosso su\u00a0Sinosfere\u00a0da Marco Fumian, che ringrazio per avermi invitato a parteciparvi. 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